Composizione dei rapporti economici del Consorzio
Il Consorzio lavora prevalentemente con gli enti pubblici, ma mantiene anche relazioni economiche con privati e sistema cooperativo.


Il percorso che il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha intrapreso a partire dal 2023 verso una strutturazione consapevole e rigorosa delle proprie politiche di sostenibilità rappresenta una delle scelte strategiche più significative compiute negli ultimi anni. È stata una scelta tutt’altro che scontata, che ha richiesto tempo, investimento di risorse, capacità di visione e, soprattutto, un lavoro collettivo ampio e partecipato, capace di coinvolgere persone, competenze e sensibilità diverse.
Fin dall’avvio di questo cammino, la sostenibilità non è mai stata interpretata come un adempimento formale o come un esercizio di rendicontazione fine a sé stesso: al contrario, ha rappresentato un’occasione preziosa per rileggere l’identità cooperativa del Consorzio e delle sue consorziate, interrogandoci in modo autentico su come la nostra missione possa ogni giorno tradursi in pratiche organizzative più consapevoli, misurabili e condivise.
Il lavoro svolto ha consentito di costruire un primo impianto metodologico solido, fondato sull’ascolto degli e delle stakeholder, sulla definizione condivisa degli obiettivi e su un approccio alla misurazione orientato alla trasparenza, alla comparabilità e al miglioramento continuo. In questo percorso, l’impegno del Green Lab ha reso possibile l’adozione di un metodo strutturato e condiviso alla misurazione delle performance ambientali, sociali e di governance, coerente con i valori fondativi della cooperazione sociale e, al tempo stesso, capace di dialogare con gli standard e i linguaggi richiesti a livello nazionale ed europeo.
Questo Bilancio di Sostenibilità è il risultato di un lavoro paziente e progressivo, che ha posto le basi per una comprensione sempre più consapevole degli impatti generati da Sol.Co Città Aperta, non come somma di singole esperienze, ma come sistema interdipendente, radicato nei territori e orientato alla generazione di valore condiviso.
A conclusione del mio mandato, affido la guida di questo percorso al futuro Consiglio di Amministrazione come un’eredità viva, un’infrastruttura su cui continuare a costruire. La sostenibilità, per la cooperazione, è una responsabilità che attraversa le generazioni; averne posto le basi significa rafforzare la capacità del Consorzio di governare al meglio le sfide che ci attendono.
Fausto Gritti
Presidente dal 2019 al 2025
Raccogliere il testimone di un percorso già avviato rappresenta, al tempo stesso, una responsabilità e un’opportunità. Il lavoro svolto negli ultimi anni dal Consorzio Sol.Co Città Aperta sulla sostenibilità costituisce una base solida su cui innestare nuove traiettorie di sviluppo, rafforzando la coerenza tra identità cooperativa, azione quotidiana e visione di futuro.
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 si colloca in un momento storico particolarmente significativo. L’Anno Internazionale delle Cooperative richiama con forza il ruolo che il modello cooperativo può e deve svolgere nella costruzione di un’economia più equa, inclusiva e orientata al bene comune. In questo contesto, la sostenibilità non è soltanto un insieme di indicatori o un linguaggio tecnico, ma uno strumento strategico per riaffermare il valore della cooperazione come risposta concreta alle sfide sociali, ambientali e generazionali che attraversano i territori e le comunità.
Come Presidente in carica, intendo rilanciare con convinzione questo impegno, promuovendo una visione della sostenibilità capace di parlare alle nuove generazioni di cooperatrici e cooperatori. Rendere visibile l’impatto sociale, ambientale e comunitario del nostro agire significa, infatti, assumere una responsabilità ulteriore: quella di costruire spazi di partecipazione, senso e protagonismo, rafforzando il legame tra missione sociale, innovazione organizzativa e futuro del lavoro cooperativo. In questa prospettiva, la sostenibilità diventa una leva per orientare le scelte strategiche e rafforzare la capacità del Consorzio e delle cooperative socie di dialogare in modo trasparente con le istituzioni, i partner e le comunità di riferimento.
Questo Bilancio non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento vivo, pensato per accompagnare nel tempo il rafforzamento della capacità del sistema consortile di generare valore condiviso, misurabile e riconoscibile. Proseguire su questo percorso significa continuare a investire nei valori cooperativi di mutualità, democrazia, giustizia sociale e attenzione ai territori, assumendo la sostenibilità come orizzonte comune e come impegno concreto verso le persone, le comunità e le generazioni che verranno.
Omar Piazza
Presidente in carica

La sostenibilità, per il Consorzio Sol.Co Città Aperta, non è concepita come una dimensione individuale o circoscritta alla singola organizzazione. Fin dalle prime riflessioni avviate su questo tema, essa è stata interpretata come una responsabilità consortile, che coinvolge l’intero sistema composto dal Consorzio e dalle dieci cooperative socie, inteso come un ecosistema unitario e interdipendente.
In questa prospettiva, la decisione di intraprendere un percorso strutturato di rendicontazione di sostenibilità ha assunto sin dall’inizio una valenza collettiva e strategica. Le attività di analisi, misurazione e valutazione non sono state sviluppate con riferimento a una singola entità organizzativa, ma come esercizio condiviso di lettura delle performance ambientali, sociali e di governance dell’intero perimetro consortile. Tale impostazione riflette la natura stessa del Consorzio, che opera come piattaforma di coordinamento, integrazione e valorizzazione delle competenze, delle esperienze e delle specificità delle cooperative aderenti.
L’Assessment iniziale e i successivi strumenti di rilevazione – questionari, survey e analisi qualitative – sono stati compilati da tutte le organizzazioni consorziate con l’obiettivo di restituire una rappresentazione aggregata, coerente e significativa della performance di sostenibilità del nostro ecosistema. Questo approccio consente di cogliere dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento di carattere sistemico, superando una lettura frammentata o meramente descrittiva e favorendo una comprensione più profonda degli impatti generati dall’azione consortile nel suo complesso.
La scelta di adottare una rendicontazione di sistema risponde inoltre all’esigenza di rafforzare la capacità del Consorzio di dialogare in modo strutturato e trasparente non solo con i propri stakeholder esterni, ma anche con i lavoratori e le lavoratrici che contribuiscono quotidianamente alla vita e allo sviluppo di Sol.Co Città Aperta.
La presenza, all’interno del Consorzio, di cooperative con oggetti sociali e ambiti di intervento differenti rappresenta un ulteriore elemento di valore; la diversità delle attività e dei modelli operativi arricchisce la qualità delle sintesi aggregate, rendendole un benchmark interno solido e credibile. Al tempo stesso, tale impostazione non limita l’autonomia delle singole cooperative, che mantengono la possibilità di sviluppare e comunicare in modo indipendente la propria rendicontazione di sostenibilità, in coerenza con le rispettive missioni, strategie e traiettorie di sviluppo.
Consorzio Sol.Co Città Aperta promuove un corso di formazione specialistica sui temi ESG, in coerenza con il quadro normativo introdotto dalla CSRD1, in collaborazione con Conlabora, ReteClima ed Euricse.
Consorzio Sol.Co Città Aperta rendiconta la propria performance ESG attraverso la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità.
ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance e identifica un insieme di criteri utilizzati per valutare le performance ambientali, sociali e di governance di imprese e organizzazioni. Introdotto nel dibattito economico nel 2004 con il report ONU “Who Cares Wins”, l’approccio ESG è oggi integrato nei principali standard normativi - a partire dalla Direttiva CSRD (2022/2464/UE) – e nei principali sistemi di rating finanziari a livello mondiale, consentendo di misurare la dimensione extra-finanziaria e gli impatti generati su ambiente, comunità e processi decisionali.
Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD); La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una direttiva dell’Unione Europea adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 14 dicembre 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (L 322/15) il 16 dicembre 2022. Essa modifica e amplia il quadro normativo europeo in materia di rendicontazione non finanziaria, aggiornando e sostituendo le disposizioni della precedente Non-Financial Reporting Directive (Direttiva 2014/95/UE) e introducendo un quadro comune e obbligatorio per la rendicontazione di sostenibilità da parte delle imprese soggette ai requisiti di pubblicazione di informazioni sui fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022L2464
Allegato 1; L’Assessment è stato effettuato come ESG Self-Valuation Report utilizzando il tool gratuito SUSTAINability cfr. https://esg.dintec.it/Index.aspx
Codice progetto SKIFT/CSACOESI/01/2025 Ente beneficiario Consorzio Sol.Co Città Aperta Budget approvato (Eur) € 6.700; Data di inizio progetto 13/03/2025; Data fine progetto 26/06/2025
ID DOMANDA – 6352968; CUP: F18C25003220007; Denominazione CONSORZIO SOL.CO CITTA' APERTA - SOCIETA'; COOP. SOCIALE; Data di fine progetto 31/03/2026; Contributo concesso: 25.680,00 €

Il presente Bilancio di Sostenibilità è stato redatto con l’obiettivo di rendicontare in modo strutturato e trasparente le performance ambientali, sociali e di governance del sistema consortile, in coerenza con la propria identità cooperativa e con il ruolo svolto nei territori di riferimento.
Il documento si affianca al Bilancio Sociale e ne rappresenta un’integrazione sul piano metodologico e informativo. Se il Bilancio Sociale è orientato prevalentemente alla restituzione del valore sociale generato e al racconto delle attività e dei servizi, il Bilancio di Sostenibilità si concentra sulla misurazione dei risultati ESG, sull’analisi dei processi organizzativi e sulla capacità del sistema consortile di governare i propri impatti in un’ottica di responsabilità e miglioramento continuo.
Il perimetro del Bilancio di Sostenibilità comprende il Consorzio Sol.Co Città Aperta e le 10 cooperative socie, considerate nel loro insieme come un ecosistema unitario e interdipendente. La rendicontazione adotta pertanto un approccio di sistema, volto a restituire una lettura aggregata delle performance di sostenibilità, valorizzando le dinamiche comuni e le specificità delle singole organizzazioni.
Le organizzazioni ricomprese nel perimetro di rendicontazione e interessate dalla rilevazione degli indicatori ESG sono:
Numero totale di sedi per gli indicatori ambientali: 62
Il presente Bilancio di Sostenibilità si fonda su un percorso pluriennale, caratterizzato da una progressiva strutturazione degli strumenti di analisi, misurazione e rendicontazione. Il documento si colloca in continuità con l’Assessment ESG realizzato nel 2024, che ha rappresentato una prima base di lettura del livello di maturità ambientale, sociale e di governance del sistema consortile Sol.Co Città Aperta.
In tale quadro, i dati oggetto del presente report fanno riferimento in particolare al questionario sottoposto nel mese di febbraio 2026 a tutte le 11 organizzazioni del sistema (il Consorzio e le 10 cooperative socie). Lo strumento di rilevazione, composto da 91 domande suddivise in 7 sotto-sezioni tematiche2, è stato progettato dal GREEN LAB per approfondire in modo strutturato le dimensioni ambientali, sociali e di governance, garantendo omogeneità nella raccolta delle informazioni e coerenza con l’impianto complessivo di rendicontazione. Si fornisce nella parte 3 il dettaglio sul set di indicatori utilizzato.
Le informazioni e i dati presentati nel report derivano pertanto da processi di auto-rilevazione condivisi; i dati raccolti attraverso il questionario sono stati successivamente aggregati, analizzati e interpretati al fine di restituire una rappresentazione coerente e significativa dei risultati ESG del sistema Sol.Co Città Aperta, adottando un approccio di sistema volto a evidenziare elementi di coerenza, punti di forza e aree di miglioramento a livello complessivo. Nel corso della redazione sono state integrate informazioni di natura quantitativa e qualitativa, tenendo conto dei limiti metodologici connessi alla natura aggregata dei dati e all’eterogeneità organizzativa delle cooperative coinvolte. Eventuali lacune informative o ambiti di miglioramento sono esplicitati nel documento come parte integrante di un percorso di apprendimento, consolidamento e progressivo rafforzamento del sistema di misurazione. Tale impostazione non pregiudica l’autonomia delle singole cooperative, che mantengono la facoltà di sviluppare e comunicare in modo indipendente la propria rendicontazione di sostenibilità, in coerenza con le rispettive missioni, strategie e specificità operative.
Il Bilancio di Sostenibilità è stato redatto con il supporto metodologico e il coordinamento tecnico di Conlabora Srl Società Benefit, che ha accompagnato il GREEN LAB nella definizione dell’impianto metodologico, nella strutturazione degli strumenti di rilevazione, nell’analisi dei dati e nell’elaborazione del documento. I dati e le informazioni oggetto di rendicontazione – di natura quantitativa e qualitativa – sono stati forniti dal Consorzio e dalle dieci cooperative socie sulla base di processi di raccolta condivisi e di dichiarazioni rese dalle singole organizzazioni nell’ambito delle attività di Assessment e delle survey interne ed esterne. Conlabora Srl SB ha svolto un ruolo di facilitazione, aggregazione e sistematizzazione delle informazioni ricevute, operando secondo criteri di coerenza metodologica, trasparenza e tracciabilità delle fonti, senza assumere responsabilità diretta in merito alla completezza, veridicità o aggiornamento dei dati originari trasmessi dalle organizzazioni partecipanti. Il presente documento ha finalità informative e di accountability volontaria e non costituisce documento soggetto a revisione legale o certificazione esterna indipendente. Eventuali aggiornamenti o integrazioni saranno oggetto di progressive comunicazioni e recepimento nelle future edizioni del Bilancio di Sostenibilità.
Accompagnare il Consorzio Sol.Co Città Aperta e il GREEN LAB nel percorso di sostenibilità è stato un lavoro impegnativo, articolato e, al tempo stesso, estremamente stimolante. La complessità del sistema consortile, la pluralità delle cooperative coinvolte e la volontà condivisa di affrontare il tema della sostenibilità in modo concreto hanno richiesto un confronto continuo, un ascolto attento e un costante lavoro di mediazione tra visione strategica e operatività quotidiana. Il percorso di misurazione ESG ha rappresentato un’occasione preziosa di apprendimento reciproco, in cui strumenti, indicatori e metodologie si sono intrecciati con le esperienze, le pratiche e le competenze delle persone coinvolte. Ciò che ha reso questo lavoro particolarmente interessante è stata la disponibilità del Consorzio e delle cooperative a mettersi in discussione, a leggere in modo critico i propri dati e a utilizzare la misurazione come leva di miglioramento, e non come semplice adempimento.
Matteo Gustinetti
Co-fondatore di Conlabora Srl Società Benefit
Abbiamo scelto di redigere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità adottando un linguaggio inclusivo, nella forma del genere esteso, con l’obiettivo di riconoscere in modo esplicito la pluralità delle persone, delle storie e delle esperienze da cui questo documento prende forma e alle quali si rivolge.
Questa scelta non è neutra né meramente stilistica: riflette la volontà del Consorzio Sol.Co Città Aperta, delle Cooperative Consorziate, dei lavoratori e delle lavoratrici che ne fanno parte di promuovere una comunicazione attenta, rispettosa e non discriminatoria, coerente con i principi di uguaglianza, equità e inclusione che ispirano le politiche valoriali, organizzative e sociali del nostro impegno quotidiano.
L’adozione di un linguaggio inclusivo di genere esteso intende superare l’uso storico del maschile sovraesteso, attraverso strategie linguistiche capaci di evitare l’assunzione di un genere dominante e di riconoscere la diversità come valore. A tal fine, il documento privilegia lo sdoppiamento delle forme, l’utilizzo di termini epiceni e collettivi, di forme neutre o impersonali e di costruzioni lessicali inclusive, in grado di accogliere tutte le persone, comprese quelle che non si riconoscono nel binarismo di genere.
L’attenzione al linguaggio è intesa come parte integrante delle pratiche di sostenibilità sociale e di responsabilità organizzativa: il modo in cui comunichiamo contribuisce, nei fatti, a modellare rappresentazioni, relazioni e processi di inclusione, incidendo in modo concreto sul clima culturale e organizzativo in cui il Consorzio e le Cooperative operano.
Questa impostazione si colloca in continuità con il dibattito scientifico e istituzionale che riconosce al linguaggio un ruolo centrale come leva culturale di cambiamento, ed è coerente con le raccomandazioni della Commissione Europea in materia di comunicazione inclusiva, espresse nell’ambito della Gender Equality Strategy 2020–20253 e delle Inclusive Communication Guidelines4 (European Commission, 2021).
In questa prospettiva, la scelta linguistica adottata nel nostro primo Bilancio di Sostenibilità rappresenta un segno di coerenza sostanziale tra i valori che guidano il nostro impegno, le scelte che compiamo ogni giorno e il modo in cui scegliamo di raccontarle con trasparenza.
Il Bilancio di Sostenibilità 2025 è il risultato di un lavoro a più voci, costruito attraverso il contributo di persone, ruoli e competenze che, nel corso degli anni, hanno accompagnato e alimentato il percorso di sostenibilità di Consorzio Sol.Co Città Aperta. In questa prospettiva, il documento accoglie e restituisce, accanto agli elementi di analisi e misurazione, anche contributi, riflessioni ed esperienze maturate da chi si è direttamente dedicato allo sviluppo delle pratiche di sostenibilità, alla loro implementazione organizzativa e alla loro lettura critica. Tale scelta redazionale intende valorizzare la dimensione partecipativa del percorso, riconoscendo il valore dei saperi diffusi e delle esperienze vissute come parte integrante del processo di costruzione e consolidamento del Reporting di Sostenibilità.
CdA
Consorzio Sol.Co Città Aperta

Il 2025 e la sostenibilità come scelta identitaria del Consorzio Sol.Co Città Aperta e delle sue Cooperative
Il 2025 rappresenta un passaggio simbolico e strategico di particolare rilevanza per il movimento cooperativo a livello globale. Con la Risoluzione A/RES/78/289 del 19 giugno 20245, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2025 Anno Internazionale delle Cooperative, riconoscendo esplicitamente il contributo che le cooperative, nelle loro diverse forme, offrono allo sviluppo economico e sociale delle comunità, alla promozione della partecipazione democratica e all’inclusione di persone e gruppi spesso esclusi dai tradizionali circuiti di crescita.
La scelta dell’ONU si inserisce in un percorso di lungo periodo che affonda le proprie radici nella storia stessa della cooperazione moderna, a partire dall’esperienza dei Rochdale Pioneers del 1844, e che oggi trova una rinnovata attualità nel confronto con le grandi transizioni ambientali, sociali ed economiche in atto. In questo quadro, il tema individuato dal Comitato per la Promozione e lo Sviluppo delle Cooperative (COPAC) per l’IYC2025 – “Le cooperative costruiscono un mondo migliore” – sintetizza efficacemente il nesso strutturale tra modello cooperativo e sostenibilità.
In questo senso, la sostenibilità non rappresenta per la cooperazione un adattamento opportunistico a nuovi standard o un esercizio meramente rendicontativo, bensì un elemento costitutivo del proprio agire economico e sociale. I valori di democrazia, equità, solidarietà, attenzione alla comunità e responsabilità intergenerazionale, formalizzati nei principi cooperativi, anticipano e sostanziano oggi le tre dimensioni della sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG), rendendo la cooperazione un attore naturalmente orientato allo sviluppo sostenibile. Del resto, è proprio la Risoluzione ONU a ribadire questo legame riconoscendo che le cooperative promuovono la partecipazione “al massimo grado possibile” allo sviluppo delle comunità locali e contribuiscono concretamente alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze, in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. In tale prospettiva, la sostenibilità non è solo un obiettivo da misurare, ma un orientamento strategico che informa modelli di governance inclusivi, scelte imprenditoriali responsabili e relazioni economiche fondate sulla mutualità e sulla generazione di valore condiviso.
Per il Consorzio Sol.Co Città Aperta, il 2025 costituisce dunque un riferimento valoriale e operativo. La scelta di redigere il primo Bilancio di Sostenibilità proprio nel 2025 si colloca consapevolmente all’interno di questo orizzonte, interpretando la rendicontazione come strumento di trasparenza, di legittimazione e di miglioramento continuo. Il Consorzio e le proprie cooperative assumono la sostenibilità come impegno trasversale e di lungo periodo, orientato al rafforzamento delle comunità, alla qualità del lavoro dei propri operatori e delle proprie operatrici, alla partecipazione democratica e alla responsabilità verso i territori e le generazioni future. In questo senso, il presente documento significa per Sol.Co Città Aperta riaffermare la coerenza tra identità cooperativa e sostenibilità, riconoscendo nel proprio agire quotidiano un contributo concreto alla costruzione di un modello di sviluppo più equo, inclusivo e resiliente, capace di coniugare valore economico, impatto sociale e tutela dei beni comuni.
Il Bilancio di Sostenibilità segna un passaggio evolutivo nel percorso del Consorzio Sol.Co Città Aperta, introducendo la prima rendicontazione ESG integrata a livello di sistema e rafforzando il presidio strategico sui temi della sostenibilità. La scelta di adottare una rendicontazione di sistema consente di superare una lettura frammentata delle singole organizzazioni, valorizzando dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento trasversali. In questa prospettiva, il Bilancio si configura non solo come strumento di accountability, ma anche come leva di orientamento strategico e di apprendimento organizzativo.
Il sistema Sol.Co Città Aperta esprime una base economica e occupazionale significativa: oltre 75 milioni di euro di ricavi aggregati e 1.901 persone occupate, di cui il 34% under 36. Il percorso di rendicontazione si fonda su un’analisi strutturata di doppia materialità che ha individuato 6 temi prioritari, tra cui inclusione sociale, qualità del lavoro, innovazione sociale, etica e trasparenza, transizione ecologica e misurazione dell’impatto.
Le evidenze emerse confermano, in primo luogo, la centralità della dimensione sociale, che costituisce l’asse portante del modello cooperativo. I dati evidenziano una forte capacità del sistema di generare valore in primis per le persone che lo realizzano quotidianamente: l’83% dei rapporti di lavoro è a tempo indeterminato, a conferma di un’elevata stabilità occupazionale; l’81,8% delle organizzazioni adotta strumenti di ascolto dei lavoratori e delle lavoratrici; il 100% attiva misure per il benessere organizzativo, con una diffusione significativa di interventi su formazione (100%, con 7,2 ore/annue medie per dipendente), sicurezza (72,7%) e welfare (54,5%). Sul piano dell’inclusione, il 63,6% delle organizzazioni promuove attivamente l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, con livelli di inclusione superiori del 27% rispetto agli obblighi normativi.
La dimensione ambientale si colloca in una fase di progressiva strutturazione, con la definizione di una prima baseline quantitativa di sistema. I consumi energetici complessivi ammontano a ~1,3 milioni di kWh per l’energia elettrica (di cui il 40,5% da fonti rinnovabili) e circa 1,4 milioni di kWh equivalenti per il gas, a cui si associano emissioni complessive pari a 546,6 t CO₂ (Scope 1 e 2). L’intensità emissiva si attesta a 0,288 t CO₂ per dipendente. Accanto a questi dati, emerge un’ampia diffusione di pratiche ambientali operative (100% delle organizzazioni), ma ancora una limitata formalizzazione di sistemi di gestione: il 72,7% delle realtà non dispone ancora di sistemi ambientali strutturati e non risultano presenti strumenti formalizzati di energy management. Si evidenziano tuttavia segnali evolutivi rilevanti, come il coinvolgimento di già 4 organizzazioni su 11 in Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che delineano una traiettoria di sviluppo orientata al rafforzamento della sostenibilità ambientale.
La dimensione di governance restituisce un quadro complessivamente solido, con elementi distintivi legati alla partecipazione, alla rappresentanza e alla capacità di fare rete. Il sistema evidenzia un buon equilibrio di genere nella governance (55% di presenza femminile nei CdA) e indici elevati di rappresentatività (93,2/100 per il genere), oltre a una forte apertura verso l’esterno, con l’81,8% delle organizzazioni che includono persone esterne nei propri organi di amministrazione. La partecipazione cooperativa risulta significativa, con un tasso medio di soci lavoratori e socie lavoratrici pari al 31,4%. Tutte le 11 organizzazioni partecipano a reti multi-stakeholder, con una prevalenza di relazioni a livello locale (47,8%) e nazionale (30,4%). Sul piano dei sistemi, l’81,8% adotta il modello 231 e il 72,7% dispone di presìdi anticorruzione, mentre permangono margini di sviluppo nella formalizzazione dei criteri ESG lungo la supply chain (27,3%) e nei sistemi di misurazione dell’impatto, attualmente presenti in forma strutturata in 4 organizzazioni su 11.
Le principali traiettorie di miglioramento riguardano il rafforzamento dell’integrazione della sostenibilità nella catena del valore, lo sviluppo di sistemi strutturati di misurazione dell’impatto e il consolidamento delle pratiche ambientali in chiave sistemica. In questo percorso, il Consorzio, tramite il GREEN LAB, assume un ruolo centrale nel guidare un’evoluzione progressiva verso un modello di sostenibilità cooperativa sempre più misurabile, condiviso e orientato al miglioramento continuo.

Nel quadro della rendicontazione di sostenibilità, l’analisi di materialità rappresenta il presupposto metodologico attraverso cui un’organizzazione identifica, valuta e prioritizza i temi ambientali, sociali e di governance (ESG) che risultano maggiormente rilevanti in relazione ai propri impatti e alle aspettative dei portatori e delle portatrici di interesse.
La materialità rappresenta un passaggio strutturante del processo di reporting, poiché definisce la chiave interpretativa del Bilancio di Sostenibilità, orientando l’informativa verso gli ambiti che incidono in modo significativo sulla capacità dell’organizzazione di generare valore sostenibile nel tempo.
Gli standard internazionali di riferimento riconoscono alla materialità una funzione centrale. I GRI Universal Standards definiscono come “materiali” quei temi che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali più significativi dell’organizzazione oppure che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni di stakeholder interni ed esterni. Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) rafforzano tale impostazione introducendo in modo sistematico il principio della c.d. «doppia materialità», che integra la prospettiva dell’impatto con quella della rilevanza finanziaria e strategica. In tale modo l’analisi di materialità diventa processo finalizzato a garantire piena coerenza, completezza e affidabilità della rendicontazione.
Il percorso adottato dal Consorzio Sol.Co Città Aperta si colloca in continuità con tale evoluzione metodologica, assumendo una lettura della materialità capace di coniugare la dimensione dell’impatto con quella della stabilità organizzativa di lungo periodo. In particolare, l’analisi ha preso in considerazione: da un lato, gli impatti generati dal sistema Sol.Co Città Aperta su persone, comunità, territori e ambiente, valutati in termini di intensità, ampiezza e potenziale reversibilità (logica inside out); dall’altro, i rischi e le opportunità che i diversi temi di sostenibilità comportano per la continuità operativa, la capacità di innovazione, la solidità economico-organizzativa e la reputazione del sistema consortile (logica outside in).
Tale impostazione si colloca in coerenza con il principio della doppia materialità, declinato in modo aderente al contesto del Terzo Settore e alla natura di un consorzio di cooperative sociali, la cui finalità prioritaria è la generazione di valore sociale e comunitario, anche laddove ciò comporti scelte non esclusivamente orientate alla massimizzazione dell’efficienza economica. In questa prospettiva, la doppia materialità viene assunta come strumento di lettura integrata degli impatti e delle implicazioni strategiche, capace di rafforzare la sostenibilità quale leva di governo, di pianificazione di medio-lungo periodo e di allocazione responsabile delle risorse.
Per un sistema consortile come Sol.Co Città Aperta, l’analisi di materialità assume un significato particolarmente rilevante. Essa consente infatti di ricomporre in una visione unitaria la pluralità di ambiti di intervento, modelli organizzativi e specificità operative delle cooperative socie, individuando priorità condivise e traiettorie comuni di sviluppo sostenibile. In un contesto caratterizzato da interdipendenza organizzativa e radicamento territoriale, definire i temi materiali significa assumere una responsabilità collettiva. È un passaggio che rafforza la coerenza interna del sistema, rende più trasparente il dialogo verso l’esterno e consolida la capacità di indirizzo strategico dell’intero ecosistema consortile.
Abbiamo quindi costruito il materiality Assessment come un percorso progressivo e coerente, radicato nella nostra identità cooperativa e orientato alla definizione di priorità condivise per l’intero ecosistema consortile.
Il processo si è sviluppato secondo una logica sequenziale e interdipendente:
a partire dall’identità cooperativa, intesa come cornice valoriale e culturale entro cui interpretare la sostenibilità;
attraverso l’identificazione dei temi ESG rilevanti per il sistema Sol.Co Città Aperta;
mediante la loro prioritizzazione e rappresentazione in una matrice di materialità, quale strumento di sintesi e visualizzazione delle rilevanze emerse;
in stretta connessione con un percorso strutturato di stakeholder engagement, volto a integrare percezioni, aspettative e contributi delle diverse categorie di portatori e portatrici di interesse;
secondo la logica della doppia materialità, che ci ha permesso di valutare congiuntamente gli impatti generati e i rischi/opportunità per la solidità e l’evoluzione del sistema consortile;
fino all’orientamento strategico e alla rendicontazione delle performance ESG, che trovano nella materialità la propria chiave interpretativa e il proprio fondamento metodologico
In questo modo, l’analisi di materialità diventa il ponte tra ciò che siamo, come comunità cooperativa radicata nei territori, e ciò che intendiamo diventare, orientando in modo consapevole le scelte strategiche, le politiche organizzative e le traiettorie di sviluppo sostenibile del Consorzio e delle cooperative socie.

Il processo di analisi di materialità è stato accompagnato da un Gruppo di lavoro dedicato, che si è assunto il compito di guidare la riflessione strategica sui temi prioritari e di validare gli esiti della consultazione degli/delle stakeholder. Il Gruppo di lavoro ha operato come spazio di confronto e sintesi, contribuendo a interpretare i risultati emersi dalle survey e dai momenti di ascolto, e a ricondurli alle priorità organizzative e strategiche del sistema consortile.
Il Gruppo di Lavoro è composto da rappresentanti del Consorzio e delle cooperative socie, al fine di garantire una pluralità di ruoli, funzioni e ambiti di intervento. La sua composizione riflette la varietà delle esperienze e delle responsabilità presenti all’interno dell’ecosistema Sol.Co Città Aperta, includendo figure con ruoli operativi, dirigenziali e istituzionali. Più in dettaglio:
Il lavoro svolto dal Gruppo di Lavoro sulla materialità ha rappresentato uno dei passaggi più rilevanti del percorso di sostenibilità: un processo impegnativo, che ha richiesto tempo, ascolto e capacità di confronto tra posizioni anche diverse. Mettere attorno allo stesso tavolo prospettive differenti ha permesso di superare una lettura puramente tecnica dei dati, trasformando l’analisi di materialità in uno spazio di definizione condivisa delle priorità e di assunzione di responsabilità rispetto agli impatti generati. In questo senso, è emersa con chiarezza anche la dimensione politica della sostenibilità, intesa come capacità di orientare scelte e azioni da parte dei soggetti del terzo settore. Come Green Lab, abbiamo accompagnato questo percorso facilitando il dialogo, valorizzando i contributi e restituendo una sintesi capace di tenere insieme identità, impatti e prospettive di sviluppo. Il lavoro del Gruppo conferma come la sostenibilità, se affrontata in modo partecipato, possa diventare uno strumento concreto di orientamento strategico e di rafforzamento del sistema consortile, nella sua responsabilità verso i territori e le comunità.
Francesca Belotti
Responsabile GREEN LAB

Il percorso di materialità si è sviluppato attraverso le seguenti fasi:
Attività
Identificazione e classificazione dei temi materiali
Strumenti
Attività
Strumenti
Workshop
Attività
Valutazione dei temi da parte dei portatori e delle portatrici di interesse
Strumenti
Attività
Confronto e analisi dei risultati ed elaborazione della matrice di doppia materialità
Strumenti
Workshop
Attività
Discussione e validazione qualitativa finalizzati a interpretare i risultati quantitativi e a coglierne le implicazioni strategiche
Strumenti
Restituzione al CdA
Questa articolazione temporale e metodologica del processo ha consentito di integrare in modo coerente analisi preliminari, contributi degli/delle stakeholder e momenti di confronto qualitativo, garantendo solidità al percorso di materialità e trasparenza nelle scelte di rendicontazione adottate.

Il processo di analisi di materialità ha portato all’identificazione di un insieme di temi ritenuti rilevanti per il Consorzio Sol.Co Città Aperta e per le cooperative socie, sulla base delle valutazioni espresse dagli/dalle stakeholder e delle riflessioni sviluppate all’interno del Gruppo di Lavoro. I temi individuati rappresentano ambiti chiave di attenzione, che riflettono l’identità cooperativa del sistema consortile e le principali sfide connesse alla sua evoluzione.
In particolare, sono stati identificati i seguenti 6 temi materiali, riconducibili alle dimensioni ambientale, sociale e di governance della sostenibilità:
Motivazione: Le cooperative sono coinvolte in servizi ad alto impatto territoriale (gestione di spazi, strutture e servizi socio-educativi). La gestione efficiente delle risorse naturali, la riduzione delle emissioni e la promozione dell’economia circolare rafforzano la sostenibilità del Consorzio e riducono rischi futuri legati a normative ambientali.
Motivazione: Le cooperative operano in settori dove il capitale umano è il principale fattore produttivo. L’attenzione alla parità di genere, al coinvolgimento dei giovani e delle giovani under36 e all’inserimento lavorativo di persone fragili è cruciale per l’impatto sociale e per la reputazione del Consorzio.
Motivazione: La mission del Consorzio è strettamente legata alla capacità di erogare servizi di qualità ai beneficiari e alle beneficiarie (minori, famiglie, persone con disabilità, anziani e anziane). La misurazione della soddisfazione e la garanzia di standard elevati sono determinanti per la credibilità verso stakeholder del mondo pubblico e privato.
Motivazione: La capacità di attivare reti con enti pubblici, aziende, fondazioni e terzo settore per sviluppare progetti innovativi rappresenta un tema strategico per la sostenibilità economica e l’impatto sociale.
Motivazione: La trasparenza nella gestione economico-finanziaria, l’adozione di codici etici, l’accountability verso la comunità e le istituzioni rafforzano la fiducia degli/delle stakeholder e riducono rischi reputazionali.
Motivazione: L’adozione di metriche comuni e sistemi di impact management è essenziale per dimostrare l’efficacia delle attività, accedere a risorse finanziarie (bandi, finanza a impatto) e comunicare valore agli/alle stakeholder.
I 6 temi materiali costituiscono il riferimento per la lettura delle performance ESG presentate nelle sezioni successive del Bilancio di Sostenibilità e rappresentano il punto di partenza per l’elaborazione di azioni di miglioramento e traiettorie evolutive coerenti con la missione e i valori del sistema Sol.Co Città Aperta. Questi temi esprimono un equilibrio tra elementi fortemente identitari del modello cooperativo – quali l’inclusione, la qualità dei servizi e l’attenzione alle persone – e ambiti che richiedono un investimento più intenso in termini di strumenti, competenze e governance, come l’innovazione, la misurazione dell’impatto e la transizione ecologica.
Forniamo di seguito una tabella riassuntiva dei temi materiali, raccordata ai criteri ESG utilizzati nell’Assessment e riletti alla luce degli standard rendicontativi presi a riferimento.
| Tema materiale | Dimensione prevalente | Indicatori dall’Assessment (criteri ESG) |
Standard di riferimento6 | ||
|---|---|---|---|---|---|
| E | S | G | |||
| Transizione ecologica e gestione delle risorse | Consumi energetici (E1) Consumi idrici (E2) Circolarità (E3) Emissioni e impatto ambientale (E4) Gestione dei rifiuti (E5) Mobilità sostenibile (E6) |
GRI 302 (Energia) GRI 303 (Acqua) GRI 305 (Emissioni) GRI 306 (Rifiuti) ESRS E1 (Cambiamenti climatici) ESRS E2 (Inquinamento) ESRS E5 (Uso delle risorse ed economia circolare) |
|||
| Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici | Capitale umano (S3) Rispetto dei diritti umani (S3) Parità di genere (S3) |
GRI 401 (Occupazione) GRI 403 (Salute e sicurezza sul lavoro) GRI 405 (Diversità e pari opportunità) UNI/PdR 125:2022 ESRS S1 (Forza lavoro propria) |
|||
| Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali | Responsabilità di prodotto e servizio (S1) - Clienti/Beneficiari/e (S5) | GRI 416 (Salute e sicurezza dei/delle clienti) GRI 417 (Marketing e comunicazione) ESRS S4 (Consumatori/trici e utilizzatori/trici finali) |
|||
| Innovazione sociale e partnership territoriali | Capitale sociale (S4) Catena di fornitura (S2) Innovazione (G1) |
GRI 203 (Impatto economico indiretto) GRI 204 (Pratiche di approvvigionamento) ESRS S3 (Comunità interessate) |
|||
| Etica, trasparenza e accountability | Valori, etica e trasparenza (G3) Comunicazione (G5) Strategia e governo della sostenibilità (G2) |
GRI 2 (Informazioni generali) GRI 205 (Anticorruzione) GRI 419 (Conformità normativa) ESRS G1 (Condotta delle imprese) |
|||
| Valutazione e misurazione dell’impatto sociale | Formazione e aggiornamento (G4) Strategia e governo della sostenibilità (G2) Capitale sociale (S4) |
GRI 201 (Performance economica) GRI 413 (Comunità locali) ESRS 2 (Informazioni generali) Metodologie SVI (Social Value International) |
|||
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Aumento dei costi energetici e delle utilities | Riduzione strutturale dei costi operativi attraverso efficienza energetica |
| Obsolescenza degli immobili/impianti rispetto a standard ambientali | Accesso a nuovi fondi pubblici per riqualificazione |
| Rischio reputazionale legato a scarsa o non dimostrabile attenzione ambientale | Rafforzamento reputazionale come attore territoriale responsabile |
| Introduzione di obblighi normativi più stringenti | Sviluppo di competenze interne/ruoli ESG e posizionamento competitivo |
| Mancanza di dati ambientali comparabili | Costruzione di benchmark interni e cultura della misurazione |
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Turnover elevato | Fidelizzazione e retention attraverso politiche di welfare |
| Burnout e stress lavoro-correlato | Programmi strutturati di wellbeing organizzativo |
| Difficoltà nell’attuare politiche di talent management integrate | Employer branding coordinato a livello consortile sul tema dell’innovazione responsabile |
| Gap generazionale (under 36) | Attrazione, valorizzazione e fidelizzazione di persone giovani motivate |
| Parità di genere e politiche inclusive a prevalente carattere qualitativo | Certificazione UNI/PdR 125 e rafforzamento governance |
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Riduzione delle risorse pubbliche | Innovazione nei modelli di servizio e strategie di mercatizzazione |
| Aumento della complessità dei bisogni | Sviluppo di servizi integrati |
| Standard normativi sempre più stringenti | Miglioramento continuo e accreditamenti |
| Rischio reputazionale legato a disservizi e/o inefficacia rapporto domanda-offerta | Rafforzamento della fiducia istituzionale / sviluppo di modelli replicabili e scalabili |
| Disomogeneità qualitativa tra cooperative | Standardizzazione di buone pratiche consortili |
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Dipendenza eccessiva da pochi partner pubblici | Diversificazione delle fonti di finanziamento / sviluppo di partnership Profit-NonProfit |
| Competizione crescente rispetto a servizi market-oriented | Posizionamento come hub territoriale e/o in logica di welfare di piattaforma |
| Frammentazione progettuale e rischio investimenti singoli | Sviluppo di progettualità integrate / frazionamento del rischio |
| Mancanza di competenze di social business design | Rafforzamento grant office e uffici di progettazione intra-consortili / modello di open innovation sociale |
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Rischio reputazionale | Rafforzamento della fiducia degli/delle stakeholder |
| Mancanza di sistemi formalizzati | Strutturazione di codici etici/procedure/manuali condivisi |
| Asimmetrie informative tra cooperative | Sistema di reporting integrato |
| Rischio di non conformità | Adeguamento preventivo e compliance evoluta (trasparenza digitale e open data) |
| Rischi | Opportunità |
|---|---|
| Difficoltà nella raccolta dati omogenei | Costruzione di un sistema di impact management (IMS) |
| Riduzione della misurazione a esercizio formale/rendicontativo | Orientamento strategico basato su evidenze |
| Mancanza di competenze interne | Formazione e capacity building |
| Sovrapposizione tra indicatori | Allineamento a framework internazionali |
| Scarsa comparabilità | Benchmarking territoriale |
| Difficoltà nella raccolta dati omogenei | Costruzione di un sistema di data management (DMS) |
Il lavoro sulla materialità, all’interno del Green Lab, ha avuto un peso reale nel modo in cui il Consorzio e le cooperative hanno iniziato a leggere sé stesse.
Non si è trattato solo di un esercizio a tavolino: i temi sono emersi progressivamente, anche grazie ai momenti di confronto attivati nei due workshop realizzati nell’ambito del bando Competenze e Innovazione di Regione Lombardia. In uno di questi incontri, ad esempio, il confronto tra cooperative su alcune priorità inizialmente date per scontate ha portato a rimettere in discussione alcune letture, facendo emergere elementi considerati inizialmente marginali. È proprio a partire da questi scambi, oltre che dai dati raccolti e dal confronto con le pratiche operative, i servizi e le relazioni nei territori, che si è costruita una lettura più aderente alla realtà. Questo ha evitato il rischio di costruire una lettura astratta e, al contrario, ha permesso al gruppo di mantenere un legame stretto con ciò che accade quotidianamente nelle organizzazioni. L’Assessment ha funzionato come uno strumento utile soprattutto per mettere ordine: ha reso confrontabili informazioni che prima erano disperse e ha creato le condizioni per un confronto più consapevole tra realtà diverse. Grazie a questo lavoro, i temi materiali diventano un riferimento concreto per orientare le priorità e tenere insieme missione, impatti e sviluppo organizzativo.
Ammar Shawesh
Direttore Area B Cooperativa Impresa Sociale Ruah
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”
Riferimento utilizzato per le traduzioni EN-IT degli ESRS: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202302772#anx_I

L’indagine somministrata durante il workshop ai referenti e alle referenti delle cooperative socie e alla governance del Consorzio ha permesso di misurare la priorità attribuita a ciascun tema su una scala di rilevanza, oltre a identificare le aree considerate più urgenti e quelle percepite come a maggiore impatto reputazionale.
Distribuzione delle preferenze degli/delle stakeholder per posizione di ranking.
La lettura complessiva della prioritizzazione evidenzia con chiarezza come Innovazione sociale e partnership territoriali rappresenti l’asse maggiormente orientativo per l’evoluzione del sistema consortile. Il tema emerge come leva strategica trasversale, capace di connettere identità cooperativa, radicamento territoriale e capacità di generare valore condiviso. La centralità attribuita a questo ambito riflette la consapevolezza che la cooperazione, per continuare a svolgere un ruolo trasformativo nei territori, debba investire in reti, alleanze e modelli innovativi di risposta ai bisogni sociali.
Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione del lavoro si configura come un ambito di rilevanza strutturale, distribuito in modo stabile tra le posizioni di maggiore priorità. Questo andamento segnala un tema profondamente radicato nell’identità cooperativa, riconosciuto non solo come principio valoriale, ma come dimensione concreta di governo organizzativo: qualità del lavoro, equità, attenzione alle persone e contrasto alle disuguaglianze rappresentano elementi fondativi e, al contempo, ambiti su cui si innestano scelte gestionali e strategiche di medio-lungo periodo.
La Transizione ecologica e gestione delle risorse si colloca in una posizione intermedia ma dinamica, evidenziando un ambito percepito come sempre più strategico. Pur non costituendo storicamente il cuore dell’azione cooperativa, la dimensione ambientale emerge come area destinata a richiedere investimenti progressivi, soprattutto sul piano delle competenze, dell’adeguamento dei processi e dell’integrazione dei criteri ESG nelle decisioni operative. Si tratta di una traiettoria evolutiva che rafforza la coerenza tra missione sociale e responsabilità ambientale.
La Valutazione e misurazione dell’impatto sociale presenta un profilo di priorità riconosciuta ma collocata in una fase di consolidamento. La misurazione non è percepita come fine in sé, bensì come leva abilitante: uno strumento per orientare le decisioni, migliorare la qualità dei servizi, rafforzare l’accountability e strutturare il dialogo con gli stakeholder. L’attenzione crescente verso questo ambito segnala l’esigenza di sviluppare strumenti condivisi e capacità di lettura comparabile a livello di sistema, così da rendere l’impatto sempre più visibile, misurabile e governabile.
La Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali, così come Etica, trasparenza e accountability, tendono a collocarsi in posizione più arretrata nella graduatoria delle priorità. Tale dinamica non indica una minore importanza sostanziale, ma suggerisce che questi ambiti siano percepiti come dimensioni già fortemente integrate e consolidate nel funzionamento ordinario del sistema consortile. In altri termini, rappresentano elementi strutturali e identitari già incorporati nelle pratiche operative, e dunque meno associati a una prospettiva di trasformazione futura rispetto ai temi maggiormente innovativi o evolutivi.
La distribuzione delle priorità restituisce un equilibrio tra continuità e cambiamento: da un lato, la riaffermazione dei principi cooperativi fondativi; dall’altro, l’emergere di traiettorie strategiche orientate all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e al rafforzamento degli strumenti di misurazione e governance.

Un’analisi strutturata di supporto e influenza a servizio della strategia di sostenibilità
Parallelamente al processo di identificazione, classificazione e prioritizzazione dei temi materiali, il Gruppo di Lavoro ha sviluppato un’articolata analisi dei portatori e delle portatrici di interesse, finalizzata a mappare in modo strutturato coloro che, a diverso titolo, influenzano o sono influenzati/e dalle strategie, dalle attività e dagli impatti generati dal sistema consortile. La mappatura degli/delle stakeholder7 rappresenta un passaggio metodologico essenziale nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità. In coerenza con le indicazioni metodologiche relative al loro engagement, l’analisi è stata orientata a garantire una rappresentazione chiara, trasparente e argomentata delle relazioni strategiche che caratterizzano l’ecosistema Sol.Co Città Aperta.
Nel contesto di un sistema consortile composto da dieci cooperative sociali, radicato nei territori e caratterizzato da una pluralità di ambiti di intervento, la stakeholder analysis assume un significato particolarmente rilevante. Essa consente di: 1) riconoscere la molteplicità delle relazioni istituzionali, operative e comunitarie che sostengono l’azione consortile; 2) comprendere le aspettative, le priorità e i livelli di coinvolgimento delle diverse categorie di portatori e portatrici di interesse; e 3) orientare in modo consapevole le strategie di dialogo, partecipazione e accountability.
La mappatura è stata costruita attraverso una matrice a doppia dimensione (supporto e influenza), che consente di leggere in modo integrato il posizionamento degli/delle stakeholder rispetto alla strategia consortile. In particolare:
Nel presente Bilancio, il termine stakeholder è adottato in coerenza con la definizione fornita dalla norma ISO 26000:2010, che identifica come portatori e portatrici di interesse gli individui, i gruppi o le entità che hanno un interesse rispetto alle decisioni o alle attività di un’organizzazione e che possono influenzarla o esserne influenzati. Freeman, R. E. (1984). Strategic Management: A Stakeholder Approach.
Supporto indica il grado di allineamento, interesse e contributo che il singolo e la singola stakeholder attribuisce alla strategia e agli obiettivi del Consorzio. Tale dimensione considera non solo il sostegno esplicito, ma anche il potenziale contributo in termini di collaborazione, co-progettazione, advocacy e generazione di valore condiviso.
Influenza rappresenta il livello di capacità decisionale, regolatoria, economica o reputazionale esercitata dallo/dalla stakeholder sulle scelte strategiche e operative del sistema consortile. Essa tiene conto della possibilità di incidere, direttamente o indirettamente, sulla continuità operativa, sull’accesso alle risorse, sulla legittimazione istituzionale e sul posizionamento territoriale del Consorzio.
L’incrocio delle due dimensioni ha consentito di individuare aree differenziate di attenzione e di definire priorità di engagement coerenti con il principio di proporzionalità e con la logica della doppia materialità. La lettura combinata di questi fattori permette di calibrare le modalità di coinvolgimento, distinguendo tra relazioni da presidiare in modo continuativo, alleanze strategiche da rafforzare, ambiti di dialogo da strutturare e interlocuzioni da monitorare nel tempo. In questo senso, la stakeholder analysis si configura come uno strumento di governance, capace di rafforzare la coerenza tra identità cooperativa, strategie organizzative e responsabilità verso le comunità di riferimento.
La mappatura degli stakeholder è stata, per me, un passaggio utile per fermarsi come gruppo e guardare con più attenzione la rete di relazioni del Consorzio e ha rafforzato la consapevolezza collettiva. Mettere nero su bianco i portatori e le portatrici di interesse ha reso più evidente la varietà dei soggetti coinvolti e, soprattutto, la differenza delle aspettative in gioco. Valutare le relazioni in termini di supporto e influenza è stata forse la parte più interessante: nel confronto sono emerse sensibilità diverse, che in alcuni casi hanno portato anche a rivedere letture iniziali che sembravano già consolidate. Il risultato è una rappresentazione meno teorica e più vicina a come queste relazioni funzionano davvero nella pratica.
Martina Maccagni
Impiegata Cooperativa Sociale Bergamo Lavoro
La classificazione degli/delle stakeholder vede 5 categorie e 18 sotto-categorie:
Lavoratori e lavoratrici
Persone con rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione che operano nelle cooperative e nel Consorzio (educatori ed educatrici, operatori e operatrici socio-assistenziali, personale amministrativo e tecnico). Rappresentano il capitale umano del sistema consortile e incidono direttamente sulla qualità dei servizi, sull’impatto sociale generato e sulla sostenibilità organizzativa. È stato dedicato un focus specifico alla componente under36, quale indicatore di ricambio generazionale e prospettiva evolutiva.
Volontari e volontarie
Persone che contribuiscono alle attività delle cooperative a titolo volontaristico, rafforzando la dimensione partecipativa dell’azione cooperativa.
Governance del Consorzio
Consiglio di Amministrazione, Assemblea dei soci e delle socie, organi di controllo. Svolgono funzioni di indirizzo strategico, supervisione e presidio della coerenza tra missione, scelte organizzative e responsabilità istituzionali.
Enti pubblici e istituzioni territoriali
Soggetti titolari di funzioni di programmazione, regolazione, finanziamento e controllo dei servizi (Enti Locali ai sensi del TUEL, Ambiti Territoriali Sociali ex L. 328/2000, ATS/ASST, Regione Lombardia). Influenzano in modo significativo il quadro normativo, le opportunità di sviluppo e la continuità operativa del sistema consortile.
Reti di rappresentanza e coordinamento cooperativo
Organizzazioni di secondo livello e strutture associative (tra cui Confcooperative, articolazioni territoriali e società di servizi collegate) e sindacati, che svolgono funzioni di rappresentanza istituzionale, advocacy, coordinamento e supporto tecnico al movimento cooperativo.
Media locali e soggetti dell’informazione territoriale
Attori/attrici della comunicazione pubblica che incidono sulla dimensione reputazionale, sulla visibilità pubblica e sulla legittimazione sociale del Consorzio e delle cooperative socie.
Imprese for profit
Aziende del territorio coinvolte in progettualità di inclusione lavorativa, welfare aziendale e responsabilità sociale. Contribuiscono alla costruzione di partnership e alla generazione di valore condiviso.
Altre organizzazioni del Terzo Settore
Consorzi, associazioni, reti e aggregazioni locali con cui il sistema Sol.Co sviluppa progetti comuni, azioni di co-programmazione/co-progettazione e iniziative territoriali integrate.
Istituzioni scolastiche e universitarie
Scuole, enti di formazione, università e centri di ricerca partner in attività educative, formative e di ricerca-azione, con un ruolo rilevante nello sviluppo delle competenze e nell’innovazione sociale.
Enti e rappresentanti del mondo ecclesiastico
Realtà di matrice ecclesiale coinvolte in attività sociali e comunitarie, con funzione di presidio territoriale e promozione di coesione sociale.
Catena di fornitura
Imprese fornitrici di beni, servizi e tecnologie che contribuiscono al funzionamento operativo del sistema consortile e alla qualità delle prestazioni erogate.
Beneficiari e beneficiarie diretti/e
Persone destinatarie dei servizi socio-educativi e assistenziali (minori, famiglie, persone con disabilità, persone anziane, persone fragili e vulnerabili).
Beneficiari e beneficiarie indiretti/e
Famiglie, caregiver e reti informali che traggono sollievo dalle attività e dai servizi erogati ai beneficiari e alle beneficiarie diretti/e, contribuendo alla tenuta sociale delle comunità.
Comunità territoriali
Cittadinanza, reti civiche e realtà locali che interagiscono con i servizi e i progetti del sistema Sol.Co, incidendo sul livello di accettazione sociale e integrazione territoriale.
Banche e istituti di credito
Partner finanziari e servizi bancari che supportano l’accesso al credito e la gestione economico-finanziaria.
Investitori e operatori di finanza a impatto
Soggetti che sostengono progettualità innovative e iniziative ad alto impatto sociale, contribuendo alla sostenibilità economica di medio-lungo periodo.
Fondazioni ed enti filantropici
Fondazioni di origine bancaria, enti erogatori di grant e fondazioni d’impresa che finanziano progetti e programmi coerenti con la missione sociale del sistema consortile.
Donatori e donatrici privati/e
Persone fisiche e soggetti del privato che contribuiscono economicamente al sostegno delle attività e delle iniziative promosse dal Consorzio e dalle cooperative socie.
Posizionamento degli/delle stakeholder sulla matrice supporto influenza
Dalla stakeholder analysis emergono alcune evidenze strategiche che contribuiscono a delineare l’architettura relazionale del sistema Sol.Co Città Aperta.
In primo luogo, il baricentro della sostenibilità si conferma interno all’organizzazione: la governance del Consorzio e i lavoratori e le lavoratrici rappresentano il nucleo generativo delle scelte strategiche. Il capitale umano e la leadership partecipativa costituiscono, in tal senso, la principale infrastruttura abilitante delle politiche ESG.
In secondo luogo, la rete del Terzo Settore – altre organizzazioni sociali, fondazioni, realtà di matrice ecclesiastica – si configura come alleanza strutturale di coprogettazione. Si tratta di interlocutori caratterizzati da elevata convergenza valoriale e da una funzione collaborativa stabile, che rafforza la capacità del sistema consortile di generare innovazione sociale e impatto territoriale.
Gli enti pubblici territoriali e le imprese for profit assumono invece un ruolo determinante nel modellare le traiettorie di sviluppo ESG, in particolare nei processi di programmazione, co-progettazione dei servizi e partnership pubblico-private. La loro capacità di incidere sul contesto operativo rende il dialogo istituzionale e intersettoriale una leva strategica imprescindibile.
Il rapporto con il sistema bancario e finanziario evidenzia una dinamica evolutiva: gli istituti di credito non si configurano esclusivamente come fornitori di servizi, ma come potenziali attori di accompagnamento verso strumenti di finanza responsabile e a impatto.
Le comunità territoriali, i beneficiari e le beneficiarie – sia in forma diretta che indiretta - rappresentano il riferimento ultimo della missione consortile. Pur esercitando un’influenza indiretta sulle scelte organizzative, queste categorie costituiscono il principale parametro di legittimazione sociale e di valutazione dell’efficacia dell’azione cooperativa.
Infine, i media locali e le associazioni di rappresentanza economica si collocano come interlocutori da valorizzare in chiave di advocacy, posizionamento pubblico e rafforzamento della reputazione istituzionale, in un’ottica di progressivo consolidamento delle relazioni esterne.

Il Consorzio, pur non essendo soggetto agli obblighi CSRD, sceglie di applicare volontariamente i principi della doppia materialità per garantire coerenza, trasparenza e comparabilità con le migliori pratiche del Terzo Settore e dell’economia sociale. I riferimenti normative e metodologici utilizzati sono: CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive (2022/2464/EU), ESRS 1 e 2 – European Sustainability Reporting Standards - EFRAG Double Materiality Guidelines (2023), Global Reporting Initiative (GRI 3:2021) - ISO 26000:2010 – Guidance on Social Responsibility, VSME – Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises (EFRAG, 2024).
i risultati dell’ESG Assessment;
la prioritizzazione espressa dal Gruppo di lavoro e condivisa con la governance consortile;
le evidenze emerse dalle survey agli/alle stakeholder interni/e (con focus alla popolazione under36);
le evidenze emerse dalle survey agli/alle stakeholder esterni/e.
Il risultato è una rappresentazione integrata che non solo fotografa ciò che è percepito come importante, ma anche ciò che è strategicamente determinante per la traiettoria evolutiva del sistema consortile.
In questa prospettiva, la doppia materialità si configura come una scelta di responsabilità e di visione. Essa rappresenta il punto di incontro tra identità cooperativa, governo strategico e vocazione sociale; attraverso questo strumento, il Consorzio assume consapevolmente la complessità del proprio ruolo: da un lato generatore di impatti concreti nelle comunità, dall’altro impresa sociale di comunità chiamata a presidiare sostenibilità, capacità di innovazione e resilienza nel tempo.
Il primo Bilancio di sostenibilità ha anche la funzione di essere per noi una bussola che orienta priorità, investimenti, alleanze e politiche organizzative, rendendo esplicito ciò che conta davvero per il presente e per il futuro del sistema Sol.Co Città Aperta. In esso si riflette l’ambizione di consolidare un modello cooperativo capace di coniugare valore sociale, qualità del lavoro e responsabilità intergenerazionale, assumendo la sostenibilità come leva concreta di trasformazione e sviluppo.
Valori medi su scala Likert 1-5
L’analisi dei punteggi medi assegnati ai sei temi materiali mostra un quadro complessivamente omogeneo, con valori compresi tra 4,04 e 4,65 su 5. Tale distribuzione conferma un elevato livello di consapevolezza diffusa rispetto alla centralità della sostenibilità nella strategia ESG del Consorzio Sol.Co Città Aperta.
Il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici si configura come il tema materiale a più alta rilevanza percepita dagli/dalle stakeholder interni/e. La sostenibilità, per questa categoria, è innanzitutto qualità del lavoro, inclusione e coerenza etica.
La sostenibilità sociale si conferma quindi la dimensione fondativa del sistema consortile, mentre la sostenibilità ambientale emerge come ambito in consolidamento, su cui concentrare sforzi di sviluppo e innovazione nei prossimi anni.
Il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici ottiene il punteggio più elevato, testimoniando come la centralità della persona resti il pilastro su cui si fonda l’identità e la mission del Consorzio.
L’inclusione, la parità di genere, la valorizzazione delle competenze e la partecipazione attiva dei lavoratori e delle lavoratrici rappresentano per gli/le stakeholder non solo un principio etico, ma una leva strategica per la qualità dei servizi e per la coesione interna delle cooperative.
La rilevanza attribuita a questo tema si collega direttamente al modello organizzativo partecipativo di Sol.Co Città Aperta, che promuove un approccio “people-centered” nella gestione dei servizi sociali, educativi e occupazionali, e rispecchia anche la crescente attenzione del sistema cooperativo verso i criteri ESG di governance sociale e inclusiva. Questo elemento rappresenta la base culturale e valoriale da cui derivano le altre priorità di sostenibilità.
Incidenza relativa dei temi materiali sul lavoro quotidiano
L’analisi delle segnalazioni relative all’impatto dei temi materiali sulla qualità del lavoro restituisce un quadro ancora più marcato rispetto alla valutazione generale di rilevanza. Se la media Likert esprime una consapevolezza diffusa della centralità dei temi ESG nella mission del Consorzio, la distribuzione delle preferenze evidenzia con chiarezza quali ambiti incidano concretamente sull’esperienza professionale quotidiana. Con il 38,6% delle segnalazioni, il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici si conferma la leva primaria di benessere organizzativo e riconoscimento professionale. Seguono la Qualità e accessibilità dei servizi (27,6%) e l’Innovazione sociale (13,3%), a testimonianza di come la sostenibilità sia percepita non come cornice astratta, ma come dimensione operativa che incide su motivazione, senso del lavoro e coerenza tra valori e prassi. Gli ambiti legati alla misurazione dell’impatto e alla transizione ecologica, pur rilevanti, assumono una connotazione più indiretta rispetto alla quotidianità lavorativa, configurandosi come dimensioni di sistema in fase di progressivo consolidamento.
Il dato più significativo non risiede soltanto nel primato dell’inclusione, ma nella coerenza tra identità cooperativa e percezione interna. La sostenibilità, per le persone che operano nel sistema Sol.Co Città Aperta, coincide con: dignità professionale, equità organizzativa, partecipazione attiva, riconoscimento del valore generato.
In questo senso, la sostenibilità sociale non rappresenta un ambito tra gli altri, ma la condizione abilitante della qualità del servizio e dell’innovazione territoriale. Il capitale umano emerge come infrastruttura strategica primaria del sistema consortile: investire nella valorizzazione delle competenze, nel benessere organizzativo e nella partecipazione significa rafforzare simultaneamente coesione interna, qualità delle prestazioni e credibilità esterna.
La lettura integrata dei dati suggerisce quindi una traiettoria chiara: la sostenibilità del lavoro cooperativo costituisce la base su cui costruire le ulteriori evoluzioni ESG.
Dai risultati del coinvolgimento degli/delle stakeholder interni/e emerge in modo abbastanza chiaro come la sostenibilità venga vissuta nel sistema Sol.Co Città Aperta. Per chi lavora nelle cooperative – non mi riferisco solo ad AEPER ma anche alle altre realtà del Consorzio – la sostenibilità è percepita sempre meno come un tema separato e sempre più come un’attenzione che incide sul lavoro quotidiano di cura e sul significato che gli viene attribuito. I temi dell’inclusione, della valorizzazione delle persone e della qualità del lavoro continuano a rappresentare un punto fermo. Allo stesso tempo, ho colto una crescente attenzione verso aspetti più trasversali, come innovazione, impatto e dimensione ambientale, che acquistano maggiore rilevanza quando vengono affrontati in modo condiviso. Più che indicare nuove priorità, penso che i dati mettono in luce soprattutto un’esigenza di coerenza: tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. In questo senso, la doppia materialità può diventare uno strumento utile non solo per rendicontare, ma anche per verificare nel tempo questo allineamento.
Carlo Fusari
Responsabile Area Politiche Giovanili e del Territorio Cooperativa Sociale Aeper
Popolazione interna coinvolta nell’indagine n = 134
Numero di preferenze assegnate dai giovani lavoratori e dalle giovani lavoratrici
Il confronto tra le preferenze espresse dalla popolazione under 36 e quelle della componente over 36 restituisce una lettura generazionale articolata, che non evidenzia fratture valoriali, bensì differenti accenti di priorità. In entrambe le fasce anagrafiche, il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione del lavoro si conferma come ambito a più alta rilevanza percepita, a testimonianza della solidità identitaria del modello cooperativo. La centralità della persona e la qualità del lavoro rappresentano un terreno condiviso e trasversale, che accomuna le diverse generazioni di lavoratori e lavoratrici. Tuttavia, emergono alcune differenze significative: La popolazione under 36 attribuisce un peso relativamente maggiore alla Transizione ecologica e gestione delle risorse, segnalando una sensibilità più marcata verso le implicazioni ambientali delle scelte organizzative e operative. Tale orientamento appare coerente con una più ampia attenzione generazionale ai temi del cambiamento climatico, dell’efficienza energetica e della responsabilità ambientale delle istituzioni e delle imprese sociali. Allo stesso tempo, tra gli/le under 36 si osserva una valorizzazione più accentuata dell’Innovazione sociale e delle partnership territoriali, interpretata non soltanto come ambito strategico, ma come spazio di sperimentazione, crescita professionale e apertura verso modelli organizzativi dinamici. L’innovazione assume dunque una dimensione prospettica, connessa alla possibilità di contribuire attivamente all’evoluzione del sistema consortile. La componente over 36 tende invece ad attribuire una rilevanza relativamente maggiore alla “Qualità e accessibilità dei servizi” e alla dimensione di “Etica e trasparenza”, evidenziando una sensibilità consolidata verso la stabilità organizzativa, la continuità operativa e la coerenza istituzionale. In questo segmento, la sostenibilità si declina prevalentemente come affidabilità, solidità e presidio dei valori fondativi.
Nel complesso, la lettura comparata non evidenzia divergenze sostanziali, ma piuttosto una differente proiezione temporale della sostenibilità: per la fascia più giovane, essa si configura come leva di trasformazione e responsabilità intergenerazionale, con una forte attenzione alle dimensioni ambientali e innovative; per la fascia più matura, essa assume i tratti della continuità, della qualità consolidata e della coerenza etica.
I dati degli under 36 non raccontano una frattura, ma una continuità arricchita. Gli stessi valori fondativi quali inclusione, qualità del lavoro ed etica, restano al centro anche per le generazioni più giovani, ma vengono abitati con sensibilità nuove. La maggiore attenzione alla transizione ecologica e all'innovazione sociale non è un segnale di distanza, ma di prospettiva: è lo sguardo di chi ha davanti un lungo futuro da costruire e sente la responsabilità di farlo bene. È proprio questa complementarità di esperienze e punti di vista, radici condivise e orizzonti nuovi, a rendere il Consorzio Sol.Co Città Aperta capace di immaginare una sostenibilità a 360 gradi, che non preserva solo ciò che è stato, ma traccia la rotta verso ciò che può ancora diventare.
Nicole Personeni
Under36, RSGI Cooperativa Ecosviluppo
Importanza di ciascun tema per la comunità e per i beneficiari e le beneficiarie dei servizi secondo gli/le stakeholder esterni/e — media su scala Likert 1–5
I temi che incidono maggiormente sulla decisione di collaborare con il Consorzio Sol.Co Città Aperta e/o sostenerlo — numero di preferenze assegnate
L’analisi delle valutazioni espresse dagli/dalle stakeholder esterni/e evidenzia un elevato livello di riconoscimento del ruolo sociale e territoriale del sistema Sol.Co Città Aperta. I punteggi medi assegnati ai sei temi materiali si collocano su valori complessivamente alti, segnalando una percezione diffusa della coerenza tra missione dichiarata e impatti generati. In particolare, “Qualità e accessibilità dei servizi” e “Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici” emergono come ambiti prioritari per la comunità e per i beneficiari e le beneficiarie. Ciò indica che la reputazione esterna del Consorzio si fonda principalmente sulla capacità di garantire servizi affidabili, professionalità qualificate e attenzione concreta alle fragilità sociali. L’”Innovazione sociale e le partnership territoriali” assumono una rilevanza significativa in chiave prospettica, a testimonianza della percezione del Consorzio come attore capace di costruire reti, promuovere coprogettazione e generare valore condiviso nei territori. La “Transizione ecologica” e la “Misurazione dell’impatto sociale”, pur collocandosi in posizione relativamente più arretrata, risultano comunque riconosciute come dimensioni strategiche emergenti, destinate a incidere sempre più sulla credibilità istituzionale e sulla capacità di accesso a risorse pubbliche e filantropiche. Quando l’analisi si sposta dalla rilevanza generale alla dimensione decisionale – ossia ai fattori che influenzano concretamente la scelta di collaborare o sostenere Sol.Co – emergono dinamiche particolarmente significative. La “Qualità dei servizi” e l’”Etica, trasparenza e accountability” risultano tra i principali driver di collaborazione. Questo dato evidenzia come la fiducia istituzionale e la solidità organizzativa rappresentino condizioni abilitanti per la costruzione di relazioni stabili con enti pubblici, fondazioni, partner del privato e comunità territoriali. L’Innovazione sociale si conferma elemento distintivo, capace di attrarre alleanze e partnership, soprattutto in contesti orientati alla sperimentazione di nuovi modelli di intervento e all’attivazione di strumenti di finanza a impatto. La “Misurazione dell’impatto sociale” assume un ruolo crescente come leva di legittimazione: la capacità di rendere visibili e comparabili i risultati rafforza l’accountability e facilita il dialogo con stakeholder istituzionali e partner finanziari.
Il confronto con realtà esterne al Consorzio – un’attività che andrà sicuramente rafforzata – ci aiuta a leggere con maggiore consapevolezza il nostro posizionamento sul territorio. Non solo in termini di riconoscimento, ma anche come direzione verso cui vogliamo tendere. La qualità dei servizi e l’inclusione sociale restano elementi distintivi solidi, riconosciuti diffusamente dagli e dalle stakeholder. Allo stesso tempo, nelle interlocuzioni raccolte avverto una richiesta più esplicita: quella di rafforzare la capacità di innovare e di lavorare in rete. In particolare, il tema delle partnership viene richiamato come uno degli ambiti su cui continuare a investire, anche per sviluppare percorsi di co-progettazione e di sviluppo locale. È un passaggio che, almeno in parte, sposta il baricentro del Consorzio e delle cooperative: non solo erogatori di servizi, ma anche attivatori di relazioni e costruttori di comunità. Ritengo altrettanto fondamentale lavorare sul tema della fiducia, strettamente connessa alla capacità di rendere più leggibili i benefici generati. Su questo piano, sarà importante continuare a lavorare sugli strumenti di misurazione, anche per consolidare il rapporto con interlocutori istituzionali, finanziari e comunitari, che su questi aspetti mostrano una crescente attenzione. Queste evidenze richiamano un equilibrio da presidiare: mantenere la coerenza con i valori fondativi, mentre si rafforzano nel tempo le capacità di innovazione, di lettura dei fenomeni e di attivazione di reti territoriali.
Mauro Magistrati
Presidente Generazioni FA
Distribuzione dei temi materiali per stakeholder, in base a influenza e rilevanza.
Rilevanza sulla mission del Consorzio Sol.Co Città Aperta

L’analisi di materialità e il percorso di doppia materialità hanno rappresentato per il sistema Sol.Co Città Aperta un vero momento di apprendimento organizzativo.
Le evidenze emerse confermano la solidità identitaria del Consorzio: inclusione, qualità dei servizi ed etica costituiscono dimensioni strutturali, già radicate nelle pratiche operative e riconosciute trasversalmente da stakeholder interni ed esterni. Allo stesso tempo, la prioritizzazione ha fatto emergere con chiarezza alcune traiettorie evolutive su cui concentrare il nostro impegno nei prossimi anni:
L’innovazione sociale e le partnership territoriali si configurano come asse strategico di sviluppo. La cooperazione, per continuare a generare valore condiviso, deve rafforzare la propria capacità di coprogettazione, di attivazione di reti multi-attore e di sperimentazione di nuovi modelli imprenditoriali. In questo senso, la sostenibilità non è solo presidio dell’esistente, ma leva di trasformazione.
La transizione ecologica emerge come ambito in progressiva maturazione. Pur non costituendo storicamente il cuore dell’azione cooperativa, essa rappresenta oggi una responsabilità intergenerazionale e una dimensione sempre più rilevante anche in termini di accesso a finanziamenti, reputazione e coerenza con i trend socio-economici. L’integrazione sistematica di criteri ambientali nei processi decisionali costituisce pertanto una priorità evolutiva.
La misurazione dell’impatto sociale: da strumento progettuale a infrastruttura di sistema. Rendere comparabili, leggibili e condivisi gli indicatori significa rafforzare la capacità di dialogo con istituzioni, partner e soggetti finanziatori, ma anche alimentare processi interni di miglioramento continuo.
Anche in coerenza con l’Assessment è inoltre emersa l’opportunità di rafforzare i processi comunicativi e di stakeholder engagement. La qualità del dialogo, la periodicità dei momenti di ascolto e la restituzione trasparente dei risultati rappresentano leve decisive per consolidare fiducia e partecipazione. Investire in una comunicazione più strutturata, bidirezionale e continuativa consentirà di trasformare la consultazione in relazione stabile, rendendo la sostenibilità un processo realmente condiviso.
Il percorso di analisi di materialità è stato un passaggio utile per rileggere alcune priorità in chiave più strategica e per mettere meglio in relazione le nostre scelte con le aspettative dei nostri e delle nostre stakeholder.
All’inizio, il tema degli ESG non era così immediato: in alcuni casi è stato percepito come distante dal modello cooperativo, portando con sé anche un po’ di scetticismo. Il lavoro fatto ha però aiutato a tradurre questi concetti dentro le pratiche quotidiane, rendendoli via via più comprensibili e pertinenti.
La lettura integrata di rischi e opportunità dà oggi un riferimento più concreto per orientare le decisioni, anche se il passaggio dalla lettura all’operatività resta ancora in parte aperto. Nel frattempo, come cooperative abbiamo iniziato a insistere sulla comunicazione – interna ed esterna – con l’obiettivo di renderla sempre più chiara e accessibile, partendo da quanto già esiste e provando a condividerlo in modo più efficace. Il coinvolgimento dei portatori e delle portatrici di interesse rimane una delle sfide più evidenti. Non tanto come principio, che è ormai acquisito, ma nella capacità di renderlo continuo e realmente utile per leggere i bisogni e mantenere relazioni fondate sulla fiducia. Più che un percorso già definito, emerge una direzione di lavoro: integrare in modo sempre più concreto i principi ESG nei processi decisionali e operativi, cercando di mantenere nel tempo una coerenza tra intenzioni, pratiche e risultati.
Licia De Angelis
Presidente Cooperativa Biplano
Laura Lonati
Coordinatrice servizio cultura e formazione Cooperativa Biplano
Questa parte del Bilancio di Sostenibilità rappresenta il punto di convergenza del percorso delineato nelle sezioni precedenti: a partire dal proprio modello di impresa sociale di comunità e dall’analisi di materialità, il Consorzio Sol.Co Città Aperta e le cooperative consorziate rendicontano in modo strutturato le proprie performance ambientali, sociali e di governance (ESG), restituendo una lettura integrata degli impatti generati dall’ecosistema nel suo complesso.
La rendicontazione, su base volontaria, è redatta in coerenza con gli ESRS, con selezione delle disclosure fondata sul principio di materialità e con un livello di approfondimento proporzionato9 alla dimensione, complessità e caratteristiche del sistema consortile. Su questa base si struttura la logica rendicontativa, articolata nei seguenti princìpi guida10:
Il Proportionate reporting (EFRAG) è il principio secondo cui le informazioni di sostenibilità devono essere proporzionate alla dimensione, complessità e capacità organizzativa dell’impresa.
I principi rendicontativi adottati si allineano ai requisiti generali e alle caratteristiche qualitative dell’informazione previsti dall’ESRS 1 – General Requirements, con particolare riferimento alla rilevanza (materialità), alla rappresentazione fedele e alla comparabilità
le informazioni sono selezionate in funzione dei temi materiali identificati, riflettendo gli impatti più significativi e le aspettative dei portatori e delle portatrici di interesse
la rendicontazione adotta un approccio di sistema, includendo il Consorzio e le dieci Cooperative socie, al fine di restituire una visione aggregata e coerente della performance ESG
gli indicatori utilizzati sono stati selezionati e strutturati in modo da consentire, nel tempo, il confronto tra esercizi e, ove possibile, con benchmark esterni
i dati derivano da processi di auto-rilevazione condivisi e sono stati oggetto di aggregazione e analisi secondo criteri esplicitati nelle Note di redazione
la rendicontazione è concepita come processo evolutivo, orientato non solo alla restituzione dei risultati, ma anche all’individuazione di aree di sviluppo e rafforzamento
La misurazione delle performance ESG del sistema Sol.Co Città Aperta si configura come un esercizio di accountability consapevole, che integra dimensioni quantitative e qualitative e interpreta la sostenibilità come traiettoria di sviluppo organizzativo e strategico.
Nella sua prima edizione, il Bilancio di Sostenibilità, riflette alcuni limiti fisiologici, legati alla fase iniziale di strutturazione del sistema di raccolta dati, all’eterogeneità organizzativa delle cooperative e alla progressiva standardizzazione degli indicatori. Tali elementi non rappresentano criticità, bensì sono parte integrante di un percorso di apprendimento organizzativo, che il Consorzio intende consolidare nelle future edizioni.
La Parte 3 offre una lettura sistemica delle performance, in cui i dati diventano strumenti interpretativi per comprendere il modo in cui il sistema consortile genera valore ambientale, sociale e istituzionale nei territori in cui opera.
Nella definizione del proprio impianto di rendicontazione ESG, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha scelto di adottare, come riferimento centrale, il set dei 23 indicatori (e 6 sotto-indicatori) elaborato nell’ambito della ricerca “Sostenibilità cooperativa – La misurazione delle performance ESG nelle imprese cooperative11”, promossa da Confcooperative Bergamo e CSA Coesi in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo.
Tale scelta risponde a un’esigenza al contempo metodologica e identitaria: i principali framework ESG, pur garantendo elevati livelli di standardizzazione e comparabilità, risultano prevalentemente costruiti su modelli d’impresa for profit e non sempre restituiscono in modo adeguato le specificità del modello cooperativo. Le cooperative sociali integrano infatti, in modo strutturale, dimensioni economiche, sociali e comunitarie, adottando modelli di governance partecipativa e orientamenti valoriali12 che eccedono le metriche tradizionali di rendicontazione.
Il set di indicatori sviluppato nell’ambito del progetto, al cui processo di ricerca-azione il Consorzio ha partecipato attivamente, consente di: valorizzare le specificità del modello cooperativo; integrare i framework ESG di riferimento, contribuendo a una rappresentazione più aderente delle performance; conciliare comparabilità e identità, permettendoci un confronto con gli standard internazionali senza rinunciare alla nostra identità.
Allegato 6 - Ricerca a cura di Confcooperative Bergamo e CSA Coesi In collaborazione con l’Università degli studi di Bergamo Dipartimento Scienza Aziendali e Centro sulle dinamiche economiche, sociali e cooperazione (CESC)
Il riferimento è ai 7 principi cooperativi di cui alla “Dichiarazione di identità cooperativa, approvata dal XXXI Congresso dell’Alleanza Cooperativa Internazionale di Manchester nel 1995” https://ica.coop/en/cooperatives/cooperative-identity).”
Accanto alla valorizzazione delle specificità cooperative, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha adottato un sistema di indicatori coerente con i principali standard internazionali di reporting. Ciò ci permette di rappresentare in modo strutturato le performance del sistema consortile anche nella sua dimensione imprenditoriale, rafforzando la comparabilità dei dati, la leggibilità esterna e il confronto con l’ecosistema economico e istituzionale di riferimento. Essere imprese, per il sistema Sol.Co, significa infatti confrontarsi con criteri di efficienza, sostenibilità economica e accountability, senza separare queste dimensioni dalla propria missione sociale.
In questo quadro, l’integrazione tra indicatori di sostenibilità cooperativa e indicatori standard ESG consente di costruire un modello di rendicontazione ibrido e multilivello, capace di mantenere una forte aderenza identitaria e, al contempo, di posizionare il sistema consortile come attore rilevante nel tessuto produttivo locale.
La rendicontazione ESG si configura come uno strumento di connessione tra dimensione cooperativa e dimensione d’impresa, rendendo misurabile il valore generato nei territori e favorendo il confronto con altri attori economici.
Le sezioni che seguono presentano le performance del sistema lungo le dimensioni Ambientale (E), Sociale (S) e di Governance (G), offrendo una lettura integrata dei risultati e delle principali traiettorie di sviluppo.
Ho partecipato al gruppo di 80 rappresentanti di cooperative, istituzioni, altri enti del terzo settore e imprese profit che hanno contribuito a riflettere e ad implementare il set di indicatori ESG specificamente individuati per aiutare una lettura della sostenibilità più aderente alla realtà cooperativa. La nostra vocazione mutualistica, la centralità che diamo ai bisogni delle persone, l’attenzione alle comunità locali, ci pongono come un attore fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, ed è quindi particolarmente apprezzabile il fatto che, grazie all’investimento lungimirante di Confcooperative e CSA Coesi, al supporto prezioso dell’Università degli Studi di Bergamo e al sostegno economico della CCIAA e di alcune BCC, attraverso un processo partecipato, abbiamo raggiunto questo importante risultato che considero un contributo innovativo alla riflessione sul tema della sostenibilità e che aprirà la strada a nuovi dialoghi con il resto del mondo imprenditoriale. Il processo di lavoro ha permesso di entrare davvero nel vivo e nel cuore di aspetti per noi fondativi e quotidiani. Questo standard rappresenta per la cooperazione non solo un esercizio di maggiore trasparenza, ma uno strumento strategico che valorizza alcune nostre dimensioni peculiari e contribuisce ulteriormente a legittimare il modello cooperativo come attore economico d'impatto anche sui temi ESG.
Cristina Offredi
Referente Cooperativa Il Pugno Aperto

I dati qui sintetizzati restituiscono l’ordine di grandezza e la complessità del sistema Sol.Co Città Aperta, fornendo il contesto entro cui interpretare le performance ambientali, sociali e di governance presentate nelle sezioni successive. In questa prospettiva, la dimensione economica e occupazionale non rappresenta un elemento accessorio, ma costituisce la base su cui si innestano le dinamiche ESG, contribuendo a definire la capacità del sistema di generare valore sostenibile nel tempo.
Il sistema Sol.Co Città Aperta si configura come un ecosistema organizzativo caratterizzato da una rilevante capacità economica e occupazionale.
Al 31 dicembre 2025, il sistema consortile esprime un volume aggregato di ricavi pari a oltre 75 milioni di euro, a testimonianza di una dimensione economica consolidata e di una capacità strutturata di generare valore. Dal punto di vista occupazionale, il sistema occupa 1.901 persone, di cui 643 under 36, evidenziando una componente giovanile significativa (circa il 34% del totale) e confermando il ruolo delle cooperative come soggetti rilevanti nella creazione di opportunità lavorative, in particolare per le nuove generazioni. Le organizzazioni del sistema consortile si collocano prevalentemente nella categoria delle medie imprese, con la presenza di alcune realtà di dimensione maggiore.
Il processo di raccolta dati ha coinvolto 38 persone appartenenti alle diverse organizzazioni del sistema consortile (con un numero per organizzazione variabile tra 2 e 5 - mediana 3), a riflettere modelli organizzativi e livelli di coinvolgimento interni differenti.
La composizione delle persone partecipanti al processo di raccolta dati evidenzia un coinvolgimento significativo degli organi di governance e del management (oltre il 70%), a conferma di un approccio alla sostenibilità integrato nei livelli decisionali e strategici.
Ruoli coinvolti nel processo di raccolta dati
Risorse, impatti, transizione: l’ambiente come leva di sviluppo eco-sociale
Dimensioni valutative: 8
Indicatori: 14
Equità, inclusione e qualità del lavoro: il benessere della persona al centro della sostenibilità
Dimensioni valutative: 8
Indicatori: 12
Responsabilità, partecipazione e trasparenza: un sistema che genera fiducia e valore condiviso
Dimensioni valutative: 4
Indicatori: 18

All’interno dell’ecosistema Sol.Co Città Aperta, la dimensione ambientale si configura come un ambito di responsabilità in progressiva strutturazione, strettamente connesso sia alla natura dei servizi erogati (prevalentemente labour intensive e ad elevato radicamento territoriale) sia alla crescente necessità di integrare pratiche di gestione sostenibile delle risorse nei modelli organizzativi e decisionali. In coerenza con quanto emerso dall’analisi di materialità, la transizione ecologica e la gestione efficiente delle risorse rappresentano una delle traiettorie evolutive del sistema consortile.
La rilevazione restituisce un livello diffuso di consapevolezza ambientale, a cui si affianca tuttavia un grado ancora eterogeneo di maturità operativa, in particolare con riferimento alla formalizzazione delle politiche ambientali, alla sistematicità del monitoraggio dei consumi e all’adozione di strumenti strutturati di gestione.
In questo quadro, la rendicontazione ambientale assume una duplice funzione: da un lato, restituire in modo trasparente e tracciabile i dati disponibili, configurando una prima rappresentazione di sistema; dall’altro, orientare un percorso evolutivo condiviso, finalizzato al progressivo rafforzamento della capacità di misurazione, gestione e miglioramento delle performance ambientali.
Il processo di rilevazione delle performance ambientali ha rappresentato per il sistema Sol.Co Città Aperta un esercizio di metodo fondamentale, coordinato strategicamente dal Green Lab non come semplice adempimento tecnico, ma come un vero percorso partecipato di consapevolezza. Attraverso l'adozione di uno strumento di rilevazione strutturato e specifico per la cooperazione sociale, il Green Lab ha permesso di superare la frammentazione delle singole realtà, mappando con precisione lo stato attuale e definendo per la prima volta una baseline di sistema omogenea e confrontabile. Questa modalità di raccolta non si è limitata al reperimento del dato numerico, ma ha favorito un apprendimento organizzativo diffuso che ha spinto le 11 organizzazioni coinvolte a interrogarsi sulle proprie pratiche quotidiane. In questo senso, la costruzione del dato è diventata essa stessa un’azione di sistema, capace di trasformare la complessità della transizione ecologica in un patrimonio informativo condiviso e in una leva di orientamento strategico per le scelte future del nostro Consorzio.
Yuri Baratta
Coordinatore e tecnico del verde, Cooperativa della Comunità
La mobilità casa-lavoro è oggi gestita prevalentemente secondo una logica prossimitaria, orientata alla riduzione delle distanze e, in alcuni casi, alla flessibilità organizzativa (es. smart working), più che attraverso strumenti strutturati di incentivazione economica o logistica verso modalità di spostamento a minore impatto emissivo.
Nessuna delle 11 organizzazioni dichiara una policy formalizzata sugli spostamenti casa-lavoro. Il 27,3% adotta azioni non formalizzate, mentre il 72,7% non evidenzia né policy né misure specifiche. Il dato segnala che la dimensione ambientale legata alla mobilità è oggi presidiata prevalentemente in chiave operativa e non ancora attraverso strumenti formalizzati di pianificazione e gestione.
Distribuzione tra policy formalizzate, azioni non formalizzate e assenza di policy.
Le risposte aggregate mostrano una distribuzione molto concentrata su poche leve. Nessuna organizzazione dichiara misure strutturate di car sharing, incentivo al trasporto pubblico o incentivo a veicoli a basse emissioni. La leva oggi più utilizzata è di tipo organizzativo-territoriale: 5 organizzazioni su 11 pianificano attività e assegnazioni cercando di contenere la distanza tra luogo di lavoro e residenza. In 2 casi su 11 emergono pratiche di smart working o flessibilità operativa come misura indiretta di riduzione degli spostamenti. In 4 casi su 11 non risultano misure adottate.
Numero di organizzazioni per tipo di azione dichiarata
4 organizzazioni su 11 (tra cui il Consorzio) risultano già coinvolte in Comunità Energetiche Rinnovabili. Il dato segnala una prima capacità del sistema di inserirsi in dinamiche territoriali di transizione energetica. In prospettiva, l’attivazione e il rafforzamento di iniziative di questo tipo possono rappresentare uno degli ambiti più distintivi della traiettoria ambientale del sistema consortile.
Partecipazione delle organizzazioni a comunità energetiche rinnovabili
Il tema dei consumi energetici rappresenta uno degli ambiti più rilevanti, ma anche tra i più eterogenei a livello di sistema. La copertura informativa, pur non ancora pienamente consolidata (con dati completi e disponibili per 9 organizzazioni su 11 per i consumi elettrici e 8 su 11 per quelli non elettrici), consente di costruire una prima baseline quantitativa, utile per orientare il progressivo rafforzamento delle attività di monitoraggio ed efficientamento energetico.
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Energia elettrica Organizzazioni con dato disponibile 9/11 (81,8%) |
Consumo elettrico totale | 1.308.957 kWh | 47,8% |
| Quota rinnovabile su consumo elettrico totale |
40,5% (529.737 kWh) |
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Energia non elettrica* Organizzazioni con dato disponibile 8/11 (72,7%) |
Gas / riscaldamento | 1.418.560 kWh eq | 51,8% |
| Altri combustibili (es. GPL) | 9.460 kWh eq | 0,4% | |
| Quota rinnovabile** | ND |
* Al fine di fornire una rappresentazione sintetica dei consumi energetici del sistema, i consumi non elettrici sono stati convertiti in kWh equivalenti utilizzando fattori standard di conversione PCI standard (Gas naturale: 1 Smc = 10,55 kWh; GPL: 1 litro = 6,9 kWh). Il dato risultante ha valore indicativo e consente una lettura integrata, pur in presenza di unità di misura originariamente eterogenee.
** La quota di energia rinnovabile include energia acquistata da fornitori con mix energetico certificato e/o coperta da garanzie di origine, ove dichiarato dalle organizzazioni. In assenza di dati specifici, il valore è stato stimato sulla base delle informazioni disponibili. Nel caso di una organizzazione, il consumo di energia non elettrica è stato accompagnato dall’indicazione di crediti di carbonio associati (49). Tale informazione è stata trattata come misura di compensazione e non come conversione automatica del consumo in fonte rinnovabile.
La distribuzione dei consumi evidenzia un equilibrio tra componente elettrica e non elettrica, con una leggera prevalenza dei consumi legati al riscaldamento e agli usi termici. Il dato aggregato consente per la prima volta una lettura integrata del fabbisogno energetico del sistema, pur in presenza di margini di miglioramento nella standardizzazione dei dati.
I valori di intensità energetica evidenziano un livello di consumo complessivamente contenuto in relazione alla dimensione occupazionale ed economica del sistema, coerente con la natura dei servizi erogati. Il dato costituisce una prima baseline utile per monitorare nel tempo eventuali miglioramenti in termini di efficienza energetica e ottimizzazione dei consumi. Tali indicatori potranno inoltre essere progressivamente utilizzati per sviluppare confronti di benchmark settoriale, anche attraverso piattaforme di analisi ESG come Open-es.
| kWh equivalenti per dipendente | 1.439 kWh eq |
| Tot. kWh eq. / nr. dipendenti | (= 2.736.977 kWh eq / 1.901 dipendenti) |
| kWh equivalenti per k€ di ricavo | 36,49 kWh eq |
| Tot. kWh eq. / tot. ricavi (k€) | (= 2.736.977 kWh eq / 75.000 k€) |
La stima delle emissioni di gas a effetto serra costituisce un primo esercizio di quantificazione dell’impronta carbonica15 del sistema Sol.Co Città Aperta, elaborato a partire dai consumi energetici rilevati e convertiti attraverso fattori standard. In coerenza con un approccio proporzionato agli ESRS, l’analisi si concentra sulle emissioni dirette (Scope 1) e indirette da energia acquistata (Scope 2), fornendo una prima baseline di riferimento per il monitoraggio e il progressivo miglioramento delle performance ambientali. La rilevazione non include, in questa fase, le emissioni indirette lungo la catena del valore (Scope 3), che rappresentano un ambito di sviluppo prioritario per le future edizioni del Bilancio.
| Carbon footprint | Emissioni |
|---|---|
| Scope 1 | 265,1 t CO2 |
| Scope 2 | 281,4 t CO2 |
| Totale Scope 1 + 2 | 546,6 t CO2 |
| Scope 2 | 281,4 t CO2 |
| Tot. consumi elettrici kWh x fattore di conversione CO2 / kWh* |
Consumi elettrici 2025: 1.308.957 kWh Fattore location-based: 0,215 kg CO2/kWh |
* fattori di emissione ISPRA 2024 (approccio location-based)
| Scope 1 | 265,1 t CO2 |
| Tot. consumi energetici non elettrici (Smc, kWh, litri) x fattore di conversione CO2 per unità* |
Consumi non elettrici 2025: 1.428.020 kWh eq Fattori di conversione utilizzati: gas naturale: 1,956 kg CO2/Smc conversione equivalente: 0,185 kg CO2/kWh GPL: 1,56 kg CO2/litro |
* fattori di emissione standard per combustibili fossili (approccio location-based)
Le emissioni di Scope 1 e Scope 2 sono state stimate su base prudenziale a partire dai consumi energetici rilevati nel 2025. Per l’energia elettrica è stato adottato un fattore di emissione coerente con il mix elettrico nazionale. Per il gas naturale è stato utilizzato un fattore prudenziale; i consumi non elettrici espressi in kWh sono stati ricondotti a un fattore equivalente coerente. Per il GPL è stato adottato un coefficiente tecnico standard. I consumi non elettrici sono stati convertiti in kWh equivalenti al fine di consentire una rappresentazione aggregata. Eventuali crediti di carbonio associati a specifici consumi sono stati considerati come misure di compensazione e non sono stati portati in deduzione delle emissioni lorde.
I livelli di intensità emissiva risultano complessivamente contenuti in relazione alla dimensione occupazionale ed economica del sistema, in coerenza con la natura dei servizi erogati. Tali indicatori consentono una lettura comparativa delle emissioni rispetto alla dimensione operativa ed economica del sistema consortile.
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t CO2 per dipendente Tot. emissioni Scope 1 + Scope 2 / nr. dipendenti |
0,288 t CO2 (= 546,6 t CO₂ / 1.901 dipendenti) |
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t CO2 per milione di € di ricavi Tot. emissioni Scope 1 + Scope 2 / tot. ricavi (mln €) |
7,29 t CO2 (= 546,6 t CO₂ / 75 mln €) |
Le pratiche ambientali risultano diffuse a livello operativo in tutte le organizzazioni del sistema Sol.Co Città Aperta, ma solo in misura limitata sono accompagnate da strumenti strutturati di monitoraggio o da policy formalizzate. Tutte le 11 organizzazioni dichiarano l’adozione di almeno una pratica di sostenibilità operativa, mentre meno del 30% evidenzia un approccio strutturato in termini di policy e sistemi di rilevazione.
Livello di maturità operativa delle pratiche adottate
La presenza di sistemi di gestione ambientale ed energetica rappresenta un elemento chiave nel percorso di strutturazione della sostenibilità, in quanto consente di passare da pratiche operative diffuse a modelli organizzativi formalizzati, orientati al monitoraggio sistematico, al controllo degli impatti e al miglioramento continuo delle performance. In questa prospettiva, l’adozione di strumenti dedicati (certificati o non certificati) costituirà un indicatore rilevante del livello di maturità del sistema consortile nella gestione delle tematiche ambientali.
La diffusione di sistemi di gestione ambientale risulta ancora limitata e concentrata in un numero ristretto di organizzazioni. In particolare, 2 realtà dispongono di sistemi certificati e 1 di un sistema non certificato, mentre la maggioranza del sistema (72,7%) non adotta ancora strumenti strutturati, evidenziando un ambito di sviluppo prioritario per il rafforzamento della gestione ambientale.
Stato di implementazione di sistemi di gestione ambientale certificati
L’adozione di politiche e procedure per la riduzione dei consumi rappresenta un elemento chiave per il passaggio da pratiche operative diffuse a un approccio strutturato alla gestione energetica. I dati evidenziano una presenza ancora limitata di strumenti formalizzati, a fronte di iniziative prevalentemente informali, riflettendo una fase di progressiva strutturazione del sistema.
Livello di formalizzazione delle politiche di riduzione dei consumi
3 organizzazioni su 11 (27,3%) dichiarano l’adozione di pratiche di compensazione delle emissioni, anche in forma occasionale. Tali iniziative risultano tuttavia non sistematizzate e non inserite in strategie organiche di gestione delle emissioni.
L’identificazione delle priorità ambientali da parte delle organizzazioni consente di cogliere gli ambiti verso cui si orienta l’attenzione del sistema in questa fase di sviluppo. Le risposte evidenziano una prevalente focalizzazione su temi legati all’economia circolare, alla prevenzione dell’inquinamento e alla tutela ambientale mentre altre dimensioni, come il clima e l’adattamento climatico, risultano ancora poco presidiate.
Numero di preferenze espresse per obiettivo ambientale
L’identificazione dei rischi e degli impatti ambientali evidenzia un livello ancora iniziale di consapevolezza all’interno del sistema. In particolare, la maggioranza delle organizzazioni (circa il 72,7%) non rileva rischi ambientali significativi, evidenziando un significativo margine di sviluppo nella capacità di identificazione e gestione dei rischi ambientali, in linea con le logiche di risk management ESG.
Rischi ambientali maggiormente identificati dalle organizzazioni
La dimensione ambientale del sistema Sol.Co Città Aperta si colloca in una fase di consolidamento iniziale: a una diffusa sensibilità e presenza di pratiche operative si affianca una limitata formalizzazione dei sistemi di gestione e una parziale strutturazione dei processi di monitoraggio.
La costruzione di una prima baseline quantitativa rappresenta un passaggio fondamentale per l’evoluzione del sistema, che potrà svilupparsi attraverso il rafforzamento della qualità del dato, l’introduzione di strumenti di energy management e l’integrazione progressiva dei criteri ambientali nei processi decisionali.
In tale prospettiva, il Green Lab assume un ruolo centrale quale presidio metodologico e organizzativo, accompagnando il sistema consortile verso un modello di gestione ambientale sempre più strutturato, misurabile e orientato al miglioramento continuo.
I dati energetici sono stati raccolti tramite auto-rilevazione delle organizzazioni partecipanti e, ove necessario, integrati con stime basate su consumi medi o dati proxy. Le conversioni in kWh equivalenti sono state effettuate utilizzando coefficienti standard di conversione energetica. I fattori emissivi utilizzati per il calcolo delle emissioni di CO₂ sono coerenti con fonti riconosciute (es. ISPRA, IPCC o analoghe basi dati nazionali/internazionali).
Comunità Energetica Rinnovabile (CER): configurazione giuridica prevista dalla normativa europea e nazionale (Direttiva UE 2018/2001 – RED II), costituita da un’aggregazione locale di soggetti che producono e condividono energia da fonti rinnovabili, finalizzata all’autoconsumo collettivo e alla generazione di benefici ambientali, economici e sociali.
Le emissioni di gas a effetto serra sono classificate, secondo il GHG Protocol (World Resources Institute e World Business Council for Sustainable Development), in tre categorie: Scope 1 (emissioni dirette da fonti possedute o controllate), Scope 2 (emissioni indirette da energia acquistata) e Scope 3 (altre emissioni indirette lungo la catena del valore, a monte e a valle). L’insieme di tali emissioni costituisce la c.d. “carbon footprint” di un’organizzazione.
Per energy management si intende l’insieme di attività organizzative, tecniche e gestionali finalizzate al monitoraggio, al controllo e all’ottimizzazione dei consumi energetici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e ridurre i costi e gli impatti ambientali. Il concetto è formalizzato, tra gli altri, nello standard internazionale ISO 50001 sui sistemi di gestione dell’energia.

La governance rappresenta uno degli elementi qualificanti del modello organizzativo del sistema Sol.Co Città Aperta, in quanto definisce le modalità attraverso cui vengono assunte le decisioni, distribuite le responsabilità e costruiti i processi di partecipazione tra consorzio e cooperative socie. In un contesto caratterizzato da una forte integrazione tra soggetti diversi, la capacità di governo assume una dimensione sistemica, che va oltre i singoli assetti organizzativi per configurarsi come pratica condivisa.
Nel modello cooperativo, la governance non si limita a una funzione di indirizzo e controllo, ma incorpora elementi distintivi quali la partecipazione democratica, la mutualità e il radicamento territoriale. Tali dimensioni si traducono, nel caso di Sol.Co Città Aperta, in un equilibrio tra rappresentanza delle organizzazioni, coordinamento consortile e valorizzazione delle specificità delle singole cooperative, all’interno di un disegno comune orientato alla generazione di valore sociale.
Il percorso di sostenibilità ha ulteriormente rafforzato questa impostazione, introducendo momenti strutturati di confronto, raccolta dati e riflessione condivisa che hanno coinvolto attivamente le organizzazioni consorziate. In questo senso, la governance si configura come processo dinamico di costruzione collettiva, capace di connettere visione strategica, pratiche operative e responsabilità diffuse.
La presente sezione analizza la governance lungo alcune direttrici fondamentali: la composizione e il funzionamento degli organi decisionali, i livelli di partecipazione dei soci e delle socie, le forme di relazione con gli stakeholder e le reti territoriali, nonché i sistemi di presidio organizzativo, etico e di controllo. L’obiettivo è restituire una lettura complessiva della capacità di governo del sistema, evidenziandone gli elementi di solidità e le principali traiettorie di sviluppo, in coerenza con l’evoluzione del contesto e con le nuove sfide che il Consorzio è chiamato ad affrontare.
Gli indicatori sono stati valorizzati secondo due modalità complementari, coerenti con la natura consortile del sistema e con l’esigenza di restituire una lettura equilibrata tra dimensione aggregata e specificità organizzative.
Da un lato, sono stati elaborati indicatori aggregati di sistema, espressi in forma percentuale o media (es. composizione per genere, diffusione di policy, partecipazione a reti), utili a rappresentare le principali tendenze comuni e a restituire una visione complessiva e sintetica del gruppo consortile. Dall’altro, sono stati utilizzati indicatori puntuali per singola organizzazione, in particolare per quei fenomeni caratterizzati da elevata variabilità (es. partecipazione assembleare, scambio mutualistico, intensità dei processi di governance), al fine di evitare semplificazioni derivanti da sintesi poco rappresentative e valorizzare le differenze tra le cooperative.
Questa impostazione riflette una precisa scelta metodologica: considerare la governance come uno spazio di equilibrio tra centralità del sistema e autonomia delle singole organizzazioni, in cui la lettura aggregata non annulla le specificità, ma le ricompone in una prospettiva comune.
Il confronto all’interno del Green Lab ha rappresentato un’occasione di approfondimento e riflessione condivisa rispetto ai temi della sostenibilità e agli indirizzi di governance delle nostre organizzazioni. Raccogliere i dati, rileggerli in una prospettiva di miglioramento e condividerli con la base sociale e con i diversi livelli organizzativi significa orientare i processi e rafforzare una cultura organizzativa sempre più attenta alla sostenibilità e all’innovazione. Tali indirizzi risultano tanto più efficaci quanto più vengono integrati nelle pratiche di governo, nella partecipazione, nella gestione delle relazioni e nella capacità di assumere nel tempo scelte coerenti e trasparenti. In questa prospettiva, i parametri ESG non rappresentano soltanto criteri di misurazione, ma anche chiavi di lettura per riconoscere, orientare e rendere più visibile l’impatto sociale, ambientale e organizzativo prodotto nelle comunità e sui territori. La prospettiva futura per le nostre organizzazioni è rendere questo patrimonio sempre più stabile e riconoscibile nei processi decisionali, nei sistemi di accountability e nelle modalità con cui produciamo valore condiviso e innovazione all’interno dei territori di riferimento.
Rossella Aldegani
Vicepresidente e Responsabile Area Ambiente di Alchimia Cooperativa sociale
Il sistema evidenzia una solida rappresentanza femminile sia nella base sociale sia negli organi di governance, con una presenza maggioritaria nei Consigli di Amministrazione.
A livello complessivo, si rileva una limitata presenza di componenti giovani negli organi decisionali, a fronte di una prevalenza di profili senior, espressione di una governance caratterizzata da elevata esperienza ma con margini di ricambio generazionale.
Si precisa che l’indicatore, assumendo come soglia anagrafica la coorte under 30, restituisce una lettura particolarmente restrittiva della presenza giovanile negli organi di governance e può quindi non rappresentare pienamente l’investimento del Consorzio a favore del protagonismo delle nuove generazioni. Nel sistema consortile, infatti, l’attenzione ai giovani e al ricambio generazionale si esprime in modo significativo anche nella coorte under 36, attraverso percorsi, progettualità e iniziative dedicate ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici, finalizzate allo sviluppo di competenze, partecipazione, responsabilizzazione e progressivo coinvolgimento nei processi organizzativi e decisionali.
Dato calcolato sulla base del grafico G1
Il confronto tra base sociale e livelli di governance evidenzia un buon livello di allineamento nella composizione del Consiglio di Amministrazione (scostamento medio assoluto di 3,3 p.p.), mentre emerge un disallineamento più marcato a livello di alta dirigenza (10,3 p.p.), con una progressiva riduzione della componente femminile rispetto alla base sociale. Il dato suggerisce la presenza di margini di miglioramento in termini di piena rappresentatività nei ruoli apicali.
Indicatore composito: scostamento da base sociale per CdA e Alta Dirigenza
Il confronto tra base sociale e livelli di governance evidenzia un buon livello di allineamento complessivo nella distribuzione per fasce d’età (scostamento medio assoluto pari a 4 p.p.), ma mette in luce una criticità strutturale in termini di ricambio generazionale, con l’assenza di componenti under 30 sia nel Consiglio di Amministrazione sia nell’alta dirigenza. Il dato segnala la necessità di rafforzare i percorsi di accesso e sviluppo delle nuove generazioni nei ruoli decisionali. Come per l’indicatore G2, anche l’indicatore G4 considera la sola componente under 30 e non intercetta pienamente i percorsi di coinvolgimento rivolti alla fascia under 36, ambito nel quale il Consorzio promuove iniziative dedicate ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici, orientate allo sviluppo di competenze, partecipazione e responsabilizzazione progressiva.
Dato calcolato sulla base del grafico G1
Indicatore composito: scostamento da base sociale per CdA e Alta Dirigenza
9 organizzazioni su 11 hanno nei propri Consigli di Amministrazione persone rappresentanti di realtà esterne, a conferma di una significativa apertura a contributi qualificati e della valorizzazione di competenze diversificate nei processi decisionali.
Organizzazioni con persone rappresentanti di realtà esterne nei Consigli di Amministrazione
Il sistema evidenzia una copertura totale dei percorsi formativi finalizzati a rafforzare la partecipazione consapevole, attivati da tutte le organizzazioni (100%). Questo dato segnala una diffusa attenzione al rafforzamento delle competenze di governance e alla qualificazione del ruolo di soci, socie e componenti degli organi decisionali.
L’analisi del grado di segmentazione dei percorsi mostra tuttavia un livello intermedio di strutturazione: il 54,5% delle organizzazioni sviluppa iniziative rivolte a specifiche categorie di stakeholder, mentre il restante 45,5% adotta approcci non differenziati. In particolare, solo il 27,3% delle organizzazioni (3 su 11) prevede percorsi esplicitamente dedicati ai giovani under 30.
Come per gli indicatori G2 e G4, anche qui il dato sulla coorte presa in considerazione dall’indicatore non intercetta pienamente le iniziative rivolte ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici nella fascia under 36, ambito nel quale il sistema consortile promuove percorsi di partecipazione, crescita delle competenze e progressivo coinvolgimento nella vita organizzativa e nei processi decisionali.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Copertura percorsi partecipativi | 100% |
| Livello di segmentazione dei percorsi | 54,5% |
L’intensità dello scambio mutualistico misura il grado di integrazione tra dimensione imprenditoriale e base sociale, attraverso il coinvolgimento diretto dei soci e delle socie nei processi produttivi e negli scambi economici. L’analisi evidenzia una presenza diffusa, seppur eterogenea, di mutualità interna, con una quota di lavoratori e lavoratrici che sono anche soci e socie variabile tra il 14% e il 59%. Il valore medio si attesta intorno al 31,41%, indicando un livello significativo ma non uniforme di integrazione tra lavoro e partecipazione sociale. Più limitata risulta invece la dimensione della mutualità economica in termini di scambio commerciale diretto con i soci e le socie, attivata in modo rilevante solo in alcune realtà, mentre nella maggior parte delle organizzazioni tale componente risulta assente o marginale. Non risultano infine disponibili dati significativi in relazione al conferimento di semilavorati, elemento che appare meno rilevante rispetto alla natura dei servizi erogati dalle cooperative di Sol.Co Città Aperta.
| % lavoratori/lavoratrici che sono anche soci/socie | % della vendita ai soci/socie vs vendite complessive | % del semilavorato acquisito tramite conferimento vs percentuale del semilavorato acquisito da fornitori esterni | |
|---|---|---|---|
| AEPER | 33% | 0% | N/A |
| Alchimia | 30,20% | 0% | N/A |
| Bergamo Lavoro | 30% | 0% | N/A |
| Biplano | 38% | 38% | N/A |
| Cooperativa Della Comunità | 41,10% | 0% | N/A |
| Ecosviluppo | 16,24% | 23% | N/A |
| Generazioni FA | 25,60% | 0% | N/A |
| Impronta | 14% | 0% | N/A |
| Il Pugno Aperto | 27% | 0% | N/A |
| Ruah | 59% | 0% | N/A |
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| % media mutualità lavorativa | 31,41% |
| % media mutualità economica | 6,10% |
Il sistema evidenzia un buon livello di partecipazione assembleare, con una prevalenza della partecipazione diretta (65,2%) rispetto alla partecipazione per delega (11,3%), a conferma di un coinvolgimento attivo della base sociale nei processi decisionali.
In proprio e tramite delega.
9 organizzazioni su 11 svolgono almeno un’assemblea con cadenza almeno semestrale, evidenziando un buon livello di regolarità nei momenti di confronto e partecipazione della base sociale.
| N. assemblee svolte nell’anno 2025 | |
|---|---|
| Sol.Co Città Aperta | 4 |
| AEPER | 2 |
| Alchimia | 3 |
| Bergamo Lavoro | 2 |
| Biplano | 1 |
| Cooperativa Della Comunità | 1 |
| Ecosviluppo | 2 |
| Generazioni FA | 2 |
| Impronta | 2 |
| Il Pugno Aperto | 2 |
| Ruah | 2 |
Il sistema evidenzia un’elevata intensità dell’attività dei Consigli di Amministrazione, con un totale di 143 CdA e una media di ~13 riunioni annue, a conferma di un presidio continuativo dei processi decisionali.
| N. di Consigli di amministrazione svolti nell’anno 2025 | |
|---|---|
| Sol.Co Città Aperta | 20 |
| AEPER | 16 |
| Alchimia | 14 |
| Bergamo Lavoro | 5 |
| Biplano | 14 |
| Cooperativa Della Comunità | 12 |
| Ecosviluppo | 12 |
| Generazioni FA | 7 |
| Impronta | 14 |
| Il Pugno Aperto | 19 |
| Ruah | 10 |
La composizione dei Consigli di Amministrazione evidenzia un buon equilibrio tra continuità ed elementi di rinnovamento, con una presenza significativa sia di componenti con elevata anzianità (oltre 6 anni) sia di componenti più recenti (meno di 3 anni), a supporto della stabilità decisionale e dell’apertura a nuove figure.
Confronto tra la quota di componenti del CdA che siedono in Consiglio da più di 6 anni e la quota di componenti che siedono da meno di 3 anni.
Il sistema Sol.Co Città Aperta evidenzia una spiccata capacità di operare in rete, con tutte le organizzazioni attivamente coinvolte in partnership e reti multi-stakeholder a livello locale, regionale e nazionale, a conferma di un modello aperto, collaborativo e orientato alla costruzione di valore condiviso sui territori. Le partecipazioni in altre realtà dell’economia sociale (10 organizzazioni su 11) confermano un forte radicamento nel tessuto cooperativo e una propensione alla costruzione di ecosistemi collaborativi multi-attore.
Partecipazioni in altre realtà cooperative o in Enti dell'Economia Sociale
9 organizzazioni su 11 adottano criteri di selezione dei fornitori, orientando le proprie scelte di approvvigionamento verso modelli coerenti con i principi di sostenibilità, responsabilità sociale e radicamento territoriale. Nel sistema Sol.Co Città Aperta emerge una diffusione significativa di criteri qualitativi, con livelli di formalizzazione ancora limitati. In particolare, il 63,6% delle organizzazioni (7 su 11) privilegia l’appartenenza al territorio, mentre una quota più contenuta integra criteri legati alle performance ambientali (36,4%) e sociali (27,3%). Solo il 27,3% delle organizzazioni dichiara di aver formalizzato tali criteri, evidenziando un’area di sviluppo legata al rafforzamento dei sistemi di procurement sostenibile e alla strutturazione delle politiche di filiera.
Organizzazioni che adottano criteri di selezione dei fornitori
| Criterio | N. preferenze | % su 11 |
|---|---|---|
| Appartenenza al territorio | 7 | 63,6% |
| Performance ambientali | 4 | 36,3% |
| Performance sociali | 3 | 27,3% |
| Filiera corta | 2 | 18,2% |
| Appartenenza all’economia sociale | 2 | 18,2% |
| Certificazioni di processo/prodotto | 2 | 18,2% |
| Nessun criterio | 2 | 18,2% |
In prospettiva, l’integrazione tra politiche di acquisto e obiettivi ambientali potrà favorire una progressiva qualificazione della filiera in ottica ESG, contribuendo a una gestione più consapevole e misurabile degli impatti indiretti (Scope 3).
Nel sistema Sol.Co Città Aperta emerge una diffusione ancora parziale di pratiche strutturate di coinvolgimento attivo: il 45,5% delle organizzazioni (5 su 11) promuove o partecipa a forme di engagement degli/delle stakeholder, mentre la restante quota non adotta strumenti specifici.
Le modalità prevalenti di coinvolgimento si configurano principalmente attraverso la partecipazione a tavoli di lavoro e spazi di confronto territoriale, in particolare su temi legati allo sviluppo sostenibile, al benessere delle comunità e all’economia sociale.
Nel sistema Sol.Co Città Aperta, il 45,5% delle organizzazioni adotta strumenti di misurazione del valore sociale, mentre la restante quota non utilizza ancora metodologie strutturate. Tra gli strumenti utilizzati si evidenzia una prevalenza del modello Valoris17, affiancato da approcci valutativi interni.
Il metodo VALORIS è uno strumento di valutazione dell’impatto economico generato dall’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nelle cooperative sociali di tipo B. Basato su un’analisi costi-benefici, consente di stimare il saldo tra i costi sostenuti dalla Pubblica Amministrazione e i benefici prodotti in termini di maggiori entrate fiscali, minori trasferimenti assistenziali e riduzione dei costi sociali e socio-sanitari.
La capacità di valutare l’impatto sociale rappresenta un elemento avanzato della sostenibilità, in quanto consente di misurare in modo sistematico i cambiamenti generati su persone beneficiarie e sui territori. Il sistema evidenzia una diffusa attenzione al tema (81,9%), ma con una prevalenza di approcci ancora non formalizzati. La quota di organizzazioni dotate di sistemi strutturati (36,3%) segnala una fase di transizione verso modelli più evoluti di impact management.
Inoltre, solo il 45,5% delle organizzazioni applica tali pratiche su più di due servizi, evidenziando come la valutazione dell’impatto sia ancora prevalentemente legata a singoli progetti o interventi, piuttosto che pienamente integrata nei processi gestionali e nel modello operativo complessivo.
Nel sistema Sol.Co Città Aperta si rileva una diffusione significativa del Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/01, adottato dall’81,8% delle organizzazioni (9 su 11), a conferma di un buon livello di strutturazione dei presidi di compliance.
Con riferimento ai sistemi anticorruzione, l’analisi evidenzia una copertura diffusa ma ancora non pienamente formalizzata: la maggior parte delle organizzazioni (72,7%) dispone di sistemi formalizzati, seppur non certificati, mentre non risultano ad oggi presenti sistemi certificati secondo standard internazionali (es. ISO 37001).
Procedure attive per la segnalazione di illeciti
L’analisi della dimensione di governance restituisce l’immagine di un sistema complessivamente solido, caratterizzato da una buona diffusione di strumenti di presidio organizzativo, da un’elevata capacità di attivare reti e da un modello decisionale aperto e partecipato. La presenza diffusa di modelli 231, sistemi anticorruzione, strumenti di whistleblowing e percorsi di formazione dedicati evidenzia un livello di maturità significativo sotto il profilo della trasparenza e della gestione dei rischi.
Allo stesso tempo, emergono alcune traiettorie di sviluppo rilevanti: in primo luogo, il tema del ricambio generazionale rappresenta una priorità strategica per garantire continuità e innovazione nei processi di governo. In questa prospettiva – pur considerando l’attenzione dedicata agli under36 – si condivide l’opportunità di sviluppare iniziative sempre più strutturate e mirate alla valorizzazione delle nuove generazioni. In stretta connessione con quanto emerso nella dimensione sociale, il rafforzamento di politiche e strumenti di talent management si configura come una leva fondamentale anche per la governance, nella misura in cui consente di alimentare bacini di competenze interne, favorire percorsi di crescita e sostenere l’accesso ai ruoli di responsabilità. La capacità di integrare sviluppo delle competenze e processi decisionali rappresenta un fattore abilitante per affrontare la crescente complessità gestionale del settore.
Un ulteriore ambito di evoluzione riguarda la qualificazione dei processi di procurement, oggi caratterizzati da una buona attenzione ai criteri territoriali e relazionali, ma ancora limitatamente formalizzati. In una logica di sistema, l’attivazione di meccanismi condivisi di selezione dei fornitori e la definizione di criteri comuni orientati a performance ambientali e sociali potrebbero rafforzare la coerenza complessiva delle scelte di approvvigionamento, contribuendo anche alla gestione degli impatti indiretti lungo la filiera (Scope 3).
Infine, la natura consortile del sistema rappresenta un’opportunità distintiva per la costruzione e diffusione di best practice condivise, in particolare sui temi della partecipazione, dell’inclusione nei processi decisionali e del coinvolgimento degli stakeholder.
L’equilibrio tra autonomia delle singole organizzazioni e sviluppo di modelli comuni costituisce, in questa prospettiva, una leva strategica per rafforzare il senso di appartenenza al sistema Sol.Co Città Aperta e consolidarne la capacità di governo in chiave evolutiva.
Le tabelle propongono una riconciliazione metodologica tra il set dei 44 indicatori adottato dal sistema Sol.Co Città Aperta e i principali riferimenti internazionali in materia di rendicontazione di sostenibilità, con particolare riguardo ai GRI Standards e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).
Tale raccordo non deve essere interpretato come una corrispondenza normativa puntuale o come equivalenza univoca “uno a uno” tra ciascun indicatore interno e una specifica disclosure standard, bensì come un’operazione di allineamento tecnico-funzionale finalizzata a rafforzare la leggibilità, la comparabilità e la trasparenza del modello di reporting adottato. L’impianto metodologico del Bilancio di Sostenibilità si fonda infatti su un approccio di sistema, riferito al Consorzio e alle dieci cooperative socie, e su un modello ibrido che integra, da un lato, gli indicatori elaborati nell’ambito della ricerca sulla sostenibilità cooperativa promossa da Confcooperative Bergamo, CSA Coesi e Università degli Studi di Bergamo e, dall’altro, i principali framework internazionali di rendicontazione ESG.
La costruzione della matrice di raccordo è stata effettuata in coerenza con i princìpi dichiarati nel Bilancio — rilevanza, completezza, comparabilità, trasparenza, tracciabilità e miglioramento continuo — nonché con il criterio di proporzionalità proprio di un primo esercizio volontario di rendicontazione. I dati utilizzati derivano da processi di auto-rilevazione condivisi, riferiti al questionario sottoposto nel febbraio 2026 alle 11 organizzazioni del perimetro, successivamente aggregati e interpretati in chiave consortile. In tale quadro, le attribuzioni ESRS e GRI sono state effettuate privilegiando, a seconda dei casi, la disclosure più direttamente pertinente oppure il riferimento tematico prevalente, soprattutto laddove l’indicatore interno esprima contenuti organizzativi, mutualistici o comunitari che non trovano una piena corrispondenza nei framework standardizzati, storicamente costruiti in prevalenza su modelli d’impresa for profit.
Le corrispondenze risultano generalmente più dirette per gli indicatori relativi a consumi, emissioni, salute e sicurezza, occupazione, formazione, diversity, anticorruzione, conformità normativa e sistemi di governance, per i quali esistono riferimenti piuttosto chiari nei GRI e negli ESRS. Risultano invece necessariamente più interpretative (e quindi da leggere come raccordi prevalenti o per prossimità tematica) le associazioni riguardanti indicatori che riflettono elementi distintivi del modello cooperativo e consortile, quali la mutualità, la partecipazione democratica, la governance allargata, la capacità di fare rete, la creazione di valore sociale condiviso e i sistemi di misurazione dell’impatto sociale. In tali casi, la tabella non intende forzare una coincidenza formale con gli standard, ma evidenziare il framework esterno più coerente entro cui collocare l’informazione, mantenendo al contempo la specificità identitaria del sistema Sol.Co Città Aperta e del relativo modello di business.
La lettura della riconciliazione è inoltre strettamente connessa ai 6 temi materiali individuati nel percorso di materialità e doppia materialità, che costituiscono la principale chiave interpretativa dell’intero impianto rendicontativo: Transizione ecologica e gestione delle risorse; Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici; Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali; Innovazione sociale e partnership territoriali; Etica, trasparenza e accountability; Valutazione e misurazione dell’impatto sociale. Tali temi materiali orientano sia la selezione degli indicatori, sia la loro successiva riclassificazione rispetto ai framework GRI ed ESRS. I temi materiali risultano associati, a livello macro, a GRI 302/303/305/306; GRI 401/403/405; GRI 203/204; GRI 2/205/419; ESRS E1/E2/E5; ESRS S1/S3/S4; ESRS G1 ed ESRS 2. La riconciliazione proposta porta questo impianto a un livello più granulare sui singoli indicatori. Ne deriva che lo sforzo di “standardizzazione” non ha solo una funzione descrittiva, ma anche una funzione strategica: essa consente di rendere più esplicito il collegamento tra misurazione delle performance, priorità di sostenibilità del sistema consortile e traiettorie evolutive del percorso ESG. In particolare, i temi più fortemente standardizzabili — come transizione ecologica, condizioni di lavoro, diversity, salute e sicurezza, trasparenza e compliance — presentano raccordi più immediati con GRI ed ESRS; viceversa, i temi maggiormente identitari, quali innovazione sociale, partnership territoriali e misurazione dell’impatto, richiedono un livello più elevato di interpretazione metodologica e mantengono una componente ancora in evoluzione.
In questa prospettiva, la matrice di raccordo deve essere considerata come uno strumento dinamico di progressivo affinamento, utile a sostenere la maturazione del sistema informativo ESG del Consorzio, a facilitare il confronto con benchmark esterni e a rafforzare, nel tempo, la comparabilità delle informazioni rendicontate, senza rinunciare alla coerenza con la missione, la natura cooperativa e il radicamento territoriale del sistema Sol.Co Città Aperta.

L’analisi integrata delle performance ESG del sistema Sol.Co Città Aperta restituisce un livello di maturità differenziato tra le tre dimensioni della sostenibilità: la dimensione sociale si configura come ambito consolidato e strutturale, la governance come ambito in fase di progressiva evoluzione organizzativa e la dimensione ambientale come area emergente, caratterizzata da prime evidenze quantitative ma ancora limitata ad una gestione non strutturata o informale.
Questa configurazione riflette un modello di sostenibilità “endogeno”, in cui le pratiche sociali risultano intrinsecamente integrate nei modelli operativi, mentre le dimensioni ambientali e di governance possono rappresentare ambiti di innovazione sistemica.
I dati confermano tale impostazione: solo 3 organizzazioni su 11 dispongono di una funzione dedicata all’innovazione sostenibile formalmente riconosciuta nell’organigramma e con responsabilità definite, mentre 4 non presentano alcun presidio specifico. Ciò evidenzia una diffusa capacità operativa e progettuale, non ancora accompagnata da un adeguato livello di strutturazione manageriale, che costituisce una delle principali aree di sviluppo del sistema.
Fin dall’inizio del percorso di sostenibilità, nel sistema Sol.Co Città Aperta le tre dimensioni E, S e G sono state approcciate come aree fortemente interconnesse e reciprocamente abilitanti, non come ambiti indipendenti.
Il GREEN LAB ha fatto propria l’impostazione condivisa secondo cui la dimensione sociale agisce come driver primario di creazione di valore, la governance come infrastruttura di capacitazione organizzativa e metodologica e la dimensione ambientale come ambito di innovazione e sviluppo imprenditoriale.
In questo quadro, il rafforzamento delle competenze delle persone – che già nel 2025 concentrano oltre il 50% dei focus sui processi innovativi – si configura come una leva strategica trasversale per sostenere l’evoluzione del sistema. Le organizzazioni evidenziano, infatti, una forte attenzione sia allo sviluppo professionale interno sia all’acquisizione di competenze emergenti, accompagnata da una crescente apertura verso modelli di apprendimento collaborativo e processi di innovazione partecipata.
| Ambito | Pratiche d’interesse | % |
|---|---|---|
| Formazione su competenze emergenti | Attività formative su AI, impatto sociale, digital marketing, comunicazione | 41,2 |
| Innovazione organizzativa | Coinvolgimento del personale in co-progettazione e open innovation | 35,3 |
| Apertura verso l’esterno | Percorsi formativi aperti a stakeholder, beneficiari e beneficiarie | 23,5 |
Il rafforzamento delle competenze si conferma così come una leva abilitante trasversale, strettamente connessa alle priorità di sviluppo di Sol.Co Città Aperta. Tali priorità risultano infatti ampiamente coerenti con i temi materiali individuati nel percorso di doppia materialità, confermando il forte allineamento tra percezione, strategia e orientamento agli investimenti.
Più nello specifico:
In ambito “E” le principali aree di investimento riguardano il potenziamento dei progetti di educazione ambientale e l’economia circolare, delineando una crescente attenzione verso la transizione ecologica.
In ambito “S”, emergono con particolare evidenza il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici, l’innovazione sociale e la formazione, confermando la centralità della dimensione umana nei modelli di sviluppo.
Sul piano della governance “G”, le priorità si concentrano sul rafforzamento dei processi di stakeholder engagement, sullo sviluppo di reti e nuove partnership e su sistemi di monitoraggio e valutazione degli impatti.
Nel complesso:
| Ambito di investimento | % |
|---|---|
| Benessere lavoratori e lavoratrici | 16,4% |
| Educazione e sensibilizzazione ambientale | 14,8% |
| Innovazione sociale | 14,8% |
| Reti e partnership | 13,1% |
| Formazione | 13,1% |
| Economia circolare | 11,5% |
| Monitoraggio e valutazione degli impatti | 11,5% |
| Stakeholder engagement | 4,8% |
Il sistema consortile manifesta una marcata propensione alla circolazione delle pratiche: 9 organizzazioni su 11 si dichiarano propense ad attivare modalità strutturate di condivisione e trasferimento di conoscenze all’interno della rete consortile. Tale orientamento evidenzia inoltre l’esistenza di un capitale relazionale e di know how significativo, in grado di sostenere processi di allineamento, diffusione di buone pratiche e rafforzamento delle competenze comuni.
In questa prospettiva, le best practice condivise possono evolvere da strumento di coesione interna anche a leva per l’attivazione di forme di collaborazione strutturate con attori esterni, favorendo processi di contaminazione reciproca, ibridazione e open innovation.
Il rafforzamento delle interazioni con ecosistemi esterni si configura pertanto come una direttrice strategica di sviluppo, funzionale ad ampliare il perimetro dell’apprendimento organizzativo, facilitare l’accesso a nuove competenze e generare traiettorie evolutive maggiormente orientate all’innovazione sostenibile.

La prima edizione del Bilancio di Sostenibilità ha consentito al sistema Sol.Co Città Aperta di costruire un impianto informativo strutturato e condiviso, fondato su un set di indicatori ESG in grado di restituire una lettura organica delle performance ambientali, sociali e di governance. Questo passaggio rappresenta una condizione abilitante fondamentale, ma non esaurisce il potenziale trasformativo dello strumento.
Nel prossimo ciclo, il percorso di sostenibilità sarà progressivamente orientato verso una maggiore integrazione tra rendicontazione e processi decisionali, con l’obiettivo di evolvere da una logica prevalentemente descrittiva a un approccio pienamente gestionale e strategico. In questa prospettiva, il sistema sarà chiamato a rafforzare la capacità di utilizzare i dati non solo per rappresentare le performance, ma per orientare le scelte organizzative, allocare risorse in modo più efficace e presidiare i principali fattori di rischio e opportunità.
Il cambiamento atteso riguarda in particolare 3 direttrici evolutive:
Il consolidamento di un set di indicatori selezionati in funzione della loro rilevanza strategica e della capacità di rappresentare i principali driver di sostenibilità del sistema, introducendo una maggiore gerarchizzazione degli ambiti di intervento;
L'introduzione progressiva di obiettivi di miglioramento e traiettorie evolutive, anche in forma qualitativa o incrementale, che consentano di monitorare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese;
Il potenziamento del collegamento tra indicatori ESG e risultati organizzativi, con particolare riferimento alla qualità dei servizi, alla sostenibilità economica e alla capacità competitiva, in un contesto caratterizzato da crescente complessità e pressione sui sistemi di welfare.
Tale evoluzione implica, infine, un rafforzamento delle competenze interne in ambito di raccolta, analisi e interpretazione dei dati, nonché una maggiore integrazione tra i sistemi informativi delle cooperative e del consorzio.
| da Logica descrittiva | a Logica predittiva | |
|---|---|---|
| Rappresentazione dei dati | Strategia Data-driven | |
| Set informativo di indicatori | Set gerarchizzato di indicatori | |
| Lettura statica delle performance | Lettura dinamica e prospettica delle performance | |
| Assenza o limitata presenza di target | Introduzione progressiva di obiettivi di miglioramento e benchmark interni/esterni | |
| Indicatori non direttamente collegati agli esiti organizzativi | Integrazione tra indicatori ESG e risultati (qualità servizi, sostenibilità economica, competitività) | |
| Sistemi informativi individuali | Sistema informativo integrato a livello consortile |
Questo report è una prima base strutturata di misurazione, destinata a evolvere in termini di copertura, profondità e comparabilità.
Le principali direttrici di sviluppo riguardano:
l’introduzione di indicatori più granulari e confrontabili nel tempo
l’integrazione progressiva di metriche di outcome e impatto
il rafforzamento della dimensione ambientale
la standardizzazione dei processi di data management
Il percorso avviato delinea una traiettoria evolutiva chiara verso un modello di rendicontazione sempre più strutturato, integrato e orientato alla comparabilità. Le evidenze raccolte confermano tale orientamento: 10 organizzazioni su 11 esprimono una forte attenzione al miglioramento dei processi interni di raccolta dati, mentre 9 su 11 individuano nell’integrazione tra sostenibilità sociale e ambientale una priorità strategica nel medio periodo. In questo contesto, il Consorzio, attraverso il GREEN LAB, assume un ruolo di regia strategica, volto a coordinare il percorso, accompagnare lo sviluppo metodologico e promuovere strumenti condivisi.
Le evidenze emerse nel presente Bilancio di Sostenibilità tracciano con chiarezza la direzione verso cui intendiamo evolvere; il futuro del nostro sistema non risiede in traiettorie solitarie, ma nell’interdipendenza che coltiviamo tra le nostre organizzazioni e, profondamente, al loro interno. Questa connessione vitale si deve rigenerare già oggi attraverso un cambio generazionale consapevole, capace di accogliere la voce dei nuovi cooperatori e delle nuove cooperatrici come linfa strategica: crescere insieme significa dare spazio alle loro idee e priorità, trasformando l’ascolto in azione collettiva. L’innovazione di domani dovrà fondarsi sulla valorizzazione di chi opera quotidianamente nel sistema consortile, cuore pulsante di ogni traguardo. Sarà la nostra capacità di agire in chiave sostenibile — a partire dalla innovazione delle politiche sociali ma anche in una rinnovata cura verso l’impronta ambientale — a definire la nostra identità. In questa reciprocità tra generazioni, persone e ambiente, il Consorzio riafferma il suo impegno a essere motore di un’economia finalmente umana e interconnessa.
Omar Piazza
Presidente Consorzio Sol.Co Città Aperta
Il Bilancio di sostenibilità, oltre a restituire gli esiti del percorso di rendicontazione individua anche alcune direzioni di miglioramento che il Consorzio e le cooperative potranno assumere come riferimento per il lavoro dei prossimi anni. Tali direzioni saranno oggetto di monitoraggio e aggiornamento nei successivi bilanci di sostenibilità, così da verificare nel tempo l’evoluzione degli indicatori ESG e la progressiva capacità del sistema cooperativo di rafforzare i propri presìdi ambientali, sociali e di governance.
A questo scopo è stato predisposto il documento allegato “Direzioni di miglioramento degli indicatori ESG”, che propone una rilettura degli indicatori emersi dalla rendicontazione secondo tre traiettorie: mantenere, migliorare e potenziare. La classificazione consente di distinguere gli ambiti già consolidati, da presidiare nel tempo, da quelli che richiedono un rafforzamento sul piano metodologico, organizzativo o gestionale. Per ciascun indicatore vengono inoltre indicati una chiave evolutiva e un orizzonte temporale di riferimento, distinguendo tra azioni attivabili nel breve periodo ed evoluzioni di medio termine.
L’allegato assume quindi il valore di uno strumento operativo e prospettico, utile a collegare le evidenze del presente Bilancio con le future azioni di sviluppo. In questa prospettiva, le direzioni individuate offrono una prima base condivisa per orientare il monitoraggio degli indicatori, il consolidamento dei presìdi interni, l’integrazione progressiva dei criteri ESG nei processi decisionali e la qualificazione dell’impatto generato dal sistema cooperativo.