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Bilancio Sociale 2025

La rete che genera valore

01 - introduzione

Lettera del Presidente

Carissime e carissimi,
il Bilancio Sociale che vi presentiamo quest’anno non è solo un resoconto numerico e qualitativo delle nostre attività, ma il racconto di un anno di profonda evoluzione e di rinnovato impegno per il Consorzio Sol.Co Città Aperta. Le parole di Gandhi ci ricordano che il nostro non è solo un lavoro, ma una missione che trova il suo compimento più alto nell’agire comune e nella cura quotidiana verso le altre persone.

Il 2025 ha segnato un momento di passaggio fondamentale nella nostra storia. Il 30 maggio 2025, l’Assemblea delle cooperative socie ha eletto il Consiglio di Amministrazione rinnovato e la nuova Presidenza. Questo avvicendamento non è stato un semplice atto formale, ma il frutto di un percorso condiviso, testimoniato anche dalla doppia firma della presente lettera.

Il percorso che ha guidato il cambio della governance del Consorzio si è sviluppato all’insegna della continuità, con una forte proiezione al consolidamento e all’innovazione. Il Consorzio è infatti il risultato, sempre in evoluzione, del contributo delle persone che nel tempo lo hanno costruito e continuano a farlo ogni giorno. Il cambio di presidenza rappresenta l’inizio di un percorso che richiede il sostegno corale di tutto il sistema: non è il Presidente a fare la differenza, ma la rete che lo sostiene. È attraverso il supporto reciproco tra il Consorzio e le Cooperative associate che i progetti prendono forma e trovano continuità. La vera forza di Sol.Co risiede nella capacità di camminare insieme, valorizzando ogni singola voce per generare un impatto collettivo nei territori.

«Il futuro dipende da ciò che facciamo nel presente.
La cooperazione è la via per unire le forze e servire l'umanità.»

Mahatma Gandhi

Il payoff consortile Coltiviamo Futuro riassume bene questa vocazione: uno sguardo all’innovazione che nasce e si sviluppa a partire da una presenza radicata nei territori e nelle comunità.

Verso una nuova consapevolezza: il Bilancio di Sostenibilità

In questo clima di rinnovamento, il 2025 ha visto anche l’avvio di un percorso ambizioso: il cammino verso il primo Bilancio di Sostenibilità.

Attraverso l’esperienza del Green Lab, abbiamo scelto di andare oltre la rendicontazione sociale tradizionale per abbracciare una visione integrata ESG (Environmental, Social, Governance). Non si tratta di un semplice adempimento, ma di un investimento strategico sulle competenze delle nostre cooperative e sulla capacità del sistema di leggere e orientare i propri impatti. Il percorso avviato ci ha permesso di mappare le nostre azioni e individuare i temi più rilevanti: dall’inclusione sociale alla transizione ecologica, fino alla misurazione dell’impatto. Questo strumento, che vedrà la luce nel 2026, ci consentirà di orientare le scelte future con una consapevolezza più ampia, sistemica e condivisa.

Pilastri e prospettive del nostro operato

Il 2025 ha visto consolidare e rinnovare molti dei principali appalti nella gestione dei servizi a favore delle cittadine e dei cittadini delle nostre comunità. La continuità di questi servizi rafforza il sistema e permette di liberare energie per progettare nuove risposte ai bisogni emergenti.

In chiusura, desideriamo esprimere ancora una volta l’armonia che ha contrassegnato il passaggio di testimone. Il legame che ci unisce, fondato su stima e fiducia reciproca, ha reso naturale costruire una continuità. Siamo certi che continueremo a lavorare insieme per un welfare generativo, accogliente e, da oggi, sempre più sostenibile.

Buona lettura.

Omar Piazza
Presidente Consorzio Sol.Co Città Aperta da giugno 2025

Fausto Gritti
Presidente Consorzio Sol.Co Città Aperta fino a giugno 2025

02 - Nota metodologica

Come leggere questo bilancio

Periodo di riferimento: anno 2025
Edizione: 19ª (dal 2007)

Il presente documento è stato redatto in coerenza con le Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli enti del Terzo settore (D.M. 4 luglio 2019).

Il Bilancio Sociale 2025 è stato costruito con l’obiettivo di affiancare alla rendicontazione una modalità di lettura più accessibile e orientata alla comprensione del valore generato nel territorio. Per questo motivo, i contenuti sono stati riorganizzati secondo un’impostazione narrativa, che mette al centro relazioni, contesti e impatto delle attività del Consorzio e delle Cooperative Consorziate. Le diverse aree di intervento non sono presentate come ambiti separati, ma come parti di un sistema integrato che opera nei territori. Il documento mantiene e valorizza i contenuti già prodotti, intervenendo principalmente sulla loro organizzazione e connessione, senza alterarne il significato originario.

Il Bilancio Sociale rendiconta le attività del Consorzio Sol.Co Città Aperta e, ove indicato, presenta dati aggregati relativi alle cooperative associate, raccolti attraverso questionari, rilevazioni interne e strumenti di rendicontazione condivisi. Alla redazione hanno contribuito le persone citate nelle diverse sezioni del documento, con il coordinamento di Omar Piazza, Sara Benvenuti, Daniela Meridda, Francesca Belotti e Viola Cirelli. Il percorso è stato accompagnato dal supporto di Matteo Gustinetti di ConLabora Srl Società Benefit e dal team di Elidria Srl Società Benefit. Le informazioni riportate sono verificabili e documentate. I dati sono raccolti in modo sistematico.

Il Bilancio Sociale è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione del 31/03/2026 ed è stato sottoposto all’approvazione dell’Assemblea delle Cooperative socie del 22/05/2026. Il Collegio sindacale ne ha attestato la conformità alle Linee guida.

Per informazioni e osservazioni: segreteria@solcocittaaperta.it

Una scelta di linguaggio inclusivo

Abbiamo scelto di redigere il Bilancio Sociale 2025 adottando un linguaggio inclusivo, nella forma del genere esteso, con l’obiettivo di riconoscere in modo esplicito la pluralità delle persone, delle storie e delle esperienze da cui questo documento prende forma e alle quali si rivolge.

Questa scelta non è neutra né meramente stilistica: riflette la volontà del Consorzio Sol.Co Città Aperta, delle Cooperative Consorziate, dei lavoratori e delle lavoratrici che ne fanno parte di promuovere una comunicazione attenta, rispettosa e non discriminatoria, coerente con i principi di uguaglianza, equità e inclusione che ispirano le politiche valoriali, organizzative e sociali del nostro impegno quotidiano.

L’adozione di un linguaggio inclusivo di genere esteso intende superare l’uso storico del maschile sovraesteso, attraverso strategie linguistiche capaci di evitare l’assunzione di un genere dominante e di riconoscere la diversità come valore. A tal fine, il documento privilegia l’uso di termini epiceni e collettivi, di forme neutre o impersonali e, quando necessario, lo sdoppiamento delle forme, per evitare l’assunzione di un genere dominante e riconoscere la diversità come valore.

L’attenzione al linguaggio è intesa come parte integrante delle pratiche di sostenibilità sociale e di responsabilità organizzativa: il modo in cui comunichiamo contribuisce, nei fatti, a modellare rappresentazioni, relazioni e processi di inclusione, incidendo in modo concreto sul clima culturale e organizzativo in cui il Consorzio e le Cooperative operano.

Questa impostazione si colloca in continuità con il dibattito scientifico e istituzionale che riconosce al linguaggio un ruolo centrale come leva culturale di cambiamento, ed è coerente con le raccomandazioni della Commissione Europea in materia di comunicazione inclusiva, espresse nell’ambito della Gender Equality Strategy 2020-2025 e delle Inclusive Communication Guidelines (European Commission, 2021).

In questa prospettiva, la scelta linguistica adottata nel nostro Bilancio Sociale rappresenta un segno di coerenza tra valori, azioni e modalità di racconto.

03 - Chi siamo

Un'impresa sociale di comunità

Sol.Co Città Aperta è una realtà che opera nei territori costruendo connessioni tra cooperative, istituzioni e comunità locali. In questa sezione vengono presentati i principali elementi identitari, organizzativi e operativi del Consorzio, offrendo una visione d’insieme del sistema e delle sue modalità di intervento.

Dati identificativi

  • Nome dell'ente
    Consorzio Sol.Co Città Aperta
  • Codice fiscale e partita IVA
    02835640166
  • Forma giuridica
    Società Cooperativa sociale
  • Qualifica
    Impresa sociale iscritta al Registro Imprese dal 24.01.2001 e al RUNTS (n. 45069) dal 21 marzo 2022
  • Aderente a
    Confcooperative Federsolidarietà

Sedi

  • Sede legale
    e operativa
    Via Innocenzo XI n. 3, 24128 Bergamo
  • Sede operativa
    Scuola Materna Santa Capitanio, Osio Sotto
  • Sede operativa
    Scuola dell'infanzia e asilo nido Virgo Lauretana, Bergamo

Partecipazioni e reti

Ambito territoriale

Il Consorzio Sol.Co Città Aperta opera nella Provincia di Bergamo, sia direttamente sia attraverso le Cooperative consorziate, sviluppando interventi diffusi nei territori e nelle comunità locali.

Missione

Sol.Co Città Aperta integra e promuove l’azione economica e sociale delle cooperative aderenti attraverso un approccio di impresa sociale di comunità.

Si configura come un’organizzazione che:

  • cresce insieme alla comunità
  • adotta una visione imprenditoriale dell’intervento sociale
  • considera come beneficiaria l’intera comunità
  • sviluppa un sistema di governo allargato
  • utilizza risorse provenienti da fonti diverse

Linee di intervento

  1. 01

    Progetta e rilegge le politiche sociali con una visione innovativa e trasversale

  2. 02

    Costruisce alleanze e coprogettazioni con diverse realtà del territorio

  3. 03

    Sviluppa le comunità locali attraverso l’innovazione sociale

Attività statutarie

Lo statuto di Sol.Co Città Aperta prevede lo svolgimento di attività di interesse generale, ai sensi del d.lgs. n. 117/2017, finalizzate alla promozione della mutualità interna ed esterna e al perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

Nel 2025 le attività effettivamente realizzate dal Consorzio si sono concentrate principalmente negli ambiti coerenti con le finalità statutarie e con la missione di promozione della mutualità, dell’inclusione sociale e dello sviluppo delle comunità locali.

Il racconto dei servizi, delle progettualità e degli interventi realizzati è sviluppato nella sezione:

Il territorio in azione

Principali collaborazioni

Il Consorzio opera in stretta connessione con una rete articolata di enti, organizzazioni e realtà del territorio, con cui sviluppa collaborazioni e progettualità condivise.

Certificazioni Qualità e Parità di Genere

Nel 2021 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001, standard internazionale per i sistemi di gestione della qualità. Conseguita attraverso l’ente certificatore RINA per i servizi di prima infanzia (nidi, sezione primavera e scuola dell’infanzia) e per i servizi di assistenza domiciliare (SAD), rappresenta l’impegno del Consorzio nel garantire qualità dei servizi, migliorare i processi e rispondere in modo efficace alle aspettative delle persone e delle realtà con cui collabora.

Nel 2023 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha inoltre ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022. Un riconoscimento che conferma l’impegno nel promuovere parità e pari opportunità, valorizzando il ruolo delle persone all’interno delle organizzazioni e nei contesti di lavoro.

04 - Governance

Una responsabilità condivisa

La governance del Consorzio Sol.Co Città Aperta si fonda su un modello partecipato, che mette al centro il confronto tra le cooperative associate e il coinvolgimento delle diverse realtà portatrici di interesse. La struttura di governo non è solo un sistema decisionale, ma uno spazio di costruzione condivisa delle strategie e di orientamento delle attività nei territori.

I principali stakeholder del Consorzio sono: cooperative socie, lavoratori e lavoratrici, persone destinatarie dei servizi e famiglie, enti pubblici, partner del Terzo Settore, istituzioni, comunità locali, finanziatori e sostenitori, fornitori e reti territoriali.

Il loro coinvolgimento avviene attraverso assemblee, tavoli di lavoro, percorsi di coprogettazione, questionari, incontri di rete, équipe operative, momenti pubblici, strumenti di rendicontazione e attività di confronto con i territori.

Base sociale

Assemblea delle Cooperative socie

L’Assemblea delle Cooperative socie è l’organo sovrano del Consorzio ed è composta dalle cooperative consorziate.

Nel 2025 sono state effettuate 4 assemblee ordinarie con la partecipazione di tutte le cooperative aventi diritto. Le assemblee, oltre agli adempimenti previsti statutariamente, sono state il luogo in cui si è costruito il percorso che ha portato all’individuazione del nuovo Consiglio di Amministrazione, frutto del confronto tra le cooperative associate e del consenso condiviso.

La base sociale del Consorzio è costituita da 10 cooperative associate, senza variazioni nel corso del 2025:

Struttura di governo

Con il rinnovo del Consiglio di Amministrazione è stato definito un assetto organizzativo più articolato, orientato al presidio delle funzioni di monitoraggio e sviluppo.

È stata introdotta la figura del Responsabile Controllo e Sviluppo, con un ruolo strategico di connessione tra governance e area operativa. Tale figura è anche referente per i progetti delle aree SAI e FAMI. Restano attive le aree di Primo e Secondo Welfare, con la relativa articolazione di responsabilità e servizi.

Nel 2025 ha trovato piena realizzazione il Tavolo Lavoro, spazio di confronto dedicato alla definizione di politiche e azioni sul tema del lavoro. Il tavolo coinvolge tutte le 10 associate e il RUO dello Sportello di Bergamo di Mestieri Lombardia, ed è coordinato dalla Presidenza con il supporto di una figura dedicata.

L’organigramma del Consorzio è rappresentato nello schema seguente.

ASSEMBLEA SOCI
COLLEGIO SINDACALE
Lorenzo Cavallini
Presidente
Luigi Burini
Sindaco
Emanuela Plebani
Sindaca
Francesco Nicastro,
Alessia Colleoni

Sindaci Supplenti
Consiglio di amministrazione
Omar Piazza Presidente e Datore di lavoro
Claudia Curioni Vice Presidente
Maria Cristina Albani Rocchetti, Delia Innocenti, Daniela Meridda, Don Marco Perruchini, Marco Ruggeri
COMITATO GUIDA PER LA PARITÀ DI GENERE
Sara Benvenuti Coordinatrice
Manuela Corda, Claudia Curioni, Omar Piazza
Controllo e sviluppo
Omar Piazza
Responsabile
TAVOLO LAVORO
Marta Brighenti
Green Lab
Francesca Belotti
TECNOSTRUTTURA
Marina Pagani
Responsabile Amministrativa - Dirigente
Giulia Lubrina,
Stefano Pezzotta

Segreteria e Amministrazione
Manuela Corda
Risorse Umane
Sara Benvenuti
Referente Qualità, Privacy e Sicurezza
SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE
Camilla Bigoni RSPP
Emma Sala Medico Com.R.
Addetti Emergenze
PRIMO WELFARE E COPROGETTAZIONE CON L'ENTE PUBBLICO - "MERCATO PUBBLICO"*
Patrizia Tironi
Responsabile - Dirigente
SECONDO WELFARE: RISPOSTE AL BISOGNO DIRETTO DEL CITTADINO - "MERCATO PRIVATO"**
Matteo Taramelli
Responsabile - Dirigente
CONTROLLO E SVILUPPO AREA DEI PROGETTI DI SAI E FAMI
Omar Piazza
Responsabile
Project Leader
preposti
Coordinatori
Lavoratori
Consorzio Sol.Co Città Aperta

* Servizi di assistenza domiciliare in general contracting, certificato Qualità.

** Servizi di prima infanzia (nidi), scuole dell'infanzia (materna) e sezioni primavera, certificati Qualità.

Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione è l’organo di governo e di gestione del Consorzio. La composizione del Consiglio è determinata dall’Assemblea delle Cooperative socie, con elezione per un mandato di tre anni, rinnovabile.

Dal 2013 il Consorzio adotta un modello di governance multi-stakeholder, che prevede il coinvolgimento delle diverse realtà portatrici di interesse attive nei temi sociali.

Nel 2025 il Consiglio di Amministrazione ha visto la presenza di una consigliera proveniente dal mondo dell’impresa e di un consigliere proveniente dagli enti diocesani. Nel corso dell’anno sono stati effettuati 20 Consigli di Amministrazione.

Tra le principali attività svolte:

  • costruzione di un percorso partecipato con le cooperative associate per l’individuazione dei portatori e delle portatrici di interesse da coinvolgere nel rinnovo del CdA
  • definizione della composizione del nuovo CdA, attraverso la raccolta delle candidature espresse dalle cooperative
  • elaborazione condivisa del Piano di Mandato 2025-2028, quale riferimento strategico per l’azione del Consiglio
  • avvio del percorso di potenziamento del Green Lab e della redazione del Bilancio di Sostenibilità
  • rafforzamento della struttura operativa con l’inserimento di una figura di progettazione sociale
  • adesione alla Comunità Energetica SUN-FAI Società Cooperativa di Dalmine
  • definizione di un progetto condiviso con le Cooperative L’Impronta e Alchimia per la valorizzazione dell’ex Casa delle Suore di Osio Sotto
Composizione del Consiglio di Amministrazione
Omar Piazza
Presidente
In CdA da 8 anni
Claudia Curioni
Vicepresidente
In CdA da 4 anni
Maria Cristina Albani Rocchetti
Consigliera
Al 1° mandato in CDA
Delia Innocenti
Consigliera
Al 1° mandato in CDA
Daniela Meridda
Consigliera
In CDA da 4 anni
Don Marco Perruchini
Consigliere
Al 1° mandato in CDA
Marco Ruggeri
Consigliere
Al 1° mandato in CDA
Il Presidente Omar Piazza è stato nominato il 4 giugno 2025 e resterà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31.12.2027.
Collegio Sindacale
Lorenzo Cavallini
Presidente
Emanuela Plebani
Sindaca effettiva
Francesco Nicastro
Sindaco supplente
Luigi Burini
Sindaco effettivo
Alessia Colleoni
Sindaca supplente
Eletto il 30 maggio 2025 e in carica fino all’approvazione del bilancio al 31.12.2027

Revisione legale

La revisora legale è Emanuela Plebani, dottoressa commercialista iscritta all’Albo dei Revisori al n. 128975.

Compensi

L’Assemblea delle Cooperative socie del 30 maggio 2025 ha stabilito un compenso annuo complessivo di € 7.500 per il Consiglio di Amministrazione, così suddiviso:
€ 5.500 al Presidente
€ 2.000 alla Vicepresidente
Le altre persone componenti del Consiglio di Amministrazione non hanno percepito compensi nel corso del 2025.
Al Collegio sindacale sono stati attribuiti:
€ 6.000 al Presidente
€ 4.000 a ciascun componente effettivo del Collegio sindacale
Alla revisora legale è stato riconosciuto un compenso annuo di € 2.500.

Contenziosi e controversie

Nel corso dell’esercizio 2025 non si sono registrati contenziosi né controversie rilevanti ai fini della rendicontazione sociale.

05 - Le persone

Il cuore della rete

Le persone rappresentano il nucleo vitale del Consorzio Sol.Co Città Aperta. Attraverso il lavoro quotidiano, le competenze e le relazioni costruite nei territori, prendono forma le attività e i servizi del sistema consortile. In questa sezione vengono presentati i dati relativi alle persone che operano nel Consorzio e, in forma aggregata, nelle cooperative associate.

Le persone del Consorzio

12.607 sono le ore lavorate nel 2025 per la realizzazione delle attività del Consorzio, grazie al contributo delle persone che vi operano a diverso titolo. Il contratto di lavoro applicato al personale è il CCNL delle Cooperative Sociali.

Personale remunerato

Inquadramento Genere Età Anzianità di servizio Livello CCNL Ore lavorate Mansione
Dirigente M 52 5 F2 648 Responsabile controllo e sviluppo
Dirigente M 51 3 F2 656 Impiegato responsabile gestione
Dirigente F 59 3 F2 1.377 Impiegata responsabile gestione
Impiegato M 58 21 F2 658 Responsabile di commessa
Dirigente F 61 15 F2 1.536 Responsabile amministrativa
Impiegata F 48 2 F1 177 Responsabile risorse umane
Impiegata F 48 7 E2 1.096 Referente sicurezza, privacy e qualità
Impiegata F 31 9 E1 1.653 Impiegata amministrativa
Impiegata F 58 2 E1 117 Coordinatrice
Impiegata F 35 3 D1 1.314 Educatrice
Impiegata F 40 3 D2 959 Educatrice
Impiegata F 39 3 D2 1.314 Educatrice
Impiegato M 27 0 D2 1.102 Impiegato amministrativo

Nel corso del 2025 non risultano persone volontarie operanti direttamente per il Consorzio con continuità organizzativa né rimborsi a volontari a carico dell’ente.

Equità retributiva

2,15 è il rapporto tra la retribuzione massima e minima del personale per l’anno 2025, calcolato sulla base del costo orario delle figure impegnate nel Consorzio.
Per approfondire i dati aggregati relativi alle persone occupate nel sistema consortile e nelle cooperative associate:
I numeri del Consorzio e della rete

06 - Il territorio in azione

Servizi e interventi nei territori

Il Consorzio Sol.Co Città Aperta opera attraverso una rete articolata di servizi, progetti e relazioni che rispondono ai bisogni delle persone e delle comunità.

Le attività si sviluppano in ambiti diversi ma interconnessi, nei quali la dimensione operativa si intreccia con quella relazionale e generativa. Il Consorzio agisce come soggetto capace di tenere insieme competenze, cooperative, realtà e comunità locali, contribuendo alla costruzione di un welfare diffuso, sostenibile e in continua evoluzione.

In questa sezione vengono presentati gli interventi realizzati nel 2025, organizzati in tre aree che restituiscono le principali direzioni di azione del Consorzio.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha operato in un contesto caratterizzato da bisogni sociali crescenti e sempre più complessi, da una crescente pressione sulla sostenibilità economica dei servizi, dalla difficoltà di reperimento e stabilizzazione di alcune figure professionali, dall’evoluzione normativa e amministrativa e dalla necessità di rafforzare strumenti di misurazione dell’impatto e di sostenibilità ambientale.

Il presidio di questi fattori avviene attraverso il lavoro della governance, i tavoli interni, le coprogettazioni territoriali, il rafforzamento delle competenze progettuali, il monitoraggio dei servizi, il Green Lab e il percorso avviato verso il Bilancio di Sostenibilità.

06.1 - Area primo welfare

Prendersi cura delle persone

Con questo titolo si riassume l’insieme dei servizi che fanno riferimento all’area Primo Welfare del Consorzio. L’azione si sviluppa attraverso interventi di cura, accompagnamento e sostegno nei contesti di vita quotidiana.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha operato in continuità con gli anni precedenti, consolidando la propria presenza nei territori e rafforzando le collaborazioni con le realtà del welfare comunitario. In questo percorso, particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento delle alleanze territoriali, all’ampliamento della presenza negli Ambiti, alla valorizzazione delle progettualità efficaci e allo sviluppo di sinergie tra cooperative e Consorzio.

Le attività si articolano in interventi rivolti alla popolazione anziana, alle persone con disabilità e alle famiglie con minori, con l’obiettivo di promuovere benessere, autonomia e inclusione sociale. Di seguito viene presentata una panoramica dei principali interventi realizzati nel corso del 2025.

Persone anziane

La popolazione anziana presenta un trend in continua crescita: in Italia si stima che nel 2050 la quota di persone over 65 raggiungerà il 35,9% della popolazione totale, con importanti ricadute sull’utilizzo dei servizi e sui bisogni espressi dalle famiglie.

Il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha risposto a questa sfida mettendo in campo competenze e professionalità nei servizi di assistenza alla domiciliarità, erogati attraverso la rete consortile e in collaborazione con le realtà del territorio.

In questo contesto, l’intervento si è orientato a contrastare la solitudine e l’isolamento, favorendo socializzazione e coesione sociale, e a raggiungere le persone anziane in condizioni di fragilità anche attraverso strumenti innovativi, come il telecare e la domotica.

2025 Appalto servizi di assistenza alla domiciliarità - Ambito di Bergamo (2022 - 30 settembre 2025, rinnovo fino a settembre 2028)
persone assistite Servizi SAD 383- Custodia 700 - Tornare a Casa 83
personale coinvolto 2 P.L., 5 coordinatrici SAD, 97 asa/oss, 15 custodi, 5 educatori ed educatrici comunità, 1 Coordinatrice ed comunità
ore complessive lavorate 145.431 (di cui custodia 28.430+educative 2.243)
valore della produzione/fatturato € 1.019.934,99
cooperative della rete coinvolte Il Pugno Aperto, L'Impronta, AEPER
altri enti e realtà coinvolte Consorzio Ribes, Cooperative Serena e Lavorare Insieme.
Centri per Tutte le Età, Reti dei quartieri e dei Comuni dell’Ambito, CPA, Consultorio, Mani di Scorta Associazioni: San Vincenzo, Primo Ascolto Alzheimer, Aiuto per l’Autonomia, Volontariato per il trasporto

Il Consorzio Sol.Co Città Aperta conferma nel 2025 il consolidamento dell’accreditamento ottenuto nel 2022 nell’Ambito di Dalmine per l’erogazione del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) tramite voucherizzazione.

Il servizio si inserisce nella scelta dell’Ambito di adottare un sistema di accreditamento delle realtà fornitrici, finalizzato a rafforzare la qualità dei servizi territoriali rivolti alle persone in condizione di fragilità e alle loro famiglie.

In questo modello, le prestazioni di assistenza domiciliare vengono erogate attraverso voucher sociali, che consentono alle famiglie residenti nei comuni dell’Ambito di accedere ai servizi offerti dalle realtà accreditate.

2025 Accreditamento e voucherizzazione - Ambito di Dalmine (1 febbraio 2024 - 2026)
persone assistite 90
personale coinvolto 5
ore lavorate 33
valore della produzione/fatturato € 103.413,43
cooperative della rete coinvolte Il Pugno Aperto, L'Impronta, AEPER
altri enti e realtà coinvolte ATI c/ Fondazione San Giuliano, Azienda Speciale Consortile

Nel 2025 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha consolidato, in continuità con gli anni precedenti, una significativa esperienza di co-progettazione con l’Ambito di Dalmine, articolata in diversi interventi rivolti alle situazioni di fragilità e non autosufficienza.

Le attività hanno riguardato in particolare il potenziamento degli sportelli di accoglienza, pensati per intercettare i bisogni delle persone e delle famiglie, anche attraverso strumenti come l’Anagrafe della fragilità, e offrire orientamento in situazioni di solitudine, disorientamento e affaticamento dei/delle caregiver.

Un ruolo centrale è stato svolto dal Servizio territoriale di valutazione multidimensionale (STVM), luogo di raccordo tra servizi comunali e sistema socio-sanitario, che consente di affrontare in modo integrato le situazioni più complesse, garantendo una presa in carico coordinata.

Parallelamente, è stato sviluppato il Network integrato territoriale per la fragilità, promosso a livello di Ambito e di Case di Comunità, con l’obiettivo di sostenere i/le caregiver e rafforzare un approccio preventivo e comunitario alla salute, attraverso il lavoro in rete tra i diversi soggetti del territorio.

In questo quadro, l’obiettivo condiviso è stato quello di rendere più accessibili e integrati i servizi, facilitando l’orientamento delle persone e attivando percorsi di presa in carico più semplici, efficaci e vicini ai bisogni della cittadinanza.

2025 Co-progettazione sportelli per la non autosufficienza e network integrati - Ambito di Dalmine
personale coinvolto Dirigenti ATI, 1 dipendente consortile, 2 operatori coop Ruah + 1 Fondazione San Giuliano
ore lavorate 1.946,50
valore della produzione/contributo € 3.126,38
altri enti e realtà coinvolte ATI c/ Fondazione San Giuliano, Azienda Speciale Consortile Dalmine Sociale

I tre Spoke territoriali del Centro per la Famiglia sono stati attivati in corrispondenza degli Sportelli per la non autosufficienza dell’Azienda Speciale Dalmine Sociale, in partnership con il Consorzio Sol.Co Città Aperta e la Fondazione San Giuliano.

Gli Spoke rappresentano punti di accoglienza e orientamento diffusi sul territorio, con l’obiettivo di intercettare i bisogni delle diverse aree dell’Ambito e garantire una maggiore prossimità dei servizi.

L’intervento è rivolto in particolare alle situazioni di non autosufficienza, con attenzione alle persone con disabilità, alle persone anziane fragili e al supporto ai/alle caregiver.

In ciascuno Spoke viene garantita la riconoscibilità del progetto a livello locale, evitando duplicazioni e favorendo l’integrazione con i servizi già presenti.

2025 Centro per la Famiglia - Spoke 1, 2, 3 - Ambito di Dalmine
personale coinvolto Dirigenti ATI, 2 operatori/operatrici coop Ruah + 1 operatrice Fondazione San Giuliano
altri enti e realtà coinvolte Fondazione San Giuliano, Coop Namastè, Coop Il Pugno Aperto, coop Ruah, Azienda Speciale Consortile Dalmine Sociale
valore contributo 2025 0

Nel 2025 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha consolidato la co-progettazione avviata nel 2023 con il Comune di Zanica per la realizzazione e gestione del Centro aggregativo “Punto d’Incontro”, uno spazio aperto alle persone anziane e alla comunità, pensato come luogo di incontro, relazione e partecipazione.

Il Centro nasce con l’obiettivo di offrire opportunità di socialità, favorire le relazioni interpersonali e prevenire situazioni di isolamento e fragilità. In questo contesto vengono promosse attività ricreative, culturali e di tempo libero, insieme a iniziative orientate al benessere psicofisico, come attività ludico-motorie e corsi dedicati.

Particolare attenzione è rivolta alla partecipazione attiva delle persone alla vita della comunità e alla costruzione di percorsi intergenerazionali, attraverso la collaborazione con servizi per l’infanzia, scuole, oratori e altre realtà del territorio.

Il Centro favorisce inoltre lo sviluppo di forme di mutuo aiuto e di prossimità, contribuendo a rafforzare legami sociali e reti di supporto nei territori.

2025 Co-progettazione servizi e interventi per il Centro di aggregazione “Punto d’Incontro” - Comune di Zanica (2023 - 2026)
personale coinvolto 1 coordinatrice coop Aeper, 1 operatrice coop Aeper, 1 operatrice Coop Il Pugno Aperto
ore lavorate 824,5 ore
valore della produzione/contributo € 21.885,78
altri enti e realtà coinvolte Amministrazione Zanica, Associazioni di persone anziane
Persone con disabilità

Attraverso i servizi attivi nei territori di Bergamo e Urgnano, insieme alla rete consortile, alle realtà locali e alle associazioni, il Consorzio promuove percorsi di vita per le persone con disabilità, a partire dall’età evolutiva.

L’intervento si sviluppa in un percorso che coinvolge in modo progressivo le famiglie, all’interno di una comunità sempre più inclusiva e capace di riconoscere piena cittadinanza a tutte le persone.

Particolare attenzione è rivolta alle potenzialità e alle aspirazioni individuali, con l’obiettivo di generare percorsi di crescita sia per le persone sia per il contesto comunitario. In questo quadro, il Consorzio contribuisce a costruire reti di opportunità nelle aree socio-occupazionale, socio-educativa, dell’abitare e dei servizi ad alta intensità di sostegno, promuovendo al contempo azioni di lavoro di comunità.

Il lavoro si sviluppa con uno sguardo aperto all’innovazione, nella ricerca continua di soluzioni capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti.

2025 Affidamento servizi per persone con disabilità e le loro famiglie - Comune di Bergamo - Lotto 1 (1 ottobre 2022 - 30 settembre 2025, rinnovo fino al 30 settembre 2027)
persone con disabilità coinvolte 33
personale coinvolto 21
ore lavorate 31.808
valore della produzione/fatturato € 880.077,41
cooperative della rete coinvolte L’Impronta, Della Comunità
altri enti e realtà coinvolte Consorzio RIBES, Associazione Presolana Acca, Gruppo di cammino del quartiere Celadina-Bg, Associazione “Sfregasella and Friends” per il progetto CAI Bergamo, La Merletta di Almè (BG) fattoria didattica, Associazione Artisti Bergamaschi, CSE Ikebana, CDD Bonsai, Associazione NEPIOS, Scuola per parrucchieri ACOF, Liceo artistico Fantoni, Oratorio quartiere Campagnola
2025 Sistema di offerta dei servizi sociali - Comune di Urgnano (1 settembre 2023 - 31 luglio 2026)
persone con disabilità coinvolte 78 di cui 67 alunni e alunne affiancati in Assistenza Educativa Scolastica
0 persone nei servizi SFA e STD, 3 persone Laboratorio ergoterapico, 1 persona B2
personale coinvolto 37 operatori e operatrici: 1 Project Leader, 1 Coordinatore, 32 figure di assistenza educativa, 3 Educatori professionali SFA/STD
persone volontarie 7
ore lavorate 19.300
valore della produzione/fatturato € 475.163,34
cooperative della rete coinvolte Alchimia, L'Impronta
altri enti e realtà coinvolte Associazione Samaria, Parrocchia ed Oratorio San Giovanni Bosco, Polisportiva, Asilo Nido Comunale, Istituto comprensivo “B. Colleoni”, Scuola dell’infanzia “Calvi”, IC Cologno al Serio, IC Zanica, IC Morengo, IC Comun Nuovo, Sacro Cuore Martinengo, IC Spirano, Sacra Famiglia “La Traccia”, 12 Istituti di Scuola secondaria di 2° della Provincia di Bergamo, Biblioteca comunale, Rsa Magri, Associazione commercianti C.A.P. 24059, Farmacia comunale, Azienda TRE ESSE, Maneggio “GAIA ELETTRA”, Servizi SFA dei Comuni del Presidio di Zanica, Pizzeria “Boschini”, Ristorante “Da Alfreda”
Minori e famiglie

La consolidata esperienza del Consorzio nell’ideazione e nella gestione di servizi sociali ed educativi rivolti alle famiglie si sviluppa in una dimensione sistemica, capace di ridurre la frammentarietà degli interventi e di leggere in modo trasversale i bisogni espressi da famiglie e minori, valorizzandone capacità e risorse.

In questo contesto, il Consorzio Sol.Co Città Aperta contribuisce, insieme al sistema territoriale dei servizi, all’organizzazione dell’Area Minori e Famiglia, promuovendo un approccio orientato alla sostenibilità, alla ricomposizione degli interventi e alla semplificazione dei processi.

Gli SMEF offrono inoltre l’opportunità di integrare i servizi standard con azioni sperimentali e innovative, costruite a partire dai bisogni emergenti rilevati nel lavoro quotidiano con il territorio e con le realtà istituzionali e tecniche.

Nel tempo, queste integrazioni hanno dato origine a numerosi progetti, tra cui P.I.P.P.I., Care Leavers, Attentamente, FAMI, Sprint, Familiamo, FCB e i Centri per la famiglia.

2025 Appalto SMEF - Ambito di Bergamo
persone seguite (famiglie-minori) 1315 nuclei familiari in carico; 2127 minori in carico; 48 affidi
personale coinvolto 40
ore lavorate 32.700
valore della produzione/fatturato € 626.050,49
cooperative della rete coinvolte AEPER, Alchimia, Generazioni Fa, Il Pugno Aperto, L’Impronta, Ruah
altri enti e realtà coinvolte Parrocchie, 12 istituti comprensivi, realtà appartenenti alle reti sociali di Bergamo, Patronato San Vincenzo, ASST Papa Giovanni XXIII, CESVI, Fondazione Chicco di Riso (Trasporto E-Motus), Fondazione Casa Amica. Associazioni: Propolis, La Fabbrica dei Sogni Onlus, Nazionale Alpini, CSI, ASD
2025 Appalto SMEF - Ambito di Dalmine
persone seguite (famiglie-minori) Famiglie in carico 89
Minori 123
personale coinvolto circa 33
ore lavorate 15.000
valore della produzione/fatturato € 353.832,18
cooperative della rete coinvolte AEPER, Alchimia, Ruah, L’Impronta, Il Pugno Aperto
altri enti e realtà coinvolte Altri enti del Terzo settore, parrocchie, oratori, scuole

06.2 Area secondo Welfare

Attivare comunità e sostenere la crescita

In questa area rientra l’insieme dei servizi e degli interventi che fanno riferimento al Secondo Welfare del Consorzio Sol.Co Città Aperta. Accanto ai servizi di cura, il Consorzio sviluppa azioni orientate alla costruzione di contesti comunitari capaci di generare relazioni, partecipazione e opportunità di crescita.

Queste attività si rivolgono in particolare alle giovani generazioni, ai contesti educativi e ai territori, con l’obiettivo di promuovere benessere diffuso, prevenire situazioni di fragilità e rafforzare il tessuto sociale.

Nel 2025 le progettualità hanno coinvolto migliaia di persone, attivando reti territoriali, spazi di aggregazione, percorsi educativi e interventi di comunità realizzati in collaborazione con enti, istituzioni e realtà locali.

Le attività si articolano in tre ambiti principali: i servizi per l’infanzia e le famiglie, le politiche giovanili e il lavoro di comunità, e gli interventi nell’ambito della salute mentale.

Infanzia

Il 2025 è stato, per i servizi all’infanzia, un anno particolarmente complesso, segnato da dinamiche strutturali che stanno ridisegnando l’intero ecosistema 0-6. La denatalità continua a incidere in modo rilevante sulla sostenibilità dei servizi: secondo l’ISTAT, il 2024 ha registrato il minimo storico di nascite (379.000, -3,6% sull’anno precedente), proseguendo una curva discendente iniziata nel 2008. Questo trend sta riducendo la domanda potenziale e accentuando la competizione tra servizi, con ripercussioni sull’equilibrio economico-gestionale.

Parallelamente, molti Comuni hanno inaugurato servizi 0-6 grazie ai finanziamenti del PNRR - Missione 4, ma tali servizi sono stati affidati tramite procedure di gara caratterizzate da basi d’asta non adeguate ai costi effettivi. Le cooperative sociali si trovano così a garantire standard pedagogici elevati in condizioni economiche sempre più sfidanti. Il Consorzio si è trovato, a tal proposito, nella condizione di rinunciare alla partecipazione ad alcune procedure, perché valutate come insostenibili e troppo rischiose.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono tentativi di revisione “al ribasso” del quadro normativo regionale, presentati come strumenti di sostegno ad alcuni servizi, ma con rischi significativi per la tenuta complessiva del sistema. È emblematico il dibattito relativo alla proposta di abbassamento dell’età di accesso alle sezioni primavera: un intervento che rischia di compromettere qualità educativa, sostenibilità organizzativa e coerenza pedagogica dell’intero segmento 0-3.

In questo contesto fragile, il Consorzio ha scelto di rafforzare la propria capacità di presidio e cura dei servizi. Dopo l’uscita di Cristina Offredi dal ruolo di referente dell’area infanzia, è stata avviata una revisione dell’assetto organizzativo che ha portato a una suddivisione delle responsabilità tra due figure, con l’obiettivo di garantire maggiore prossimità educativa, managerialità diffusa e accompagnamento costante ai servizi.

Le nuove referenti individuate sono Barbara Panarari e Claudia Curioni. Questa doppia guida rafforza la capacità del Consorzio di tenere insieme cura pedagogica, struttura organizzativa e sostenibilità economica in una fase di forte trasformazione.

Nel 2025 sono ripresi con continuità i lavori del Tavolo di coordinamento interno dedicato al sistema 0-6, che ha scelto di tornare a lavorare sul Decalogo 06, il documento identitario che orienta la visione educativa comune dei servizi del Consorzio.

Il Decalogo riafferma alcuni principi fondamentali: un’identità plurale che valorizza la specificità dei servizi, competenza e coerenza come presupposti per trasformare pensieri in pratiche, cura delle competenze dei gruppi di lavoro, dialogo con le famiglie e le comunità, e un’idea di educazione come costruzione di bene comune, attenta a bellezza, sostenibilità e innovazione.

Il ritorno condiviso al Decalogo ha permesso di rimettere al centro la missione educativa, sostenendo i servizi in un anno segnato da complessità esterne e nuove sfide.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha ottenuto l’affidamento di due nuovi servizi educativi, entrambi in coprogettazione con i rispettivi Comuni: asilo nido di Torre Boldone e progetto 0-6 di Bonate Sopra, in apertura a settembre. Si tratta di esperienze significative che confermano la capacità del Consorzio di proporsi come partner affidabile e competente per i territori, rafforzando un modello di welfare generativo e partecipato.

Parallelamente, sono proseguiti numerosi contatti con amministrazioni locali, scuole e realtà associative, con l’obiettivo di favorire integrazione comunitaria, coprogettazione stabile e apertura dei servizi verso il territorio.

persone iscritte 360
personale coinvolto 5 coordinatrici, 5 addette ai servizi ausiliari, 3 cuoche, 26 figure tra insegnamento ed educazione
valore della produzione/fatturato € 1.507.366,00
cooperative della rete coinvolte AEPER, Alchimia, Il Pugno Aperto, L’Impronta
altri enti e realtà coinvolte Parrocchia di Boccaleone (Bergamo), Fondazione Istituti Educativi Bergamo, Comune di Osio Sotto, Ambito di Dalmine. In ogni territorio, i progetti mantengono relazioni pressoché costanti con altre realtà del Terzo settore: associazioni, gruppi, enti, fondazioni e parrocchie.
servizi Osio Sotto - scuola dell’infanzia S.B. Capitanio, spazio gioco, coordinamento 0-6; Bergamo - progetto 0-6 Virgo Laurenzana (asilo nido, sezione primavera e scuola dell’infanzia); scuola dell’infanzia Della Provvidenza (Boccaleone); scuola dell’infanzia A. Benvenuti (sezione primavera e infanzia). Si segnala che nel corso dell’anno sono stati vinti i bandi relativi al nido comunale di Torre Boldone e al progetto Arcobaleno 06 di Bonate Sopra. Questi ultimi due servizi saranno attivati da settembre 2026.
Politiche giovanili e lavoro di comunità

Investire in politiche giovanili preventive e orientate alla promozione del protagonismo significa rafforzare percorsi di educazione non formale, esperienze di partecipazione civica, spazi di empowerment e misure che favoriscano l’accesso a opportunità di studio, lavoro e partecipazione attiva.

Queste azioni, integrate con il sistema educativo, il tessuto produttivo locale e le agenzie territoriali, non solo contribuiscono a ridurre l’esclusione sociale, ma favoriscono anche la coesione e la valorizzazione delle potenzialità delle giovani generazioni come risorsa strategica per lo sviluppo locale.

La provincia di Bergamo presenta una situazione in linea con il contesto regionale e nazionale. La popolazione NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni non inseriti in percorsi di istruzione, lavoro o formazione) rappresenta circa l’11,3% della fascia d’età, con quasi 20.000 giovani in questa condizione. Il dato bergamasco è migliore della media nazionale (16,1%), ma superiore a quella lombarda (10,6%), con una componente femminile più colpita (14,3%) rispetto a quella maschile (8,5%).

A partire da queste evidenze, il Consorzio conferma il proprio impegno nell’investire in progetti, attività e servizi orientati a promuovere uno sguardo sul mondo giovanile meno giudicante e più proattivo.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha proseguito la gestione dei progetti già attivi, consolidando il proprio ruolo nei contesti territoriali. È stata rinnovata la gestione dei servizi per il coordinamento della rete comunale degli spazi e degli interventi rivolti ad adolescenti e giovani del Comune di Bergamo, con la medesima compagine progettuale che vede, insieme al Consorzio come capofila, la partecipazione del Consorzio Ribes, HG80 e DOC Servizi.

Nel corso dell’anno il Consorzio ha inoltre partecipato alla procedura di coprogettazione per la gestione del progetto Giovani Onde, cofinanziato dal Comune di Bergamo e dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, con affidamento previsto fino al 2027.

persone coinvolte 4.500 contatti per quanto riguarda politiche giovanili e ludoteche.
Si segnala che negli spazi di quartiere del Comune di Bergamo in un anno sono registrate 23.000 presenze, di cui 18.000 ingressi e 5000 accessi alle attività organizzate. Sono inoltre contattati annualmente circa 2500 studenti e studentesse degli IC della città per diversi tipi di attività.
personale coinvolto 52 persone tra educatori, educatrici, coordinatori, coordinatrici e Project leader
valore della produzione/fatturato € 665.000,00
cooperative della rete coinvolte AEPER, Alchimia, Il Pugno Aperto, L’Impronta
altri enti e realtà della rete territoriale HG80 impresa sociale, Consorzio Ribes, Doc Servizi, Aida, Crp, Daste, Sistema Oratori Cittadini, Università degli Studi di Bergamo, Associazione Immaginario Orlando, Propolis, Parole O_Stili, CSV, Libera, Maite, Midi, Nutopia, Roboante, Teatro Caverna, Parco dei Colli di Bergamo, ASD Parkourwave, Licei: Falcone, Lussana, Sarpi, Manzù, Secco Suardo; Associazione Libera, Scout Agesci, Circolo dei Narratori, Piscine Italcementi, Palestra Popolare Paci Paciana, Fondazione Serughetti La Porta, Polizia Locale del Comune di Bergamo, ACLI Bergamo, Accademia Carrara, Bergamo per giovani (Spazi giovani a Monterosso, Boccaleone, Grumello al Piano), Scuole aperte GPS II Club (IC Camozzi, IC De Amicis, IC Da Rosciate e IC Muzio), Informagiovani, Giovani Onde.

Si segnala che nell’ambito del servizio Reti e Spazi di quartiere, sono attivate collaborazioni e relazioni con realtà del territorio. In dettaglio, i numeri di collaborazioni attivate:
Boccaleone: 27, Borgo Palazzo alle Valli: 17, Borgo Santa Caterina: 21, Campagnola: 11, Carnovali: 10, Celadina: 20, Centro Papa Giovanni: 17, Centro Pignolo: 10, Centro Sant’Alessandro: 14, Città Alta: 19, Colognola: 25, Conca Fiorita: 13, Grumello: 14, Longuelo: 30, Loreto: 22, Malpensata: 20, Monterosso: 19, Redona: 29, San Paolo: 22, San Tomaso: 16, Santa Lucia: 13, Valtesse San Colombano: 19, Valtesse Sant’Antonio Valverde: 20, Villaggio Sposi: 22
servizi Ludoteche del Comune di Bergamo; rete degli spazi giovanili (spazi giovanili, scuole aperte, area creatività e reti territoriali giovani); progetto Giovani Onde; spazi di quartiere e reti sociali.
Salute mentale

In provincia di Bergamo, la necessità di sviluppare servizi di comunità per la salute mentale è sempre più urgente, alla luce dell’aumento della domanda di assistenza territoriale e dei limiti delle risposte attuali.

I dati delle Aziende socio-sanitarie territoriali segnalano una crescita significativa delle persone in carico ai servizi di psichiatria negli ultimi anni, con un incremento di circa il 9,6% tra il 2019 e il 2023. Un dato che evidenzia come i bisogni di cura e supporto siano in costante espansione.

Il modello italiano di salute mentale, fondato su servizi territoriali integrati piuttosto che su strutture ospedaliere, richiede oggi un rafforzamento delle risorse e delle attività di comunità. Questo è necessario per rispondere non solo alle situazioni acute, ma anche alle forme di sofferenza psicologica emergente — come ansia, depressione e disturbi del comportamento — che si manifestano in età sempre più precoce.

In questo contesto, le reti di servizi di comunità — centri di salute mentale, servizi psicosociali, gruppi di supporto e interventi di promozione del benessere — assumono un ruolo centrale per costruire percorsi personalizzati, favorire l’inclusione sociale e contrastare stigma e isolamento.

L’esperienza del territorio evidenzia inoltre la necessità di sviluppare strategie integrate tra servizi sanitari e sociali, capaci di coinvolgere scuole, famiglie e realtà locali per una risposta complessiva ai bisogni emergenti.

Nel corso del 2025, al Consorzio è stato richiesto di subentrare nella gestione dei programmi di residenzialità leggera della ASST Bergamo Ovest. A seguito di un’attenta valutazione delle condizioni operative e della sostenibilità del servizio, il Consorzio — in ATI con il Consorzio Cum Sortis — ha accolto la proposta, avviando la gestione del progetto.

Parallelamente, sono proseguite le attività già in essere nei centri diurni e nei servizi di educazione e riabilitazione, consolidando il lavoro svolto negli anni precedenti.

Nel corso dell’anno, il Consorzio ha inoltre partecipato alla manifestazione di interesse promossa da ATS Bergamo per l’attivazione di tavoli di lavoro su diverse tematiche dell’area sociosanitaria, entrando a far parte del sottogruppo dedicato alla psichiatria.

persone coinvolte 150
personale coinvolto 35 figure tra personale educativo, di coordinamento e attività artistico-espressive
valore della produzione/fatturato € 750.000,00
cooperative della rete coinvolte AEPER, Il Pugno Aperto, Ruah, Alchimia, L’Impronta
altri enti e realtà coinvolte ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo (DSMD e Centri Psico Sociali 1 e 2), ATS Bergamo, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, Ambiti territoriali di Bergamo, Dalmine, Isola Bergamasca, Seriate, Grumello del Monte, Cavallina, Alto Sebino, Basso Sebino, Valle Brembana, Azienda Consortile Isola Bergamasca, Tavolo Salute Mentale Ambito di Bergamo, Tavolo Salute Mentale Ambito Valle Brembana, Comune di Ponte San Pietro, Cooperativa Sottosopra e Cooperativa Chimera, Associazioni: Piccoli Passi Per, Aiutiamoli, L’Orizzonte, LiberaMente
servizi Centri diurni, progetti educativi e riabilitativi sul territorio, residenzialità leggera

06.3 Area accoglienza e inclusione

Accompagnare all'autonomia

In questa area rientra l’insieme dei servizi e delle progettualità attraverso cui il Consorzio opera nell’ambito dell’accoglienza e dell’inclusione. Gli interventi sono rivolti a persone in condizione di fragilità, con particolare attenzione ai percorsi di autonomia, integrazione sociale e inserimento lavorativo delle persone richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Le attività si sviluppano in collaborazione con enti locali, istituzioni e realtà del territorio, in una logica di rete che consente di costruire risposte integrate e personalizzate.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha gestito diversi progetti di accoglienza, contribuendo alla costruzione di percorsi di inclusione che tengono insieme dimensione abitativa, sociale e lavorativa. Di seguito viene presentata una panoramica dei principali interventi realizzati nel corso dell’anno.

Accoglienza e inclusione

Nel corso del 2025 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha proseguito l’impegno nella gestione dei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), che rappresenta l’evoluzione delle politiche italiane in materia di asilo.

Il SAI non si configura come un sistema di assistenza emergenziale, ma come una rete strutturata di accoglienza integrata e diffusa, coordinata dagli enti locali in sinergia con il Terzo Settore. È finanziato attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA) e si basa su un modello capillare, fondato sulla partecipazione volontaria dei Comuni. A livello nazionale sono attivi circa 800-900 progetti, che coinvolgono oltre 2.000 Comuni e mettono a disposizione tra 45.000 e 55.000 posti, suddivisi tra categorie Ordinari, MSNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) e DS/DM (disagio sanitario o mentale).

Per il Consorzio, l’impegno nella rete SAI in provincia di Bergamo ha radici nel 2006, quando era attivo un solo progetto con circa 20 posti disponibili. Dopo vent’anni di lavoro, questo percorso è cresciuto fino a contare oltre 200 posti e il coinvolgimento di circa 40 Comuni. Una crescita che non è solo numerica, ma rappresenta una scelta politica e culturale condivisa: quella di un welfare che non delega, ma che si assume responsabilità collettive, mettendo al centro la dignità della persona.

In questo senso, il Consorzio non è soltanto gestore di servizi, ma soggetto attivo nei territori, capace di costruire relazioni, generare opportunità di lavoro e rafforzare i legami sociali. I progetti SAI contribuiscono a creare sicurezza attraverso la conoscenza reciproca e a prevenire forme di isolamento e marginalità.

Per il Consorzio e le sue cooperative, il SAI rappresenta una sfida fondamentale: rendere effettivi i diritti, trasformando principi formali in possibilità concrete di accesso a cura, abitazione e lavoro. In un contesto in cui il dibattito pubblico oscilla tra emergenza ed esclusione, l’impegno condiviso con i Comuni partner è quello di garantire percorsi di accoglienza che siano investimento sulla persona e non mera risposta assistenziale.

Lavorare nei SAI significa, in questo senso, contribuire alla costruzione di comunità più inclusive, capaci di riconoscere l’altro come cittadina o cittadino e di generare coesione sociale attraverso relazioni, responsabilità e partecipazione.

Di seguito vengono presentati, per ciascuno dei progetti SAI attivi nel 2025, i principali dati che, letti in modo unitario, restituiscono l’impegno complessivo del Consorzio e delle cooperative nel rendere effettivo il diritto all’accoglienza nel territorio di Bergamo.

2025 SAI VALLE CAVALLINA
PERSONE SEGUITE (UOMINI/DONNE/FAMIGLIE) 39 uomini adulti
PERSONALE COINVOLTO 13
ORE LAVORATE 3.885 ore + 335 ore di attività mediazione
VALORE DELLA PRODUZIONE/FATTURATO € 180.000,00
COOPERATIVE DELLA RETE COINVOLTE Cooperativa Il Pugno Aperto e Cooperativa Impresa Sociale Ruah
ALTRI ENTI E REALTÀ COINVOLTE Consorzio Servizi Val Cavallina
NUMERO ALLOGGI 7
COMUNI COINVOLTI 6
2025 SAI OSIO
PERSONE SEGUITE (UOMINI/DONNE/FAMIGLIE) 65 (19 uomini singoli; 13 nuclei per un totale di 46 persone)
PERSONALE COINVOLTO 62 (incluso personale di mediazione a chiamata)
ORE LAVORATE 19.989 (comprese le attività di mediazione)
VALORE DELLA PRODUZIONE/FATTURATO € 1.116.900,00
COOPERATIVE DELLA RETE COINVOLTE Cooperativa Il Pugno Aperto e Cooperativa Impresa Sociale Ruah
ALTRI ENTI E REALTÀ COINVOLTE Fondazione Casa Amica, Associazione Libera Bergamo, Ink Club, CGIL, Rete GAS Bergamo, Cooperativa Immaginario Orlando, Non Una di Meno, Lule Onlus, Micaela Onlus, Associazione Giovani Senegalesi Osio Sotto, UNHCR, Refugees Welcome, CIAC Onlus, Museo Civico Rurale Osio Sotto
NUMERO ALLOGGI 13
COMUNI COINVOLTI Cologno al Serio, Comun Nuovo, Curno, Osio Sotto e Zanica
2025 SAI BERGAMO
PERSONE SEGUITE (UOMINI/DONNE/FAMIGLIE) 84 (50 uomini singoli; 4 donne singole; 8 nuclei familiari/monoparentali)
PERSONALE COINVOLTO 29 (incluso personale di mediazione a chiamata)
ORE LAVORATE 16.605,5
VALORE DELLA PRODUZIONE/FATTURATO € 757.000,00
COOPERATIVE DELLA RETE COINVOLTE Cooperativa Impresa Sociale Ruah e Cooperativa Il Pugno Aperto
ALTRI ENTI E REALTÀ COINVOLTE Comune di Bergamo (ente titolare del progetto)
NUMERO ALLOGGI 9 (2 strutture collettive e 7 appartamenti)
COMUNI COINVOLTI Comune di Bergamo
2025 SAI LEVATE
PERSONE SEGUITE (UOMINI/DONNE/FAMIGLIE) 69 (38 uomini; 9 nuclei per un totale di 31 persone)
PERSONALE COINVOLTO 62 (incluso personale di mediazione a chiamata)
ORE LAVORATE 18.196 (comprensive delle attività di mediazione)
VALORE DELLA PRODUZIONE/FATTURATO € 870.000,00
COOPERATIVE DELLA RETE COINVOLTE Cooperativa Il Pugno Aperto e Cooperativa Impresa Sociale Ruah
ALTRI ENTI E REALTÀ COINVOLTE Fondazione Casa Amica, Associazione Il Porto di Dalmine, Associazione Libera Bergamo, Ink Club, CGIL, Rete GAS Bergamo, Associazione La Fonte di Levate, Cooperativa Il Sogno di Dalmine, Gruppo Alpini di Levate
NUMERO ALLOGGI 14
COMUNI COINVOLTI Levate, Dalmine, Mozzo, Boltiere, Osio Sotto, Treviolo, Stezzano, Verdellino, Comun Nuovo
2025 SAI MSNA
PERSONE SEGUITE (UOMINI/DONNE/FAMIGLIE) 36
PERSONALE COINVOLTO 65/70 tra Operativo SAI, nelle 7 strutture/case, mediatici e insegnanti
ORE LAVORATE circa 5000
VALORE DELLA PRODUZIONE/FATTURATO € 973.781,94
COOPERATIVE DELLA RETE COINVOLTE Aeper, Generazioni Fa, Ruah, Il Pugno Aperto
ALTRI ENTI E REALTÀ COINVOLTE Comune di Bergamo, Istituto Palazzolo, (CPIA, CFP vari, Associazioni, Società Sportive, Oratori, CPI, Aziende…)
NUMERO ALLOGGI 8 fino a inizio settembre poi 7
COMUNI COINVOLTI Bergamo
Sedi strutture nei Comuni di Curno, Scanzorosciate, Torre Boldone

07 - Comunità in movimento

Relazioni, partecipazione e attivazione dei territori

Il Consorzio Sol.Co Città Aperta opera nei territori non solo attraverso i servizi, ma anche promuovendo esperienze e progettualità capaci di attivare relazioni, partecipazione e senso di appartenenza. 

Nel corso del 2025 queste attività hanno coinvolto comunità locali, istituzioni e reti territoriali, contribuendo a costruire contesti più inclusivi, consapevoli e in grado di generare valore sociale. Le pagine che seguono raccolgono alcune di queste esperienze, così come sono state raccontate dalle persone che le hanno vissute e realizzate.

Nel corso del 2025 il Consorzio ha operato in un contesto caratterizzato da bisogni sociali crescenti e sempre più complessi, da una crescente pressione sulla sostenibilità economica dei servizi, dalla difficoltà di reperimento e stabilizzazione di alcune figure professionali, dall’evoluzione normativa e amministrativa e dalla necessità di rafforzare strumenti di misurazione dell’impatto e di sostenibilità ambientale.

Il presidio di questi fattori avviene attraverso il lavoro della governance, i tavoli interni, le coprogettazioni territoriali, il rafforzamento delle competenze progettuali, il monitoraggio dei servizi, il Green Lab e il percorso avviato verso il Bilancio di Sostenibilità.

07.1 Costruire comunità nei territori

Nel corso del 2025 si è consolidato un percorso avviato nell’autunno 2021, quando, in occasione dell’appalto del Comune di Bergamo per l’area minori, Sol.Co Città Aperta e l’Istituto Palazzolo (in ATI) hanno coinvolto una rete di soggetti del territorio nella costruzione della proposta progettuale.

Da quell’esperienza è emersa la volontà di trasformare un’occasione progettuale in uno spazio stabile di relazione e lavoro comune.

A partire da legami già esistenti e da conoscenze parziali, il gruppo ha scelto di strutturarsi come un laboratorio permanente, incontrandosi con regolarità nelle sedi delle diverse organizzazioni. Uno spazio di ascolto e confronto, in cui ciascuna realtà ha potuto raccontarsi a partire dalla propria esperienza concreta, condividendo pratiche, bisogni e prospettive.

Il Tavolo riunisce organizzazioni che, da angolature e competenze diverse, operano sul tema dell’infanzia e dell’adolescenza nell’ambito 1: cooperative e terzo settore, servizio sanitario pubblico, mondo ecclesiale, fondazioni, imprese e formazione professionale. Non con l’obiettivo di rappresentare ogni ambito, ma con il desiderio di costruire uno spazio di scambio e di lettura condivisa del territorio. Ne fanno parte Sol.Co Città Aperta, Istituto Palazzolo, il Servizio psicologico dell’ASST Papa Giovanni XXIII, gli oratori della città di Bergamo, l’Ufficio della Pastorale sociale della Diocesi di Bergamo, AFP Patronato San Vincenzo, Fondazione Chicco di Riso e CESVI.

Nel tempo, questo lavoro ha permesso di maturare alcuni sguardi comuni sull’azione sociale.

La città come dimensione possibile.
La città si configura come una dimensione capace di coniugare complessità e prossimità: un contesto in cui è ancora possibile riconoscersi, costruire relazioni e incidere concretamente sul presente e sul futuro della comunità.

La valorizzazione di un “pensiero concreto”.
Emerge il valore di un pensiero capace di partire dall’esperienza quotidiana per generare riflessione e orientare scelte. Momenti di confronto come quelli del Tavolo permettono di rileggere i vissuti e intercettare i segnali di cambiamento, trasformandoli in opportunità di intervento.

Il ruolo dei corpi intermedi.
Il lavoro del Tavolo si colloca nel solco dei corpi intermedi, riconosciuti come luoghi fondamentali di connessione tra istituzioni e cittadinanza, capaci di favorire dialogo, responsabilità condivisa e costruzione di comunità.

La trasversalità dei percorsi di vita.
Le risposte ai bisogni non possono esaurirsi in interventi settoriali. Diventa quindi centrale sviluppare modalità capaci di accompagnare le persone lungo il proprio percorso, oltre i confini tra servizi e ambiti.

Il focus su ciò che funziona.
In questo sguardo assume valore la scelta di concentrarsi sulle risorse presenti, valorizzando competenze e pratiche attive nei territori, senza negare le criticità ma generando prospettive costruttive.

Gli ecosistemi locali come scelta di sostenibilità.
Fare insieme, mettere in rete competenze e risorse, costruire sinergie stabili rappresenta una scelta strategica per rafforzare l’impatto delle azioni sociali.

Nel corso delle Settimane della Cultura 2025, svoltesi dal 5 marzo al 5 aprile e raccolte sotto il tema “Speranza è un attender certo”, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha scelto di mettersi in cammino insieme ai territori, proponendo una rassegna diffusa in quattro parrocchie della città.

Un percorso culturale e comunitario che ha intrecciato arte, spiritualità e cooperazione sociale, rafforzando la collaborazione con la Diocesi di Bergamo e, in particolare, con l’Ufficio Colloquies.

A fare da filo rosso, il viaggio dantesco dall’oscurità alla luce, riletto attraverso la mostra UILDM “La nostra Divina Commedia”.

Il primo appuntamento, ospitato a Monterosso il 6 marzo, ha aperto la rassegna con la visita alle opere di Maurizio Bonfanti e una meditazione guidata da don Cristiano Re. Un momento pensato per rileggere come la cooperazione sociale possa diventare spazio concreto di speranza e generatrice di nuove possibilità.

A Colognola, il 14 marzo, la prima sezione della mostra dedicata all’Inferno ha trovato spazio nel Cineteatro, che ha ospitato nella stessa serata la performance “Quattro storie improprie”: una narrazione fatta di parole e musica, tra inquietudini e possibilità di riscatto.

Il percorso è proseguito il 15 marzo all’oratorio di Longuelo, dove le persone presenti hanno incontrato la mostra “Scrigni” e hanno potuto vivere l’ascolto immersivo di “Danza dell’impossibile”, podcast del Tavolo di Territorio dei progetti SAI. Anche qui, il riferimento al Purgatorio ha guidato una rilettura delle esperienze della cooperazione sociale bergamasca.

Infine, l’ultimo appuntamento ha raggiunto Stezzano, realtà nuova all’esperienza delle Settimane della Cultura, coinvolta grazie al lavoro del Consorzio. La sezione conclusiva della mostra, dedicata al Paradiso, è stata accompagnata dalle letture di Giangabriele Vertova, offrendo un approdo luminoso e condiviso.

Questa rassegna ha rappresentato non solo un percorso culturale, ma anche un esercizio concreto di collaborazione territoriale: un lavoro condiviso che ha consolidato relazioni, aperto nuovi canali di dialogo e rafforzato il legame con la Curia e le parrocchie coinvolte.

Un’esperienza che il Consorzio porta avanti con convinzione, nella certezza che la speranza si costruisce nei luoghi vivi delle comunità, attraverso relazioni, cultura e partecipazione.

Il 25 novembre non è solo una ricorrenza, ma il punto di arrivo - e al tempo stesso di ripartenza - di un impegno quotidiano che vede le cooperative di Sol.Co Città Aperta in prima linea nel contrasto alla violenza di genere.

Nel 2025, la forza dell’iniziativa è risieduta nella capacità di fare rete: un lavoro corale che ha visto il gruppo delle comunicatrici delle diverse cooperative collaborare strettamente per dare vita a una proposta culturale di forte impatto sociale.

L’evento, svoltosi il 24 novembre presso lo spazio DASTE di Bergamo, è stato inserito nel cartellone di LINEA, il festival promosso da Generazioni Fa. Un incontro virtuoso di sguardi e competenze, con l’obiettivo comune di creare spazi di confronto capaci di educare alla non violenza attraverso linguaggi differenti e inclusivi.

La forza della cooperazione e del lavoro di rete

Il successo dell’iniziativa testimonia il valore del lavoro congiunto delle comunicatrici del Consorzio. Sono state proprio loro a costruire e coordinare questo percorso, riconoscendo nel festival LINEA una piattaforma efficace per sensibilizzare la comunità.

La scelta di abitare spazi condivisi come DASTE risponde a una visione precisa: la violenza si contrasta anche uscendo dall’isolamento e costruendo connessioni tra le realtà del territorio.

Le cooperative hanno lavorato affinché il messaggio non fosse una semplice condanna, ma una proposta educativa e trasformativa, capace di generare consapevolezza e dialogo.

Disarmare lo sguardo: il contributo culturale

All’interno di questa cornice, lo spettacolo “VITANUOVA - Appunti sulla paternità” (di Enzo Valeri Peruta, regia di Silvia Briozzo, musiche di Pierangelo Frugnoli) è stato utilizzato come strumento di sensibilizzazione e riflessione.

La scelta artistica ha permesso di interrogare l’universo maschile, proponendo una narrazione della paternità vulnerabile, lontana dalle dinamiche di dominio.

Educare alla non violenza significa infatti anche disarmare i modelli culturali che alimentano disuguaglianze e stereotipi, offrendo nuove rappresentazioni fondate su cura, responsabilità e relazioni.

In questa visione d’insieme — dove lavoro organizzativo, progettazione sociale ed espressione artistica si intrecciano — emerge il valore del Consorzio: una rete di cooperative che, attraverso il proprio lavoro quotidiano, contribuisce a trasformare la cultura dei territori.

Il 2025 ha segnato un passaggio fondamentale per il Tavolo di Territorio dei progetti SAI della Provincia di Bergamo. Il Tavolo è formato da tutte le operatrici di territorio dei cinque progetti SAI presenti nella provincia bergamasca: Bergamo (ordinari e MSNA), Levate, Osio Sotto e Val Cavallina.

Se l’accoglienza è il cuore del nostro operato, la consapevolezza del contesto in cui ci muoviamo ne è il sistema nervoso. Nel corso dell’anno, il Tavolo ha scelto di non limitarsi alla gestione ordinaria, ma di farsi promotore di una riflessione profonda e coraggiosa su un tema che attraversa silenziosamente i territori: la criminalità organizzata.

La sfida non è stata affrontata in solitaria. Consapevoli che la legalità è un bene comune, il Tavolo ha promosso un percorso aperto, coinvolgendo realtà, associazioni e istituzioni che presidiano quotidianamente il territorio.

La risposta è stata significativa per numero e qualità delle realtà coinvolte. Attorno al tavolo si sono incontrate:

  • Libera, riferimento per l’antimafia sociale
  • CGIL, per il presidio dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici
  • Università degli Studi di Bergamo, per il contributo scientifico
  • i Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)
  • Comuni partner e biblioteche, presidi culturali di prossimità

Questo gruppo allargato ha trasformato gli incontri di progettazione in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva.

Il percorso è stato intitolato “Libere di scegliere”, una definizione che racchiude il senso profondo del lavoro avviato: non esiste libertà senza strumenti critici per leggere e interpretare la realtà.

Il lavoro sviluppato non si è fermato alla dimensione della memoria, ma ha affrontato in modo concreto le dinamiche della criminalità nei contesti quotidiani, approfondendo temi quali:

  • sfruttamento lavorativo e caporalato
  • spaccio e traffico di stupefacenti
  • prostituzione e tratta
  • usura e traffico d’armi

Questa scelta nasce da una necessità specifica del Sistema di Accoglienza e Integrazione. Le persone beneficiarie dei progetti SAI, per la loro condizione di fragilità, sono tra le persone più esposte al rischio di sfruttamento.

Affrontare il tema della criminalità significa quindi fornire strumenti di consapevolezza e autodifesa, per riconoscere e contrastare forme di illegalità che spesso si presentano come opportunità.

Attraverso il percorso “Libere di scegliere” si è lavorato per trasformare la vulnerabilità in consapevolezza, restituendo alle persone la capacità di riconoscere dinamiche di rischio e costruire alternative.

Il calendario di appuntamenti, rivolto alle persone beneficiarie dei progetti e alla cittadinanza, ha registrato una partecipazione superiore alle aspettative. Il percorso ha mostrato come la lotta alla criminalità sia anche un processo di costruzione di comunità: momenti di confronto su diritti e legalità hanno favorito l’incontro tra persone e territori.

Il lavoro svolto nel 2025 lascia in eredità una rete più solida. La sfida per il futuro sarà mantenere viva questa alleanza, continuando a presidiare il confine tra vulnerabilità e sfruttamento.

07.2 Attivare partecipazione e coinvolgere nuove generazioni

Contrastare l’invisibilità giovanile significa assumersi una responsabilità collettiva: scegliere di non voltarsi dall’altra parte di fronte a ragazzi e ragazze che, silenziosamente, rischiano di scomparire.

Dietro ogni adolescente invisibile c’è una storia che attende di essere riconosciuta, ascoltata, riportata alla luce. Da questa consapevolezza nasce “Io sono qui”, un progetto che trova nel seminario conclusivo un momento di restituzione pubblica di senso, risultati e prospettive.

Il Seminario conclusivo “Ogni ombra ha la sua luce”, dedicato a due anni di lavoro sul ritiro sociale giovanile nei territori di Bergamo, Dalmine e Seriate, si è svolto il 26 settembre 2025 presso l’Aula Magna di ABF - Azienda Formazione Bergamasca.

La scelta di questo luogo, simbolo della formazione e dell’orientamento delle persone giovani nel territorio bergamasco, ha assunto un valore significativo: uno spazio autorevole per restituire pubblicamente un lavoro dedicato agli adolescenti e alle adolescenti più fragili e a rischio invisibilità.

L’evento ha visto la partecipazione di 80 persone coinvolte nei lavori, tra professionisti, rappresentanti istituzionali, dirigenti scolastici, insegnanti, operatori e operatrici sociali, persone volontarie e cittadinanza attiva. Una presenza qualificata che conferma l’attenzione del territorio verso il tema del disagio giovanile e la necessità di investire in strategie di prevenzione integrate.

Particolarmente significativo è stato il momento di confronto, che ha messo in dialogo scuole, personale docente, cittadinanza e persone volontarie. È emerso con chiarezza il valore del lavoro di rete e della corresponsabilità educativa, nella consapevolezza che la prevenzione del disagio non può essere delegata a un singolo attore, ma richiede un’alleanza stabile tra istituzioni, privato sociale e comunità educante.

Il seminario ha permesso di condividere i principali risultati raggiunti dal progetto:

  • 100 adolescenti tra i 13 e i 17 anni coinvolti/e in percorsi personalizzati con percorsi personalizzati
  • 180 persone adulte (docenti, figure educative, sportive e volontarie, genitori) nei tre ambiti territoriali
  • 47 realtà territoriali attivate in sinergia
  • 9 operatori e operatrici dell'équipe multidisciplinare e 7 professionisti e professioniste dell'équipe formativa
  • 1.304 download dell’app Sc(hi)accia DCA e 165 persone attive
  • 725 studenti e studentesse coinvolti e coinvolte in attività di sensibilizzazione
  • una media di 7.785 visualizzazioni dei contenuti divulgativi online

Un passaggio rilevante è stato il riconoscimento, da parte di Fondazione Cariplo, della qualità del lavoro sviluppato dal Tavolo di comunità del Consorzio. In particolare, è stata valorizzata la capacità dei e delle partner di costruire un metodo condiviso e generativo, orientato alla presa in carico integrata delle situazioni più fragili.

Il seminario non si è configurato soltanto come momento conclusivo, ma come tappa di consolidamento di un percorso che ha rafforzato competenze, relazioni e strumenti operativi.

L’esperienza maturata conferma l’efficacia di un approccio fondato sulla collaborazione tra ambiti territoriali, servizi, scuole e organizzazioni del terzo settore, ponendo le basi per una prosecuzione del lavoro in chiave preventiva e comunitaria.

L’evento ha rappresentato quindi un passaggio strategico nel percorso di contrasto all’invisibilità giovanile, rafforzando la rete territoriale e rilanciando un impegno condiviso a favore delle persone minori e delle loro famiglie.

Nel corso del 2025 è stato rinnovato l’incarico per le Politiche giovanili del Comune di Bergamo, che vede il Consorzio Sol.Co Città Aperta protagonista in diverse progettualità, tra cui Scuole Aperte GPS Club e le azioni di territorialità e spazi per giovani.

Dal mese di settembre è stata inoltre avviata una coprogettazione tra Comune di Bergamo, Fondazione della Comunità Bergamasca e Consorzio Sol.Co Città Aperta per la realizzazione di Giovani Onde vol.2.

Giovani Onde: educativa di strada e relazione nei contesti informali

Giovani Onde vol.2 rappresenta l’evoluzione di un progetto di educativa di strada che ha sviluppato metodologie e tecniche innovative di lavoro con adolescenti e mondo adulto nei contesti informali. Il progetto è stato riconosciuto anche a livello nazionale, venendo presentato tra le best practice al convegno Erickson “Lavorare con le comunità”.

Giovani Onde mira a costruire relazioni significative con le giovani generazioni nei contesti urbani, intervenendo nei luoghi di aggregazione informale: piazze, parchi, fermate della tramvia, cortili scolastici e altri spazi pubblici.

Il lavoro educativo si sviluppa su più livelli:

  • promuove esperienze di socialità positiva e partecipazione
  • offre ascolto e supporto nelle situazioni di fragilità
  • interviene su comportamenti complessi, favorendo momenti di riflessione e cambiamento

L’obiettivo è trasformare la quotidianità e gli incontri informali in occasioni di relazione educativa, dove la presenza del personale educativo diventa punto di riferimento.

Scuole Aperte GPS Club: accompagnare crescita e relazioni

Il progetto Scuole Aperte GPS Club si realizza negli orari pomeridiani all’interno di diversi Istituti Comprensivi della città (Camozzi, De Amicis, Da Rosciate, Muzio), offrendo spazi educativi e relazionali per studenti e studentesse.

All’interno di questi contesti emergono alcuni elementi significativi.

Per quanto riguarda i ragazzi e le ragazze, si rilevano:

  • un crescente bisogno di fiducia nelle proprie capacità e di gestione dell’ansia
  • la necessità di sviluppare competenze emotive e relazionali
  • il desiderio di vivere spazi di socialità non strutturati, in cui sperimentarsi
  • il bisogno di accompagnamento nella lettura delle proprie esperienze e nelle scelte future

Per quanto riguarda le persone adulte di riferimento, emerge:

  • la necessità di rafforzare l’alleanza educativa tra genitori, insegnanti, educatori ed educatrici
  • il bisogno di condividere strumenti educativi efficaci
  • l’urgenza di promuovere un cambiamento di sguardo, riconoscendo i giovani e le giovani come risorsa e non come problema
Spazi giovani: luoghi di sperimentazione e protagonismo

Le azioni di territorialità si sviluppano all’interno degli spazi giovani e nei quartieri in cui questi sono inseriti, estendendosi all’intera città.

Le attività nascono sia dall’osservazione dell’équipe educativa, che intercetta i bisogni emergenti, sia dalle proposte di giovani che, dopo aver frequentato gli spazi, scelgono di mettersi in gioco e valorizzare le proprie competenze.

Tra le esperienze più significative:

  • Spazio Monterosso
    Avvio della Room for Art, uno spazio di co-working artistico rivolto a adolescenti e giovani, utilizzato in autonomia con il supporto di un’educatrice referente.
  • Spazio Boccaleone
    Luogo fortemente attraversato, sede di incontri, riunioni e attività della rete territoriale. La sala di registrazione si conferma uno spazio centrale, ospitando progetti individuali e collettivi (podcast, produzioni audio e video).
    Qui nasce anche il podcast “Solo un pretesto”, sviluppato all’interno di Giovani Onde, che ha coinvolto ragazzi e ragazze intercettati in strada.
  • Spazio Grumello al Piano
    Presidio educativo importante, frequentato da preadolescenti e adolescenti del quartiere e non solo. Accanto alla libera aggregazione, si sviluppano attività che favoriscono riflessione, consapevolezza e partecipazione.
Dati principali
  • 3.310 persone coinvolte
  • 30 persone tra figure educative, social media management, coordinamento e project leadership
  • Valore della produzione: 400.000 €
  • Cooperative coinvolte: Alchimia, Aeper, L’Impronta, Il Pugno Aperto

La rete territoriale attivata include numerose realtà del territorio, tra cui enti del terzo settore, istituzioni culturali, scuole, associazioni e gruppi informali.

Servizi attivati
  • Bergamo per giovani (territorialità e spazi giovani)
  • Scuole Aperte GPS Club
  • Giovani Onde vol.2

Nel mese di ottobre 2025 abbiamo promosso, come gruppo di lavoro, un evento dal titolo “Uni.Co”, rivolto alle persone giovani che lavorano nel Consorzio Sol.Co Città Aperta.

L’iniziativa nasce all’interno del percorso formativo Costruiamo il nostro futuro 2.0, con l’obiettivo di immaginare e strutturare un’azione progettuale concreta da riportare nel Consorzio.

Questo evento si inserisce in una visione più ampia: rafforzare il ruolo del Consorzio come promotore di innovazione organizzativa e culturale, valorizzando il protagonismo giovanile e favorendo una maggiore coesione tra le cooperative.

L’obiettivo era creare un’occasione capace di generare connessioni, stimolare il senso di appartenenza e aprire uno spazio di riflessione condivisa su come, oggi, da giovani, abitiamo il lavoro sociale.

La serata ha visto la partecipazione di circa cinquanta persone, rappresentative di tutte le cooperative del Consorzio, ed è stata ospitata presso il BOPO di Ponteranica, uno spazio consortile scelto per il suo carattere informale, in grado di favorire un clima autentico e accogliente.

In apertura abbiamo presentato il lavoro di progettazione e l’idea che ha dato vita a Uni.Co, con il contributo di Omar per un inquadramento sul Consorzio. Era importante partire da lì: comprendere meglio la realtà in cui lavoriamo e riconoscerci come parte di un sistema più ampio rispetto alla singola cooperativa.

Per rompere il ghiaccio è stato proposto un gioco tra cooperative, semplice ma coinvolgente, che ha subito messo in circolo energie e relazioni. A seguire, un’attivazione digitale ha permesso di raccogliere in tempo reale alcune percezioni, attraverso domande sul grado di conoscenza del Consorzio, sul senso di appartenenza e sul desiderio di confronto.

Da questa prima restituzione è emersa una conoscenza ancora parziale del Consorzio, ma anche un forte interesse ad approfondirne il ruolo e a partecipare a momenti futuri di incontro.

L’apericena ha rappresentato un tempo disteso di conoscenza reciproca, ma il cuore della serata è stato il momento di scambio successivo. All’ingresso era stato consegnato a ciascuna persona un bollino colorato, senza spiegazioni. Durante il confronto è stato chiesto di scoprire cosa unisse le persone con lo stesso colore.

In realtà non esisteva alcun criterio prestabilito: era un pretesto per attivare relazioni, cercare connessioni e interrogarsi su ciò che ci unisce, al di là del ruolo lavorativo.

Da qui si è aperta una riflessione più ampia sul significato della scelta di lavorare nel sociale, condividendo motivazioni, aspettative e desideri. È emersa la necessità di costruire spazi di confronto stabili, capaci di accrescere il benessere, il coinvolgimento e il senso di appartenenza all’interno del Consorzio.

La serata si è conclusa con il concerto di una band che frequenta gli spazi delle politiche giovanili, in un’ottica di apertura e connessione tra personale e persone destinatarie dei progetti.

Nonostante la concomitanza con altri eventi abbia limitato alcune presenze, l’esito è stato positivo. È emerso con chiarezza il bisogno di uno spazio dedicato alle persone giovani delle cooperative: un luogo per conoscersi, confrontarsi e costruire una narrazione condivisa del lavoro educativo.

Questa iniziativa rappresenta un primo passo verso una maggiore attenzione al gruppo giovanile interno al Consorzio, capace di attivare connessioni, generare idee e contribuire a rendere Sol.Co Città Aperta una realtà sempre più coesa, partecipata e attenta alle nuove generazioni.

07.3 Generare innovazione e visione

Il 13 giugno 2025, in occasione della presentazione del Bilancio Sociale 2024, il Consorzio ha scelto di costruire un momento che non fosse una semplice rendicontazione, ma il consolidamento di un’opera viva e collettiva.

In un’epoca frammentata dall’urgenza del presente, questo appuntamento ha richiamato una visione più ampia. Riprendendo la metafora proposta da Marco Paolini e Michela Signori, il Consorzio sembra abitare il proprio lavoro come un cantiere sociale, animato dallo spirito degli antichi costruttori di cattedrali: artigiani pazienti, impegnati a costruire fondamenta destinate a sostenere opere che forse non vedranno mai concluse.

Essere Custodi del Domani, come recita il titolo della diciottesima edizione, significa proprio questo: rifiutare la logica del risultato immediato per investire su orizzonti temporali più ampi. Non si tratta solo di rispondere ai bisogni di oggi - dall’immigrazione alla disabilità, dal lavoro alla fragilità sociale - ma di garantire che la struttura della comunità sia solida, accogliente e duratura per chi verrà dopo.

Il futuro, in questa prospettiva, è un manufatto collettivo che non ammette deleghe: richiede la partecipazione di tutti gli attori sociali, chiamati ad abitare questo cantiere con competenza e responsabilità.

Questa visione è emersa anche dagli interventi della Sindaca Elena Carnevali e dell’Assessora Marcella Messina, che hanno sottolineato come la buona politica sia, prima di tutto, capacità di sottrarsi a orizzonti temporali ristretti. Una prospettiva che dovrebbe guidare anche l’impresa, spesso invece schiacciata su logiche di breve periodo.

L’evento del 13 giugno ha ribadito che progettare politiche sociali in modo innovativo e trasversale significa, innanzitutto, mettere attorno allo stesso tavolo soggetti diversi, valorizzando competenze ed esperienze e riconoscendo il valore della collaborazione.

Per chi osserva il Consorzio dall’esterno, ciò che rende vivo questo cantiere è soprattutto l’energia umana che lo attraversa. Il passaggio di testimone tra Fausto Gritti e Omar Piazza ha rappresentato un momento particolarmente significativo: una transizione capace di trasmettere continuità, fiducia e senso di responsabilità condivisa.

È il segno di un impegno che non si esaurisce in un mandato, ma che continua nel tempo, affidandosi anche alle nuove generazioni, chiamate a dare forma e futuro a questo percorso collettivo.

In occasione dell’assemblea pubblica “Cooperazione e sostenibilità. L’economia sociale tra ambiente, comunità, partecipazione”, Confcooperative Bergamo ha celebrato il proprio ottantesimo anniversario, all’interno dell’Anno Internazionale delle Cooperative (IYC 2025), ponendo al centro il tema della sostenibilità.

Un anniversario vissuto non come uno sguardo nostalgico al passato, ma come un esercizio collettivo di futuro. Per questo, l’incontro è stato costruito attorno a un tema che oggi orienta in profondità le scelte del sistema cooperativo: la sostenibilità, nelle sue dimensioni ambientale, sociale ed economica.

Durante l’assemblea è stata presentata la nuova ricerca sugli indicatori ESG del sistema cooperativo, realizzata insieme a CSA Coesi e all’Università degli Studi di Bergamo, con il supporto della Camera di Commercio e delle BCC del territorio.

Si tratta di un lavoro significativo, capace di tradurre i valori fondativi della cooperazione - mutualità, partecipazione, radicamento - in un linguaggio riconosciuto a livello internazionale. Non semplici numeri, ma strumenti in grado di raccontare il valore generato dalle cooperative nei territori e nelle comunità.

La ricerca rappresenta un passaggio innovativo: propone una rendicontazione capace di integrare competitività e valore territoriale, offrendo strumenti di misurazione coerenti con gli standard internazionali, ma al tempo stesso radicati nell’identità cooperativa. Come sottolineato da Silvana Signori, docente dell’Università degli Studi di Bergamo e curatrice della ricerca, costruire indicatori ESG cooperativi significa unire rigore scientifico e identità, rendendo visibile un modo di fare impresa che mette al centro persone, lavoro e comunità.

Nella dimensione ambientale, la ricerca ha evidenziato come molte cooperative stiano già contribuendo alla transizione energetica, attraverso pratiche di riduzione delle emissioni e l’avvio di Comunità Energetiche Rinnovabili: strumenti che esprimono una visione di sostenibilità partecipata, locale e condivisa.

Il lavoro ha restituito un messaggio chiaro: la sostenibilità non è un ambito separato o un obiettivo accessorio, ma la modalità con cui la cooperazione continua a rispondere ai bisogni reali delle persone - casa, lavoro, cibo, cultura, credito.

Il dibattito si è poi aperto a una riflessione più ampia sul ruolo della cooperazione come “antidoto all’individualismo”, come ha evidenziato don Cristiano Re. Mutualità, cura delle relazioni e capacità di includere le fragilità non sono solo valori etici, ma competenze sociali essenziali per affrontare le sfide contemporanee.

Nel panel dedicato all’economia sociale è emersa con chiarezza una direzione: oggi la cooperazione è chiamata a un nuovo protagonismo. Non solo misurare l’impatto, ma generare futuro, accompagnare le comunità nelle transizioni ecologica e sociale e rendere la sostenibilità un processo quotidiano, concreto e condiviso.

Il confronto, ricco e trasversale, ha restituito uno sguardo ampio sul presente. Come ha ricordato il presidente Lucio Moioli, celebrare 80 anni non significa guardare indietro, ma dialogare con il territorio su ciò che la cooperazione può ancora rappresentare in un tempo segnato da solitudini crescenti e da un individualismo che rischia di indebolire il tessuto sociale.

Celebrando questo traguardo, Confcooperative Bergamo ha scelto di ribadire una direzione chiara: la cooperazione è - e vuole continuare a essere - un motore di cambiamento, capace di coniugare economia e comunità, sviluppo e giustizia sociale, innovazione e cura del territorio.

Mestieri Lombardia - UO Bergamo è un’Agenzia non profit per il Lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro per l’erogazione di servizi di intermediazione, ricerca e selezione e supporto alla ricollocazione. È accreditata da Regione Lombardia per i servizi al lavoro e, dal 2023, anche per l’erogazione di attività formative.

Attraverso le sue 18 unità operative, presenti in gran parte delle province lombarde, Mestieri eroga i servizi tipici di un’agenzia per il lavoro - orientamento, reclutamento, matching, selezione, outplacement, formazione - con una forte attenzione agli aspetti sociali del mercato del lavoro. Promuove infatti percorsi di inclusione rivolti a lavoratori e lavoratrici in condizioni di fragilità o svantaggio.

Mestieri Lombardia è anche un consorzio di cooperative sociali, nato come spin-off regionale del Consorzio nazionale Mestieri, promosso nel 2004 da CGM - Consorzio nazionale Gino Mattarelli - e rappresenta oggi un riferimento strategico per lo sviluppo delle politiche attive del lavoro in Lombardia.

Dal 2004, l’Unità Operativa di Bergamo opera sul territorio cittadino e negli Ambiti limitrofi (Seriate, Grumello, Dalmine), inserendosi stabilmente nella rete del Consorzio Sol.Co Città Aperta come braccio operativo sulle politiche del lavoro.

L’attività nasce inizialmente con una forte focalizzazione sull’accompagnamento al lavoro di persone con disabilità, attraverso la gestione dei SIL (Servizi di Inserimento Lavorativo). Nel tempo, l’intervento si è ampliato, coinvolgendo diverse tipologie di persone caratterizzate da fragilità socio-lavorativa: persone in uscita dal carcere, donne vittime di violenza, richiedenti asilo, rifugiati e rifugiate, giovani NEET.

Negli Ambiti di Seriate e Grumello, Mestieri affianca inoltre i servizi sociali nella gestione dei percettori e delle percettrici di Assegno di Inclusione, contribuendo alla costruzione di percorsi di attivazione e reinserimento.

Negli ultimi anni emergono alcuni elementi particolarmente significativi.

Con un tasso di disoccupazione nella provincia di Bergamo ai minimi storici, le persone che accedono ai servizi risulta sempre più fragile: persone escluse dal mercato del lavoro per carenze di competenze professionali, difficoltà linguistiche, carichi familiari complessi o mancanza di autonomia negli spostamenti.

Questo scenario ha richiesto una trasformazione dell’approccio operativo, orientato a costruire percorsi sempre più personalizzati, calibrati sulle reali possibilità delle persone. Si sono così sviluppati contesti protetti di tirocinio (formazione on the job), semplificazione delle mansioni, mediazione linguistica applicata al lavoro e percorsi di alfabetizzazione digitale, fondamentali per l’accesso alle politiche attive.

In questa prospettiva, il lavoro si concentra sempre più sul tema dell’occupabilità, intesa come sviluppo progressivo di competenze tecniche e relazionali, passaggio necessario per un inserimento lavorativo stabile.

Un secondo elemento riguarda il tema dei e delle NEET, giovani che non studiano e non lavorano, difficili da intercettare e spesso invisibili anche nei contesti più strutturati. Su questo fronte, Mestieri è coinvolta in diversi progetti, in collaborazione con il Comune di Bergamo e l’Università degli Studi di Bergamo, con l’obiettivo di costruire risposte mirate e innovative.

Infine, resta centrale la collaborazione con le cooperative di Sol.Co Città Aperta, che rappresenta un elemento distintivo dell’azione di Mestieri. Una collaborazione trasversale che coinvolge diversi ambiti: l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati (SAI e progetto RISE), i progetti per donne in difficoltà (come WOW di Fondazione Cariplo), i percorsi per persone con disabilità e l’accompagnamento al lavoro dei e delle giovani, dagli Informagiovani agli sportelli lavoro.

Nel corso del 2025, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha scelto di abitare i territori come “custode del domani”, traducendo i propri valori in un’azione concreta che unisce la transizione ecologica alla crescita armonica delle bambine e dei bambini.

In questo solco si inserisce l’apertura e il consolidamento dei laboratori ReMida all’interno delle scuole dell’infanzia: un progetto di sistema, vissuto a livello consortile, che ripensa il rapporto tra infanzia, ambiente e materiali di scarto aziendale.

Una cerniera tra ecologia e cultura della comunità

L’idea cardine del progetto affonda le sue radici nei percorsi di responsabilità territoriale legati al riuso creativo. Laddove il tessuto produttivo genera lo “sbaglio”, l’eccedenza o il difetto industriale, lo sguardo pedagogico del Consorzio interviene per costruire un’isola di sostenibilità.

Attraverso una rete capace di connettere il mondo delle aziende, le istituzioni e la scuola, i materiali di scarto industriale vengono sottratti alla logica dello smaltimento per essere immessi in un circuito nuovo, ad alto valore culturale ed educativo.

Il materiale recuperato perde così la sua funzione primaria e standardizzata per diventare una risorsa aperta alle infinite possibilità della mente infantile. Questa scelta rispecchia l’impegno del Consorzio verso l’adozione di criteri ESG e la misurazione dell’impatto ambientale, mostrando come la sostenibilità non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che può essere appresa e sperimentata sin dai primi anni di vita.

Una pedagogia del possibile: l’incontro con il materiale destrutturato

All’interno dei laboratori ReMida allestiti nelle scuole del Consorzio, lo spazio e i materiali sono predisposti seguendo criteri di cura e attenzione estetica. Divisi per tipologia, colore e consistenza, gli oggetti si presentano alle bambine e ai bambini come elementi “senza istruzioni d’uso”.

In questi contesti, ciascuna bambina e ciascun bambino diventa protagonista del proprio percorso di apprendimento. Davanti a un materiale destrutturato non esistono risposte giuste o sbagliate: esiste lo spazio della ricerca, dell’esplorazione non stereotipata e dell’inclusione.

Nel manipolare e accostare forme diverse, bambine e bambini attivano competenze legate al tatto, all’udito e alla manualità, ma allenano soprattutto la capacità di risolvere problemi in modo creativo.

In coerenza con la linea pedagogica consortile, l’adulto non assume il ruolo di istruttore direttivo, ma quello di facilitatore e osservatore attento del gioco. Attraverso la documentazione dei processi — e non del solo prodotto finale — lo staff educativo costruisce una memoria condivisa delle scoperte, valorizzando la ricchezza del singolo all’interno del gruppo.

La coerenza valoriale del decalogo #DIECIVOLTE06

L’attivazione dei laboratori ReMida nelle diverse scuole del Consorzio non costituisce un’esperienza isolata, ma rappresenta una declinazione concreta dei pilastri raccolti nel decalogo #DIECIVOLTE06.

  • Noi, identità plurale: Il progetto è una proposta corale che si declina nelle diverse scuole pur mantenendo una forte matrice comune. È un coro a tante voci che arricchisce la cultura dell’infanzia del territorio.
  • Curiamo le competenze dei nostri staff: L'allestimento e la gestione dei contesti ReMida richiedono una formazione approfondita delle educatrici e delle insegnanti, stimolando la condivisione professionale degli sguardi pedagogici.
  • Promuoviamo uno spirito scientifico: I laboratori offrono contesti in cui, partendo dall'osservazione empirica di consistenze, suoni e pesi, i bambini si trasformano in appassionati ricercatori di conoscenza.
  • Coltiviamo bellezza, dentro e fuori di noi: L'organizzazione estetica dello spazio educativo educa la sensibilità e il senso critico, permettendo al contempo a ciascuno di esprimere la propria dimensione interiore ed emotiva.
  • Pratichiamo sostenibilità ed equità: Attraverso la regola di non utilizzare colle o scotch - garantendo che i materiali non vadano persi nella loro individualità e possano essere riutilizzati fino all'usura - insegniamo l'ecologia del rispetto per l'oggetto e per le risorse del pianeta. Rispettiamo il domani agendo oggi.

Nel 2025 il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha partecipato al Premio Innovazione Sociale, promosso da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti in collaborazione con Intesa Sanpaolo e con il supporto tecnico di Ashoka Italia.

Alla sua prima edizione, il Premio si è affermato come una delle più rilevanti iniziative nazionali dedicate alla valorizzazione di progetti capaci di integrare impatto sociale, innovazione tecnologica e sostenibilità economica, con particolare attenzione alla capacità di generare cambiamento sistemico.

Il bando ha raccolto oltre 200 candidature da tutto il territorio nazionale. Al termine di una prima fase di valutazione, una giuria composta da esperti ed esperte ha selezionato 17 progetti finalisti, individuando le iniziative con il maggiore potenziale di impatto duraturo e replicabile.

Tra questi, il progetto “ISA - Innovazione Sociale Amica”, promosso da Sol.Co Città Aperta, è stato ammesso alla shortlist e invitato a partecipare al Bootcamp intensivo svoltosi a Roma il 4 e 5 giugno.

Il Bootcamp ha rappresentato una fase centrale del percorso: due giornate di lavoro dedicate all’approfondimento delle strategie di cambiamento sistemico, all’analisi delle cause profonde dei problemi sociali affrontati e alla costruzione di narrazioni di impatto, attraverso metodologie riconosciute a livello internazionale.

La fase conclusiva del Premio si è tenuta il 24 settembre, con la presentazione dei progetti alla giuria e l’evento finale presso la sede di Fondazione CDP a Roma, alla presenza delle figure apicali di CDP e Intesa Sanpaolo.

In questo contesto, Sol.Co Città Aperta si è classificato secondo nella categoria “Progetto Pilota”, ottenendo un premio di 45.000 euro.

Il progetto ISA, sviluppato a partire dal 2021 grazie alle risorse del Fondo Innovazione Sociale e in partenariato con il Consorzio R.I.B.E.S., il Comune di Bergamo, l’Università degli Studi di Bergamo, Università Bocconi - CERGAS e il Politecnico di Milano - TIRESIA, riguarda la realizzazione di una piattaforma digitale pubblico-privata dedicata all’innovazione del welfare territoriale per la popolazione over 65.

ISA si configura come un ecosistema integrato, capace di mettere in relazione servizi pubblici, privati e del Terzo Settore - dall’assistenza alla socialità, dalla cultura al supporto socio-sanitario - combinando tecnologie avanzate (DLT/blockchain), modelli di governance pubblico-privata e strumenti di finanza a impatto.

Il riconoscimento ottenuto conferma il valore del percorso intrapreso dal Consorzio, evidenziando la capacità di sviluppare soluzioni innovative radicate nei territori, ma al tempo stesso dotate di potenziale di scalabilità.

Il risultato rappresenta non solo un traguardo significativo, ma anche un acceleratore per lo sviluppo futuro di soluzioni social-tech, rafforzando il posizionamento del Consorzio nel dibattito sull’innovazione sociale e sul futuro dei sistemi di welfare.

Il 29 marzo la Cooperativa della Comunità ha compiuto 50 anni.
Fondata nel 1975, ben 16 anni prima della legge 381 che ha disciplinato la costituzione e le attività delle cooperative sociali, rappresenta una delle esperienze storiche del territorio.

Per celebrare questo traguardo è stato lanciato il progetto “Bosco della Comunità”, pensato come un regalo concreto per la cittadinanza: un segno tangibile della presenza e dell’impegno della cooperativa per la sostenibilità, l’ambiente e le generazioni future.

Il progetto ha previsto la realizzazione di due piccoli boschi urbani, a Stezzano e a Bergamo, in aree messe a disposizione dalle amministrazioni comunali. Sono state piantate, insieme a bambine e bambini delle scuole locali, persone adulte e rappresentanti istituzionali, circa 700 e 300 piantine autoctone provenienti da vivaio forestale. Le aree saranno curate per i prossimi cinque anni, fino a quando la crescita degli alberi potrà proseguire in autonomia.

Le zone boscate in ambito urbano contribuiscono a ridurre le isole di calore e svolgono una funzione di filtro per le polveri sottili e il rumore. Alberi e arbusti offrono riparo alla fauna selvatica, mentre le infiorescenze favoriscono la presenza di insetti impollinatori, contribuendo al mantenimento della biodiversità.

La cooperativa opera da anni nell’inserimento lavorativo nei settori del verde e delle pulizie. I problemi di accesso e integrazione nel mondo del lavoro per le persone in condizioni di fragilità restano una sfida aperta, ma si rafforza la consapevolezza che prendersi cura dell’ambiente e rendere più sostenibile il territorio in cui viviamo sia oggi un impegno imprescindibile, strettamente connesso al benessere delle comunità e delle future generazioni.

08 - Sostenibilità

Misurare per generare futuro

La sostenibilità non è un ambito separato dall’azione sociale del Consorzio, ma un modo per leggere, misurare e orientare il valore generato nel tempo. In questa sezione viene raccontato il percorso che ha portato alla prima rendicontazione ESG di sistema, insieme ai principali risultati e alle prospettive di lavoro future.

La sostenibilità come impegno collettivo

Per il Consorzio Sol.Co Città Aperta, la sostenibilità non è una dimensione individuale né un percorso circoscritto alla singola organizzazione. Fin dalle prime riflessioni avviate su questo tema, è stata interpretata come una responsabilità consortile, che coinvolge l’intero sistema composto dal Consorzio e dalle dieci cooperative socie.

Questa scelta riflette la natura stessa di Sol.Co Città Aperta: un ecosistema unitario e interdipendente, capace di mettere in relazione competenze, esperienze, ambiti di intervento e specificità differenti. In questa prospettiva, il percorso verso il Bilancio di Sostenibilità ha assunto fin dall’inizio una valenza collettiva e strategica.

Le attività di analisi, misurazione e valutazione non sono state sviluppate con riferimento a una singola entità organizzativa, ma come esercizio condiviso di lettura delle performance ambientali, sociali e di governance dell’intero perimetro consortile. L’Assessment iniziale e i successivi strumenti di rilevazione — questionari, survey e analisi qualitative — sono stati compilati da tutte le organizzazioni consorziate, con l’obiettivo di restituire una rappresentazione aggregata, coerente e significativa della sostenibilità del sistema.

Questo approccio consente di cogliere dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento di carattere sistemico, superando una lettura frammentata o meramente descrittiva. Al tempo stesso, valorizza l’autonomia delle singole cooperative, che mantengono la possibilità di sviluppare e comunicare in modo indipendente la propria rendicontazione di sostenibilità, in coerenza con le rispettive missioni, strategie e traiettorie di sviluppo.

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 si configura quindi come uno strumento di sintesi e di orientamento: restituisce una visione integrata delle performance ESG del sistema Sol.Co Città Aperta, valorizza il contributo delle singole cooperative e rafforza la coerenza tra identità organizzative, pratiche operative e scelte future.

Un percorso che parte da lontano

Co Città Aperta promuove un corso di formazione specialistica sui temi ESG, in coerenza con il quadro normativo introdotto dalla CSRD1, in collaborazione con Conlabora, ReteClima ed Euricse.
Il Consorzio istituisce il GREEN LAB, gruppo di lavoro dedicato alla transizione ESG consortile e laboratorio permanente di progetti e best practice sostenibili. Grazie al GREEN LAB il Consorzio redige un primo Assessment ESG2 e definisce il Piano di sostenibilità triennale3
Si intensifica l’azione di sviluppo e rafforzamento delle competenze: il Consorzio avvia progetti di capacity building grazie al progetto europeo SKI.F.T.4 (SKIlls For Transition) e al Bando Competenze & Innovazione5 di Regione Lombardia. Il Consorzio si profila sulla piattaforma Open-es6 e ottiene il proprio scoring ESG7; nel frattempo partecipa al gruppo di ricerca-azione promosso da Confcooperative Bergamo, CSA Coesi e Università degli Studi di Bergamo sull’elaborazione di indicatori ESG specifici per il modello della cooperazione sociale. In occasione dell’evento di presentazione del bilancio Sociale del 13 giugno 2025, il Consorzio presenta al pubblico il Glossario ESG8, strumento di alfabetizzazione finalizzato a consolidare un linguaggio comune sulla sostenibilità ambientale e sociale, coerente con la visione eco-sociale delle cooperative del Consorzio.

Consorzio Sol.Co Città Aperta rendiconta la propria performance ESG attraverso la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità.

I principali risultati ESG di Sol.Co Città Aperta nel 2025

Il Bilancio di Sostenibilità segna un passaggio evolutivo nel percorso del Consorzio Sol.Co Città Aperta, introducendo la prima rendicontazione ESG integrata a livello di sistema e rafforzando il presidio strategico sui temi della sostenibilità.

La scelta di adottare una rendicontazione di sistema consente di superare una lettura frammentata delle singole organizzazioni, valorizzando dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento trasversali. In questa prospettiva, il Bilancio si configura non solo come strumento di accountability, ma anche come leva di orientamento strategico e di apprendimento organizzativo.

Il sistema Sol.Co Città Aperta esprime una base economica e occupazionale significativa: oltre 75 milioni di euro di ricavi aggregati e 1.901 persone occupate, di cui il 34% under 36. Il percorso di rendicontazione si fonda su un’analisi strutturata di doppia materialità che ha individuato 6 temi prioritari: inclusione sociale, qualità del lavoro, innovazione sociale, etica e trasparenza, transizione ecologica e misurazione dell’impatto.

Le evidenze emerse confermano, in primo luogo, la centralità della dimensione sociale, che costituisce l’asse portante del modello cooperativo. I dati evidenziano una forte capacità del sistema di generare valore in primis per le persone che lo realizzano quotidianamente: l’83,9% dei rapporti di lavoro è a tempo indeterminato, l’81,8% delle organizzazioni adotta strumenti di ascolto dei lavoratori e delle lavoratrici e il 100% attiva misure per il benessere organizzativo. Sul piano dell’inclusione, il 63,6% delle organizzazioni promuove attivamente l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, con livelli di inclusione superiori del 27% rispetto agli obblighi normativi.

La dimensione ambientale si colloca in una fase di progressiva strutturazione, con la definizione di una prima baseline quantitativa di sistema. I consumi energetici complessivi ammontano a circa 1,3 milioni di kWh per l’energia elettrica, di cui il 40,5% da fonti rinnovabili, e circa 1,4 milioni di kWh equivalenti per il gas. A questi dati si associano emissioni complessive pari a 546,6 t CO₂. Accanto a questi dati, emerge un’ampia diffusione di pratiche ambientali operative, ma ancora una limitata formalizzazione dei sistemi di gestione. Si evidenziano tuttavia segnali evolutivi rilevanti, come il coinvolgimento di 4 organizzazioni su 11 in Comunità Energetiche Rinnovabili, che delineano una traiettoria di sviluppo orientata al rafforzamento della sostenibilità ambientale.

La dimensione di governance restituisce un quadro complessivamente solido, con elementi distintivi legati alla partecipazione, alla rappresentanza e alla capacità di fare rete. Il sistema evidenzia un buon equilibrio di genere nella governance, con il 55% di presenza femminile nei CdA, e indici elevati di rappresentatività, pari a 93,2/100 per il genere. Tutte le 11 organizzazioni partecipano a reti multi-stakeholder, mentre l’81,8% adotta il modello 231 e il 72,7% dispone di presìdi anticorruzione. Permangono margini di sviluppo nella formalizzazione dei criteri ESG lungo la supply chain, oggi presente nel 27,3% delle organizzazioni, e nei sistemi di misurazione dell’impatto, attualmente strutturati in 4 organizzazioni su 11.

Le principali traiettorie di miglioramento riguardano il rafforzamento dell’integrazione della sostenibilità nella catena del valore, lo sviluppo di sistemi strutturati di misurazione dell’impatto e il consolidamento delle pratiche ambientali in chiave sistemica. In questo percorso, il Consorzio, tramite il Green Lab, assume un ruolo centrale nel guidare un’evoluzione progressiva verso un modello di sostenibilità cooperativa sempre più misurabile, condiviso e orientato al miglioramento continuo.

Per approfondire dati, metodologia e indicatori ESG, è possibile consultare il Bilancio di Sostenibilità 2025.

Scopri il Bilancio di Sostenibilità

09 - I numeri del Consorzio e della rete

Misurare il valore generato

I dati che seguono offrono una sintesi quantitativa dell’attività del sistema consortile nel corso del 2025. Non rappresentano soltanto indicatori economici e organizzativi, ma restituiscono il valore generato nei territori, nelle comunità e nelle relazioni attivate.

I numeri chiave

I principali dati aggregati restituiscono la dimensione del sistema Sol.Co Città Aperta: una rete cooperativa ampia, composta da persone, competenze, percorsi di lavoro, forme di partecipazione sociale e risorse attivate nei territori.

10
Cooperative associate
669
soci e socie nelle cooperative della rete
1.901
persone occupate nel sistema
1.573
contratti a tempo indeterminato
511
assunzioni
149
stabilizzazioni
20.811
ore di formazione fruite
133
persone con disabilità o in condizione di svantaggio occupate

Dati economici principali

I dati economici testimoniano la solidità del Consorzio Sol.Co Città Aperta e la sua capacità di essere un partner affidabile per enti pubblici, privato sociale e imprese nella realizzazione di progetti, servizi e interventi a favore della comunità.

La prevalenza di attività legate all’erogazione di servizi socio-educativi e assistenziali si riflette nel peso rilevante delle risorse pubbliche, che rappresentano la principale fonte di sostegno del welfare territoriale nel bilancio di Sol.Co Città Aperta.

€ 12.365.369
Valore della produzione
€ 44.114
Risultato dell'esercizio
€ 801.282
Contributi in conto esercizio
€ 11.560.674
Fatturato

Composizione dei rapporti economici del Consorzio

Il Consorzio lavora prevalentemente con gli enti pubblici, ma mantiene anche relazioni economiche con privati e sistema cooperativo.

I contributi, in particolare quelli provenienti da enti privati e fondi europei, testimoniano la capacità del Consorzio di attivare, insieme ad altri soggetti pubblici e del privato sociale, fonti di finanziamento complementari a sostegno di percorsi di sperimentazione e innovazione.

Composizione dei contributi in conto esercizio

Ripartizione dei contributi ricevuti per tipologia di soggetto erogatore.

Totale contributi 801.282 €
Ente privato Contributo
Invitalia € 2.659,59
Fondazione Cariplo € 148.036,65
A.D.A.S.M. Società Cooperativa € 77.851,83
Namasté cooperativa sociale € 174,78
Fondazione della Comunità Bergamasca € 31.859,97
Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e per la Salute dei Fanciulli € 4.500,00
Consorzio Sociale R.I.B.E.S. Società Cooperativa € 14.106,87
CESVI Fondazione ETS € 5.867,50
TOTALE CONTRIBUTI € 285.057,19
Ente pubblico Contributo
Comune di Osio € 132.847,00
Comune di Bergamo € 41.214,99
Comune di Dalmine € 1.717,40
Comune di Clusone € 5.256,96
Comune di Seriate € 9.820,77
Comune di Bolgare € 6.305,32
Consorzio Servizi Val Cavallina € 6.864,05
Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi € 3.988,23
Ministero / Regione Lombardia € 290.094,11
TOTALE CONTRIBUTI € 498.108,83

Nel corso del 2025 il Consorzio non ha realizzato attività di raccolta fondi ai sensi della normativa vigente.

La base sociale delle cooperative

La base sociale delle cooperative associate restituisce la natura partecipativa del sistema. Nel 2025 le cooperative della rete raccolgono complessivamente 669 soci e socie, con una presenza prevalente di soci lavoratori e socie lavoratrici, accanto a volontari, persone giuridiche, portatori e portatrici di interesse e altre forme di appartenenza cooperativa.

Soci e socie per cooperativa

Numero totale di soci e socie per ciascuna cooperativa aderente.

Totale soci e socie 669

La composizione della base sociale racconta il percorso che Sol.Co Città Aperta e le cooperative associate hanno costruito nel tempo nella direzione dell’impresa sociale di comunità. Alla forte presenza di soci lavoratori e socie lavoratrici si affiancano persone fruitrici, volontarie e altri portatori di interesse: una pluralità che testimonia l’apertura delle cooperative verso il territorio e le comunità di riferimento.

Anche la presenza di persone giuridiche nelle compagini sociali conferma questa direzione: da un lato esprime i rapporti di mutualità sviluppati tra cooperative, dall’altro richiama le collaborazioni costruite con realtà significative del Terzo Settore.

Composizione dei soci e delle socie per tipologia

Distribuzione complessiva dei 669 soci e socie per categoria.

Totale soci e socie 669

Le persone della rete

Le persone della rete costituiscono la dimensione più concreta del sistema consortile. Nel 2025 il sistema Sol.Co Città Aperta conta complessivamente 1.901 persone occupate, che ogni giorno rendono possibile la presenza nei servizi, nei progetti e nei territori.

Genere dei dipendenti

Distribuzione della forza lavoro per genere nelle cooperative aderenti.

Totale dipendenti 1.901
Femmine 1.327
Maschi 574

La composizione per genere ed età restituisce un sistema ampio e intergenerazionale, in cui convivono nuove energie professionali, percorsi in crescita e competenze consolidate.

Fasce d'età dei dipendenti

Composizione della forza lavoro per fascia d'età nelle cooperative aderenti.

< 26 anni 10,63%
26–35 anni 24,11%
36–55 anni 48,53%
> 55 anni 16,74%

Qualità del lavoro e inclusione

La tipologia contrattuale evidenzia un quadro di stabilità occupazionale: 1.573 persone hanno un contratto a tempo indeterminato, mentre 327 sono assunte a tempo determinato. La prevalenza dei rapporti stabili rappresenta un elemento importante della qualità del lavoro generato dalla rete e della continuità necessaria per accompagnare servizi complessi e relazioni di prossimità.

Tipologia contrattuale delle persone occupate

Distribuzione delle risorse per tipologia contrattuale nelle cooperative aderenti.

Tempo indeterminato 82,8%
Tempo determinato 17,2%

La presenza di rapporti part-time risponde in parte a esigenze di conciliazione espresse da lavoratrici e lavoratori e, in parte, alle caratteristiche organizzative del lavoro di cura, che non sempre consentono una strutturazione dei servizi su tempi pieni.

Distribuzione delle risorse rispetto al lavoro part-time

Ripartizione delle risorse per fascia di part-time nelle cooperative aderenti.

Fascia 0-30 % 5,22%
Fascia 31-50 % 13,98%
Fascia 51-70 % 24,03%
Fascia 71-Full % 56,77%

La presenza significativa di persone con un’anzianità di servizio inferiore a cinque anni evidenzia, da un lato, la crescita dei servizi e dei progetti gestiti dal sistema consortile e, dall’altro, il turnover che negli ultimi anni ha interessato in modo particolare il sistema dei servizi di cura. Accanto a queste nuove presenze, il sistema può contare su lavoratrici e lavoratori con lunga esperienza, che svolgono un ruolo fondamentale nell’accompagnare le persone neoarrivate, favorire il passaggio di competenze e trasmettere, rinnovandoli, i valori fondanti della cooperazione.

Anzianità di servizio dei dipendenti

Distribuzione della forza lavoro per anni di anzianità di servizio nelle cooperative aderenti.

≤ 5 anni 58,39%
>5 ≤10 anni 21,99%
>10 ≤20 anni 13,94%
>20 anni 5,68%

Per il sistema consortile il lavoro è anche uno spazio di inclusione. Nel 2025 risultano occupate nella rete 91 persone con disabilità e 42 persone in condizione di svantaggio, per un totale di 133 percorsi lavorativi che testimoniano la capacità delle cooperative di generare opportunità, riconoscimento e partecipazione.

Inclusione dei lavoratori e delle lavoratrici con fragilità e diversità

Percentuale di organizzazioni che includono ciascuna categoria di lavoratori con fragilità o diversità (su 11 totali)

* valore medio di inclusione calcolato sulla media aritmetica delle percentuali delle 6 categorie rilevate. Le categorie sono state riorganizzate in forma sintetica per facilitare la lettura e la comparabilità.
+ 27% è il valore calcolato come mediana dell’incremento percentuale rispetto ai requisiti minimi di legge indicati e considerando esclusivamente le organizzazioni per cui tali obblighi risultano applicabili, quindi escludendo le Cooperative di tipo A e Sol.Co Città Aperta

Dinamiche del lavoro e formazione

Nel corso del 2025 il sistema ha registrato 511 assunzioni e 149 stabilizzazioni. Questi dati raccontano una rete in movimento, capace di aprire nuove opportunità occupazionali e, al tempo stesso, di consolidare percorsi professionali già avviati.

511
assunzioni nel 2025
149
stabilizzazioni nel 2025
146
maschi
365
femmine
49
maschi
100
femmine

La formazione rappresenta una leva essenziale per sostenere la qualità dei servizi, accompagnare i cambiamenti organizzativi e rafforzare le competenze professionali. Nel 2025 le attività formative hanno coinvolto 1.546 lavoratori e lavoratrici, per un totale di 20.811 ore di formazione fruite.

Il dato restituisce un investimento continuo sulle persone, condizione necessaria per mantenere qualità, cura e capacità di innovazione nei servizi.

L’impatto del nostro lavoro

Per una realtà particolarmente labour intensive come Sol.Co Città Aperta, accanto ai dati economici è fondamentale osservare anche come le risorse generate si traducano in occupazione e lavoro di qualità.

Il dato delle quasi 3 milioni di ore lavorate racconta una presenza capillare accanto alle persone vulnerabili che abitano le nostre comunità. È il senso profondo del nostro lavoro: essere al fianco delle persone per accompagnarle, sostenerle e promuoverne le autonomie possibili. Senza giudicare, con professionalità e umanità concretamente: noi ci siamo, ogni giorno.

2.687.195
ore di lavoro ordinario
a cui si aggiungono
229.263
ore banca ore
7.691
ore straordinario
20.252
ore supplementari

I numeri territoriali completano il racconto sviluppato nei capitoli precedenti: mostrano la diffusione dell’azione consortile e rendono visibile la capacità del sistema di abitare contesti differenti, rispondendo a bisogni diversi attraverso servizi, progettualità, alleanze e percorsi di comunità.

Il Bilancio Sociale 2025 è stato esaminato dal Collegio sindacale, che ha svolto le attività di monitoraggio previste dalla normativa vigente e ha attestato la conformità del documento alle Linee guida per la redazione del bilancio sociale degli Enti del Terzo Settore.

10 - Conclusioni

Continuare a coltivare futuro

Il Bilancio Sociale che si chiude tra queste pagine non è solo la fotografia di un anno di attività, ma la testimonianza di un’identità in cammino.

Il 2025 è stato un anno di passaggio e di consolidamento. Il rinnovo della governance ha confermato che la forza del Consorzio Sol.Co Città Aperta nasce dalla solidità di un sistema capace di rinnovarsi restando fedele alla propria missione: costruire connessioni, sostenere le cooperative socie, abitare i territori e generare valore insieme alle comunità.

La coesione interna come fondamento dell’agire

Rafforzare la coesione interna non è un obiettivo puramente organizzativo, ma un atto di responsabilità verso le cooperative socie, le persone che lavorano nel sistema consortile e le comunità che incontriamo ogni giorno.

È nel supporto reciproco, nel confronto tra competenze e nella capacità di riconoscere il valore di ogni voce che i progetti prendono forma. Solo una rete coesa, capace di condividere visioni e linguaggi, può affrontare la complessità dei bisogni sociali contemporanei e trasformarla in possibilità di intervento, cura e innovazione.

Dalla gestione dei servizi alla costruzione di politiche territoriali

Questa compattezza interna è il presupposto per rendere più incisiva l’azione nei territori. Il Consorzio si conferma come un soggetto politico-sociale capace di connettere bisogni, risorse e comunità, contribuendo alla costruzione di politiche sociali territoriali.

Non si tratta soltanto di gestire servizi, ma di accompagnare processi, costruire alleanze e generare condizioni perché le comunità possano crescere in modo più accogliente, partecipato e sostenibile. Le esperienze raccolte in questo Bilancio — dai percorsi di accoglienza e inclusione ai progetti per le giovani generazioni, dalle azioni di comunità alle sperimentazioni di innovazione sociale — mostrano che l’efficacia del lavoro consortile nasce dalla capacità di tenere insieme le diverse anime della cooperazione.

«L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi.
Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile.
E allora, a cosa serve l’utopia? Serve a questo: a continuare a camminare.»

Eduardo Galeano

Verso nuovi orizzonti di sostenibilità

Guardando al futuro, il percorso avviato verso il primo Bilancio di Sostenibilità rappresenta una direzione importante dell’impegno del Consorzio. L’adozione di criteri ESG e una misurazione sempre più consapevole dell’impatto non sono solo strumenti tecnici, ma occasioni per leggere con maggiore profondità il valore generato e orientare le scelte future.

Continueremo a coltivare futuro, investendo su ciò che ancora non è pienamente visibile ma può diventare possibile attraverso il lavoro condiviso. È un cammino che richiede pazienza, visione e la volontà di procedere insieme, nella consapevolezza che solo attraverso il lavoro condiviso le sfide possono diventare occasioni di crescita per l’intero sistema.
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Bilancio Di Sostenibilità 2025

Parole che contano,
numeri che raccontano

1.1 - Messaggio dei Presidenti

Tra continuità e innovazione: il valore di un passaggio di testimone

Il percorso che il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha intrapreso a partire dal 2023 verso una strutturazione consapevole e rigorosa delle proprie politiche di sostenibilità rappresenta una delle scelte strategiche più significative compiute negli ultimi anni. È stata una scelta tutt’altro che scontata, che ha richiesto tempo, investimento di risorse, capacità di visione e, soprattutto, un lavoro collettivo ampio e partecipato, capace di coinvolgere persone, competenze e sensibilità diverse.

Fin dall’avvio di questo cammino, la sostenibilità non è mai stata interpretata come un adempimento formale o come un esercizio di rendicontazione fine a sé stesso: al contrario, ha rappresentato un’occasione preziosa per rileggere l’identità cooperativa del Consorzio e delle sue consorziate, interrogandoci in modo autentico su come la nostra missione possa ogni giorno tradursi in pratiche organizzative più consapevoli, misurabili e condivise.

Il lavoro svolto ha consentito di costruire un primo impianto metodologico solido, fondato sull’ascolto degli e delle stakeholder, sulla definizione condivisa degli obiettivi e su un approccio alla misurazione orientato alla trasparenza, alla comparabilità e al miglioramento continuo. In questo percorso, l’impegno del Green Lab ha reso possibile l’adozione di un metodo strutturato e condiviso alla misurazione delle performance ambientali, sociali e di governance, coerente con i valori fondativi della cooperazione sociale e, al tempo stesso, capace di dialogare con gli standard e i linguaggi richiesti a livello nazionale ed europeo.

Questo Bilancio di Sostenibilità è il risultato di un lavoro paziente e progressivo, che ha posto le basi per una comprensione sempre più consapevole degli impatti generati da Sol.Co Città Aperta, non come somma di singole esperienze, ma come sistema interdipendente, radicato nei territori e orientato alla generazione di valore condiviso.

A conclusione del mio mandato, affido la guida di questo percorso al futuro Consiglio di Amministrazione come un’eredità viva, un’infrastruttura su cui continuare a costruire. La sostenibilità, per la cooperazione, è una responsabilità che attraversa le generazioni; averne posto le basi significa rafforzare la capacità del Consorzio di governare al meglio le sfide che ci attendono.

Fausto Gritti
Presidente dal 2019 al 2025

Rilanciare l’impegno: sostenibilità, valori cooperativi e futuro condiviso

Raccogliere il testimone di un percorso già avviato rappresenta, al tempo stesso, una responsabilità e un’opportunità. Il lavoro svolto negli ultimi anni dal Consorzio Sol.Co Città Aperta sulla sostenibilità costituisce una base solida su cui innestare nuove traiettorie di sviluppo, rafforzando la coerenza tra identità cooperativa, azione quotidiana e visione di futuro.

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 si colloca in un momento storico particolarmente significativo. L’Anno Internazionale delle Cooperative richiama con forza il ruolo che il modello cooperativo può e deve svolgere nella costruzione di un’economia più equa, inclusiva e orientata al bene comune. In questo contesto, la sostenibilità non è soltanto un insieme di indicatori o un linguaggio tecnico, ma uno strumento strategico per riaffermare il valore della cooperazione come risposta concreta alle sfide sociali, ambientali e generazionali che attraversano i territori e le comunità.

Come Presidente in carica, intendo rilanciare con convinzione questo impegno, promuovendo una visione della sostenibilità capace di parlare alle nuove generazioni di cooperatrici e cooperatori. Rendere visibile l’impatto sociale, ambientale e comunitario del nostro agire significa, infatti, assumere una responsabilità ulteriore: quella di costruire spazi di partecipazione, senso e protagonismo, rafforzando il legame tra missione sociale, innovazione organizzativa e futuro del lavoro cooperativo. In questa prospettiva, la sostenibilità diventa una leva per orientare le scelte strategiche e rafforzare la capacità del Consorzio e delle cooperative socie di dialogare in modo trasparente con le istituzioni, i partner e le comunità di riferimento.

Questo Bilancio non rappresenta un punto di arrivo, ma uno strumento vivo, pensato per accompagnare nel tempo il rafforzamento della capacità del sistema consortile di generare valore condiviso, misurabile e riconoscibile. Proseguire su questo percorso significa continuare a investire nei valori cooperativi di mutualità, democrazia, giustizia sociale e attenzione ai territori, assumendo la sostenibilità come orizzonte comune e come impegno concreto verso le persone, le comunità e le generazioni che verranno.

Omar Piazza
Presidente in carica

1.2 Introduzione

La sostenibilità come impegno collettivo

La sostenibilità, per il Consorzio Sol.Co Città Aperta, non è concepita come una dimensione individuale o circoscritta alla singola organizzazione. Fin dalle prime riflessioni avviate su questo tema, essa è stata interpretata come una responsabilità consortile, che coinvolge l’intero sistema composto dal Consorzio e dalle dieci cooperative socie, inteso come un ecosistema unitario e interdipendente.

In questa prospettiva, la decisione di intraprendere un percorso strutturato di rendicontazione di sostenibilità ha assunto sin dall’inizio una valenza collettiva e strategica. Le attività di analisi, misurazione e valutazione non sono state sviluppate con riferimento a una singola entità organizzativa, ma come esercizio condiviso di lettura delle performance ambientali, sociali e di governance dell’intero perimetro consortile. Tale impostazione riflette la natura stessa del Consorzio, che opera come piattaforma di coordinamento, integrazione e valorizzazione delle competenze, delle esperienze e delle specificità delle cooperative aderenti.

L’Assessment iniziale e i successivi strumenti di rilevazione – questionari, survey e analisi qualitative – sono stati compilati da tutte le organizzazioni consorziate con l’obiettivo di restituire una rappresentazione aggregata, coerente e significativa della performance di sostenibilità del nostro ecosistema. Questo approccio consente di cogliere dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento di carattere sistemico, superando una lettura frammentata o meramente descrittiva e favorendo una comprensione più profonda degli impatti generati dall’azione consortile nel suo complesso.

La scelta di adottare una rendicontazione di sistema risponde inoltre all’esigenza di rafforzare la capacità del Consorzio di dialogare in modo strutturato e trasparente non solo con i propri stakeholder esterni, ma anche con i lavoratori e le lavoratrici che contribuiscono quotidianamente alla vita e allo sviluppo di Sol.Co Città Aperta.

La presenza, all’interno del Consorzio, di cooperative con oggetti sociali e ambiti di intervento differenti rappresenta un ulteriore elemento di valore; la diversità delle attività e dei modelli operativi arricchisce la qualità delle sintesi aggregate, rendendole un benchmark interno solido e credibile. Al tempo stesso, tale impostazione non limita l’autonomia delle singole cooperative, che mantengono la possibilità di sviluppare e comunicare in modo indipendente la propria rendicontazione di sostenibilità, in coerenza con le rispettive missioni, strategie e traiettorie di sviluppo.

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 si colloca dunque come uno strumento di sintesi e di orientamento, capace di restituire una visione integrata delle performance ESG1 del sistema Sol.Co Città Aperta, valorizzando al contempo i contributi delle singole cooperative e rafforzando la coerenza tra identità organizzative e pratiche operative condivise.

Un percorso che parte da lontano

Consorzio Sol.Co Città Aperta promuove un corso di formazione specialistica sui temi ESG, in coerenza con il quadro normativo introdotto dalla CSRD1, in collaborazione con Conlabora, ReteClima ed Euricse.

Il Consorzio istituisce il GREEN LAB, gruppo di lavoro dedicato alla transizione ESG consortile e laboratorio permanente di progetti e best practice sostenibili. Grazie al GREEN LAB il Consorzio redige un primo Assessment ESG2 e definisce il Piano di sostenibilità triennale3
Si intensifica l’azione di sviluppo e rafforzamento delle competenze: il Consorzio avvia progetti di capacity building grazie al progetto europeo SKI.F.T.4 (SKIlls For Transition) e al Bando Competenze & Innovazione5 di Regione Lombardia. Il Consorzio si profila sulla piattaforma Open-es6 e ottiene il proprio scoring ESG7; nel frattempo partecipa al gruppo di ricerca-azione promosso da Confcooperative Bergamo, CSA Coesi e Università degli Studi di Bergamo sull’elaborazione di indicatori ESG specifici per il modello della cooperazione sociale. In occasione dell’evento di presentazione del bilancio Sociale del 13 giugno 2025, il Consorzio presenta al pubblico il Glossario ESG8, strumento di alfabetizzazione finalizzato a consolidare un linguaggio comune sulla sostenibilità ambientale e sociale, coerente con la visione eco-sociale delle cooperative del Consorzio.

Consorzio Sol.Co Città Aperta rendiconta la propria performance ESG attraverso la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità.

ESG è l’acronimo di Environmental, Social and Governance e identifica un insieme di criteri utilizzati per valutare le performance ambientali, sociali e di governance di imprese e organizzazioni. Introdotto nel dibattito economico nel 2004 con il report ONU “Who Cares Wins”, l’approccio ESG è oggi integrato nei principali standard normativi - a partire dalla Direttiva CSRD (2022/2464/UE) – e nei principali sistemi di rating finanziari a livello mondiale, consentendo di misurare la dimensione extra-finanziaria e gli impatti generati su ambiente, comunità e processi decisionali.

Direttiva (UE) 2022/2464 – Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD); La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è una direttiva dell’Unione Europea adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 14 dicembre 2022 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (L 322/15) il 16 dicembre 2022. Essa modifica e amplia il quadro normativo europeo in materia di rendicontazione non finanziaria, aggiornando e sostituendo le disposizioni della precedente Non-Financial Reporting Directive (Direttiva 2014/95/UE) e introducendo un quadro comune e obbligatorio per la rendicontazione di sostenibilità da parte delle imprese soggette ai requisiti di pubblicazione di informazioni sui fattori ambientali, sociali e di governance (ESG). https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022L2464

Allegato 1; L’Assessment è stato effettuato come ESG Self-Valuation Report utilizzando il tool gratuito SUSTAINability cfr. https://esg.dintec.it/Index.aspx

Codice progetto SKIFT/CSACOESI/01/2025 Ente beneficiario Consorzio Sol.Co Città Aperta Budget approvato (Eur) € 6.700; Data di inizio progetto 13/03/2025; Data fine progetto 26/06/2025

ID DOMANDA – 6352968; CUP: F18C25003220007; Denominazione CONSORZIO SOL.CO CITTA' APERTA - SOCIETA'; COOP. SOCIALE; Data di fine progetto 31/03/2026; Contributo concesso: 25.680,00 €

1.3 Note di Redazione

Scrivere insieme la sostenibilità: metodo, confronto e intenzionalità

Perimetro di rendicontazione

Il presente Bilancio di Sostenibilità è stato redatto con l’obiettivo di rendicontare in modo strutturato e trasparente le performance ambientali, sociali e di governance del sistema consortile, in coerenza con la propria identità cooperativa e con il ruolo svolto nei territori di riferimento.

Il documento si affianca al Bilancio Sociale e ne rappresenta un’integrazione sul piano metodologico e informativo. Se il Bilancio Sociale è orientato prevalentemente alla restituzione del valore sociale generato e al racconto delle attività e dei servizi, il Bilancio di Sostenibilità si concentra sulla misurazione dei risultati ESG, sull’analisi dei processi organizzativi e sulla capacità del sistema consortile di governare i propri impatti in un’ottica di responsabilità e miglioramento continuo.

Il perimetro del Bilancio di Sostenibilità comprende il Consorzio Sol.Co Città Aperta e le 10 cooperative socie, considerate nel loro insieme come un ecosistema unitario e interdipendente. La rendicontazione adotta pertanto un approccio di sistema, volto a restituire una lettura aggregata delle performance di sostenibilità, valorizzando le dinamiche comuni e le specificità delle singole organizzazioni.

Le organizzazioni ricomprese nel perimetro di rendicontazione e interessate dalla rilevazione degli indicatori ESG sono:

Consorzio di cooperative sociali
Sedi condiserate: 3
Cooperativa Sociale di tipo misto (A + B)
Sedi considerate: 9
Cooperativa Sociale di tipo misto (A + B)
Sedi considerate: 5
Cooperativa Sociale di tipo B
Sedi considerate: 4
Cooperativa Sociale di tipo misto (A + B)
Sedi considerate: 5
Cooperativa Sociale di tipo B
Sedi considerate: 2
Cooperativa Sociale di tipo B
Sedi considerate: 4
Cooperativa Sociale di tipo A
Sedi considerate: 8
Cooperativa Sociale di tipo A
Sedi considerate: 2
Cooperativa Sociale di tipo A
Sedi considerate: 12
Cooperativa Sociale di tipo misto (A + B)
Sedi considerate: 8

Numero totale di sedi per gli indicatori ambientali: 62

Metodo di lavoro e fonti informative

Il presente Bilancio di Sostenibilità si fonda su un percorso pluriennale, caratterizzato da una progressiva strutturazione degli strumenti di analisi, misurazione e rendicontazione. Il documento si colloca in continuità con l’Assessment ESG realizzato nel 2024, che ha rappresentato una prima base di lettura del livello di maturità ambientale, sociale e di governance del sistema consortile Sol.Co Città Aperta.

In tale quadro, i dati oggetto del presente report fanno riferimento in particolare al questionario sottoposto nel mese di febbraio 2026 a tutte le 11 organizzazioni del sistema (il Consorzio e le 10 cooperative socie). Lo strumento di rilevazione, composto da 91 domande suddivise in 7 sotto-sezioni tematiche2, è stato progettato dal GREEN LAB per approfondire in modo strutturato le dimensioni ambientali, sociali e di governance, garantendo omogeneità nella raccolta delle informazioni e coerenza con l’impianto complessivo di rendicontazione. Si fornisce nella parte 3 il dettaglio sul set di indicatori utilizzato.

Le informazioni e i dati presentati nel report derivano pertanto da processi di auto-rilevazione condivisi; i dati raccolti attraverso il questionario sono stati successivamente aggregati, analizzati e interpretati al fine di restituire una rappresentazione coerente e significativa dei risultati ESG del sistema Sol.Co Città Aperta, adottando un approccio di sistema volto a evidenziare elementi di coerenza, punti di forza e aree di miglioramento a livello complessivo. Nel corso della redazione sono state integrate informazioni di natura quantitativa e qualitativa, tenendo conto dei limiti metodologici connessi alla natura aggregata dei dati e all’eterogeneità organizzativa delle cooperative coinvolte. Eventuali lacune informative o ambiti di miglioramento sono esplicitati nel documento come parte integrante di un percorso di apprendimento, consolidamento e progressivo rafforzamento del sistema di misurazione. Tale impostazione non pregiudica l’autonomia delle singole cooperative, che mantengono la facoltà di sviluppare e comunicare in modo indipendente la propria rendicontazione di sostenibilità, in coerenza con le rispettive missioni, strategie e specificità operative.

Il Bilancio di Sostenibilità è stato redatto con il supporto metodologico e il coordinamento tecnico di Conlabora Srl Società Benefit, che ha accompagnato il GREEN LAB nella definizione dell’impianto metodologico, nella strutturazione degli strumenti di rilevazione, nell’analisi dei dati e nell’elaborazione del documento. I dati e le informazioni oggetto di rendicontazione – di natura quantitativa e qualitativa – sono stati forniti dal Consorzio e dalle dieci cooperative socie sulla base di processi di raccolta condivisi e di dichiarazioni rese dalle singole organizzazioni nell’ambito delle attività di Assessment e delle survey interne ed esterne. Conlabora Srl SB ha svolto un ruolo di facilitazione, aggregazione e sistematizzazione delle informazioni ricevute, operando secondo criteri di coerenza metodologica, trasparenza e tracciabilità delle fonti, senza assumere responsabilità diretta in merito alla completezza, veridicità o aggiornamento dei dati originari trasmessi dalle organizzazioni partecipanti. Il presente documento ha finalità informative e di accountability volontaria e non costituisce documento soggetto a revisione legale o certificazione esterna indipendente. Eventuali aggiornamenti o integrazioni saranno oggetto di progressive comunicazioni e recepimento nelle future edizioni del Bilancio di Sostenibilità.

Accompagnare il Consorzio Sol.Co Città Aperta e il GREEN LAB nel percorso di sostenibilità è stato un lavoro impegnativo, articolato e, al tempo stesso, estremamente stimolante. La complessità del sistema consortile, la pluralità delle cooperative coinvolte e la volontà condivisa di affrontare il tema della sostenibilità in modo concreto hanno richiesto un confronto continuo, un ascolto attento e un costante lavoro di mediazione tra visione strategica e operatività quotidiana. Il percorso di misurazione ESG ha rappresentato un’occasione preziosa di apprendimento reciproco, in cui strumenti, indicatori e metodologie si sono intrecciati con le esperienze, le pratiche e le competenze delle persone coinvolte. Ciò che ha reso questo lavoro particolarmente interessante è stata la disponibilità del Consorzio e delle cooperative a mettersi in discussione, a leggere in modo critico i propri dati e a utilizzare la misurazione come leva di miglioramento, e non come semplice adempimento.

Matteo Gustinetti
Co-fondatore di Conlabora Srl Società Benefit

Linguaggio inclusivo e scelte redazionali

Abbiamo scelto di redigere il nostro primo Bilancio di Sostenibilità adottando un linguaggio inclusivo, nella forma del genere esteso, con l’obiettivo di riconoscere in modo esplicito la pluralità delle persone, delle storie e delle esperienze da cui questo documento prende forma e alle quali si rivolge.

Questa scelta non è neutra né meramente stilistica: riflette la volontà del Consorzio Sol.Co Città Aperta, delle Cooperative Consorziate, dei lavoratori e delle lavoratrici che ne fanno parte di promuovere una comunicazione attenta, rispettosa e non discriminatoria, coerente con i principi di uguaglianza, equità e inclusione che ispirano le politiche valoriali, organizzative e sociali del nostro impegno quotidiano.

L’adozione di un linguaggio inclusivo di genere esteso intende superare l’uso storico del maschile sovraesteso, attraverso strategie linguistiche capaci di evitare l’assunzione di un genere dominante e di riconoscere la diversità come valore. A tal fine, il documento privilegia lo sdoppiamento delle forme, l’utilizzo di termini epiceni e collettivi, di forme neutre o impersonali e di costruzioni lessicali inclusive, in grado di accogliere tutte le persone, comprese quelle che non si riconoscono nel binarismo di genere.

L’attenzione al linguaggio è intesa come parte integrante delle pratiche di sostenibilità sociale e di responsabilità organizzativa: il modo in cui comunichiamo contribuisce, nei fatti, a modellare rappresentazioni, relazioni e processi di inclusione, incidendo in modo concreto sul clima culturale e organizzativo in cui il Consorzio e le Cooperative operano.

Questa impostazione si colloca in continuità con il dibattito scientifico e istituzionale che riconosce al linguaggio un ruolo centrale come leva culturale di cambiamento, ed è coerente con le raccomandazioni della Commissione Europea in materia di comunicazione inclusiva, espresse nell’ambito della Gender Equality Strategy 2020–20253 e delle Inclusive Communication Guidelines4 (European Commission, 2021).

In questa prospettiva, la scelta linguistica adottata nel nostro primo Bilancio di Sostenibilità rappresenta un segno di coerenza sostanziale tra i valori che guidano il nostro impegno, le scelte che compiamo ogni giorno e il modo in cui scegliamo di raccontarle con trasparenza.

Il Bilancio di Sostenibilità 2025 è il risultato di un lavoro a più voci, costruito attraverso il contributo di persone, ruoli e competenze che, nel corso degli anni, hanno accompagnato e alimentato il percorso di sostenibilità di Consorzio Sol.Co Città Aperta. In questa prospettiva, il documento accoglie e restituisce, accanto agli elementi di analisi e misurazione, anche contributi, riflessioni ed esperienze maturate da chi si è direttamente dedicato allo sviluppo delle pratiche di sostenibilità, alla loro implementazione organizzativa e alla loro lettura critica. Tale scelta redazionale intende valorizzare la dimensione partecipativa del percorso, riconoscendo il valore dei saperi diffusi e delle esperienze vissute come parte integrante del processo di costruzione e consolidamento del Reporting di Sostenibilità.

CdA
Consorzio Sol.Co Città Aperta

1.4 Premessa

Un anno che parla di futuro

Il 2025 e la sostenibilità come scelta identitaria del Consorzio Sol.Co Città Aperta e delle sue Cooperative

Il 2025 rappresenta un passaggio simbolico e strategico di particolare rilevanza per il movimento cooperativo a livello globale. Con la Risoluzione A/RES/78/289 del 19 giugno 20245, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2025 Anno Internazionale delle Cooperative, riconoscendo esplicitamente il contributo che le cooperative, nelle loro diverse forme, offrono allo sviluppo economico e sociale delle comunità, alla promozione della partecipazione democratica e all’inclusione di persone e gruppi spesso esclusi dai tradizionali circuiti di crescita.

La scelta dell’ONU si inserisce in un percorso di lungo periodo che affonda le proprie radici nella storia stessa della cooperazione moderna, a partire dall’esperienza dei Rochdale Pioneers del 1844, e che oggi trova una rinnovata attualità nel confronto con le grandi transizioni ambientali, sociali ed economiche in atto. In questo quadro, il tema individuato dal Comitato per la Promozione e lo Sviluppo delle Cooperative (COPAC) per l’IYC2025 – “Le cooperative costruiscono un mondo migliore” – sintetizza efficacemente il nesso strutturale tra modello cooperativo e sostenibilità.

In questo senso, la sostenibilità non rappresenta per la cooperazione un adattamento opportunistico a nuovi standard o un esercizio meramente rendicontativo, bensì un elemento costitutivo del proprio agire economico e sociale. I valori di democrazia, equità, solidarietà, attenzione alla comunità e responsabilità intergenerazionale, formalizzati nei principi cooperativi, anticipano e sostanziano oggi le tre dimensioni della sostenibilità ambientale, sociale e di governance (ESG), rendendo la cooperazione un attore naturalmente orientato allo sviluppo sostenibile. Del resto, è proprio la Risoluzione ONU a ribadire questo legame riconoscendo che le cooperative promuovono la partecipazione “al massimo grado possibile” allo sviluppo delle comunità locali e contribuiscono concretamente alla riduzione della povertà e delle disuguaglianze, in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. In tale prospettiva, la sostenibilità non è solo un obiettivo da misurare, ma un orientamento strategico che informa modelli di governance inclusivi, scelte imprenditoriali responsabili e relazioni economiche fondate sulla mutualità e sulla generazione di valore condiviso.

Per il Consorzio Sol.Co Città Aperta, il 2025 costituisce dunque un riferimento valoriale e operativo. La scelta di redigere il primo Bilancio di Sostenibilità proprio nel 2025 si colloca consapevolmente all’interno di questo orizzonte, interpretando la rendicontazione come strumento di trasparenza, di legittimazione e di miglioramento continuo. Il Consorzio e le proprie cooperative assumono la sostenibilità come impegno trasversale e di lungo periodo, orientato al rafforzamento delle comunità, alla qualità del lavoro dei propri operatori e delle proprie operatrici, alla partecipazione democratica e alla responsabilità verso i territori e le generazioni future. In questo senso, il presente documento significa per Sol.Co Città Aperta riaffermare la coerenza tra identità cooperativa e sostenibilità, riconoscendo nel proprio agire quotidiano un contributo concreto alla costruzione di un modello di sviluppo più equo, inclusivo e resiliente, capace di coniugare valore economico, impatto sociale e tutela dei beni comuni.

1.5 Executive summary

I principali risultati ESG di Sol.Co Città Aperta nel 2025

Il Bilancio di Sostenibilità segna un passaggio evolutivo nel percorso del Consorzio Sol.Co Città Aperta, introducendo la prima rendicontazione ESG integrata a livello di sistema e rafforzando il presidio strategico sui temi della sostenibilità. La scelta di adottare una rendicontazione di sistema consente di superare una lettura frammentata delle singole organizzazioni, valorizzando dinamiche comuni, punti di forza e aree di miglioramento trasversali. In questa prospettiva, il Bilancio si configura non solo come strumento di accountability, ma anche come leva di orientamento strategico e di apprendimento organizzativo.

Il sistema Sol.Co Città Aperta esprime una base economica e occupazionale significativa: oltre 75 milioni di euro di ricavi aggregati e 1.901 persone occupate, di cui il 34% under 36. Il percorso di rendicontazione si fonda su un’analisi strutturata di doppia materialità che ha individuato 6 temi prioritari, tra cui inclusione sociale, qualità del lavoro, innovazione sociale, etica e trasparenza, transizione ecologica e misurazione dell’impatto.  

Le evidenze emerse confermano, in primo luogo, la centralità della dimensione sociale, che costituisce l’asse portante del modello cooperativo. I dati evidenziano una forte capacità del sistema di generare valore in primis per le persone che lo realizzano quotidianamente: l’83% dei rapporti di lavoro è a tempo indeterminato, a conferma di un’elevata stabilità occupazionale; l’81,8% delle organizzazioni adotta strumenti di ascolto dei lavoratori e delle lavoratrici; il 100% attiva misure per il benessere organizzativo, con una diffusione significativa di interventi su formazione (100%, con 7,2 ore/annue medie per dipendente), sicurezza (72,7%) e welfare (54,5%). Sul piano dell’inclusione, il 63,6% delle organizzazioni promuove attivamente l’inserimento lavorativo di persone con fragilità, con livelli di inclusione superiori del 27% rispetto agli obblighi normativi.

La dimensione ambientale si colloca in una fase di progressiva strutturazione, con la definizione di una prima baseline quantitativa di sistema. I consumi energetici complessivi ammontano a ~1,3 milioni di kWh per l’energia elettrica (di cui il 40,5% da fonti rinnovabili) e circa 1,4 milioni di kWh equivalenti per il gas, a cui si associano emissioni complessive pari a 546,6 t CO₂ (Scope 1 e 2). L’intensità emissiva si attesta a 0,288 t CO₂ per dipendente. Accanto a questi dati, emerge un’ampia diffusione di pratiche ambientali operative (100% delle organizzazioni), ma ancora una limitata formalizzazione di sistemi di gestione: il 72,7% delle realtà non dispone ancora di sistemi ambientali strutturati e non risultano presenti strumenti formalizzati di energy management. Si evidenziano tuttavia segnali evolutivi rilevanti, come il coinvolgimento di già 4 organizzazioni su 11 in Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che delineano una traiettoria di sviluppo orientata al rafforzamento della sostenibilità ambientale.

La dimensione di governance restituisce un quadro complessivamente solido, con elementi distintivi legati alla partecipazione, alla rappresentanza e alla capacità di fare rete. Il sistema evidenzia un buon equilibrio di genere nella governance (55% di presenza femminile nei CdA) e indici elevati di rappresentatività (93,2/100 per il genere), oltre a una forte apertura verso l’esterno, con l’81,8% delle organizzazioni che includono persone esterne nei propri organi di amministrazione. La partecipazione cooperativa risulta significativa, con un tasso medio di soci lavoratori e socie lavoratrici pari al 31,4%. Tutte le 11 organizzazioni partecipano a reti multi-stakeholder, con una prevalenza di relazioni a livello locale (47,8%) e nazionale (30,4%). Sul piano dei sistemi, l’81,8% adotta il modello 231 e il 72,7% dispone di presìdi anticorruzione, mentre permangono margini di sviluppo nella formalizzazione dei criteri ESG lungo la supply chain (27,3%) e nei sistemi di misurazione dell’impatto, attualmente presenti in forma strutturata in 4 organizzazioni su 11.

Le principali traiettorie di miglioramento riguardano il rafforzamento dell’integrazione della sostenibilità nella catena del valore, lo sviluppo di sistemi strutturati di misurazione dell’impatto e il consolidamento delle pratiche ambientali in chiave sistemica. In questo percorso, il Consorzio, tramite il GREEN LAB, assume un ruolo centrale nel guidare un’evoluzione progressiva verso un modello di sostenibilità cooperativa sempre più misurabile, condiviso e orientato al miglioramento continuo.

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2.1 Introduzione metodologica

Ciò che conta, oltre ciò che si conta

Nel quadro della rendicontazione di sostenibilità, l’analisi di materialità rappresenta il presupposto metodologico attraverso cui un’organizzazione identifica, valuta e prioritizza i temi ambientali, sociali e di governance (ESG) che risultano maggiormente rilevanti in relazione ai propri impatti e alle aspettative dei portatori e delle portatrici di interesse.

La materialità rappresenta un passaggio strutturante del processo di reporting, poiché definisce la chiave interpretativa del Bilancio di Sostenibilità, orientando l’informativa verso gli ambiti che incidono in modo significativo sulla capacità dell’organizzazione di generare valore sostenibile nel tempo.

Gli standard internazionali di riferimento riconoscono alla materialità una funzione centrale. I GRI Universal Standards definiscono come “materiali” quei temi che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali più significativi dell’organizzazione oppure che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni di stakeholder interni ed esterni. Gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) rafforzano tale impostazione introducendo in modo sistematico il principio della c.d. «doppia materialità», che integra la prospettiva dell’impatto con quella della rilevanza finanziaria e strategica. In tale modo l’analisi di materialità diventa processo finalizzato a garantire piena coerenza, completezza e affidabilità della rendicontazione.

Il percorso adottato dal Consorzio Sol.Co Città Aperta si colloca in continuità con tale evoluzione metodologica, assumendo una lettura della materialità capace di coniugare la dimensione dell’impatto con quella della stabilità organizzativa di lungo periodo. In particolare, l’analisi ha preso in considerazione: da un lato, gli impatti generati dal sistema Sol.Co Città Aperta su persone, comunità, territori e ambiente, valutati in termini di intensità, ampiezza e potenziale reversibilità (logica inside out); dall’altro, i rischi e le opportunità che i diversi temi di sostenibilità comportano per la continuità operativa, la capacità di innovazione, la solidità economico-organizzativa e la reputazione del sistema consortile (logica outside in).

Tale impostazione si colloca in coerenza con il principio della doppia materialità, declinato in modo aderente al contesto del Terzo Settore e alla natura di un consorzio di cooperative sociali, la cui finalità prioritaria è la generazione di valore sociale e comunitario, anche laddove ciò comporti scelte non esclusivamente orientate alla massimizzazione dell’efficienza economica. In questa prospettiva, la doppia materialità viene assunta come strumento di lettura integrata degli impatti e delle implicazioni strategiche, capace di rafforzare la sostenibilità quale leva di governo, di pianificazione di medio-lungo periodo e di allocazione responsabile delle risorse.

Per un sistema consortile come Sol.Co Città Aperta, l’analisi di materialità assume un significato particolarmente rilevante. Essa consente infatti di ricomporre in una visione unitaria la pluralità di ambiti di intervento, modelli organizzativi e specificità operative delle cooperative socie, individuando priorità condivise e traiettorie comuni di sviluppo sostenibile. In un contesto caratterizzato da interdipendenza organizzativa e radicamento territoriale, definire i temi materiali significa assumere una responsabilità collettiva. È un passaggio che rafforza la coerenza interna del sistema, rende più trasparente il dialogo verso l’esterno e consolida la capacità di indirizzo strategico dell’intero ecosistema consortile.

Abbiamo quindi costruito il materiality Assessment come un percorso progressivo e coerente, radicato nella nostra identità cooperativa e orientato alla definizione di priorità condivise per l’intero ecosistema consortile.

Il processo si è sviluppato secondo una logica sequenziale e interdipendente:

  • a partire dall’identità cooperativa, intesa come cornice valoriale e culturale entro cui interpretare la sostenibilità;

  • attraverso l’identificazione dei temi ESG rilevanti per il sistema Sol.Co Città Aperta;

  • mediante la loro prioritizzazione e rappresentazione in una matrice di materialità, quale strumento di sintesi e visualizzazione delle rilevanze emerse;

  • in stretta connessione con un percorso strutturato di stakeholder engagement, volto a integrare percezioni, aspettative e contributi delle diverse categorie di portatori e portatrici di interesse;

  • secondo la logica della doppia materialità, che ci ha permesso di valutare congiuntamente gli impatti generati e i rischi/opportunità per la solidità e l’evoluzione del sistema consortile;

  • fino all’orientamento strategico e alla rendicontazione delle performance ESG, che trovano nella materialità la propria chiave interpretativa e il proprio fondamento metodologico

In questo modo, l’analisi di materialità diventa il ponte tra ciò che siamo, come comunità cooperativa radicata nei territori, e ciò che intendiamo diventare, orientando in modo consapevole le scelte strategiche, le politiche organizzative e le traiettorie di sviluppo sostenibile del Consorzio e delle cooperative socie.

2.2 Il gruppo di lavoro

Un laboratorio di confronto e orientamento

Il processo di analisi di materialità è stato accompagnato da un Gruppo di lavoro dedicato, che si è assunto il compito di guidare la riflessione strategica sui temi prioritari e di validare gli esiti della consultazione degli/delle stakeholder. Il Gruppo di lavoro ha operato come spazio di confronto e sintesi, contribuendo a interpretare i risultati emersi dalle survey e dai momenti di ascolto, e a ricondurli alle priorità organizzative e strategiche del sistema consortile.

Il Gruppo di Lavoro è composto da rappresentanti del Consorzio e delle cooperative socie, al fine di garantire una pluralità di ruoli, funzioni e ambiti di intervento. La sua composizione riflette la varietà delle esperienze e delle responsabilità presenti all’interno dell’ecosistema Sol.Co Città Aperta, includendo figure con ruoli operativi, dirigenziali e istituzionali. Più in dettaglio:

Omar Piazza
Presidente
Consorzio Sol.Co Città Aperta
Francesca Belotti
Referente Green Lab
Consorzio Sol.Co Città Aperta
Cristina Offredi
Consigliera
Il Pugno Aperto Cooperativa Sociale
Carlo Fusari
Dirigente
AEPER Cooperativa Sociale
Rossella Aldegani
Vicepresidente e Resp. Area Ambiente
Alchimia Cooperativa Sociale
Martina Maccagni
Impiegata
Bergamo Lavoro Società Cooperativa Sociale
Licia De Angelis
Presidente
Biplano Società Cooperativa Sociale
Yuri Baratta
Coordinatore e tecnico del verde
Cooperativa della Comunità
Nicole Personeni
Consigliera / RSGI
Ecosviluppo Cooperativa Sociale
Mauro Magistrati
Presidente
Generazioni FA Cooperativa Sociale
Danilo Bettani
Presidente
Impronta Cooperativa Sociale
Ammar Shawesh
Dirigente
Ruah Cooperativa Impresa Sociale
Matteo Gustinetti
Supporto e facilitazione (consulente esterno)
Conlabora Srl SB
Lucia Bettani
Supporto e facilitazione (consulente esterna)
Conlabora Srl SB

Il lavoro svolto dal Gruppo di Lavoro sulla materialità ha rappresentato uno dei passaggi più rilevanti del percorso di sostenibilità: un processo impegnativo, che ha richiesto tempo, ascolto e capacità di confronto tra posizioni anche diverse. Mettere attorno allo stesso tavolo prospettive differenti ha permesso di superare una lettura puramente tecnica dei dati, trasformando l’analisi di materialità in uno spazio di definizione condivisa delle priorità e di assunzione di responsabilità rispetto agli impatti generati. In questo senso, è emersa con chiarezza anche la dimensione politica della sostenibilità, intesa come capacità di orientare scelte e azioni da parte dei soggetti del terzo settore. Come Green Lab, abbiamo accompagnato questo percorso facilitando il dialogo, valorizzando i contributi e restituendo una sintesi capace di tenere insieme identità, impatti e prospettive di sviluppo. Il lavoro del Gruppo conferma come la sostenibilità, se affrontata in modo partecipato, possa diventare uno strumento concreto di orientamento strategico e di rafforzamento del sistema consortile, nella sua responsabilità verso i territori e le comunità.

Francesca Belotti
Responsabile GREEN LAB

2.3 Le 5 fasi del processo

Analisi, confronto, validazione

Il percorso di materialità si è sviluppato attraverso le seguenti fasi:

Attività

Identificazione e classificazione dei temi materiali

Strumenti

  • ESG Assessment
  • Valutazione rischio-opportunità ESG (base Open-ES)

Attività

  • Prioritizzazione dei temi materiali
  • Stakeholder analysis

Strumenti

Workshop

Attività

Valutazione dei temi da parte dei portatori e delle portatrici di interesse

Strumenti

  • Somministrazione survey ai lavoratori e alle lavoratrici, con focus su popolazione under36;
  • Somministrazione survey agli/alle stakeholder esterni/e

Attività

Confronto e analisi dei risultati ed elaborazione della matrice di doppia materialità

 

Strumenti

Workshop

Attività

Discussione e validazione qualitativa finalizzati a interpretare i risultati quantitativi e a coglierne le implicazioni strategiche

 

Strumenti

Restituzione al CdA

Questa articolazione temporale e metodologica del processo ha consentito di integrare in modo coerente analisi preliminari, contributi degli/delle stakeholder e momenti di confronto qualitativo, garantendo solidità al percorso di materialità e trasparenza nelle scelte di rendicontazione adottate.

2.4 I temi materiali che orientano la nostra strategia

Sei priorità per guidare il nostro sviluppo sostenibile

Il processo di analisi di materialità ha portato all’identificazione di un insieme di temi ritenuti rilevanti per il Consorzio Sol.Co Città Aperta e per le cooperative socie, sulla base delle valutazioni espresse dagli/dalle stakeholder e delle riflessioni sviluppate all’interno del Gruppo di Lavoro. I temi individuati rappresentano ambiti chiave di attenzione, che riflettono l’identità cooperativa del sistema consortile e le principali sfide connesse alla sua evoluzione.

In particolare, sono stati identificati i seguenti 6 temi materiali, riconducibili alle dimensioni ambientale, sociale e di governance della sostenibilità:

Motivazione
  • Transizione ecologica e gestione delle risorse
  • Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici
  • Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali
  • Innovazione sociale e partnership territoriali
  • Etica, trasparenza e accountability
  • Valutazione e misurazione dell’impatto sociale

Motivazione: Le cooperative sono coinvolte in servizi ad alto impatto territoriale (gestione di spazi, strutture e servizi socio-educativi). La gestione efficiente delle risorse naturali, la riduzione delle emissioni e la promozione dell’economia circolare rafforzano la sostenibilità del Consorzio e riducono rischi futuri legati a normative ambientali.

Motivazione: Le cooperative operano in settori dove il capitale umano è il principale fattore produttivo. L’attenzione alla parità di genere, al coinvolgimento dei giovani e delle giovani under36 e all’inserimento lavorativo di persone fragili è cruciale per l’impatto sociale e per la reputazione del Consorzio.

Motivazione: La mission del Consorzio è strettamente legata alla capacità di erogare servizi di qualità ai beneficiari e alle beneficiarie (minori, famiglie, persone con disabilità, anziani e anziane). La misurazione della soddisfazione e la garanzia di standard elevati sono determinanti per la credibilità verso stakeholder del mondo pubblico e privato.

Motivazione: La capacità di attivare reti con enti pubblici, aziende, fondazioni e terzo settore per sviluppare progetti innovativi rappresenta un tema strategico per la sostenibilità economica e l’impatto sociale.

Motivazione: La trasparenza nella gestione economico-finanziaria, l’adozione di codici etici, l’accountability verso la comunità e le istituzioni rafforzano la fiducia degli/delle stakeholder e riducono rischi reputazionali.

Motivazione: L’adozione di metriche comuni e sistemi di impact management è essenziale per dimostrare l’efficacia delle attività, accedere a risorse finanziarie (bandi, finanza a impatto) e comunicare valore agli/alle stakeholder.

I 6 temi materiali costituiscono il riferimento per la lettura delle performance ESG presentate nelle sezioni successive del Bilancio di Sostenibilità e rappresentano il punto di partenza per l’elaborazione di azioni di miglioramento e traiettorie evolutive coerenti con la missione e i valori del sistema Sol.Co Città Aperta. Questi temi esprimono un equilibrio tra elementi fortemente identitari del modello cooperativo – quali l’inclusione, la qualità dei servizi e l’attenzione alle persone – e ambiti che richiedono un investimento più intenso in termini di strumenti, competenze e governance, come l’innovazione, la misurazione dell’impatto e la transizione ecologica.

Forniamo di seguito una tabella riassuntiva dei temi materiali, raccordata ai criteri ESG utilizzati nell’Assessment e riletti alla luce degli standard rendicontativi presi a riferimento.

Tema materiale Dimensione prevalente Indicatori dall’Assessment
(criteri ESG)
Standard di riferimento6
E S G
Transizione ecologica e gestione delle risorse Consumi energetici (E1)
Consumi idrici (E2)
Circolarità (E3)
Emissioni e impatto ambientale (E4)
Gestione dei rifiuti (E5)
Mobilità sostenibile (E6)
GRI 302 (Energia)
GRI 303 (Acqua)
GRI 305 (Emissioni)
GRI 306 (Rifiuti)
ESRS E1 (Cambiamenti climatici)
ESRS E2 (Inquinamento)
ESRS E5 (Uso delle risorse ed economia circolare)
Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici Capitale umano (S3)
Rispetto dei diritti umani (S3)
Parità di genere (S3)
GRI 401 (Occupazione)
GRI 403 (Salute e sicurezza sul lavoro)
GRI 405 (Diversità e pari opportunità)
UNI/PdR 125:2022
ESRS S1 (Forza lavoro propria)
Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali Responsabilità di prodotto e servizio (S1) - Clienti/Beneficiari/e (S5) GRI 416 (Salute e sicurezza dei/delle clienti)
GRI 417 (Marketing e comunicazione)
ESRS S4 (Consumatori/trici e utilizzatori/trici finali)
Innovazione sociale e partnership territoriali Capitale sociale (S4)
Catena di fornitura (S2)
Innovazione (G1)
GRI 203 (Impatto economico indiretto)
GRI 204 (Pratiche di approvvigionamento)
ESRS S3 (Comunità interessate)
Etica, trasparenza e accountability Valori, etica e trasparenza (G3)
Comunicazione (G5)
Strategia e governo della sostenibilità (G2)
GRI 2 (Informazioni generali)
GRI 205 (Anticorruzione)
GRI 419 (Conformità normativa)
ESRS G1 (Condotta delle imprese)
Valutazione e misurazione dell’impatto sociale Formazione e aggiornamento (G4)
Strategia e governo della sostenibilità (G2)
Capitale sociale (S4)
GRI 201 (Performance economica)
GRI 413 (Comunità locali)
ESRS 2 (Informazioni generali)
Metodologie SVI (Social Value International)

Matrice rischio - opportunità

Rischi Opportunità
Aumento dei costi energetici e delle utilities Riduzione strutturale dei costi operativi attraverso efficienza energetica
Obsolescenza degli immobili/impianti rispetto a standard ambientali Accesso a nuovi fondi pubblici per riqualificazione
Rischio reputazionale legato a scarsa o non dimostrabile attenzione ambientale Rafforzamento reputazionale come attore territoriale responsabile
Introduzione di obblighi normativi più stringenti Sviluppo di competenze interne/ruoli ESG e posizionamento competitivo
Mancanza di dati ambientali comparabili Costruzione di benchmark interni e cultura della misurazione
Rischi Opportunità
Turnover elevato Fidelizzazione e retention attraverso politiche di welfare
Burnout e stress lavoro-correlato Programmi strutturati di wellbeing organizzativo
Difficoltà nell’attuare politiche di talent management integrate Employer branding coordinato a livello consortile sul tema dell’innovazione responsabile
Gap generazionale (under 36) Attrazione, valorizzazione e fidelizzazione di persone giovani motivate
Parità di genere e politiche inclusive a prevalente carattere qualitativo Certificazione UNI/PdR 125 e rafforzamento governance
Rischi Opportunità
Riduzione delle risorse pubbliche Innovazione nei modelli di servizio e strategie di mercatizzazione
Aumento della complessità dei bisogni Sviluppo di servizi integrati
Standard normativi sempre più stringenti Miglioramento continuo e accreditamenti
Rischio reputazionale legato a disservizi e/o inefficacia rapporto domanda-offerta Rafforzamento della fiducia istituzionale / sviluppo di modelli replicabili e scalabili
Disomogeneità qualitativa tra cooperative Standardizzazione di buone pratiche consortili
Rischi Opportunità
Dipendenza eccessiva da pochi partner pubblici Diversificazione delle fonti di finanziamento / sviluppo di partnership Profit-NonProfit
Competizione crescente rispetto a servizi market-oriented Posizionamento come hub territoriale e/o in logica di welfare di piattaforma
Frammentazione progettuale e rischio investimenti singoli Sviluppo di progettualità integrate / frazionamento del rischio
Mancanza di competenze di social business design Rafforzamento grant office e uffici di progettazione intra-consortili / modello di open innovation sociale
Rischi Opportunità
Rischio reputazionale Rafforzamento della fiducia degli/delle stakeholder
Mancanza di sistemi formalizzati Strutturazione di codici etici/procedure/manuali condivisi
Asimmetrie informative tra cooperative Sistema di reporting integrato
Rischio di non conformità Adeguamento preventivo e compliance evoluta (trasparenza digitale e open data)
Rischi Opportunità
Difficoltà nella raccolta dati omogenei Costruzione di un sistema di impact management (IMS)
Riduzione della misurazione a esercizio formale/rendicontativo Orientamento strategico basato su evidenze
Mancanza di competenze interne Formazione e capacity building
Sovrapposizione tra indicatori Allineamento a framework internazionali
Scarsa comparabilità Benchmarking territoriale
Difficoltà nella raccolta dati omogenei Costruzione di un sistema di data management (DMS)

Il lavoro sulla materialità, all’interno del Green Lab, ha avuto un peso reale nel modo in cui il Consorzio e le cooperative hanno iniziato a leggere sé stesse.

Non si è trattato solo di un esercizio a tavolino: i temi sono emersi progressivamente, anche grazie ai momenti di confronto attivati nei due workshop realizzati nell’ambito del bando Competenze e Innovazione di Regione Lombardia. In uno di questi incontri, ad esempio, il confronto tra cooperative su alcune priorità inizialmente date per scontate ha portato a rimettere in discussione alcune letture, facendo emergere elementi considerati inizialmente marginali. È proprio a partire da questi scambi, oltre che dai dati raccolti e dal confronto con le pratiche operative, i servizi e le relazioni nei territori, che si è costruita una lettura più aderente alla realtà. Questo ha evitato il rischio di costruire una lettura astratta e, al contrario, ha permesso al gruppo di mantenere un legame stretto con ciò che accade quotidianamente nelle organizzazioni. L’Assessment ha funzionato come uno strumento utile soprattutto per mettere ordine: ha reso confrontabili informazioni che prima erano disperse e ha creato le condizioni per un confronto più consapevole tra realtà diverse. Grazie a questo lavoro, i temi materiali diventano un riferimento concreto per orientare le priorità e tenere insieme missione, impatti e sviluppo organizzativo.

Ammar Shawesh
Direttore Area B Cooperativa Impresa Sociale Ruah

SDGs maggiormente interessati dai temi materiali

Agenda 2030
Obiettivo di sviluppo sostenibile 1
Obiettivo di sviluppo sostenibile 8
Obiettivo di sviluppo sostenibile 12
Obiettivo di sviluppo sostenibile 3
Obiettivo di sviluppo sostenibile 11
Obiettivo di sviluppo sostenibile 16
Obiettivo di sviluppo sostenibile 5
Obiettivo di sviluppo sostenibile 17
Obiettivo di sviluppo sostenibile 10
Obiettivo di sviluppo sostenibile 7
Obiettivo di sviluppo sostenibile 13
Obiettivo di sviluppo sostenibile 9
Prospetto comparativo: temi materiali → SDGs → target
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 7.3 (efficienza energetica)
  • 11.6 (riduzione impatto ambientale urbano)
  • 11.3 (edilizia sostenibile)
  • 12.2 (uso efficiente delle risorse)
  • 12.5 (riduzione rifiuti)
  • 12.6 (reporting e pratiche sostenibili)
  • 13.2 (integrazione clima nelle strategie)
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 4.4 (competenze per lavoro)
  • 5.1 (eliminare discriminazioni)
  • 5.5 (leadership e partecipazione)
  • 8.5 (piena e produttiva occupazione)
  • 8.8 (ambienti di lavoro sicuri)
  • 10.2 (inclusione sociale ed economica)
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 1.4 (accesso ai servizi essenziali)
  • 3.8 (accesso a servizi sanitari)
  • 4.1 / 4.2 (accesso a percorsi educativi)
  • 11.3 (pianificazione inclusiva)
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 8.3 (sostegno a micro-imprese e innovazione)
  • 9.3 (accesso a mercati e finanza)
  • 17.16 (partnership multi-stakeholder)
  • 17.17 (partnership pubblico-privato)
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 16.6 (istituzioni efficaci e responsabili)
  • 16.7 (decisioni inclusive)
  • 16.10 (accesso alle informazioni)
  • 12.6 (rendicontazione sostenibile)
SDG Di riferimento

Target ONU (169) maggiormente coerenti con le “opportunità”

  • 17.18 (rafforzamento dei dati)
  • 17.19 (indicatori di progresso sostenibile)
  • 10.2 (inclusione misurata e monitorata)

Riferimento utilizzato per le traduzioni EN-IT degli ESRS: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:L_202302772#anx_I

2.5 La prioritizzazione dei temi materiali

Una bussola per l’evoluzione sostenibile del Consorzio

L’indagine somministrata durante il workshop ai referenti e alle referenti delle cooperative socie e alla governance del Consorzio ha permesso di misurare la priorità attribuita a ciascun tema su una scala di rilevanza, oltre a identificare le aree considerate più urgenti e quelle percepite come a maggiore impatto reputazionale.

Ranking temi materiali — distribuzione preferenze

Distribuzione delle preferenze degli/delle stakeholder per posizione di ranking.

La lettura complessiva della prioritizzazione evidenzia con chiarezza come Innovazione sociale e partnership territoriali rappresenti l’asse maggiormente orientativo per l’evoluzione del sistema consortile. Il tema emerge come leva strategica trasversale, capace di connettere identità cooperativa, radicamento territoriale e capacità di generare valore condiviso. La centralità attribuita a questo ambito riflette la consapevolezza che la cooperazione, per continuare a svolgere un ruolo trasformativo nei territori, debba investire in reti, alleanze e modelli innovativi di risposta ai bisogni sociali.

Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione del lavoro si configura come un ambito di rilevanza strutturale, distribuito in modo stabile tra le posizioni di maggiore priorità. Questo andamento segnala un tema profondamente radicato nell’identità cooperativa, riconosciuto non solo come principio valoriale, ma come dimensione concreta di governo organizzativo: qualità del lavoro, equità, attenzione alle persone e contrasto alle disuguaglianze rappresentano elementi fondativi e, al contempo, ambiti su cui si innestano scelte gestionali e strategiche di medio-lungo periodo.

La Transizione ecologica e gestione delle risorse si colloca in una posizione intermedia ma dinamica, evidenziando un ambito percepito come sempre più strategico. Pur non costituendo storicamente il cuore dell’azione cooperativa, la dimensione ambientale emerge come area destinata a richiedere investimenti progressivi, soprattutto sul piano delle competenze, dell’adeguamento dei processi e dell’integrazione dei criteri ESG nelle decisioni operative. Si tratta di una traiettoria evolutiva che rafforza la coerenza tra missione sociale e responsabilità ambientale.

La Valutazione e misurazione dell’impatto sociale presenta un profilo di priorità riconosciuta ma collocata in una fase di consolidamento. La misurazione non è percepita come fine in sé, bensì come leva abilitante: uno strumento per orientare le decisioni, migliorare la qualità dei servizi, rafforzare l’accountability e strutturare il dialogo con gli stakeholder. L’attenzione crescente verso questo ambito segnala l’esigenza di sviluppare strumenti condivisi e capacità di lettura comparabile a livello di sistema, così da rendere l’impatto sempre più visibile, misurabile e governabile.

La Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali, così come Etica, trasparenza e accountability, tendono a collocarsi in posizione più arretrata nella graduatoria delle priorità. Tale dinamica non indica una minore importanza sostanziale, ma suggerisce che questi ambiti siano percepiti come dimensioni già fortemente integrate e consolidate nel funzionamento ordinario del sistema consortile. In altri termini, rappresentano elementi strutturali e identitari già incorporati nelle pratiche operative, e dunque meno associati a una prospettiva di trasformazione futura rispetto ai temi maggiormente innovativi o evolutivi.

La distribuzione delle priorità restituisce un equilibrio tra continuità e cambiamento: da un lato, la riaffermazione dei principi cooperativi fondativi; dall’altro, l’emergere di traiettorie strategiche orientate all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e al rafforzamento degli strumenti di misurazione e governance.

2.6 Stakeholder analysis

Mappatura e classificazione dei portatori e delle portatrici di interesse

Un’analisi strutturata di supporto e influenza a servizio della strategia di sostenibilità

Parallelamente al processo di identificazione, classificazione e prioritizzazione dei temi materiali, il Gruppo di Lavoro ha sviluppato un’articolata analisi dei portatori e delle portatrici di interesse, finalizzata a mappare in modo strutturato coloro che, a diverso titolo, influenzano o sono influenzati/e dalle strategie, dalle attività e dagli impatti generati dal sistema consortile. La mappatura degli/delle stakeholder7 rappresenta un passaggio metodologico essenziale nell’ambito della rendicontazione di sostenibilità. In coerenza con le indicazioni metodologiche relative al loro engagement, l’analisi è stata orientata a garantire una rappresentazione chiara, trasparente e argomentata delle relazioni strategiche che caratterizzano l’ecosistema Sol.Co Città Aperta.

Nel contesto di un sistema consortile composto da dieci cooperative sociali, radicato nei territori e caratterizzato da una pluralità di ambiti di intervento, la stakeholder analysis assume un significato particolarmente rilevante. Essa consente di: 1) riconoscere la molteplicità delle relazioni istituzionali, operative e comunitarie che sostengono l’azione consortile; 2) comprendere le aspettative, le priorità e i livelli di coinvolgimento delle diverse categorie di portatori e portatrici di interesse; e 3) orientare in modo consapevole le strategie di dialogo, partecipazione e accountability.

La mappatura è stata costruita attraverso una matrice a doppia dimensione (supporto e influenza), che consente di leggere in modo integrato il posizionamento degli/delle stakeholder rispetto alla strategia consortile. In particolare:

Nel presente Bilancio, il termine stakeholder è adottato in coerenza con la definizione fornita dalla norma ISO 26000:2010, che identifica come portatori e portatrici di interesse gli individui, i gruppi o le entità che hanno un interesse rispetto alle decisioni o alle attività di un’organizzazione e che possono influenzarla o esserne influenzati. Freeman, R. E. (1984). Strategic Management: A Stakeholder Approach.

  • Supporto indica il grado di allineamento, interesse e contributo che il singolo e la singola stakeholder attribuisce alla strategia e agli obiettivi del Consorzio. Tale dimensione considera non solo il sostegno esplicito, ma anche il potenziale contributo in termini di collaborazione, co-progettazione, advocacy e generazione di valore condiviso.

  • Influenza rappresenta il livello di capacità decisionale, regolatoria, economica o reputazionale esercitata dallo/dalla stakeholder sulle scelte strategiche e operative del sistema consortile. Essa tiene conto della possibilità di incidere, direttamente o indirettamente, sulla continuità operativa, sull’accesso alle risorse, sulla legittimazione istituzionale e sul posizionamento territoriale del Consorzio.

L’incrocio delle due dimensioni ha consentito di individuare aree differenziate di attenzione e di definire priorità di engagement coerenti con il principio di proporzionalità e con la logica della doppia materialità. La lettura combinata di questi fattori permette di calibrare le modalità di coinvolgimento, distinguendo tra relazioni da presidiare in modo continuativo, alleanze strategiche da rafforzare, ambiti di dialogo da strutturare e interlocuzioni da monitorare nel tempo. In questo senso, la stakeholder analysis si configura come uno strumento di governance, capace di rafforzare la coerenza tra identità cooperativa, strategie organizzative e responsabilità verso le comunità di riferimento.

La mappatura degli stakeholder è stata, per me, un passaggio utile per fermarsi come gruppo e guardare con più attenzione la rete di relazioni del Consorzio e ha rafforzato la consapevolezza collettiva. Mettere nero su bianco i portatori e le portatrici di interesse ha reso più evidente la varietà dei soggetti coinvolti e, soprattutto, la differenza delle aspettative in gioco. Valutare le relazioni in termini di supporto e influenza è stata forse la parte più interessante: nel confronto sono emerse sensibilità diverse, che in alcuni casi hanno portato anche a rivedere letture iniziali che sembravano già consolidate. Il risultato è una rappresentazione meno teorica e più vicina a come queste relazioni funzionano davvero nella pratica.

Martina Maccagni
Impiegata Cooperativa Sociale Bergamo Lavoro

Classificazione degli stakeholder

La classificazione degli/delle stakeholder vede  5 categorie e 18 sotto-categorie:

1 - Persone interne all’organizzazione
01

Lavoratori e lavoratrici

Persone con rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione che operano nelle cooperative e nel Consorzio (educatori ed educatrici, operatori e operatrici socio-assistenziali, personale amministrativo e tecnico). Rappresentano il capitale umano del sistema consortile e incidono direttamente sulla qualità dei servizi, sull’impatto sociale generato e sulla sostenibilità organizzativa. È stato dedicato un focus specifico alla componente under36, quale indicatore di ricambio generazionale e prospettiva evolutiva.

02

Volontari e volontarie

Persone che contribuiscono alle attività delle cooperative a titolo volontaristico, rafforzando la dimensione partecipativa dell’azione cooperativa.

03

Governance del Consorzio

Consiglio di Amministrazione, Assemblea dei soci e delle socie, organi di controllo. Svolgono funzioni di indirizzo strategico, supervisione e presidio della coerenza tra missione, scelte organizzative e responsabilità istituzionali.

2 - Soggetti istituzionali e di sistema
04

Enti pubblici e istituzioni territoriali

Soggetti titolari di funzioni di programmazione, regolazione, finanziamento e controllo dei servizi (Enti Locali ai sensi del TUEL, Ambiti Territoriali Sociali ex L. 328/2000, ATS/ASST, Regione Lombardia). Influenzano in modo significativo il quadro normativo, le opportunità di sviluppo e la continuità operativa del sistema consortile.

05

Reti di rappresentanza e coordinamento cooperativo

Organizzazioni di secondo livello e strutture associative (tra cui Confcooperative, articolazioni territoriali e società di servizi collegate) e sindacati, che svolgono funzioni di rappresentanza istituzionale, advocacy, coordinamento e supporto tecnico al movimento cooperativo.

06

Media locali e soggetti dell’informazione territoriale

Attori/attrici della comunicazione pubblica che incidono sulla dimensione reputazionale, sulla visibilità pubblica e sulla legittimazione sociale del Consorzio e delle cooperative socie.

3 - Partner
07

Imprese for profit

Aziende del territorio coinvolte in progettualità di inclusione lavorativa, welfare aziendale e responsabilità sociale. Contribuiscono alla costruzione di partnership e alla generazione di valore condiviso.

08

Altre organizzazioni del Terzo Settore

Consorzi, associazioni, reti e aggregazioni locali con cui il sistema Sol.Co sviluppa progetti comuni, azioni di co-programmazione/co-progettazione e iniziative territoriali integrate.

09

Istituzioni scolastiche e universitarie

Scuole, enti di formazione, università e centri di ricerca partner in attività educative, formative e di ricerca-azione, con un ruolo rilevante nello sviluppo delle competenze e nell’innovazione sociale.

10

Enti e rappresentanti del mondo ecclesiastico

Realtà di matrice ecclesiale coinvolte in attività sociali e comunitarie, con funzione di presidio territoriale e promozione di coesione sociale.

11

Catena di fornitura

Imprese fornitrici di beni, servizi e tecnologie che contribuiscono al funzionamento operativo del sistema consortile e alla qualità delle prestazioni erogate.

4 - Beneficiari, beneficiarie e comunità
12

Beneficiari e beneficiarie diretti/e

Persone destinatarie dei servizi socio-educativi e assistenziali (minori, famiglie, persone con disabilità, persone anziane, persone fragili e vulnerabili).

13

Beneficiari e beneficiarie indiretti/e

Famiglie, caregiver e reti informali che traggono sollievo dalle attività e dai servizi erogati ai beneficiari e alle beneficiarie diretti/e, contribuendo alla tenuta sociale delle comunità.

14

Comunità territoriali

Cittadinanza, reti civiche e realtà locali che interagiscono con i servizi e i progetti del sistema Sol.Co, incidendo sul livello di accettazione sociale e integrazione territoriale.

5 - Enti finanziari, donatori e donatrici
15

Banche e istituti di credito

Partner finanziari e servizi bancari che supportano l’accesso al credito e la gestione economico-finanziaria.

16

Investitori e operatori di finanza a impatto

Soggetti che sostengono progettualità innovative e iniziative ad alto impatto sociale, contribuendo alla sostenibilità economica di medio-lungo periodo.

17

Fondazioni ed enti filantropici

Fondazioni di origine bancaria, enti erogatori di grant e fondazioni d’impresa che finanziano progetti e programmi coerenti con la missione sociale del sistema consortile.

18

Donatori e donatrici privati/e

Persone fisiche e soggetti del privato che contribuiscono economicamente al sostegno delle attività e delle iniziative promosse dal Consorzio e dalle cooperative socie.

Stakeholder analysis

Posizionamento degli/delle stakeholder sulla matrice supporto influenza

Y = Supporto; X = Influenza — Q1 = Stakeholder strategici/che da coinvolgere in modo continuativo e strutturato; Q2 = Stakeholder da valorizzare e coinvolgere per rafforzare il capitale relazionale e comunitario; Q3 = Stakeholder da presidiare e coinvolgere attraverso strategie mirate di engagement; Q4 = Stakeholder da monitorare nel tempo

Dalla stakeholder analysis emergono alcune evidenze strategiche che contribuiscono a delineare l’architettura relazionale del sistema Sol.Co Città Aperta.

  • In primo luogo, il baricentro della sostenibilità si conferma interno all’organizzazione: la governance del Consorzio e i lavoratori e le lavoratrici rappresentano il nucleo generativo delle scelte strategiche. Il capitale umano e la leadership partecipativa costituiscono, in tal senso, la principale infrastruttura abilitante delle politiche ESG.

  • In secondo luogo, la rete del Terzo Settore – altre organizzazioni sociali, fondazioni, realtà di matrice ecclesiastica – si configura come alleanza strutturale di coprogettazione. Si tratta di interlocutori caratterizzati da elevata convergenza valoriale e da una funzione collaborativa stabile, che rafforza la capacità del sistema consortile di generare innovazione sociale e impatto territoriale.

  • Gli enti pubblici territoriali e le imprese for profit assumono invece un ruolo determinante nel modellare le traiettorie di sviluppo ESG, in particolare nei processi di programmazione, co-progettazione dei servizi e partnership pubblico-private. La loro capacità di incidere sul contesto operativo rende il dialogo istituzionale e intersettoriale una leva strategica imprescindibile.

  • Il rapporto con il sistema bancario e finanziario evidenzia una dinamica evolutiva: gli istituti di credito non si configurano esclusivamente come fornitori di servizi, ma come potenziali attori di accompagnamento verso strumenti di finanza responsabile e a impatto.

  • Le comunità territoriali, i beneficiari e le beneficiarie – sia in forma diretta che indiretta - rappresentano il riferimento ultimo della missione consortile. Pur esercitando un’influenza indiretta sulle scelte organizzative, queste categorie costituiscono il principale parametro di legittimazione sociale e di valutazione dell’efficacia dell’azione cooperativa.

  • Infine, i media locali e le associazioni di rappresentanza economica si collocano come interlocutori da valorizzare in chiave di advocacy, posizionamento pubblico e rafforzamento della reputazione istituzionale, in un’ottica di progressivo consolidamento delle relazioni esterne.

2.7 Doppia materialità

Prima della misurazione: la sostenibilità come leva condivisa di trasformazione e sviluppo

L’adozione del principio di doppia materialità rappresenta uno dei passaggi metodologici più qualificanti del percorso di sostenibilità del Consorzio Sol.Co Città Aperta. In coerenza con l’impostazione degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), la doppia materialità8ci consente, infatti, di superare una lettura unidirezionale della rilevanza, integrando la prospettive “inside-out”, che valuta gli impatti effettivi e potenziali che il sistema consortile genera su persone, comunità, territori e ambiente con la prospettiva “outside-in”, che considera i rischi e le opportunità che i temi ESG producono sulla stabilità economica, organizzativa e reputazionale del Consorzio e delle cooperative socie. Nel contesto di un sistema cooperativo sociale, tale approccio assume una valenza particolarmente significativa: se, infatti, la generazione di valore sociale costituisce la finalità primaria dell’agire organizzativo, la sostenibilità nel tempo di tale missione dipende tuttavia  dalla capacità di governare rischi sistemici (normativi, finanziari, reputazionali, ambientali) e di intercettare opportunità evolutive (innovazione, partnership, nuove competenze, accesso a strumenti di finanza a impatto). La matrice di doppia materialità elaborata nel workshop di novembre integra pertanto:

Il Consorzio, pur non essendo soggetto agli obblighi CSRD, sceglie di applicare volontariamente i principi della doppia materialità per garantire coerenza, trasparenza e comparabilità con le migliori pratiche del Terzo Settore e dell’economia sociale. I riferimenti normative e metodologici utilizzati sono: CSRD – Corporate Sustainability Reporting Directive (2022/2464/EU), ESRS 1 e 2 – European Sustainability Reporting Standards - EFRAG Double Materiality Guidelines (2023), Global Reporting Initiative (GRI 3:2021) - ISO 26000:2010 – Guidance on Social Responsibility, VSME – Voluntary Standard for Micro and Small Enterprises (EFRAG, 2024).

  • i risultati dell’ESG Assessment;

  • la prioritizzazione espressa dal Gruppo di lavoro e condivisa con la governance consortile;

  • le evidenze emerse dalle survey agli/alle stakeholder interni/e (con focus alla popolazione under36);

  • le evidenze emerse dalle survey agli/alle stakeholder esterni/e.

Il risultato è una rappresentazione integrata che non solo fotografa ciò che è percepito come importante, ma anche ciò che è strategicamente determinante per la traiettoria evolutiva del sistema consortile.

In questa prospettiva, la doppia materialità si configura come una scelta di responsabilità e di visione. Essa rappresenta il punto di incontro tra identità cooperativa, governo strategico e vocazione sociale; attraverso questo strumento, il Consorzio assume consapevolmente la complessità del proprio ruolo: da un lato generatore di impatti concreti nelle comunità, dall’altro impresa sociale di comunità chiamata a presidiare sostenibilità, capacità di innovazione e resilienza nel tempo.

Il primo Bilancio di sostenibilità ha anche la funzione di essere per noi una bussola che orienta priorità, investimenti, alleanze e politiche organizzative, rendendo esplicito ciò che conta davvero per il presente e per il futuro del sistema Sol.Co Città Aperta. In esso si riflette l’ambizione di consolidare un modello cooperativo capace di coniugare valore sociale, qualità del lavoro e responsabilità intergenerazionale, assumendo la sostenibilità come leva concreta di trasformazione e sviluppo.

Lavoratori e lavoratrici

Popolazione interna coinvolta nell’indagine n = 466

Rilevanza sulla mission del Consorzio Sol.Co

Valori medi su scala Likert 1-5

L’analisi dei punteggi medi assegnati ai sei temi materiali mostra un quadro complessivamente omogeneo, con valori compresi tra 4,04 e 4,65 su 5. Tale distribuzione conferma un elevato livello di consapevolezza diffusa rispetto alla centralità della sostenibilità nella strategia ESG del Consorzio Sol.Co Città Aperta.

Il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici si configura come il tema materiale a più alta rilevanza percepita dagli/dalle stakeholder interni/e. La sostenibilità, per questa categoria, è innanzitutto qualità del lavoro, inclusione e coerenza etica.

La sostenibilità sociale si conferma quindi la dimensione fondativa del sistema consortile, mentre la sostenibilità ambientale emerge come ambito in consolidamento, su cui concentrare sforzi di sviluppo e innovazione nei prossimi anni.

Il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici ottiene il punteggio più elevato, testimoniando come la centralità della persona resti il pilastro su cui si fonda l’identità e la mission del Consorzio.

L’inclusione, la parità di genere, la valorizzazione delle competenze e la partecipazione attiva dei lavoratori e delle lavoratrici rappresentano per gli/le stakeholder non solo un principio etico, ma una leva strategica per la qualità dei servizi e per la coesione interna delle cooperative.

La rilevanza attribuita a questo tema si collega direttamente al modello organizzativo partecipativo di Sol.Co Città Aperta, che promuove un approccio “people-centered” nella gestione dei servizi sociali, educativi e occupazionali, e rispecchia anche la crescente attenzione del sistema cooperativo verso i criteri ESG di governance sociale e inclusiva. Questo elemento rappresenta la base culturale e valoriale da cui derivano le altre priorità di sostenibilità.

Impatto percepito sulla qualità del proprio lavoro

Incidenza relativa dei temi materiali sul lavoro quotidiano

L’analisi delle segnalazioni relative all’impatto dei temi materiali sulla qualità del lavoro restituisce un quadro ancora più marcato rispetto alla valutazione generale di rilevanza. Se la media Likert esprime una consapevolezza diffusa della centralità dei temi ESG nella mission del Consorzio, la distribuzione delle preferenze evidenzia con chiarezza quali ambiti incidano concretamente sull’esperienza professionale quotidiana. Con il 38,6% delle segnalazioni, il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici si conferma la leva primaria di benessere organizzativo e riconoscimento professionale. Seguono la Qualità e accessibilità dei servizi (27,6%) e l’Innovazione sociale (13,3%), a testimonianza di come la sostenibilità sia percepita non come cornice astratta, ma come dimensione operativa che incide su motivazione, senso del lavoro e coerenza tra valori e prassi. Gli ambiti legati alla misurazione dell’impatto e alla transizione ecologica, pur rilevanti, assumono una connotazione più indiretta rispetto alla quotidianità lavorativa, configurandosi come dimensioni di sistema in fase di progressivo consolidamento.

Il dato più significativo non risiede soltanto nel primato dell’inclusione, ma nella coerenza tra identità cooperativa e percezione interna. La sostenibilità, per le persone che operano nel sistema Sol.Co Città Aperta, coincide con: dignità professionale, equità organizzativa, partecipazione attiva, riconoscimento del valore generato.

In questo senso, la sostenibilità sociale non rappresenta un ambito tra gli altri, ma la condizione abilitante della qualità del servizio e dell’innovazione territoriale. Il capitale umano emerge come infrastruttura strategica primaria del sistema consortile: investire nella valorizzazione delle competenze, nel benessere organizzativo e nella partecipazione significa rafforzare simultaneamente coesione interna, qualità delle prestazioni e credibilità esterna.

La lettura integrata dei dati suggerisce quindi una traiettoria chiara: la sostenibilità del lavoro cooperativo costituisce la base su cui costruire le ulteriori evoluzioni ESG.

Dai risultati del coinvolgimento degli/delle stakeholder interni/e emerge in modo abbastanza chiaro come la sostenibilità venga vissuta nel sistema Sol.Co Città Aperta. Per chi lavora nelle cooperative – non mi riferisco solo ad AEPER ma anche alle altre realtà del Consorzio – la sostenibilità è percepita sempre meno come un tema separato e sempre più come un’attenzione che incide sul lavoro quotidiano di cura e sul significato che gli viene attribuito. I temi dell’inclusione, della valorizzazione delle persone e della qualità del lavoro continuano a rappresentare un punto fermo. Allo stesso tempo, ho colto una crescente attenzione verso aspetti più trasversali, come innovazione, impatto e dimensione ambientale, che acquistano maggiore rilevanza quando vengono affrontati in modo condiviso. Più che indicare nuove priorità, penso che i dati mettono in luce soprattutto un’esigenza di coerenza: tra ciò che si dichiara e ciò che si fa. In questo senso, la doppia materialità può diventare uno strumento utile non solo per rendicontare, ma anche per verificare nel tempo questo allineamento.

Carlo Fusari
Responsabile Area Politiche Giovanili e del Territorio Cooperativa Sociale Aeper

Focus under 36

Popolazione interna coinvolta nell’indagine n = 134

Preferenze espresse sui temi materiali

Numero di preferenze assegnate dai giovani lavoratori e dalle giovani lavoratrici

* è stata data la possibilità di esprimere più preferenze

Confronto % interni vs U36

Il confronto tra le preferenze espresse dalla popolazione under 36 e quelle della componente over 36 restituisce una lettura generazionale articolata, che non evidenzia fratture valoriali, bensì differenti accenti di priorità. In entrambe le fasce anagrafiche, il tema Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione del lavoro si conferma come ambito a più alta rilevanza percepita, a testimonianza della solidità identitaria del modello cooperativo. La centralità della persona e la qualità del lavoro rappresentano un terreno condiviso e trasversale, che accomuna le diverse generazioni di lavoratori e lavoratrici. Tuttavia, emergono alcune differenze significative: La popolazione under 36 attribuisce un peso relativamente maggiore alla Transizione ecologica e gestione delle risorse, segnalando una sensibilità più marcata verso le implicazioni ambientali delle scelte organizzative e operative. Tale orientamento appare coerente con una più ampia attenzione generazionale ai temi del cambiamento climatico, dell’efficienza energetica e della responsabilità ambientale delle istituzioni e delle imprese sociali. Allo stesso tempo, tra gli/le under 36 si osserva una valorizzazione più accentuata dell’Innovazione sociale e delle partnership territoriali, interpretata non soltanto come ambito strategico, ma come spazio di sperimentazione, crescita professionale e apertura verso modelli organizzativi dinamici. L’innovazione assume dunque una dimensione prospettica, connessa alla possibilità di contribuire attivamente all’evoluzione del sistema consortile. La componente over 36 tende invece ad attribuire una rilevanza relativamente maggiore alla “Qualità e accessibilità dei servizi” e alla dimensione di “Etica e trasparenza”, evidenziando una sensibilità consolidata verso la stabilità organizzativa, la continuità operativa e la coerenza istituzionale. In questo segmento, la sostenibilità si declina prevalentemente come affidabilità, solidità e presidio dei valori fondativi.

Nel complesso, la lettura comparata non evidenzia divergenze sostanziali, ma piuttosto una differente proiezione temporale della sostenibilità: per la fascia più giovane, essa si configura come leva di trasformazione e responsabilità intergenerazionale, con una forte attenzione alle dimensioni ambientali e innovative; per la fascia più matura, essa assume i tratti della continuità, della qualità consolidata e della coerenza etica.

I dati degli under 36 non raccontano una frattura, ma una continuità arricchita. Gli stessi valori fondativi quali inclusione, qualità del lavoro ed etica, restano al centro anche per le generazioni più giovani, ma vengono abitati con sensibilità nuove. La maggiore attenzione alla transizione ecologica e all'innovazione sociale non è un segnale di distanza, ma di prospettiva: è lo sguardo di chi ha davanti un lungo futuro da costruire e sente la responsabilità di farlo bene. È proprio questa complementarità di esperienze e punti di vista, radici condivise e orizzonti nuovi, a rendere il Consorzio Sol.Co Città Aperta capace di immaginare una sostenibilità a 360 gradi, che non preserva solo ciò che è stato, ma traccia la rotta verso ciò che può ancora diventare.

Nicole Personeni
Under36, RSGI Cooperativa Ecosviluppo

Stakeholder esterni/e

Nr. rispondenti 53

Importanza dei temi per la comunità

Importanza di ciascun tema per la comunità e per i beneficiari e le beneficiarie dei servizi secondo gli/le stakeholder esterni/e — media su scala Likert 1–5

Temi che incidono sulla collaborazione

I temi che incidono maggiormente sulla decisione di collaborare con il Consorzio Sol.Co Città Aperta e/o sostenerlo — numero di preferenze assegnate

* è stata data la possibilità di esprimere più preferenze

L’analisi delle valutazioni espresse dagli/dalle stakeholder esterni/e evidenzia un elevato livello di riconoscimento del ruolo sociale e territoriale del sistema Sol.Co Città Aperta. I punteggi medi assegnati ai sei temi materiali si collocano su valori complessivamente alti, segnalando una percezione diffusa della coerenza tra missione dichiarata e impatti generati. In particolare, “Qualità e accessibilità dei servizi” e “Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici” emergono come ambiti prioritari per la comunità e per i beneficiari e le beneficiarie. Ciò indica che la reputazione esterna del Consorzio si fonda principalmente sulla capacità di garantire servizi affidabili, professionalità qualificate e attenzione concreta alle fragilità sociali. L’”Innovazione sociale e le partnership territoriali” assumono una rilevanza significativa in chiave prospettica, a testimonianza della percezione del Consorzio come attore capace di costruire reti, promuovere coprogettazione e generare valore condiviso nei territori. La “Transizione ecologica” e la “Misurazione dell’impatto sociale”, pur collocandosi in posizione relativamente più arretrata, risultano comunque riconosciute come dimensioni strategiche emergenti, destinate a incidere sempre più sulla credibilità istituzionale e sulla capacità di accesso a risorse pubbliche e filantropiche. Quando l’analisi si sposta dalla rilevanza generale alla dimensione decisionale – ossia ai fattori che influenzano concretamente la scelta di collaborare o sostenere Sol.Co – emergono dinamiche particolarmente significative. La “Qualità dei servizi” e l’”Etica, trasparenza e accountability” risultano tra i principali driver di collaborazione. Questo dato evidenzia come la fiducia istituzionale e la solidità organizzativa rappresentino condizioni abilitanti per la costruzione di relazioni stabili con enti pubblici, fondazioni, partner del privato e comunità territoriali. L’Innovazione sociale si conferma elemento distintivo, capace di attrarre alleanze e partnership, soprattutto in contesti orientati alla sperimentazione di nuovi modelli di intervento e all’attivazione di strumenti di finanza a impatto. La “Misurazione dell’impatto sociale” assume un ruolo crescente come leva di legittimazione: la capacità di rendere visibili e comparabili i risultati rafforza l’accountability e facilita il dialogo con stakeholder istituzionali e partner finanziari.

Il confronto con realtà esterne al Consorzio – un’attività che andrà sicuramente rafforzata – ci aiuta a leggere con maggiore consapevolezza il nostro posizionamento sul territorio. Non solo in termini di riconoscimento, ma anche come direzione verso cui vogliamo tendere. La qualità dei servizi e l’inclusione sociale restano elementi distintivi solidi, riconosciuti diffusamente dagli e dalle stakeholder. Allo stesso tempo, nelle interlocuzioni raccolte avverto una richiesta più esplicita: quella di rafforzare la capacità di innovare e di lavorare in rete. In particolare, il tema delle partnership viene richiamato come uno degli ambiti su cui continuare a investire, anche per sviluppare percorsi di co-progettazione e di sviluppo locale. È un passaggio che, almeno in parte, sposta il baricentro del Consorzio e delle cooperative: non solo erogatori di servizi, ma anche attivatori di relazioni e costruttori di comunità. Ritengo altrettanto fondamentale lavorare sul tema della fiducia, strettamente connessa alla capacità di rendere più leggibili i benefici generati. Su questo piano, sarà importante continuare a lavorare sugli strumenti di misurazione, anche per consolidare il rapporto con interlocutori istituzionali, finanziari e comunitari, che su questi aspetti mostrano una crescente attenzione. Queste evidenze richiamano un equilibrio da presidiare: mantenere la coerenza con i valori fondativi, mentre si rafforzano nel tempo le capacità di innovazione, di lettura dei fenomeni e di attivazione di reti territoriali.

Mauro Magistrati
Presidente Generazioni FA

Matrice di doppia materialità

Rappresentazione della doppia materialità

Distribuzione dei temi materiali per stakeholder, in base a influenza e rilevanza.
Rilevanza sulla mission del Consorzio Sol.Co Città Aperta

Tema materiale
Inclusione sociale
Qualità servizi
Innovazione sociale
Etica e trasparenza
Valutazione impatto
Transizione ecologica
Stakeholder
Stakeholder interni
Stakeholder esterni
Under 36
Governance
Nota per la corretta lettura: il colore identifica il tema materiale, mentre la forma rappresenta lo stakeholder.

2.8 Spunti e traiettorie evolutive

Identificare le sfide, costruire le opportunità

L’analisi di materialità e il percorso di doppia materialità hanno rappresentato per il sistema Sol.Co Città Aperta un vero momento di apprendimento organizzativo.

Le evidenze emerse confermano la solidità identitaria del Consorzio: inclusione, qualità dei servizi ed etica costituiscono dimensioni strutturali, già radicate nelle pratiche operative e riconosciute trasversalmente da stakeholder interni ed esterni. Allo stesso tempo, la prioritizzazione ha fatto emergere con chiarezza alcune traiettorie evolutive su cui concentrare il nostro impegno nei prossimi anni:

  • L’innovazione sociale e le partnership territoriali si configurano come asse strategico di sviluppo. La cooperazione, per continuare a generare valore condiviso, deve rafforzare la propria capacità di coprogettazione, di attivazione di reti multi-attore e di sperimentazione di nuovi modelli imprenditoriali. In questo senso, la sostenibilità non è solo presidio dell’esistente, ma leva di trasformazione.

  • La transizione ecologica emerge come ambito in progressiva maturazione. Pur non costituendo storicamente il cuore dell’azione cooperativa, essa rappresenta oggi una responsabilità intergenerazionale e una dimensione sempre più rilevante anche in termini di accesso a finanziamenti, reputazione e coerenza con i trend socio-economici. L’integrazione sistematica di criteri ambientali nei processi decisionali costituisce pertanto una priorità evolutiva.

  • La misurazione dell’impatto sociale: da strumento progettuale a infrastruttura di sistema. Rendere comparabili, leggibili e condivisi gli indicatori significa rafforzare la capacità di dialogo con istituzioni, partner e soggetti finanziatori, ma anche alimentare processi interni di miglioramento continuo.

  • Anche in coerenza con l’Assessment è inoltre emersa l’opportunità di rafforzare i processi comunicativi e di stakeholder engagement. La qualità del dialogo, la periodicità dei momenti di ascolto e la restituzione trasparente dei risultati rappresentano leve decisive per consolidare fiducia e partecipazione. Investire in una comunicazione più strutturata, bidirezionale e continuativa consentirà di trasformare la consultazione in relazione stabile, rendendo la sostenibilità un processo realmente condiviso.

In questo percorso, il Green Lab si conferma come dispositivo strategico di accompagnamento e innovazione: laboratorio permanente di confronto, presidio metodologico e spazio di traduzione operativa degli orientamenti ESG. Il suo ruolo evolverà sempre più da facilitatore tecnico a piattaforma di indirizzo strategico, capace di connettere identità cooperativa, strumenti di misurazione e visione di lungo periodo.

Il percorso di analisi di materialità è stato un passaggio utile per rileggere alcune priorità in chiave più strategica e per mettere meglio in relazione le nostre scelte con le aspettative dei nostri e delle nostre stakeholder.
All’inizio, il tema degli ESG non era così immediato: in alcuni casi è stato percepito come distante dal modello cooperativo, portando con sé anche un po’ di scetticismo. Il lavoro fatto ha però aiutato a tradurre questi concetti dentro le pratiche quotidiane, rendendoli via via più comprensibili e pertinenti.
La lettura integrata di rischi e opportunità dà oggi un riferimento più concreto per orientare le decisioni, anche se il passaggio dalla lettura all’operatività resta ancora in parte aperto. Nel frattempo, come cooperative abbiamo iniziato a insistere sulla comunicazione – interna ed esterna – con l’obiettivo di renderla sempre più chiara e accessibile, partendo da quanto già esiste e provando a condividerlo in modo più efficace. Il coinvolgimento dei portatori e delle portatrici di interesse rimane una delle sfide più evidenti. Non tanto come principio, che è ormai acquisito, ma nella capacità di renderlo continuo e realmente utile per leggere i bisogni e mantenere relazioni fondate sulla fiducia. Più che un percorso già definito, emerge una direzione di lavoro: integrare in modo sempre più concreto i principi ESG nei processi decisionali e operativi, cercando di mantenere nel tempo una coerenza tra intenzioni, pratiche e risultati.

Licia De Angelis
Presidente Cooperativa Biplano

Laura Lonati
Coordinatrice servizio cultura e formazione Cooperativa Biplano

3.1 La logica rendicontativa e i suoi princìpi

Dare forma ai dati, dare senso agli impatti

Questa parte del Bilancio di Sostenibilità rappresenta il punto di convergenza del percorso delineato nelle sezioni precedenti: a partire dal proprio modello di impresa sociale di comunità e dall’analisi di materialità, il Consorzio Sol.Co Città Aperta e le cooperative consorziate rendicontano in modo strutturato le proprie performance ambientali, sociali e di governance (ESG), restituendo una lettura integrata degli impatti generati dall’ecosistema nel suo complesso.

La rendicontazione, su base volontaria, è redatta in coerenza con gli ESRS, con selezione delle disclosure fondata sul principio di materialità e con un livello di approfondimento proporzionato9 alla dimensione, complessità e caratteristiche del sistema consortile. Su questa base si struttura la logica rendicontativa, articolata nei seguenti princìpi guida10:

Il Proportionate reporting (EFRAG) è il principio secondo cui le informazioni di sostenibilità devono essere proporzionate alla dimensione, complessità e capacità organizzativa dell’impresa.

I principi rendicontativi adottati si allineano ai requisiti generali e alle caratteristiche qualitative dell’informazione previsti dall’ESRS 1 – General Requirements, con particolare riferimento alla rilevanza (materialità), alla rappresentazione fedele e alla comparabilità

  1. Rilevanza

    le informazioni sono selezionate in funzione dei temi materiali identificati, riflettendo gli impatti più significativi e le aspettative dei portatori e delle portatrici di interesse

  2. Completezza e rappresentatività

    la rendicontazione adotta un approccio di sistema, includendo il Consorzio e le dieci Cooperative socie, al fine di restituire una visione aggregata e coerente della performance ESG

    Comparabilità

    gli indicatori utilizzati sono stati selezionati e strutturati in modo da consentire, nel tempo, il confronto tra esercizi e, ove possibile, con benchmark esterni

    Trasparenza e tracciabilità

    i dati derivano da processi di auto-rilevazione condivisi e sono stati oggetto di aggregazione e analisi secondo criteri esplicitati nelle Note di redazione

    Miglioramento continuo

    la rendicontazione è concepita come processo evolutivo, orientato non solo alla restituzione dei risultati, ma anche all’individuazione di aree di sviluppo e rafforzamento

La misurazione delle performance ESG del sistema Sol.Co Città Aperta si configura come un esercizio di accountability consapevole, che integra dimensioni quantitative e qualitative e interpreta la sostenibilità come traiettoria di sviluppo organizzativo e strategico.

Nella sua prima edizione, il Bilancio di Sostenibilità, riflette alcuni limiti fisiologici, legati alla fase iniziale di strutturazione del sistema di raccolta dati, all’eterogeneità organizzativa delle cooperative e alla progressiva standardizzazione degli indicatori. Tali elementi non rappresentano criticità, bensì sono parte integrante di un percorso di apprendimento organizzativo, che il Consorzio intende consolidare nelle future edizioni.

La Parte 3 offre una lettura sistemica delle performance, in cui i dati diventano strumenti interpretativi per comprendere il modo in cui il sistema consortile genera valore ambientale, sociale e istituzionale nei territori in cui opera.

Misuriamo ciò che ci distingue come cooperative sociali…

Nella definizione del proprio impianto di rendicontazione ESG, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha scelto di adottare, come riferimento centrale, il set dei 23 indicatori (e 6 sotto-indicatori) elaborato nell’ambito della ricerca “Sostenibilità cooperativa – La misurazione delle performance ESG nelle imprese cooperative11”, promossa da Confcooperative Bergamo e CSA Coesi in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo.

Tale scelta risponde a un’esigenza al contempo metodologica e identitaria: i principali framework ESG, pur garantendo elevati livelli di standardizzazione e comparabilità, risultano prevalentemente costruiti su modelli d’impresa for profit e non sempre restituiscono in modo adeguato le specificità del modello cooperativo. Le cooperative sociali integrano infatti, in modo strutturale, dimensioni economiche, sociali e comunitarie, adottando modelli di governance partecipativa e orientamenti valoriali12 che eccedono le metriche tradizionali di rendicontazione.

Il set di indicatori sviluppato nell’ambito del progetto, al cui processo di ricerca-azione il Consorzio ha partecipato attivamente, consente di: valorizzare le specificità del modello cooperativo; integrare i framework ESG di riferimento, contribuendo a una rappresentazione più aderente delle performance; conciliare comparabilità e identità, permettendoci un confronto con gli standard internazionali senza rinunciare alla nostra identità.

Allegato 6 - Ricerca a cura di Confcooperative Bergamo e CSA Coesi In collaborazione con l’Università degli studi di Bergamo Dipartimento Scienza Aziendali e Centro sulle dinamiche economiche, sociali e cooperazione (CESC)

Il riferimento è ai 7 principi cooperativi di cui alla “Dichiarazione di identità cooperativa, approvata dal XXXI Congresso dell’Alleanza Cooperativa Internazionale di Manchester nel 1995” https://ica.coop/en/cooperatives/cooperative-identity).”

…ma anche il valore che generiamo come imprese

Accanto alla valorizzazione delle specificità cooperative, il Consorzio Sol.Co Città Aperta ha adottato un sistema di indicatori coerente con i principali standard internazionali di reporting. Ciò ci permette di rappresentare in modo strutturato le performance del sistema consortile anche nella sua dimensione imprenditoriale, rafforzando la comparabilità dei dati, la leggibilità esterna e il confronto con l’ecosistema economico e istituzionale di riferimento. Essere imprese, per il sistema Sol.Co, significa infatti confrontarsi con criteri di efficienza, sostenibilità economica e accountability, senza separare queste dimensioni dalla propria missione sociale.

In questo quadro, l’integrazione tra indicatori di sostenibilità cooperativa e indicatori standard ESG consente di costruire un modello di rendicontazione ibrido e multilivello, capace di mantenere una forte aderenza identitaria e, al contempo, di posizionare il sistema consortile come attore rilevante nel tessuto produttivo locale.

La rendicontazione ESG si configura come uno strumento di connessione tra dimensione cooperativa e dimensione d’impresa, rendendo misurabile il valore generato nei territori e favorendo il confronto con altri attori economici.

Le sezioni che seguono presentano le performance del sistema lungo le dimensioni Ambientale (E), Sociale (S) e di Governance (G), offrendo una lettura integrata dei risultati e delle principali traiettorie di sviluppo.

Ho partecipato al gruppo di 80 rappresentanti di cooperative, istituzioni, altri enti del terzo settore e imprese profit che hanno contribuito a riflettere e ad implementare il set di indicatori ESG specificamente individuati per aiutare una lettura della sostenibilità più aderente alla realtà cooperativa. La nostra vocazione mutualistica, la centralità che diamo ai bisogni delle persone, l’attenzione alle comunità locali, ci pongono come un attore fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, ed è quindi particolarmente apprezzabile il fatto che, grazie all’investimento lungimirante di Confcooperative e CSA Coesi, al supporto prezioso dell’Università degli Studi di Bergamo e al sostegno economico della CCIAA e di alcune BCC, attraverso un processo partecipato, abbiamo raggiunto questo importante risultato che considero un contributo innovativo alla riflessione sul tema della sostenibilità e che aprirà  la strada a nuovi dialoghi con il resto del mondo imprenditoriale. Il processo di lavoro ha permesso di entrare davvero nel vivo e nel cuore di aspetti per noi fondativi e quotidiani. Questo standard rappresenta per la cooperazione non solo un esercizio di maggiore trasparenza, ma uno strumento strategico che valorizza alcune nostre  dimensioni peculiari e contribuisce ulteriormente a legittimare il modello cooperativo come attore economico d'impatto anche sui temi ESG.

Cristina Offredi
Referente Cooperativa Il Pugno Aperto

3.2 Quadro di sintesi del sistema Sol.Co Città Aperta

I dati qui sintetizzati restituiscono l’ordine di grandezza e la complessità del sistema Sol.Co Città Aperta, fornendo il contesto entro cui interpretare le performance ambientali, sociali e di governance presentate nelle sezioni successive. In questa prospettiva, la dimensione economica e occupazionale non rappresenta un elemento accessorio, ma costituisce la base su cui si innestano le dinamiche ESG, contribuendo a definire la capacità del sistema di generare valore sostenibile nel tempo.

Un sistema articolato e plurale

Il sistema Sol.Co Città Aperta si configura come un ecosistema organizzativo caratterizzato da una rilevante capacità economica e occupazionale.

Al 31 dicembre 2025, il sistema consortile esprime un volume aggregato di ricavi pari a oltre 75 milioni di euro, a testimonianza di una dimensione economica consolidata e di una capacità strutturata di generare valore. Dal punto di vista occupazionale, il sistema occupa 1.901 persone, di cui 643 under 36, evidenziando una componente giovanile significativa (circa il 34% del totale) e confermando il ruolo delle cooperative come soggetti rilevanti nella creazione di opportunità lavorative, in particolare per le nuove generazioni. Le organizzazioni del sistema consortile si collocano prevalentemente nella categoria delle medie imprese, con la presenza di alcune realtà di dimensione maggiore.

Distribuzione per dimensione aziendale

Totale 0
*Classificazione ai sensi Allegato I – Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014

Un processo di raccolta dati partecipato e multilivello

Il processo di raccolta dati ha coinvolto 38 persone appartenenti alle diverse organizzazioni del sistema consortile (con un numero per organizzazione variabile tra 2 e 5 - mediana 3), a riflettere modelli organizzativi e livelli di coinvolgimento interni differenti.

La composizione delle persone partecipanti al processo di raccolta dati evidenzia un coinvolgimento significativo degli organi di governance e del management (oltre il 70%), a conferma di un approccio alla sostenibilità integrato nei livelli decisionali e strategici.

Un processo di raccolta dati partecipato e multilivello

Ruoli coinvolti nel processo di raccolta dati

I tre pilastri della sostenibilità

E - Ambiente

Risorse, impatti, transizione: l’ambiente come leva di sviluppo eco-sociale

Dimensioni valutative: 8
Indicatori: 14

S - Sociale

Equità, inclusione e qualità del lavoro: il benessere della persona al centro della sostenibilità

Dimensioni valutative: 8
Indicatori: 12

G - Governance

Responsabilità, partecipazione e trasparenza: un sistema che genera fiducia e valore condiviso

Dimensioni valutative: 4
Indicatori: 18

Dimensioni valutative totali: 20 Indicatori totali: 44

3.3 E - Performance ambientale

Risorse, impatti, transizione: l’ambiente come leva di sviluppo eco-sociale

Una responsabilità in evoluzione: dalla gestione delle risorse alla transizione ambientale del sistema

All’interno dell’ecosistema Sol.Co Città Aperta, la dimensione ambientale si configura come un ambito di responsabilità in progressiva strutturazione, strettamente connesso sia alla natura dei servizi erogati (prevalentemente labour intensive e ad elevato radicamento territoriale) sia alla crescente necessità di integrare pratiche di gestione sostenibile delle risorse nei modelli organizzativi e decisionali. In coerenza con quanto emerso dall’analisi di materialità, la transizione ecologica e la gestione efficiente delle risorse rappresentano una delle traiettorie evolutive del sistema consortile.

La rilevazione restituisce un livello diffuso di consapevolezza ambientale, a cui si affianca tuttavia un grado ancora eterogeneo di maturità operativa, in particolare con riferimento alla formalizzazione delle politiche ambientali, alla sistematicità del monitoraggio dei consumi e all’adozione di strumenti strutturati di gestione.

In questo quadro, la rendicontazione ambientale assume una duplice funzione: da un lato, restituire in modo trasparente e tracciabile i dati disponibili, configurando una prima rappresentazione di sistema; dall’altro, orientare un percorso evolutivo condiviso, finalizzato al progressivo rafforzamento della capacità di misurazione, gestione e miglioramento delle performance ambientali.

Completezza e qualità del dato

La raccolta dati evidenzia una disponibilità ancora disomogenea delle informazioni ambientali tra le organizzazioni del perimetro rendicontativo (le 62 sedi operative considerate): in alcuni casi i dati risultano parziali, non sistematicamente monitorati o stimati. Tale condizione è coerente con la natura di primo esercizio di rendicontazione ESG a livello di ecosistema ed è esplicitata al fine di garantire piena trasparenza metodologica. I dati riportati13 costituiscono pertanto una prima situazione aggregata del sistema, utile come baseline per il progressivo rafforzamento dei processi di raccolta, monitoraggio e standardizzazione delle informazioni. Permangono inoltre alcuni limiti informativi, legati in particolare alla disponibilità dei dati per sedi in locazione, all’assenza di rilevazioni strutturate sull’autoproduzione da fonti rinnovabili e alla presenza di consumi riferiti anche a unità immobiliari gestite nell’ambito dei servizi (es. housing sociale). Tali elementi, coerenti con la fase iniziale del percorso, saranno oggetto di progressivo affinamento nelle successive edizioni del Bilancio.

Il processo di rilevazione delle performance ambientali ha rappresentato per il sistema Sol.Co Città Aperta un esercizio di metodo fondamentale, coordinato strategicamente dal Green Lab non come semplice adempimento tecnico, ma come un vero percorso partecipato di consapevolezza. Attraverso l'adozione di uno strumento di rilevazione strutturato e specifico per la cooperazione sociale, il Green Lab ha permesso di superare la frammentazione delle singole realtà, mappando con precisione lo stato attuale e definendo per la prima volta una baseline di sistema omogenea e confrontabile. Questa modalità di raccolta non si è limitata al reperimento del dato numerico, ma ha favorito un apprendimento organizzativo diffuso che ha spinto le 11 organizzazioni coinvolte a interrogarsi sulle proprie pratiche quotidiane. In questo senso, la costruzione del dato è diventata essa stessa un’azione di sistema, capace di trasformare la complessità della transizione ecologica in un patrimonio informativo condiviso e in una leva di orientamento strategico per le scelte future del nostro Consorzio.

Yuri Baratta
Coordinatore e tecnico del verde, Cooperativa della Comunità

Riduzione emissioni e accessibilità ai luoghi di lavoro

La mobilità casa-lavoro è oggi gestita prevalentemente secondo una logica prossimitaria, orientata alla riduzione delle distanze e, in alcuni casi, alla flessibilità organizzativa (es. smart working), più che attraverso strumenti strutturati di incentivazione economica o logistica verso modalità di spostamento a minore impatto emissivo.

E1 - Politiche spostamento casa - lavoro

Nessuna delle 11 organizzazioni dichiara una policy formalizzata sugli spostamenti casa-lavoro. Il 27,3% adotta azioni non formalizzate, mentre il 72,7% non evidenzia né policy né misure specifiche. Il dato segnala che la dimensione ambientale legata alla mobilità è oggi presidiata prevalentemente in chiave operativa e non ancora attraverso strumenti formalizzati di pianificazione e gestione.

E1 – Politiche spostamento casa-lavoro

Distribuzione tra policy formalizzate, azioni non formalizzate e assenza di policy.

E2 - Incentivi spostamento casa - lavoro

Le risposte aggregate mostrano una distribuzione molto concentrata su poche leve. Nessuna organizzazione dichiara misure strutturate di car sharing, incentivo al trasporto pubblico o incentivo a veicoli a basse emissioni. La leva oggi più utilizzata è di tipo organizzativo-territoriale: 5 organizzazioni su 11 pianificano attività e assegnazioni cercando di contenere la distanza tra luogo di lavoro e residenza. In 2 casi su 11 emergono pratiche di smart working o flessibilità operativa come misura indiretta di riduzione degli spostamenti. In 4 casi su 11 non risultano misure adottate.

E2 – Azioni dichiarate per lo spostamento casa-lavoro

Numero di organizzazioni per tipo di azione dichiarata

Energia e relazioni con il territorio

La dimensione energetica si configura come leva di connessione tra sostenibilità ambientale e sviluppo territoriale. La partecipazione a iniziative locali, come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)14, evidenzia una prima dinamica evolutiva orientata alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili, ancora in fase iniziale ma con potenziale sviluppo significativo.
E3 - Comunità energetiche rinnovabili (CER)

4 organizzazioni su 11 (tra cui il Consorzio) risultano già coinvolte in Comunità Energetiche Rinnovabili. Il dato segnala una prima capacità del sistema di inserirsi in dinamiche territoriali di transizione energetica. In prospettiva, l’attivazione e il rafforzamento di iniziative di questo tipo possono rappresentare uno degli ambiti più distintivi della traiettoria ambientale del sistema consortile.

E3 – Comunità energetiche rinnovabili (CER)

Partecipazione delle organizzazioni a comunità energetiche rinnovabili

Consumi energetici e risorse

E4 - Consumi

Il tema dei consumi energetici rappresenta uno degli ambiti più rilevanti, ma anche tra i più eterogenei a livello di sistema. La copertura informativa, pur non ancora pienamente consolidata (con dati completi e disponibili per 9 organizzazioni su 11 per i consumi elettrici e 8 su 11 per quelli non elettrici), consente di costruire una prima baseline quantitativa, utile per orientare il progressivo rafforzamento delle attività di monitoraggio ed efficientamento energetico.

Energia elettrica

Organizzazioni con dato disponibile 9/11 (81,8%)
Consumo elettrico totale 1.308.957 kWh 47,8%
Quota rinnovabile su consumo elettrico totale 40,5%
(529.737 kWh)
Energia non elettrica*

Organizzazioni con dato disponibile 8/11 (72,7%)
Gas / riscaldamento 1.418.560 kWh eq 51,8%
Altri combustibili (es. GPL) 9.460 kWh eq 0,4%
Quota rinnovabile** ND

* Al fine di fornire una rappresentazione sintetica dei consumi energetici del sistema, i consumi non elettrici sono stati convertiti in kWh equivalenti utilizzando fattori standard di conversione PCI standard (Gas naturale: 1 Smc = 10,55 kWh; GPL: 1 litro = 6,9 kWh). Il dato risultante ha valore indicativo e consente una lettura integrata, pur in presenza di unità di misura originariamente eterogenee.

** La quota di energia rinnovabile include energia acquistata da fornitori con mix energetico certificato e/o coperta da garanzie di origine, ove dichiarato dalle organizzazioni. In assenza di dati specifici, il valore è stato stimato sulla base delle informazioni disponibili. Nel caso di una organizzazione, il consumo di energia non elettrica è stato accompagnato dall’indicazione di crediti di carbonio associati (49). Tale informazione è stata trattata come misura di compensazione e non come conversione automatica del consumo in fonte rinnovabile.

La distribuzione dei consumi evidenzia un equilibrio tra componente elettrica e non elettrica, con una leggera prevalenza dei consumi legati al riscaldamento e agli usi termici. Il dato aggregato consente per la prima volta una lettura integrata del fabbisogno energetico del sistema, pur in presenza di margini di miglioramento nella standardizzazione dei dati.

E5 - Intensità energetica

I valori di intensità energetica evidenziano un livello di consumo complessivamente contenuto in relazione alla dimensione occupazionale ed economica del sistema, coerente con la natura dei servizi erogati. Il dato costituisce una prima baseline utile per monitorare nel tempo eventuali miglioramenti in termini di efficienza energetica e ottimizzazione dei consumi. Tali indicatori potranno inoltre essere progressivamente utilizzati per sviluppare confronti di benchmark settoriale, anche attraverso piattaforme di analisi ESG come Open-es.

kWh equivalenti per dipendente 1.439 kWh eq
Tot. kWh eq. / nr. dipendenti (= 2.736.977 kWh eq / 1.901 dipendenti)
kWh equivalenti per k€ di ricavo 36,49 kWh eq
Tot. kWh eq. / tot. ricavi (k€) (= 2.736.977 kWh eq / 75.000 k€)

Impronta carbonica (Scope 1 e 2)

E6 - Stima emissioni CO2

La stima delle emissioni di gas a effetto serra costituisce un primo esercizio di quantificazione dell’impronta carbonica15 del sistema Sol.Co Città Aperta, elaborato a partire dai consumi energetici rilevati e convertiti attraverso fattori standard. In coerenza con un approccio proporzionato agli ESRS, l’analisi si concentra sulle emissioni dirette (Scope 1) e indirette da energia acquistata (Scope 2), fornendo una prima baseline di riferimento per il monitoraggio e il progressivo miglioramento delle performance ambientali. La rilevazione non include, in questa fase, le emissioni indirette lungo la catena del valore (Scope 3), che rappresentano un ambito di sviluppo prioritario per le future edizioni del Bilancio.

Carbon footprint Emissioni
Scope 1 265,1 t CO2
Scope 2 281,4 t CO2
Totale Scope 1 + 2 546,6 t CO2
Scope 2 281,4 t CO2
Tot. consumi elettrici kWh x fattore di conversione CO2 / kWh* Consumi elettrici 2025: 1.308.957 kWh
Fattore location-based: 0,215 kg CO2/kWh

* fattori di emissione ISPRA 2024 (approccio location-based)

Scope 1 265,1 t CO2
Tot. consumi energetici non elettrici (Smc, kWh, litri) x fattore di conversione CO2 per unità* Consumi non elettrici 2025: 1.428.020 kWh eq

Fattori di conversione utilizzati:
gas naturale: 1,956 kg CO2/Smc
conversione equivalente: 0,185 kg CO2/kWh
GPL: 1,56 kg CO2/litro

* fattori di emissione standard per combustibili fossili (approccio location-based)

Le emissioni di Scope 1 e Scope 2 sono state stimate su base prudenziale a partire dai consumi energetici rilevati nel 2025. Per l’energia elettrica è stato adottato un fattore di emissione coerente con il mix elettrico nazionale. Per il gas naturale è stato utilizzato un fattore prudenziale; i consumi non elettrici espressi in kWh sono stati ricondotti a un fattore equivalente coerente. Per il GPL è stato adottato un coefficiente tecnico standard. I consumi non elettrici sono stati convertiti in kWh equivalenti al fine di consentire una rappresentazione aggregata. Eventuali crediti di carbonio associati a specifici consumi sono stati considerati come misure di compensazione e non sono stati portati in deduzione delle emissioni lorde.

E7 - Intensità emissiva

I livelli di intensità emissiva risultano complessivamente contenuti in relazione alla dimensione occupazionale ed economica del sistema, in coerenza con la natura dei servizi erogati. Tali indicatori consentono una lettura comparativa delle emissioni rispetto alla dimensione operativa ed economica del sistema consortile.

t CO2 per dipendente
Tot. emissioni Scope 1 + Scope 2 / nr. dipendenti
0,288 t CO2
(= 546,6 t CO₂ / 1.901 dipendenti)
t CO2 per milione di € di ricavi
Tot. emissioni Scope 1 + Scope 2 / tot. ricavi (mln €)
7,29 t CO2
(= 546,6 t CO₂ / 75 mln €)

Pratiche ambientali operative

E8 - Pratiche ambientali

Le pratiche ambientali risultano diffuse a livello operativo in tutte le organizzazioni del sistema Sol.Co Città Aperta, ma solo in misura limitata sono accompagnate da strumenti strutturati di monitoraggio o da policy formalizzate. Tutte le 11 organizzazioni dichiarano l’adozione di almeno una pratica di sostenibilità operativa, mentre meno del 30% evidenzia un approccio strutturato in termini di policy e sistemi di rilevazione.

Pratiche ambientali

Livello di maturità operativa delle pratiche adottate

Sistemi di gestione energetica e ambientale

La presenza di sistemi di gestione ambientale ed energetica rappresenta un elemento chiave nel percorso di strutturazione della sostenibilità, in quanto consente di passare da pratiche operative diffuse a modelli organizzativi formalizzati, orientati al monitoraggio sistematico, al controllo degli impatti e al miglioramento continuo delle performance. In questa prospettiva, l’adozione di strumenti dedicati (certificati o non certificati) costituirà un indicatore rilevante del livello di maturità del sistema consortile nella gestione delle tematiche ambientali.

E9 - Sistema di gestione dell'energia
Il sistema evidenzia un’assenza generalizzata di strumenti formalizzati di energy management16, configurando un’area prioritaria di sviluppo, in particolare in relazione alla possibilità di definire obiettivi di riduzione e azioni di efficientamento energetico.
E10 - Sistemi di gestione ambientale

La diffusione di sistemi di gestione ambientale risulta ancora limitata e concentrata in un numero ristretto di organizzazioni. In particolare, 2 realtà dispongono di sistemi certificati e 1 di un sistema non certificato, mentre la maggioranza del sistema (72,7%) non adotta ancora strumenti strutturati, evidenziando un ambito di sviluppo prioritario per il rafforzamento della gestione ambientale.

E10 – Sistemi di gestione ambientale

Stato di implementazione di sistemi di gestione ambientale certificati

Strategie di efficientamento energetico

E11 - Politiche e procedure per la riduzione dei consumi

L’adozione di politiche e procedure per la riduzione dei consumi rappresenta un elemento chiave per il passaggio da pratiche operative diffuse a un approccio strutturato alla gestione energetica. I dati evidenziano una presenza ancora limitata di strumenti formalizzati, a fronte di iniziative prevalentemente informali, riflettendo una fase di progressiva strutturazione del sistema.

E11 – Politiche e procedure per la riduzione dei consumi

Livello di formalizzazione delle politiche di riduzione dei consumi

E 12 - Compensazione emissioni

3 organizzazioni su 11 (27,3%) dichiarano l’adozione di pratiche di compensazione delle emissioni, anche in forma occasionale. Tali iniziative risultano tuttavia non sistematizzate e non inserite in strategie organiche di gestione delle emissioni.

Allineamento sugli obiettivi ambientali

E13 - Priorità ambientali

L’identificazione delle priorità ambientali da parte delle organizzazioni consente di cogliere gli ambiti verso cui si orienta l’attenzione del sistema in questa fase di sviluppo. Le risposte evidenziano una prevalente focalizzazione su temi legati all’economia circolare, alla prevenzione dell’inquinamento e alla tutela ambientale mentre altre dimensioni, come il clima e l’adattamento climatico, risultano ancora poco presidiate.

E13 – Priorità ambientali

Numero di preferenze espresse per obiettivo ambientale

E14 - Rischi e impatti ambientali

L’identificazione dei rischi e degli impatti ambientali evidenzia un livello ancora iniziale di consapevolezza all’interno del sistema. In particolare, la maggioranza delle organizzazioni (circa il 72,7%) non rileva rischi ambientali significativi, evidenziando un significativo margine di sviluppo nella capacità di identificazione e gestione dei rischi ambientali, in linea con le logiche di risk management ESG.

E14 – Rischi e impatti ambientali

Rischi ambientali maggiormente identificati dalle organizzazioni

Cosa emerge dalla lettura della performance “E”

La dimensione ambientale del sistema Sol.Co Città Aperta si colloca in una fase di consolidamento iniziale: a una diffusa sensibilità e presenza di pratiche operative si affianca una limitata formalizzazione dei sistemi di gestione e una parziale strutturazione dei processi di monitoraggio.

La costruzione di una prima baseline quantitativa rappresenta un passaggio fondamentale per l’evoluzione del sistema, che potrà svilupparsi attraverso il rafforzamento della qualità del dato, l’introduzione di strumenti di energy management e l’integrazione progressiva dei criteri ambientali nei processi decisionali.

In tale prospettiva, il Green Lab assume un ruolo centrale quale presidio metodologico e organizzativo, accompagnando il sistema consortile verso un modello di gestione ambientale sempre più strutturato, misurabile e orientato al miglioramento continuo.

I dati energetici sono stati raccolti tramite auto-rilevazione delle organizzazioni partecipanti e, ove necessario, integrati con stime basate su consumi medi o dati proxy. Le conversioni in kWh equivalenti sono state effettuate utilizzando coefficienti standard di conversione energetica. I fattori emissivi utilizzati per il calcolo delle emissioni di CO₂ sono coerenti con fonti riconosciute (es. ISPRA, IPCC o analoghe basi dati nazionali/internazionali).

Comunità Energetica Rinnovabile (CER): configurazione giuridica prevista dalla normativa europea e nazionale (Direttiva UE 2018/2001 – RED II), costituita da un’aggregazione locale di soggetti che producono e condividono energia da fonti rinnovabili, finalizzata all’autoconsumo collettivo e alla generazione di benefici ambientali, economici e sociali.

Le emissioni di gas a effetto serra sono classificate, secondo il GHG Protocol (World Resources Institute e World Business Council for Sustainable Development), in tre categorie: Scope 1 (emissioni dirette da fonti possedute o controllate), Scope 2 (emissioni indirette da energia acquistata) e Scope 3 (altre emissioni indirette lungo la catena del valore, a monte e a valle). L’insieme di tali emissioni costituisce la c.d. “carbon footprint” di un’organizzazione.

Per energy management si intende l’insieme di attività organizzative, tecniche e gestionali finalizzate al monitoraggio, al controllo e all’ottimizzazione dei consumi energetici, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e ridurre i costi e gli impatti ambientali. Il concetto è formalizzato, tra gli altri, nello standard internazionale ISO 50001 sui sistemi di gestione dell’energia.

3.4 S - Performance sociale

Equità, inclusione e qualità del lavoro: il benessere della persona al centro della sostenibilità

Una sostenibilità che parte dalle persone

All’interno del sistema Sol.Co Città Aperta, la dimensione sociale non rappresenta solo uno dei 3 ambiti della sostenibilità, ma costituisce l’elemento fondativo dell’identità cooperativa e il principale driver di creazione di valore. La natura stessa delle cooperative sociali, orientate alla produzione di servizi ad alto impatto relazionale e comunitario, pone infatti il capitale umano, la qualità delle relazioni e la capacità di generare inclusione al centro dei processi di sviluppo, configurandoli come leve abilitanti per tutte le altre dimensioni ESG.

In questa accezione, la dimensione sociale si configura come asse portante della sostenibilità, in coerenza sia con la missione delle organizzazioni consorziate sia con gli esiti dell’analisi di materialità, che individuano nell’inclusione, nella qualità del lavoro e nella valorizzazione delle persone le priorità strategiche di sviluppo.

Le evidenze emerse dalle rilevazioni interne confermano tale impostazione: il tema “Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici” si attesta come quello a più alta rilevanza percepita, sia all’interno che all’esterno, evidenziando la centralità dell’impatto sociale nella generazione di valore.

La sostenibilità sociale si declina pertanto in una pluralità di dimensioni interconnesse, che comprendono la qualità del lavoro, l’equità organizzativa, l’inclusione delle fragilità, il benessere delle persone e la capacità di generare valore per la base sociale e per le comunità di riferimento.

Integrazione con il Bilancio Sociale

Per la componente “S” la raccolta dati evidenzia una buona disponibilità informativa: i dati restituiti derivano prevalentemente da processi di autovalutazione ed evidenziano livelli di strutturazione differenziati tra le organizzazioni, in particolare rispetto agli ambiti di “welfare aziendale”. Tale eterogeneità è fisiologica, in quanto si tratta di dimensioni che ciascuna cooperativa presidia in modo autonomo, in coerenza con la propria storia, il proprio modello organizzativo e i propri riferimenti valoriali.

L’analisi a livello di sistema consortile consente tuttavia di mettere in relazione queste esperienze, aprendo la possibilità di individuare e condividere pratiche efficaci, orientate a una progressiva convergenza metodologica. In questa prospettiva, il percorso di rendicontazione rappresenta anche un’opportunità per sviluppare e diffondere best practice comuni, rafforzando al contempo il senso di appartenenza e l’identità condivisa all’interno del Consorzio Sol.Co Città Aperta.

La rendicontazione della dimensione sociale del presente Bilancio di sostenibilità è orientata all’analisi delle dinamiche interne alle organizzazioni del sistema Sol.Co Città Aperta, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro, al benessere organizzativo, all’equità e ai processi di inclusione delle lavoratrici e dei lavoratori. Il perimetro di analisi si concentra sulle persone che operano all’interno delle cooperative e del Consorzio, considerate principali portatrici di valore e attori centrali nella generazione dell’impatto sociale.

Non sono invece inclusi indicatori relativi ai beneficiari esterni e alle beneficiarie esterne dei servizi, oggetto di rendicontazione nel Bilancio Sociale delle singole organizzazioni e del sistema consortile. Tale scelta consente di evitare duplicazioni e di mantenere una chiara distinzione tra i due strumenti: il Bilancio di sostenibilità, orientato alle performance ESG, e il Bilancio Sociale, focalizzato sull’impatto verso l’esterno.

La rilevazione della Performance Sociale per organizzazioni come le nostre che, come è noto, sono nate proprio per lavorare su questi temi ha rappresentato una sfida interessante anche perché capace di restituirci il livello di coerenza con i nostri elementi fondativi. Infatti, la rete consortile di Sol.Co Città Aperta è composta da realtà che hanno mediamente superato i trent’anni di attività, anni in cui le basi sociali si sono trasformate e in cui sono cambiati i gruppi dirigenti andando necessariamente a costruire modelli di gestione sempre più tecnici. Quale sia il risultato di questa misurazione lo lasciamo valutare a chi legge questo bilancio; quello che mi sembra importante ribadire è che per le nostre cooperative la valutazione della performance sociale non deve essere un elemento dato per “scontato” ma deve diventare un modo per evidenziarne il valore.

Danilo Bettani
Presidente Cooperativa L'Impronta

Scambio mutualistico

La dimensione mutualistica rappresenta uno degli elementi distintivi del modello cooperativo e si esprime nella capacità delle cooperative di riconoscere, valorizzare e redistribuire il valore generato a favore delle socie e dei soci, attraverso forme di mutualità economica attiva.

S1 - Creazione di valore per i soci e per le socie

S1 – Creazione di valore per i soci e per le socie

Meccanismi formalizzati di redistribuzione dell'apporto dei soci

La principale leva di redistribuzione del valore è rappresentata dallo strumento del ristorno; a questo si affiancano, in alcune cooperative, ulteriori modalità quali la distribuzione di risorse con maggiorazione a favore dei soci lavoratori e delle socie lavoratrici e l’accesso agevolato a servizi (es. CRE, nidi, mensa, ristorazione aziendale e buoni pasto).

Benessere dei lavoratori e delle lavoratrici e distribuzione equa delle risorse

S2 - Miglioramento del benessere dei lavoratori e delle lavoratrici

Il sistema evidenzia un’ampia diffusione di misure orientate al benessere organizzativo, con un indice di copertura pari al 100% delle organizzazioni che dichiarano almeno un intervento attivo.

S2 – Miglioramento del benessere dei lavoratori e delle lavoratrici

Numero di organizzazioni che adottano ciascuna azione di benessere

S3 - Turnover

Il livello di turnover complessivo si attesta su valori contenuti, indicando una buona stabilità occupazionale a livello aggregato. In particolare, la percentuale mediana di dimissioni volontarie, esclusi i pensionamenti, sul totale dei dipendenti e delle dipendenti risulta pari all’11,37%, quindi inferiore alla soglia prudenziale del 15% assunta come riferimento interno di lettura. Tale evidenza va tuttavia interpretata con attenzione, poiché il dato complessivo può coesistere con dinamiche più accentuate di ricambio in specifiche figure professionali, in particolare nell’area educativa, dove il settore registra criticità diffuse di reclutamento, permanenza e continuità degli organici.

11,37%
Turnover (mediana)
S4 - Inclusione dei lavoratori e delle lavoratrici con fragilità e diversità

Il sistema evidenzia una diffusa adozione di pratiche inclusive (63,6% delle organizzazioni con almeno un’azione attiva) e un’elevata intensità inclusiva (+27% rispetto agli obblighi normativi), a conferma di un impegno che eccede i requisiti previsti dalla normativa.

S4 – Inclusione dei lavoratori e delle lavoratrici con fragilità e diversità

Percentuale di organizzazioni che includono ciascuna categoria di lavoratori/lavoratrici con fragilità o diversità (su 11 totali)

Valore medio di inclusione calcolato sulla media aritmetica delle percentuali delle 6 categorie rilevate. le categorie sono state riorganizzate in forma sintetica per facilitare la lettura e la comparabilità, mantenendo coerenza con le tipologie previste dal set di indicatori “Sostenibilità cooperativa – la misurazione ESG nelle imprese cooperative”
* le categorie sono state riorganizzate in forma sintetica per facilitare la lettura e la comparabilità, mantenendo coerenza con le tipologie previste dal set di indicatori “Sostenibilità cooperativa – la misurazione ESG nelle imprese cooperative
SI1- % incrementale rispetto ai requisiti minimi di legge (es. Lg. 68/99 e Lg. 381/91) di lavoratori svantaggiati e lavoratrici svantaggiate sul totale dei lavoratori e delle lavoratrici
+ 27% è il valore calcolato come mediana dell’incremento percentuale rispetto ai requisiti minimi di legge indicati e considerando esclusivamente le organizzazioni per cui tali obblighi risultano applicabili, quindi escludendo le Cooperative di tipo A e Sol.Co Città Aperta
S5 - Soddisfazione dei dipendenti e delle dipendenti

La maggior parte delle organizzazioni è dotata di strumenti di rilevazione della soddisfazione del personale, evidenziando un buon livello di strutturazione dei processi di ascolto organizzativo. L’employee listening risulta attivo nell’81,8% delle organizzazioni.

S5 - Soddisfazione dei dipendenti e delle dipendenti

Adozione di sistemi di employee listening

Totale 11

Stabilità contrattuale del personale

S6 - Incidenza contratti a tempo indeterminato

La stabilità occupazionale costituisce un elemento centrale della qualità del lavoro, incidendo sulla continuità dei servizi, sul benessere delle persone e sulla capacità organizzativa nel medio-lungo periodo. In questo quadro, il sistema evidenzia un elevato livello di stabilità contrattuale, con oltre l’80% dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

S6 - Contratti a tempo indeterminato

Rapporto tra nr. di lavoratori/lavoratrici con contratto a tempo indeterminato e il totale dei lavoratori/lavoratrici

Valore medio di sistema 83%*
* incidenza media dei contratti a tempo indeterminato al 31/12/2025 calcolata a livello di sistema

Formazione e sviluppo delle competenze

S7 - Formazione (ore medie per dipendente)

La formazione rappresenta una leva strategica per la qualità del lavoro e per l’innovazione nei servizi. I dati evidenziano una significativa variabilità tra le organizzazioni, con alcune realtà che raggiungono livelli particolarmente elevati (fino a 17 ore annue per dipendente).

7,2
Ore di formazione erogate nel 2025*

* media calcolata sul valore dichiarato dalle singole organizzazioni

S7 – Formazione (ore medie per dipendente)

Distribuzione delle organizzazioni per fascia di ore di formazione annua per dipendente

* Escluse le organizzazioni con dato non disponibile
Dettaglio dell’indicatore per singola organizzazione Valore
Sol.Co Città Aperta 5
AEPER 14,2
Alchimia 12,7
Bergamo Lavoro 1,45
Biplano N/D
Cooperativa Della Comunità 3,5
Ecosviluppo 2
Generazioni FA 3,49
Impronta 17
Il Pugno Aperto 10,4
Ruah 2,40
* dato calcolato dividendo il totale delle ore di formazione non obbligatoria erogate nel corso dell’anno per il numero complessivo di lavoratori e lavoratrici presenti in organico al 31/12/2025

Equità retributiva di genere

S8 - Gender Pay Gap 

Il gender pay gap misura la differenza percentuale tra la retribuzione oraria lorda media dei lavoratori e quella delle lavoratrici, rapportata alla retribuzione media maschile. Il calcolo è effettuato su base oraria, al fine di neutralizzare gli effetti legati a differenti regimi di lavoro, e non tiene conto di variabili quali ruolo, anzianità o livello contrattuale. I dati evidenziano come più della metà (54,5%) delle organizzazioni presenti un gap nullo o negativo, indicando una sostanziale parità retributiva o, in alcuni casi, una maggiore remunerazione media femminile.

S8 – Gender Pay Gap

Dettaglio dell'indicatore per singola organizzazione. La distanza da 0% misura lo scostamento dalla parità.

verso femminile verso maschile

Diversity management

S9 - Politiche di diversità e pari opportunità

La presenza di politiche dedicate alla diversità e alle pari opportunità rappresenta un indicatore rilevante del livello di maturità organizzativa e dell’attenzione all’equità. La maggioranza delle organizzazioni (63,6%) ha adottato politiche formalizzate, mentre una quota più limitata si colloca su approcci ancora informali. Complessivamente, l’81,8% delle organizzazioni presenta almeno una forma di presidio sul tema.

S9 – Politiche di diversità e pari opportunità

Stato di formalizzazione delle politiche di diversità e pari opportunità

Politiche e sistemi di salute e sicurezza

S10 - Politiche e sistemi di gestione salute e sicurezza

La dimensione della salute e sicurezza evidenzia una copertura totale, con il 100% delle organizzazioni dotate di almeno una politica attiva. Si rileva inoltre un’ampia diffusione di sistemi strutturati, presenti nel 90,9% delle organizzazioni, a conferma di un presidio consolidato su un ambito centrale per la qualità del lavoro.

S10 - Politiche e sistemi di gestione salute e sicurezza

Tipologia di sistemi di gestione della salute e sicurezza adottati

Totale 11
Sistema formalizzato non certificato
10 - 90,9%
Sistema certificato (ISO 45001)
1 - 9,1%

Talent management

La gestione strategica delle risorse umane rappresenta una leva fondamentale per la sostenibilità organizzativa nel medio-lungo periodo.

S11 - Strategie e pratiche di talent management

La gestione e valorizzazione dei talenti rappresenta una leva strategica per la sostenibilità organizzativa e la capacità di innovazione dei servizi. Il sistema evidenzia una diffusa attenzione al tema, con una copertura complessiva pari all’81,9% delle organizzazioni; tuttavia, prevalgono approcci ancora non formalizzati, segnalando un ambito in evoluzione verso una maggiore strutturazione.

S11 – Strategie e pratiche di talent management

Stato di formalizzazione dei programmi di talent management

S12 - Monitoraggio e valutazione delle competenze

Il monitoraggio delle competenze rappresenta un elemento rilevante per la gestione e lo sviluppo del capitale umano. La quasi totalità delle organizzazioni (90,9%) adotta forme di rilevazione delle competenze, seppur con livelli differenziati di sistematicità. Se 4 organizzazioni su 11 hanno attivato processi formalizzati e ricorrenti su base annuale, prevalgono modalità di monitoraggio non strutturate o saltuarie, evidenziando un ambito di possibile rafforzamento.

S12 – Monitoraggio e valutazione delle competenze

Adozione di sistemi di performance management

Cosa emerge dalla lettura della performance “S”

Nel complesso, la lettura integrata degli indicatori restituisce un sistema caratterizzato da un elevato presidio delle dimensioni fondamentali della sostenibilità sociale, con particolare riferimento alla qualità del lavoro, all’inclusione e al benessere organizzativo. Emergono con chiarezza alcuni tratti distintivi: una diffusa attenzione alla valorizzazione della base sociale, un impegno concreto nei processi di inclusione lavorativa e una buona tenuta complessiva in termini di stabilità occupazionale.

Accanto a questi elementi consolidati, si evidenziano ambiti di evoluzione che riguardano in particolare il livello di strutturazione dei processi organizzativi, soprattutto nei campi del talent management, della misurazione della soddisfazione e del monitoraggio sistematico delle competenze. In tale prospettiva, l’attenzione crescente alle competenze si configura come una traiettoria strategica di investimento per il sistema: lo sviluppo continuo del capitale umano rappresenta infatti una condizione abilitante per rispondere in modo efficace alla crescente complessità dei bisogni sociali e alle trasformazioni del mercato dei servizi di welfare, sempre più orientato a logiche di qualità, innovazione e integrazione multidisciplinare.

Il rafforzamento delle politiche formative e dei sistemi di valorizzazione delle competenze assume quindi un ruolo centrale non solo in termini di crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche come leva per sostenere la capacità progettuale, la qualità dei servizi e la generazione di impatto sociale nel medio-lungo periodo.

Parallelamente, emerge con sempre maggiore evidenza la necessità di accompagnare tali dinamiche con un processo di progressiva managerializzazione. Le cooperative sociali e i consorzi sono infatti chiamati a integrare la propria missione sociale con modelli gestionali sempre più strutturati, capaci di garantire efficienza, sostenibilità economica e capacità competitiva. Questo passaggio risulta particolarmente rilevante in un contesto caratterizzato da una crescente ibridazione tra pubblico e privato e da dinamiche di progressiva privatizzazione del welfare, che introducono nuovi attori e intensificano la competizione nei mercati dei servizi alla persona.

In questo scenario, la capacità di coniugare radicamento valoriale e innovazione gestionale rappresenta una sfida cruciale per il sistema Sol.Co Città Aperta.

3.5 G - Performance sulla governance

Responsabilità, partecipazione e trasparenza: un sistema che genera fiducia e valore condiviso

Pluralità di voci e coerenza di indirizzo

La governance rappresenta uno degli elementi qualificanti del modello organizzativo del sistema Sol.Co Città Aperta, in quanto definisce le modalità attraverso cui vengono assunte le decisioni, distribuite le responsabilità e costruiti i processi di partecipazione tra consorzio e cooperative socie. In un contesto caratterizzato da una forte integrazione tra soggetti diversi, la capacità di governo assume una dimensione sistemica, che va oltre i singoli assetti organizzativi per configurarsi come pratica condivisa.

Nel modello cooperativo, la governance non si limita a una funzione di indirizzo e controllo, ma incorpora elementi distintivi quali la partecipazione democratica, la mutualità e il radicamento territoriale. Tali dimensioni si traducono, nel caso di Sol.Co Città Aperta, in un equilibrio tra rappresentanza delle organizzazioni, coordinamento consortile e valorizzazione delle specificità delle singole cooperative, all’interno di un disegno comune orientato alla generazione di valore sociale.

Il percorso di sostenibilità ha ulteriormente rafforzato questa impostazione, introducendo momenti strutturati di confronto, raccolta dati e riflessione condivisa che hanno coinvolto attivamente le organizzazioni consorziate. In questo senso, la governance si configura come processo dinamico di costruzione collettiva, capace di connettere visione strategica, pratiche operative e responsabilità diffuse.

La presente sezione analizza la governance lungo alcune direttrici fondamentali: la composizione e il funzionamento degli organi decisionali, i livelli di partecipazione dei soci e delle socie, le forme di relazione con gli stakeholder e le reti territoriali, nonché i sistemi di presidio organizzativo, etico e di controllo. L’obiettivo è restituire una lettura complessiva della capacità di governo del sistema, evidenziandone gli elementi di solidità e le principali traiettorie di sviluppo, in coerenza con l’evoluzione del contesto e con le nuove sfide che il Consorzio è chiamato ad affrontare.

Equilibrio tra dimensione di sistema e specificità delle singole organizzazioni

Gli indicatori sono stati valorizzati secondo due modalità complementari, coerenti con la natura consortile del sistema e con l’esigenza di restituire una lettura equilibrata tra dimensione aggregata e specificità organizzative.

Da un lato, sono stati elaborati indicatori aggregati di sistema, espressi in forma percentuale o media (es. composizione per genere, diffusione di policy, partecipazione a reti), utili a rappresentare le principali tendenze comuni e a restituire una visione complessiva e sintetica del gruppo consortile. Dall’altro, sono stati utilizzati indicatori puntuali per singola organizzazione, in particolare per quei fenomeni caratterizzati da elevata variabilità (es. partecipazione assembleare, scambio mutualistico, intensità dei processi di governance), al fine di evitare semplificazioni derivanti da sintesi poco rappresentative e valorizzare le differenze tra le cooperative.

Questa impostazione riflette una precisa scelta metodologica: considerare la governance come uno spazio di equilibrio tra centralità del sistema e autonomia delle singole organizzazioni, in cui la lettura aggregata non annulla le specificità, ma le ricompone in una prospettiva comune.

Il confronto all’interno del Green Lab ha rappresentato un’occasione di approfondimento e riflessione condivisa rispetto ai temi della sostenibilità e agli indirizzi di governance delle nostre organizzazioni. Raccogliere i dati, rileggerli in una prospettiva di miglioramento e condividerli con la base sociale e con i diversi livelli organizzativi significa orientare i processi e rafforzare una cultura organizzativa sempre più attenta alla sostenibilità e all’innovazione. Tali indirizzi risultano tanto più efficaci quanto più vengono integrati nelle pratiche di governo, nella partecipazione, nella gestione delle relazioni e nella capacità di assumere nel tempo scelte coerenti e trasparenti. In questa prospettiva, i parametri ESG non rappresentano soltanto criteri di misurazione, ma anche chiavi di lettura per riconoscere, orientare e rendere più visibile l’impatto sociale, ambientale e organizzativo prodotto nelle comunità e sui territori.  La prospettiva futura per le nostre organizzazioni è rendere questo patrimonio sempre più stabile e riconoscibile nei processi decisionali, nei sistemi di accountability e nelle modalità con cui produciamo valore condiviso e innovazione all’interno dei territori di riferimento.

Rossella Aldegani
Vicepresidente e Responsabile Area Ambiente di Alchimia Cooperativa sociale

Diversità, inclusione e rappresentanza

G1 - Composizione per genere

Il sistema evidenzia una solida rappresentanza femminile sia nella base sociale sia negli organi di governance, con una presenza maggioritaria nei Consigli di Amministrazione.

G1 – Composizione per genere

uomini
donne
* I valori riportati rappresentano la media delle 11 organizzazioni. Fa eccezione il dato relativo alla base sociale, per il quale sono state escluse dal conteggio le partecipazioni sociali in capo a persone giuridiche e Consorzio Sol.Co Città Aperta in quanto avente base sociale composta esclusivamente da persone giuridiche.
G2 - Composizione per età

A livello complessivo, si rileva una limitata presenza di componenti giovani negli organi decisionali, a fronte di una prevalenza di profili senior, espressione di una governance caratterizzata da elevata esperienza ma con margini di ricambio generazionale.

Si precisa che l’indicatore, assumendo come soglia anagrafica la coorte under 30, restituisce una lettura particolarmente restrittiva della presenza giovanile negli organi di governance e può quindi non rappresentare pienamente l’investimento del Consorzio a favore del protagonismo delle nuove generazioni. Nel sistema consortile, infatti, l’attenzione ai giovani e al ricambio generazionale si esprime in modo significativo anche nella coorte under 36, attraverso percorsi, progettualità e iniziative dedicate ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici, finalizzate allo sviluppo di competenze, partecipazione, responsabilizzazione e progressivo coinvolgimento nei processi organizzativi e decisionali.

G2 – Composizione per età

Dato calcolato sulla base del grafico G1

G3 - Rappresentanza per genere (indicatore composito)

Il confronto tra base sociale e livelli di governance evidenzia un buon livello di allineamento nella composizione del Consiglio di Amministrazione (scostamento medio assoluto di 3,3 p.p.), mentre emerge un disallineamento più marcato a livello di alta dirigenza (10,3 p.p.), con una progressiva riduzione della componente femminile rispetto alla base sociale. Il dato suggerisce la presenza di margini di miglioramento in termini di piena rappresentatività nei ruoli apicali.

G3 – Rappresentanza per genere

Indicatore composito: scostamento da base sociale per CdA e Alta Dirigenza

Scostamento medio CdA vs base sociale 3,3 p.p.
Scostamento medio alta dirigenza vs base sociale 10,3 p.p.
uomini (sovrarappresentati)
donne (sottorappresentate)
Scostamento dalla base sociale in punti percentuali (p.p.).
Valori positivi = sovrarappresentazione, negativi = sottorappresentazione.

*media degli scostamenti medi assoluti uomini/donne
93,2%
Indice di rappresentatività della governance (genere)
G4 - Rappresentanza per età (indicatore composito)

Il confronto tra base sociale e livelli di governance evidenzia un buon livello di allineamento complessivo nella distribuzione per fasce d’età (scostamento medio assoluto pari a 4 p.p.), ma mette in luce una criticità strutturale in termini di ricambio generazionale, con l’assenza di componenti under 30 sia nel Consiglio di Amministrazione sia nell’alta dirigenza. Il dato segnala la necessità di rafforzare i percorsi di accesso e sviluppo delle nuove generazioni nei ruoli decisionali. Come per l’indicatore G2,  anche l’indicatore G4 considera la sola componente under 30 e non intercetta pienamente i percorsi di coinvolgimento rivolti alla fascia under 36, ambito nel quale il Consorzio promuove iniziative dedicate ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici, orientate allo sviluppo di competenze, partecipazione e responsabilizzazione progressiva.

G4 – Rappresentanza per età

Dato calcolato sulla base del grafico G1

Distribuzione per fascia d'età (%)

Rappresentanza per fascia d'età

Indicatore composito: scostamento da base sociale per CdA e Alta Dirigenza

Scostamento medio CdA 4 p.p.
Scostamento medio alta dirigenza 4 p.p.
cda vs base
alta dirigenza vs base
Scostamento dalla base sociale in punti percentuali (p.p.). Valori positivi = sovrarappresentazione, negativi = sottorappresentazione. *media degli scostamenti medi assoluti per fascia d'età
96%
Indice di rappresentatività della governance (età)
G5 - Governance allargata

9 organizzazioni su 11 hanno nei propri Consigli di Amministrazione persone rappresentanti di realtà esterne, a conferma di una significativa apertura a contributi qualificati e della valorizzazione di competenze diversificate nei processi decisionali.

G5 - Governance allargata

Organizzazioni con persone rappresentanti di realtà esterne nei Consigli di Amministrazione

11 Totale
Con rappresentanti esterni
9 - 81,8%
Senza rappresentanti esterni
2 - 18,2%
9 organizzazioni su 11 hanno nei propri Consigli di Amministrazione persone rappresentanti di realta esterne.

Partecipazione

G6 - Formazione alla partecipazione

Il sistema evidenzia una copertura totale dei percorsi formativi finalizzati a rafforzare la partecipazione consapevole, attivati da tutte le organizzazioni (100%). Questo dato segnala una diffusa attenzione al rafforzamento delle competenze di governance e alla qualificazione del ruolo di soci, socie e componenti degli organi decisionali.

L’analisi del grado di segmentazione dei percorsi mostra tuttavia un livello intermedio di strutturazione: il 54,5% delle organizzazioni sviluppa iniziative rivolte a specifiche categorie di stakeholder, mentre il restante 45,5% adotta approcci non differenziati. In particolare, solo il 27,3% delle organizzazioni (3 su 11) prevede percorsi esplicitamente dedicati ai giovani under 30.

Come per gli indicatori G2 e G4, anche qui il dato sulla coorte presa in considerazione dall’indicatore non intercetta pienamente le iniziative rivolte ai giovani cooperatori e alle giovani cooperatrici nella fascia under 36, ambito nel quale il sistema consortile promuove percorsi di partecipazione, crescita delle competenze e progressivo coinvolgimento nella vita organizzativa e nei processi decisionali.

Indicatore Valore
Copertura percorsi partecipativi 100%
Livello di segmentazione dei percorsi 54,5%
77,3%
Indice di strutturazione della partecipazione consapevole
G7 - Partecipazione dei soci e delle socie alla vita cooperativa

L’intensità dello scambio mutualistico misura il grado di integrazione tra dimensione imprenditoriale e base sociale, attraverso il coinvolgimento diretto dei soci e delle socie nei processi produttivi e negli scambi economici. L’analisi evidenzia una presenza diffusa, seppur eterogenea, di mutualità interna, con una quota di lavoratori e lavoratrici che sono anche soci e socie variabile tra il 14% e il 59%. Il valore medio si attesta intorno al 31,41%, indicando un livello significativo ma non uniforme di integrazione tra lavoro e partecipazione sociale. Più limitata risulta invece la dimensione della mutualità economica in termini di scambio commerciale diretto con i soci e le socie, attivata in modo rilevante solo in alcune realtà, mentre nella maggior parte delle organizzazioni tale componente risulta assente o marginale. Non risultano infine disponibili dati significativi in relazione al conferimento di semilavorati, elemento che appare meno rilevante rispetto alla natura dei servizi erogati dalle cooperative di Sol.Co Città Aperta.

% lavoratori/lavoratrici che sono anche soci/socie % della vendita ai soci/socie vs vendite complessive % del semilavorato acquisito tramite conferimento vs percentuale del semilavorato acquisito da fornitori esterni
AEPER 33% 0% N/A
Alchimia 30,20% 0% N/A
Bergamo Lavoro 30% 0% N/A
Biplano 38% 38% N/A
Cooperativa Della Comunità 41,10% 0% N/A
Ecosviluppo 16,24% 23% N/A
Generazioni FA 25,60% 0% N/A
Impronta 14% 0% N/A
Il Pugno Aperto 27% 0% N/A
Ruah 59% 0% N/A
Indicatore Valore
% media mutualità lavorativa 31,41%
% media mutualità economica 6,10%
G8 - Partecipazione alle assemblee

Il sistema evidenzia un buon livello di partecipazione assembleare, con una prevalenza della partecipazione diretta (65,2%) rispetto alla partecipazione per delega (11,3%), a conferma di un coinvolgimento attivo della base sociale nei processi decisionali.

Partecipazione alle assemblee

In proprio e tramite delega.

in proprio
tramite delega
G9 - Frequenza delle riunioni assembleari

9 organizzazioni su 11 svolgono almeno un’assemblea con cadenza almeno semestrale, evidenziando un buon livello di regolarità nei momenti di confronto e partecipazione della base sociale.

N. assemblee svolte nell’anno 2025
Sol.Co Città Aperta 4
AEPER 2
Alchimia 3
Bergamo Lavoro 2
Biplano 1
Cooperativa Della Comunità 1
Ecosviluppo 2
Generazioni FA 2
Impronta 2
Il Pugno Aperto 2
Ruah 2
G10 - Frequenza delle riunioni dell'organo di gestione

Il sistema evidenzia un’elevata intensità dell’attività dei Consigli di Amministrazione, con un totale di 143 CdA e una media di ~13 riunioni annue, a conferma di un presidio continuativo dei processi decisionali.

N. di Consigli di amministrazione svolti nell’anno 2025
Sol.Co Città Aperta 20
AEPER 16
Alchimia 14
Bergamo Lavoro 5
Biplano 14
Cooperativa Della Comunità 12
Ecosviluppo 12
Generazioni FA 7
Impronta 14
Il Pugno Aperto 19
Ruah 10

G11 - Limiti alla durata degli incarichi

La composizione dei Consigli di Amministrazione evidenzia un buon equilibrio tra continuità ed elementi di rinnovamento, con una presenza significativa sia di componenti con elevata anzianità (oltre 6 anni) sia di componenti più recenti (meno di 3 anni), a supporto della stabilità decisionale e dell’apertura a nuove figure.

Composizione del Consiglio di Amministrazione

Confronto tra la quota di componenti del CdA che siedono in Consiglio da più di 6 anni e la quota di componenti che siedono da meno di 3 anni.

Più di 6 anni Meno di 3 anni
Lo scostamento è calcolato come differenza tra la quota di componenti da più di 6 anni e la quota di componenti da meno di 3 anni.
79,2%
Indice di equilibrio della governance

Capacità di creare e gestire relazioni con gli stakeholder e il territorio

G12 - Capacità di fare rete

Il sistema Sol.Co Città Aperta evidenzia una spiccata capacità di operare in rete, con tutte le organizzazioni attivamente coinvolte in partnership e reti multi-stakeholder a livello locale, regionale e nazionale, a conferma di un modello aperto, collaborativo e orientato alla costruzione di valore condiviso sui territori. Le partecipazioni in altre realtà dell’economia sociale (10 organizzazioni su 11) confermano un forte radicamento nel tessuto cooperativo e una propensione alla costruzione di ecosistemi collaborativi multi-attore.

SI-1 Tipologia di reti

Tutte le 11 organizzazioni partecipano a reti multistakeholder su tematiche sociali, ambientali o di promozione di uno sviluppo partecipato e inclusivo

SI-2 Partecipazioni

Partecipazioni in altre realtà cooperative o in Enti dell'Economia Sociale

10 organizzazioni su 11 possiedono quote di partecipazione in altre realtà cooperative o in Enti appartenenti all'Economia Sociale
G13 - Criteri di selezione dei fornitori

9 organizzazioni su 11 adottano criteri di selezione dei fornitori, orientando le proprie scelte di approvvigionamento verso modelli coerenti con i principi di sostenibilità, responsabilità sociale e radicamento territoriale. Nel sistema Sol.Co Città Aperta emerge una diffusione significativa di criteri qualitativi, con livelli di formalizzazione ancora limitati. In particolare, il 63,6% delle organizzazioni (7 su 11) privilegia l’appartenenza al territorio, mentre una quota più contenuta integra criteri legati alle performance ambientali (36,4%) e sociali (27,3%). Solo il 27,3% delle organizzazioni dichiara di aver formalizzato tali criteri, evidenziando un’area di sviluppo legata al rafforzamento dei sistemi di procurement sostenibile e alla strutturazione delle politiche di filiera.

G13 - Criteri di selezione dei fornitori

Organizzazioni che adottano criteri di selezione dei fornitori

Totale 11
Adottano criteri di selezione
9 - 81,8%
Non adottano criteri di selezione
2 - 18,2%
9 organizzazioni su 11 adottano criteri di selezione dei fornitori.
Criterio N. preferenze % su 11
Appartenenza al territorio 7 63,6%
Performance ambientali 4 36,3%
Performance sociali 3 27,3%
Filiera corta 2 18,2%
Appartenenza all’economia sociale 2 18,2%
Certificazioni di processo/prodotto 2 18,2%
Nessun criterio 2 18,2%
SI-3 Formalizzazione

SI-3 FORMALIZZAZIONE

In prospettiva, l’integrazione tra politiche di acquisto e obiettivi ambientali potrà favorire una progressiva qualificazione della filiera in ottica ESG, contribuendo a una gestione più consapevole e misurabile degli impatti indiretti (Scope 3).

G14 - Mutualità tra diversi/e stakeholder

Nel sistema Sol.Co Città Aperta emerge una diffusione ancora parziale di pratiche strutturate di coinvolgimento attivo: il 45,5% delle organizzazioni (5 su 11) promuove o partecipa a forme di engagement degli/delle stakeholder, mentre la restante quota non adotta strumenti specifici.

Le modalità prevalenti di coinvolgimento si configurano principalmente attraverso la partecipazione a tavoli di lavoro e spazi di confronto territoriale, in particolare su temi legati allo sviluppo sostenibile, al benessere delle comunità e all’economia sociale.

G14 – Mutualità tra diversi/e stakeholder

SI-4 Tipologia
G15 - Sistemi di misurazione della creazione del valore sociale

Nel sistema Sol.Co Città Aperta, il 45,5% delle organizzazioni adotta strumenti di misurazione del valore sociale, mentre la restante quota non utilizza ancora metodologie strutturate. Tra gli strumenti utilizzati si evidenzia una prevalenza del modello Valoris17, affiancato da approcci valutativi interni.

G15 – Sistemi di misurazione della creazione di valore sociale

SI-5 Strumenti
Tra le organizzazioni che adottano strumenti di misurazione, 4 utilizzano il modello Valoris, mentre 1 si avvale di sistemi interni.

Il metodo VALORIS è uno strumento di valutazione dell’impatto economico generato dall’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nelle cooperative sociali di tipo B. Basato su un’analisi costi-benefici, consente di stimare il saldo tra i costi sostenuti dalla Pubblica Amministrazione e i benefici prodotti in termini di maggiori entrate fiscali, minori trasferimenti assistenziali e riduzione dei costi sociali e socio-sanitari.

G16 - Adozione di pratiche di valutazione dell'impatto

La capacità di valutare l’impatto sociale rappresenta un elemento avanzato della sostenibilità, in quanto consente di misurare in modo sistematico i cambiamenti generati su persone beneficiarie e sui territori. Il sistema evidenzia una diffusa attenzione al tema (81,9%), ma con una prevalenza di approcci ancora non formalizzati. La quota di organizzazioni dotate di sistemi strutturati (36,3%) segnala una fase di transizione verso modelli più evoluti di impact management.

Inoltre, solo il 45,5% delle organizzazioni applica tali pratiche su più di due servizi, evidenziando come la valutazione dell’impatto sia ancora prevalentemente legata a singoli progetti o interventi, piuttosto che pienamente integrata nei processi gestionali e nel modello operativo complessivo.

G16 – Adozione di pratiche di valutazione dell'impatto

Etica e compliance

G17 - Modello organizzativo e sistemi di gestion dei rischi (D.LGS. 231/01)

Nel sistema Sol.Co Città Aperta si rileva una diffusione significativa del Modello di Organizzazione e Gestione ai sensi del D.Lgs. 231/01, adottato dall’81,8% delle organizzazioni (9 su 11), a conferma di un buon livello di strutturazione dei presidi di compliance.

G17 - Modello organizzativo e sistemi di gestione dei rischi (D.Lgs. 231/01)

Totale 11
Si
9 - 81,8%
No
2 - 18,2%
G18 - Trasparenza e integrità (anticorruzione e whistleblowing)

Con riferimento ai sistemi anticorruzione, l’analisi evidenzia una copertura diffusa ma ancora non pienamente formalizzata: la maggior parte delle organizzazioni (72,7%) dispone di sistemi formalizzati, seppur non certificati, mentre non risultano ad oggi presenti sistemi certificati secondo standard internazionali (es. ISO 37001).

G18 – Trasparenza e integrità (anticorruzione e whistleblowing)

Nel sistema Sol.Co Città Aperta emerge una diffusione ampia delle attività di formazione in materia di anticorruzione: il 90,9% delle organizzazioni (10 su 11) attua iniziative formative, con una prevalenza di percorsi rivolti all’intero personale (63,6%). In parallelo, si rileva una copertura pressoché totale delle procedure di whistleblowing18(100% delle cooperative, escluso il Consorzio), a conferma dell’attenzione alla tutela dei meccanismi di segnalazione e alla prevenzione dei comportamenti non conformi.

Formazione anticorruzione

Whistleblowing

Procedure attive per la segnalazione di illeciti

Totale 10
Procedure attive
10 - 100%
* Consorzio Sol.Co Citta Aperta escluso

Cosa emerge dalla lettura della performance “G”

L’analisi della dimensione di governance restituisce l’immagine di un sistema complessivamente solido, caratterizzato da una buona diffusione di strumenti di presidio organizzativo, da un’elevata capacità di attivare reti e da un modello decisionale aperto e partecipato. La presenza diffusa di modelli 231, sistemi anticorruzione, strumenti di whistleblowing e percorsi di formazione dedicati evidenzia un livello di maturità significativo sotto il profilo della trasparenza e della gestione dei rischi.

Allo stesso tempo, emergono alcune traiettorie di sviluppo rilevanti: in primo luogo, il tema del ricambio generazionale rappresenta una priorità strategica per garantire continuità e innovazione nei processi di governo. In questa prospettiva – pur considerando l’attenzione dedicata agli under36 – si condivide l’opportunità di sviluppare iniziative sempre più strutturate e mirate alla valorizzazione delle nuove generazioni. In stretta connessione con quanto emerso nella dimensione sociale, il rafforzamento di politiche e strumenti di talent management si configura come una leva fondamentale anche per la governance, nella misura in cui consente di alimentare bacini di competenze interne, favorire percorsi di crescita e sostenere l’accesso ai ruoli di responsabilità. La capacità di integrare sviluppo delle competenze e processi decisionali rappresenta un fattore abilitante per affrontare la crescente complessità gestionale del settore.

Un ulteriore ambito di evoluzione riguarda la qualificazione dei processi di procurement, oggi caratterizzati da una buona attenzione ai criteri territoriali e relazionali, ma ancora limitatamente formalizzati. In una logica di sistema, l’attivazione di meccanismi condivisi di selezione dei fornitori e la definizione di criteri comuni orientati a performance ambientali e sociali potrebbero rafforzare la coerenza complessiva delle scelte di approvvigionamento, contribuendo anche alla gestione degli impatti indiretti lungo la filiera (Scope 3).

Infine, la natura consortile del sistema rappresenta un’opportunità distintiva per la costruzione e diffusione di best practice condivise, in particolare sui temi della partecipazione, dell’inclusione nei processi decisionali e del coinvolgimento degli stakeholder.

L’equilibrio tra autonomia delle singole organizzazioni e sviluppo di modelli comuni costituisce, in questa prospettiva, una leva strategica per rafforzare il senso di appartenenza al sistema Sol.Co Città Aperta e consolidarne la capacità di governo in chiave evolutiva.

Le procedure di whistleblowing sono disciplinate dal D.Lgs. 24/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2019/1937 e introduce un sistema organico di tutela dei soggetti che segnalano violazioni, rafforzando i presidi di trasparenza e prevenzione dei rischi all’interno delle organizzazioni.

3.6 Quadro Sinottico delle performance ESG

Nota metodologica

Le tabelle propongono una riconciliazione metodologica tra il set dei 44 indicatori adottato dal sistema Sol.Co Città Aperta e i principali riferimenti internazionali in materia di rendicontazione di sostenibilità, con particolare riguardo ai GRI Standards e agli European Sustainability Reporting Standards (ESRS).

Tale raccordo non deve essere interpretato come una corrispondenza normativa puntuale o come equivalenza univoca “uno a uno” tra ciascun indicatore interno e una specifica disclosure standard, bensì come un’operazione di allineamento tecnico-funzionale finalizzata a rafforzare la leggibilità, la comparabilità e la trasparenza del modello di reporting adottato. L’impianto metodologico del Bilancio di Sostenibilità si fonda infatti su un approccio di sistema, riferito al Consorzio e alle dieci cooperative socie, e su un modello ibrido che integra, da un lato, gli indicatori elaborati nell’ambito della ricerca sulla sostenibilità cooperativa promossa da Confcooperative Bergamo, CSA Coesi e Università degli Studi di Bergamo e, dall’altro, i principali framework internazionali di rendicontazione ESG.

La costruzione della matrice di raccordo è stata effettuata in coerenza con i princìpi dichiarati nel Bilancio — rilevanza, completezza, comparabilità, trasparenza, tracciabilità e miglioramento continuo — nonché con il criterio di proporzionalità proprio di un primo esercizio volontario di rendicontazione. I dati utilizzati derivano da processi di auto-rilevazione condivisi, riferiti al questionario sottoposto nel febbraio 2026 alle 11 organizzazioni del perimetro, successivamente aggregati e interpretati in chiave consortile. In tale quadro, le attribuzioni ESRS e GRI sono state effettuate privilegiando, a seconda dei casi, la disclosure più direttamente pertinente oppure il riferimento tematico prevalente, soprattutto laddove l’indicatore interno esprima contenuti organizzativi, mutualistici o comunitari che non trovano una piena corrispondenza nei framework standardizzati, storicamente costruiti in prevalenza su modelli d’impresa for profit.

Le corrispondenze risultano generalmente più dirette per gli indicatori relativi a consumi, emissioni, salute e sicurezza, occupazione, formazione, diversity, anticorruzione, conformità normativa e sistemi di governance, per i quali esistono riferimenti piuttosto chiari nei GRI e negli ESRS. Risultano invece necessariamente più interpretative (e quindi da leggere come raccordi prevalenti o per prossimità tematica) le associazioni riguardanti indicatori che riflettono elementi distintivi del modello cooperativo e consortile, quali la mutualità, la partecipazione democratica, la governance allargata, la capacità di fare rete, la creazione di valore sociale condiviso e i sistemi di misurazione dell’impatto sociale. In tali casi, la tabella non intende forzare una coincidenza formale con gli standard, ma evidenziare il framework esterno più coerente entro cui collocare l’informazione, mantenendo al contempo la specificità identitaria del sistema Sol.Co Città Aperta e del relativo modello di business.

La lettura della riconciliazione è inoltre strettamente connessa ai 6 temi materiali individuati nel percorso di materialità e doppia materialità, che costituiscono la principale chiave interpretativa dell’intero impianto rendicontativo: Transizione ecologica e gestione delle risorse; Inclusione sociale, pari opportunità e valorizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici; Qualità e accessibilità dei servizi socio-educativi e assistenziali; Innovazione sociale e partnership territoriali; Etica, trasparenza e accountability; Valutazione e misurazione dell’impatto sociale. Tali temi materiali orientano sia la selezione degli indicatori, sia la loro successiva riclassificazione rispetto ai framework GRI ed ESRS. I temi materiali risultano associati, a livello macro, a GRI 302/303/305/306; GRI 401/403/405; GRI 203/204; GRI 2/205/419; ESRS E1/E2/E5; ESRS S1/S3/S4; ESRS G1 ed ESRS 2. La riconciliazione proposta porta questo impianto a un livello più granulare sui singoli indicatori. Ne deriva che lo sforzo di “standardizzazione” non ha solo una funzione descrittiva, ma anche una funzione strategica: essa consente di rendere più esplicito il collegamento tra misurazione delle performance, priorità di sostenibilità del sistema consortile e traiettorie evolutive del percorso ESG. In particolare, i temi più fortemente standardizzabili — come transizione ecologica, condizioni di lavoro, diversity, salute e sicurezza, trasparenza e compliance — presentano raccordi più immediati con GRI ed ESRS; viceversa, i temi maggiormente identitari, quali innovazione sociale, partnership territoriali e misurazione dell’impatto, richiedono un livello più elevato di interpretazione metodologica e mantengono una componente ancora in evoluzione.

In questa prospettiva, la matrice di raccordo deve essere considerata come uno strumento dinamico di progressivo affinamento, utile a sostenere la maturazione del sistema informativo ESG del Consorzio, a facilitare il confronto con benchmark esterni e a rafforzare, nel tempo, la comparabilità delle informazioni rendicontate, senza rinunciare alla coerenza con la missione, la natura cooperativa e il radicamento territoriale del sistema Sol.Co Città Aperta.

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4.1 Sintesi interpretativa delle performance ESG

Una prima chiave di lettura: un sistema che parte da una solida base sociale e si sta aprendo a nuove traiettorie di sviluppo

L’analisi integrata delle performance ESG del sistema Sol.Co Città Aperta restituisce un livello di maturità differenziato tra le tre dimensioni della sostenibilità: la dimensione sociale si configura come ambito consolidato e strutturale, la governance come ambito in fase di progressiva evoluzione organizzativa e la dimensione ambientale come area emergente, caratterizzata da prime evidenze quantitative ma ancora limitata ad una gestione non strutturata o informale.

Questa configurazione riflette un modello di sostenibilità “endogeno”, in cui le pratiche sociali risultano intrinsecamente integrate nei modelli operativi, mentre le dimensioni ambientali e di governance possono rappresentare ambiti di innovazione sistemica.

I dati confermano tale impostazione: solo 3 organizzazioni su 11 dispongono di una funzione dedicata all’innovazione sostenibile formalmente riconosciuta nell’organigramma e con responsabilità definite, mentre 4 non presentano alcun presidio specifico. Ciò evidenzia una diffusa capacità operativa e progettuale, non ancora accompagnata da un adeguato livello di strutturazione manageriale, che costituisce una delle principali aree di sviluppo del sistema.

E, S, G tre facce della stessa medaglia

Fin dall’inizio del percorso di sostenibilità, nel sistema Sol.Co Città Aperta le tre dimensioni E, S e G sono state approcciate come aree fortemente interconnesse e reciprocamente abilitanti, non come ambiti indipendenti.

Il GREEN LAB ha fatto propria l’impostazione condivisa secondo cui la dimensione sociale agisce come driver primario di creazione di valore, la governance come infrastruttura di capacitazione organizzativa e metodologica e la dimensione ambientale come ambito di innovazione e sviluppo imprenditoriale.

In questo quadro, il rafforzamento delle competenze delle persone – che già nel 2025 concentrano oltre il 50% dei focus sui processi innovativi – si configura come una leva strategica trasversale per sostenere l’evoluzione del sistema. Le organizzazioni evidenziano, infatti, una forte attenzione sia allo sviluppo professionale interno sia all’acquisizione di competenze emergenti, accompagnata da una crescente apertura verso modelli di apprendimento collaborativo e processi di innovazione partecipata.

Ambito Pratiche d’interesse %
Formazione su competenze emergenti Attività formative su AI, impatto sociale, digital marketing, comunicazione 41,2
Innovazione organizzativa Coinvolgimento del personale in co-progettazione e open innovation 35,3
Apertura verso l’esterno Percorsi formativi aperti a stakeholder, beneficiari e beneficiarie 23,5

Il rafforzamento delle competenze si conferma così come una leva abilitante trasversale, strettamente connessa alle priorità di sviluppo di Sol.Co Città Aperta. Tali priorità risultano infatti ampiamente coerenti con i temi materiali individuati nel percorso di doppia materialità, confermando il forte allineamento tra percezione, strategia e orientamento agli investimenti.

Più nello specifico:

In ambito “E” le principali aree di investimento riguardano il potenziamento dei progetti di educazione ambientale e l’economia circolare, delineando una crescente attenzione verso la transizione ecologica.

Ambito di investimento ambientale

In ambito “S”, emergono con particolare evidenza il benessere dei lavoratori e delle lavoratrici, l’innovazione sociale e la formazione, confermando la centralità della dimensione umana nei modelli di sviluppo.

Ambito di investimento - impatto Sociale

Sul piano della governance “G”, le priorità si concentrano sul rafforzamento dei processi di stakeholder engagement, sullo sviluppo di reti e nuove partnership e su sistemi di monitoraggio e valutazione degli impatti.

Ambito di investimento - impatto governance

Nel complesso:

Ambito di investimento %
Benessere lavoratori e lavoratrici 16,4%
Educazione e sensibilizzazione ambientale 14,8%
Innovazione sociale 14,8%
Reti e partnership 13,1%
Formazione 13,1%
Economia circolare 11,5%
Monitoraggio e valutazione degli impatti 11,5%
Stakeholder engagement 4,8%

Investire nella condivisione delle best practice, evolvere verso modelli aperti di apprendimento

Il sistema consortile manifesta una marcata propensione alla circolazione delle pratiche: 9 organizzazioni su 11 si dichiarano propense ad attivare modalità strutturate di condivisione e trasferimento di conoscenze all’interno della rete consortile. Tale orientamento evidenzia inoltre l’esistenza di un capitale relazionale e di know how significativo, in grado di sostenere processi di allineamento, diffusione di buone pratiche e rafforzamento delle competenze comuni.

In questa prospettiva, le best practice condivise possono evolvere da strumento di coesione interna anche a leva per l’attivazione di forme di collaborazione strutturate con attori esterni, favorendo processi di contaminazione reciproca, ibridazione e open innovation.

Il rafforzamento delle interazioni con ecosistemi esterni si configura pertanto come una direttrice strategica di sviluppo, funzionale ad ampliare il perimetro dell’apprendimento organizzativo, facilitare l’accesso a nuove competenze e generare traiettorie evolutive maggiormente orientate all’innovazione sostenibile.

4.2 Prospettive di evoluzione del sistema di misurazione

Dalla rendicontazione alla gestione strategica della sostenibilità

La prima edizione del Bilancio di Sostenibilità ha consentito al sistema Sol.Co Città Aperta di costruire un impianto informativo strutturato e condiviso, fondato su un set di indicatori ESG in grado di restituire una lettura organica delle performance ambientali, sociali e di governance. Questo passaggio rappresenta una condizione abilitante fondamentale, ma non esaurisce il potenziale trasformativo dello strumento.

Nel prossimo ciclo, il percorso di sostenibilità sarà progressivamente orientato verso una maggiore integrazione tra rendicontazione e processi decisionali, con l’obiettivo di evolvere da una logica prevalentemente descrittiva a un approccio pienamente gestionale e strategico. In questa prospettiva, il sistema sarà chiamato a rafforzare la capacità di utilizzare i dati non solo per rappresentare le performance, ma per orientare le scelte organizzative, allocare risorse in modo più efficace e presidiare i principali fattori di rischio e opportunità.

Il cambiamento atteso riguarda in particolare 3 direttrici evolutive:

01

Il consolidamento di un set di indicatori selezionati in funzione della loro rilevanza strategica e della capacità di rappresentare i principali driver di sostenibilità del sistema, introducendo una maggiore gerarchizzazione degli ambiti di intervento;

02

L'introduzione progressiva di obiettivi di miglioramento e traiettorie evolutive, anche in forma qualitativa o incrementale, che consentano di monitorare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese;

03

Il potenziamento del collegamento tra indicatori ESG e risultati organizzativi, con particolare riferimento alla qualità dei servizi, alla sostenibilità economica e alla capacità competitiva, in un contesto caratterizzato da crescente complessità e pressione sui sistemi di welfare.

Tale evoluzione implica, infine, un rafforzamento delle competenze interne in ambito di raccolta, analisi e interpretazione dei dati, nonché una maggiore integrazione tra i sistemi informativi delle cooperative e del consorzio.

Evoluzione del sistema di rendicontazione ESG

da Logica descrittiva a Logica predittiva
Rappresentazione dei dati Strategia Data-driven
Set informativo di indicatori Set gerarchizzato di indicatori
Lettura statica delle performance Lettura dinamica e prospettica delle performance
Assenza o limitata presenza di target Introduzione progressiva di obiettivi di miglioramento e benchmark interni/esterni
Indicatori non direttamente collegati agli esiti organizzativi Integrazione tra indicatori ESG e risultati (qualità servizi, sostenibilità economica, competitività)
Sistemi informativi individuali Sistema informativo integrato a livello consortile

Verso un reporting sempre più maturo e comparabile

Questo report è una prima base strutturata di misurazione, destinata a evolvere in termini di copertura, profondità e comparabilità.

Le principali direttrici di sviluppo riguardano:

l’introduzione di indicatori più granulari e confrontabili nel tempo

l’integrazione progressiva di metriche di outcome e impatto

il rafforzamento della dimensione ambientale

la standardizzazione dei processi di data management

Il percorso avviato delinea una traiettoria evolutiva chiara verso un modello di rendicontazione sempre più strutturato, integrato e orientato alla comparabilità. Le evidenze raccolte confermano tale orientamento: 10 organizzazioni su 11 esprimono una forte attenzione al miglioramento dei processi interni di raccolta dati, mentre 9 su 11 individuano nell’integrazione tra sostenibilità sociale e ambientale una priorità strategica nel medio periodo. In questo contesto, il Consorzio, attraverso il GREEN LAB, assume un ruolo di regia strategica, volto a coordinare il percorso, accompagnare lo sviluppo metodologico e promuovere strumenti condivisi.

Le evidenze emerse nel presente Bilancio di Sostenibilità tracciano con chiarezza la direzione verso cui intendiamo evolvere; il futuro del nostro sistema non risiede in traiettorie solitarie, ma nell’interdipendenza che coltiviamo tra le nostre organizzazioni e, profondamente, al loro interno. Questa connessione vitale si deve rigenerare già oggi attraverso un cambio generazionale consapevole, capace di accogliere la voce dei nuovi cooperatori e delle nuove cooperatrici come linfa strategica: crescere insieme significa dare spazio alle loro idee e priorità, trasformando l’ascolto in azione collettiva. L’innovazione di domani dovrà fondarsi sulla valorizzazione di chi opera quotidianamente nel sistema consortile, cuore pulsante di ogni traguardo. Sarà la nostra capacità di agire in chiave sostenibile — a partire dalla innovazione delle politiche sociali ma anche in una rinnovata cura verso l’impronta ambientale — a definire la nostra identità. In questa reciprocità tra generazioni, persone e ambiente, il Consorzio riafferma il suo impegno a essere motore di un’economia finalmente umana e interconnessa.

Omar Piazza
Presidente Consorzio Sol.Co Città Aperta

4.3 Direzioni di miglioramento degli indicatori ESG

 Il Bilancio di sostenibilità, oltre a restituire gli esiti del percorso di rendicontazione individua anche alcune direzioni di miglioramento che il Consorzio e le cooperative potranno assumere come riferimento per il lavoro dei prossimi anni. Tali direzioni saranno oggetto di monitoraggio e aggiornamento nei successivi bilanci di sostenibilità, così da verificare nel tempo l’evoluzione degli indicatori ESG e la progressiva capacità del sistema cooperativo di rafforzare i propri presìdi ambientali, sociali e di governance.

A questo scopo è stato predisposto il documento allegato “Direzioni di miglioramento degli indicatori ESG”, che propone una rilettura degli indicatori emersi dalla rendicontazione secondo tre traiettorie: mantenere, migliorare e potenziare. La classificazione consente di distinguere gli ambiti già consolidati, da presidiare nel tempo, da quelli che richiedono un rafforzamento sul piano metodologico, organizzativo o gestionale. Per ciascun indicatore vengono inoltre indicati una chiave evolutiva e un orizzonte temporale di riferimento, distinguendo tra azioni attivabili nel breve periodo ed evoluzioni di medio termine.

L’allegato assume quindi il valore di uno strumento operativo e prospettico, utile a collegare le evidenze del presente Bilancio con le future azioni di sviluppo. In questa prospettiva, le direzioni individuate offrono una prima base condivisa per orientare il monitoraggio degli indicatori, il consolidamento dei presìdi interni, l’integrazione progressiva dei criteri ESG nei processi decisionali e la qualificazione dell’impatto generato dal sistema cooperativo.

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